martedì 30 novembre 2010

Il Commento


Quattordicesima giornata di Serie A. Dove si racconta di tante occasioni perse, di una squadra scintillante, di un ritorno atteso e di un nuovo bomber.

Cominciamo la nostra consueta rassegna dalla partita della capolista Milan, che ha impattato a Genova contro la Sampdoria. I ragazzi di Allegri vanno avanti grazie ad uno splendido Robinho, ma vengono raggiunti da Pazzini, ormai abituato a segnare contro le prime della classe. Allegri saluta positivamente il pareggio, ma in realtà l'opportunità era ghiotta: staccare in maniera importante tutte le inseguitrici. La formula, però, funziona: i tre centrocampisti interditori (stavolta erano Gattuso, Ambrosini e Flamini) sorreggono al meglio le punte Ibra e Robinho, con buona pace di chi vuole il gioco scintillante e Ronaldinho sempre in campo. Inevitabilmente il ritorno di Pato creerà qualche problema, ma per ora i risultati arrivano. La Samp gioca con grande ardore e coraggio e non ci sta a perdere; pareggiare contro questo Milan lanciato, e senza poter contare su Cassano, è senza dubbio un'impresa degna di nota.
Come abbiamo detto, è la giornata delle occasioni sprecate. La Lazio potrebbe riportarsi a meno 1 dal Milan, e l'impegno col Catania è di quelli agevoli sulla carta. Però all'Olimpico va in scena una partita strana, in cui i biancocelesti cercano nel primo tempo la via del goal, ma vengono puniti da Silvestre sugli sviluppi di un corner; ci pensa Hernanes, subito dopo, a regalare il pareggio a Reja. La ripresa è un assalto inutile, forse sterile, condito da una prodezza di Zarate che però trova prontissimo Andujar. Due annotazioni: Reja si dice soddisfatto di questo pareggio, ma denota così una mentalità che non può adattarsi ad una squadra seconda in classifica, che queste partite dovrebbe vincerle per poi rammaricarsi se non riesce a farlo; l'oscar dell'antisportività 2010 va al Catania, non per l'onesto catenaccio, quanto per le innumerevoli perdite di tempo dei giocatori, che si buttavano a terra ad ogni contatto e ci rimanevano per interminabili minuti.
Si ferma anche il Napoli, che perde malamente in casa di una splendida Udinese. Tripletta di Di Natale e goal di Hamsik, che poco prima aveva propiziato la terza rete del folletto partenopeo e poco dopo avrebbe sbagliato un calcio di rigore. Mazzarri continua a lamentarsi dell'arbitro, ma noi gli vogliamo far notare che è giunto alla seconda pesante sconfitta consecutiva fuori casa. Converebbe iniziare a guardare ai propri errori. L'Udinese ha un bel ruolino fra le mura amiche, e punta all'Europa: può arrivarci, soprattutto dopo aver scoperto di avere un pararigori di livello assoluto in Handanovic.
Pari anche per la Juve, altra occasione persa. I bianconeri vanno sotto con la Fiorentina per colpa di una sfortunata autorete, e solo all'ultimo tutto acciuffano il pari (davvero bella la punizione di Pepe). La squadra di Delneri crea molto, ma non concretizza; senza togliere meriti a Boruc, denotiamo la mancanza di una punta vera nelle fila della Juventus. Insomma, serve uno che la butti dentro con continuità, e gli attaccanti in organico non sembrano avere questa caratteristica. Dovrebbe pensarci Amauri, ma ormai il brasiliano è il fantasma di sè stesso.
Bel risveglio per l'Inter, che vince in casa contro il Parma di uno scatenato Crespo (due goal per lui). Finalmente Stankovic, con la sua tripletta, può dare un significato a quel tre che abbonda sulle sua mani: un significato che non sia permeato di nazionalismo serbo, insomma. Soffre l'Inter, ma stavolta Benitez ha l'attenuante: è stata lo schieramento più in emergenza della sua carriera, la conta degli indisponibili stavolta era davvero sconfortante. Sempre in attesa di tempi migliori.
Abbiamo accennato ad una squadra scintillante: il Palermo di Delio Rossi, che asfalta la Roma alla Favorita e si proietta in zona Champions. I rosanero sono davvero belli da vedere, specialmente se viene concesso loro spazio per ripartire. Ilicic, Pastore e Miccoli, tutti veloci, sia di testa che di piede; Nocerino e Bacinovic, con Migliaccio, a fare da diga a centrocampo. Insomma, la chimica inizia ad esserci, se solo avessero un difensore di alto livello sarebbero da scudetto. La Roma ha ancora qualche problema: insistiamo sulla convivenza Totti-Borriello, che ci sembra impossibile, e sulla forma di alcuni giocatori che sembrano i fantasmi di loro stessi (Riise su tutti, ma anche De Rossi e Pizarro, appena rientrato dall'infortunio). Ed a Trigoria serpeggiano voci inquietanti: c'è già chi vuole Ancelotti sulla panchina della Roma, ma non solo; si parla di un'acredine sempre crescente dei senatori nei confronti di Borriello, che non sarebbe entrato in punta di piedi nello spogliatoio, ignorando che chi comanda non è certo lui. Sono voci, e vanno prese con beneficio d'inventario, ma la sensazione è che ormai alcuni nomi storici hanno fatto il loro tempo (Totti), e dovrebbero lentamente farsi da parte, altrimenti la Roma non crescerà mai.

Il grande attaccante del nostro titolo è Alessandro Matri, che segna due goal bellissimi per il suo Cagliari contro il Lecce e regala la vittoria alla squadra sarda. Due dimostrazioni del suo bel repertorio, e della sua acquisita maturità. Cellino dice di non volerlo vendere, ma a breve arriveranno offerte importanti, vedremo come si regolerà. In sostanza: venderlo a Gennaio sarebbe una follia, a Giugno invece un affare.
Se Bologna-Chievo viene rinviata per neve, Brescia-Genoa si gioca su una pista di pattinaggio su ghiaccio, e ne viene fuori una partita oscena, incommentabile. Più uniformità di giudizio avrebbe sicuramente giovato a tutti.
Pareggio inutile per Bari e Cesena, che denotano tutti i loro limiti di squadre che fino all'ultimo lotteranno per salvarsi.

martedì 23 novembre 2010

Allo sbando!


Maggio-Novembre 2010: è proprio vero che molte cose nella vita possono cambiare da un momento all'altro. Prendete l'Inter, che appena sei mesi fa alzava trofei a ripetizione, per coronare un triplete che resterà scolpito per sempre nella storia, mentre adesso arranca, a nove punti di distacco dalla prima in classifica.
Le domande sono due: Cosa è successo? E perchè?
Proviamo a dare qualche risposta.

L'estate: Senza dubbio il momento più difficile. Massimo Moratti si è trovato tutto a un tratto a dover gestire una situazione a lui inedita. La sua squadra aveva vinto tutto quello che si poteva vincere, i giocatori erano appagati, contenti, forse scarichi. In più, quello che era stato il condottiero di un'armata invincibile se ne era appena andato: Mourinho aveva già preso il volo per Madrid. Pertanto, il presidente nerazzurro, insieme al fido Branca, si trovava a dover riempire un vuoto incolmabile. La scelta ricadeva su Rafa Benitez, a tutti gli effetti il miglior allenatore libero su piazza: vincitore di una Champions con il Liverpool e di due scudetti con il Valencia, lo spagnolo è l'antitesi perfetta di Mourinho, cioè poche parole, poche polemiche e tanto lavoro. Lo scossone è forte, i giocatori faticano a riadattarsi ad un generale totalmente diverso. Inoltre il mercato non accontenta nessuno. Sono molti i calciatori che flirtano con l'idea di lasciare Milano, dove ormai hanno già vinto tutto. Soprattutto Maicon, farebbe carte false per raggiungere Mou a Madrid, ma Benitez si oppone e blocca la sua cessione, così come farà con Milito. Lo spagnolo però non mette veti alla partenza di Mario Balotelli, l'unico giovane di sicuro talento nella rosa nerazzurra (capiremo poi perchè questo è stato un errore grossolano). Insomma, Moratti non ripete la strategia che appena dodici mesi prima lo aveva portato a costruire la squadra campione d'Italia e d'Europa: via Ibrahimovic, la pietra angolare di Mancini prima e del primo Mourinho poi, e dentro Eto'o, Milito, Snejider, Thiago Motta e Lucio, nonchè Pandev a Gennaio. Rinnovare, rifondare: questo doveva essere il dogma; invece ha prevalso l'ormai stantio "squadra che vince non si cambia", con i risultati che sono stati sotto gli occhi di tutti. E così Benitez si è trovato in mano una squadra già collaudata, sì, ma sotto la guida di un altro uomo. Probabilmente per un allenatore non c'è condizione peggiore di questa.

I problemi: L'avvio non è nemmeno malaccio, con la vittoria in Supercoppa Italiana, la sconfitta in Supercoppa Europea ed il solito pareggiotto alla prima di campionato, risultato che l'Inter ripete da molti anni ormai. I mal di pancia arrivano dopo. L'esordio in Champions porta un pari con il Twente, in campionato si vince contro l'Udinese, ma i segnali non sono positivi. Arrivano i primi infortuni, ma la conta la faremo dopo. Incoraggiante il 4-0 rifilato al Werder Brema, ma pian piano si scopre che fare 4 goal al Werder è una prerogativa di più o meno tutte le squadre d'Europa. Fondamentale è la partita di andata contro il Totthenam: 4-0 a fine primo tempo, poi il crollo di concentrazione, la tripletta di Bale ed il rischio di compromettere la vittoria. Qualcosa lì si rompe, e la certezza arriva dai risultati del campionato: pareggi con Juve e Samp in casa, Lecce fuori, sconfitta nel derby e la domenica successiva contro il Chievo. La squadra è allo sbando. Il primo problema è di natura tattica. Benitez non porta niente di nuovo, di suo, e ripropone il modulo di Mourinho. Ma non è la stessa cosa: Eto'o non vuole più fare il terzino, l'ha fatto solo per Mou, ora vuole fare goal. Ed allora bisogna spostarlo più avanti, a discapito di Milito, che infatti ora non segna più. Sneijder sembra il fantasma si sè stesso, così come Maicon, che non nasconde nel suo modo di giocare la delusione per non essere stato venduto al Real in estate. L'equivoco tattico è evidente: il 4-2-3-1 l'anno scorso funzionava perchè i giocatori avevano fatto un patto con Mourinho; lo stesso assetto non può funzionare con una guida diversa.
Secondo problema, gravissimo e grottesco: la preparazione atletica. Lo staff di Benitez ha fatto davvero un pessimo lavoro, distruggendo le risorse fisiche di giocatori che, peraltro, non sono nemmeno più giovanissimi. Questi gli infortunati già registrati dall'inizio della stagione: Julio Cesar, Chivu, Samuel, Maicon, Cambiasso, Stankovic, Pandev, Milito, Materazzi, Obi, Coutinho; senza contare lo penumotorace di Zanetti, ma questo è un incidente diverso. Tolti dunque il capitano e Samuel, gli altri hanno subito tutti lo stesso infortunio al quadricipite femorale. Può essere un caso? No, è il frutto di una preparazione sbagliata, inadeguata, e che ha reso fragili i giocatori.
Ebbene, davanti a tutta questa penuria, e soprattutto con un Milito che non segna più, quanto sarà il rimpianto di Benitez per aver avallato la cessione di Balotelli? Tanto, tantissimo, ed è anche giusto così.

L'immediato futuro: Visti i problemi, devono essere individuate le soluzioni. Un cambio al timone non sembra prospettabile nel breve periodo, e non per motivi economici. Moratti, infatti, per licenziare Benitez dovrebbe pagare una penale di 4 milioni, che non sono poi troppi per lui. Il fatto è che questo non sembra il caso in cui una scossa possa fare bene all'ambiente. Serve protezione e recupero non affannoso dei giocatori infortunati. Ma una volta riottenuto l'organico al completo, lo spagnolo non deve più sbagliare e deve imporre delle sue idee di gioco. Ci piacerebbe vederlo schierare un rombo a centrocampo dietro alla due punte Eto'o e Milito, chissà se lo farà.
Insomma, tanti i nomi che girano, da Capello a Spalletti, poche le possibilità di vederli realmente a Milano. Però anche un'altra cosa è certa: nel giro di un mese Benitez dovrà trovare la quadratura del cerchio, e se l'ambiente si surriscalda (si veda la testata di Eto'o a Cesar), le cose diventano ancora più difficili!

lunedì 22 novembre 2010

Il Commento


Tredicesima giornata del campionato di serie A. Un terzo della competizione è già volato via, e questo turno è la perfetta cartina tornasole di quanto abbiamo visto fino ad ora. Scopriamo insieme perchè.

C'è una squadra sola al comando, e non è l'Inter, bensì il Milan, quella che nelle ultime cinque stagione è stata la compagine meno nobile del capoluogo lombardo. Ma la voglia di rivalsa sui cugini è tanta, e le basi sono state gettate in estate. L'arrivo di Ibrahimovic si dimostra ancora una volta decisivo. Su queste colonne abbiamo spesso detto che lo svedese è uno dei pochissimo calciatori in grado di caricarsi un'intera squadra sulle spalle per portarla alla vittoria. E' il caso del Milan, che batte la Fiorentina grazie all'ennesima magia di Ibra, già decisivo nel derby una settimana fa. Nota di merito anche per Abbiati, che confeziona almeno tre interventi da fenomeno; un plauso anche ad Allegri, che ormai ha varato con grande successo questo centrocampo fatto di tanti muscoli ed interdizione, rinunciando a quel guizzo di fantasia che quando hai Ibra in squadra può anche non servire.
I viola escono da San Siro senza punti ma con discrete indicazioni, confermandosi una squadra che in trasferta fa tanta fatica, ed attesi dal viaggio verso Torino. Interessante la prova di Ljajic, mentre il recupero pieno di D'Agostino fa ben sperare.
La Lazio denota qualche problema di troppo in zona goal e strappa un pareggio a Parma. Ci permettiamo di dissentire con Edy Reja, che ha individuato la lacuna nella mancanza di un uomo da 20 goal a stagione. Ci è piuttosto parso che la Lazio non abbia sbagliato nella conclusione, ma nella gestione dei contropiedi: sia Lichtsteiner che Hernanes hanno grandi responsabilità, perchè non hanno servito l'uomo libero. Se l'avessero fatto staremmo parlando di una vittoria su un campo difficile, e questa mancanza del goleador non si sarebbe avvertita. Ad ogni modo, i biancoazzurri sono sempre secondi. Complimenti al Parma perchè è saputo risalire ed ha inanellato una striscia di tre risultati utili, portando a casa 7 punti che servivano come l'ossigeno. I dubbi su questa squadra rimangono quasi intatti, l'attacco sembra tutt'altro che inarrestabile, e Bojinov rimane l'eterno incompiuto che è sempre stato.
Si conferma anche il Napoli, che rimane al terzo posto battendo in scioltezza il Bologna. Il potenziale offensivo della squadra di Mazzarri è da primi tre posti del campionato: Hamsik, Lavezzi e Cavani farebbero la fortuna di qualsiasi squadra, ed è davvero piacevole vederli giocare. Inoltre, pare invertirsi quel trend che voleva il Napoli squadra capace di imprese in trasferta ma non in grado di imporsi davanti al proprio pubblico. E' crisi nera per il Bologna, che risente di gravi problemi societari e che appare svuotata e sterile come non mai. Serve unsa svolta: forse in settimana arriverà il cambio di proprietà.
Rimane attaccata al treno la Juventus, che si impone anche in casa del Genoa. La strisca di risultati utili inanellata dai torinesi inizia a diventare importante, e Krasic è sempre più stella assoluta: aumentano i rimpianti per la sua assenza nel big match di sabato scorso contro la Roma. La Juve gioca bene e segna tanto, mettendo in mostra il miglior attacco del campionato. Le prospettive sono davvero rosee, perchè con il recupero degli infortunati questa squadra può entrare seriamente in lotta per lo scudetto. Il Genoa inizia a risentire della presenza di Ballardini, ma non gioca una brutta prestazione. Sfortunato nel cogliere una traversa piena ed una su deviazione, il grifone paga due orrende disattenzioni del proprio, discontinuo, portiere.
La Roma si impone in casa contro una discreta Udinese grazie alla grande prestazione di Jeremy Menez, per la prima volta vero protagonista. Volare e bruciarsi, a Roma, è facilissimo: consigliamo alla stampa romana di trattare con cautela le gesta del francese (difficile vederci accontentati, dato che già oggi sul Corriere dello Sport si parlava di paragoni con Platini e Zidane, nda). Ci sono dei problemi da risolvere: il centrocampo fisico non piace granchè, deve essere recuperato Pizarro; Totti è sempre più corpo estraneo, e curiosamente Ranieri fa fare turnover a tutti i suoi attaccanti tranne che a lui; la difesa balla un pò troppo. Tant'è che l'Udinese nel finale avrebbe potuto clamorosamente pareggiare, con il palo di Sanchez ed il goal annullato a Denis, ma del tutto regolare.

L'Inter: che strano ritrovarla a questo punto della rassegna! Benitez continua a raccogliere record negativi: 12 punti in meno rispetto all'anno scorso, quando c'era Mou; seconda sconfitta di fila, striscia che non si vedeva dai tempi di Mancini allenatore; 9 punti di distacco dalla vetta, mai così lontata l'Inter da tempo immemore. Certo, c'è l'alibi degli infortunati e dei 4 primavera convocati per necessità, ma le colpe del tecnico sono evidenti. Avallare la cessione di Balotelli, unico giovane di valore, senza preferire il sacrificio di un Maicon o, più doloroso, di un Milito, è stata un'autentica follia. In più c'è il modulo: insistere sullo stile di Mourinho senza imporre niente di nuovo è un brutto segnale. Benitez credeva di avere la pappa pronta, probabilmente non mangerà nemmeno una fetta di panettone, dato che gli mancherà Eto'o per qualche giornata (subirà la squalifica per la prova tv). Quella del Chievo è comunque un'impresa, voluta fortemente e legittimata da un primo tempo davvero fenomenale. Bellissimo lo stacco per il goal di Pellissier, meritato il tocco rapace di Moscardelli. Complimenti a Pioli, ed ennesimo riferimento all'ottimo Constant.
Palermo sugli scudi: dopo il Catania batte anche il Cesena e si propone per i piani alti della classifica. Stavolta non è Pastore ad illuminare la scena, bensì un altro giovane, Ilicic, che segna un grande goal. Sigillo di un ritrovato Miccoli, che rappresenterà un'alternativa di altissimo livello in una stagione importante come questa. Il Cesena, dal canto suo, crea ma si trova davanti un Sirigu formato superstar. Per Ficcadenti potrebbero esserci presto novità negative.
Bella ed importante vittoria all'esordio per Donadoni sulla panchina del Cagliari, che espugna Brescia in rimonta grazie a Matri e Conti (inutile quindi il rigore di Caracciolo). La Sampdoria espugna il campo-fortino del Lecce con un Pazzini in grandissimo spolvero, autore di una tripletta; il Lecce, in dieci fin dal primo tempo per l'esagerata espulsione di Chevanton, riesce a rimontare fino al 2-2, ma si deve arrendere al terzo sigillo del Pazzo, forse in fuorigioco.
Chiude il quadro la vittoria di misura del Catania su un Bari sempre più in caduta libera. Ventura si dice sicuro di sè e dei suoi ragazzi, staremo a vedere.

lunedì 15 novembre 2010

Il Commento


Giornata davvero importante, con segnali da cogliere e considerazioni che diventano sempre più interessanti. Vediamo perchè.

Derby di Milano vinto da quella che, diciamolo francamente, era la squadra favorita alla vigilia. L'Inter in quest'anno non ha mai convinto nè i suoi tifosi nè i critici, e continua a non attirare i favori di coloro che si appassionano al calcio. Qualche numero: i nerazzurri sono alla terza partita casalinga consecutiva senza vittoria; ma v'è di più, visto che dal lontano 2008 l'Inter non perdeva in casa. Inoltre Benitez ha perso contro Roma e Milan ed ha solo pareggiato contro la Juve; insomma, se non è un disastro, poco ci manca. Anche stavolta c'è lo zampino del rotondo tecnico spagnolo, che preferisce spostare Cordoba sull'esterno e schierare Materazzi centrale piuttosto che affiancare il colombiano a Lucio per sganciare Santon sulla corsia. Vorremmo anche sapere chi ha pianificato la preparazione estiva all'Inter, dato che Obi si aggiunge all'elenco degli infortuni muscolari, e Milito ci cade di nuovo. Tutto questo non toglie alcun merito al Milan, che ha trovato la quadratura del cerchio. Fuori Pirlo perchè acciaccato, ma anche per scelta, dato che il centrocampo granitico si associa bene ad un attacco molto talentuoso e fantasioso. Ibra è un trascinatore, ma anche Robinho si muove bene, e Seedorf regala ancora sprazzi di bel gioco. La difesa, se Thiago Silva e Nesta stanno bene, concede molte garanzie. Da rivedere le corsie esterne, dove Abate e Zambrotta non convincono. Evidenti però i meriti di Allegri, che ha saputo mettere in discussione le proprie idee di inizio anno.
Chi si è messo palesemente in discussione è anche Edy Reja, che dopo soli 5 minuti dall'inizio della partita contro il Napoli ha spostato Zarate prima punta per arretrare Floccari. Mai mossa fu più azzeccata; l'argentino è tornato ad essere l'entusiasmante tanguero di due anni fa, ha segnato e fatto segnare. Note molto positive per la Lazio arrivano anche dal centrocampo, dove la coppia Ledesma-Matuzalem ha prodotto la migliore partita dell'anno, e dalla difesa, con Biava e Dias sempre più sugli scudi. E poi battere questo Napoli con tale sicurezza non è da tutti. La squadra di Mazzarri è sempre pericolosa, anche se stavolta Hamsik appare decisamente sotto tono e Cavani viene cercato poco dai compagni. Solite magie di Lavezzi, con un suo destro che si stampa sul palo. L'allenatore dei partenopei, con poca signorilità, si lamenta dell'arbitro dimostrando di non sapere mai accettare il verdetto del campo.
Discreto spettacolo quello offerto da Juventus e Roma, che sono apparse due grande incompiute. Ranieri sbaglia a tenere fuori Borriello per far giocare Totti, ma tanto ormai è palese che un posto al capitano va trovato sempre e comunque. Fatichiamo anche a comprendere il motivo per cui è stato inserito Rosi al posto di Cassetti. Per il resto la Roma gioca bene e tiene sempre in pungo il pallino del gioco, ma è la Juventus a creare le occasioni migliori, partendo di rimessa (scelta tattica dovuta alle abbondanti assenze). Molto bello il goal di Iaquinta, grande prova di Aquilani, solare e netto il rigore a favore della Roma, splendido il tiro al volo di Quagliarella nel finale. Un plauso per Greco, ragazzo dotato di grande personalità, ed una nota di demerito per Marotta, che si lamenta ingiustificatamente del rigore concesso alla Roma. Serve più signorilità nel nostro calcio.

Questi i tre big match di giornata, ora vediamo più velocemente le altre partite.
Vittoria importante per il Parma, che si rilancia in casa di un Bari ultimo da solo, in caduta libera e con i nervi a fior di pelle. Ventura non ritrova più il bandolo della sua matassa, Marino festeggia il grande goal di Candreva.
Importante anche la vittoria della Fiorentina sul Cesena, che torna nella sua mediocrità. Occhio però all'infortunio occorso a Mutu, che era appena rientrato.
Che bella la vittoria del Palermo nel derby contro il Catania! Beata gioventù, verrebbe da dire: tripletta di Pastore e grande dinamismo per Ilicic e Bacinovic, altre due stelle del futuro. Gli etnei si coccolano il piccolo Gomez, funambolo del centrocampo, ma non vanno oltre una sonora sconfitta, che però non li ridimensiona. Maxi Lopez sembra il fantasma di sè stesso.
Goleada dell'Udinese in casa contro il Lecce, tripletta per Di Natale e sigillo, irregolare perchè in fuorigioco, di Floro Flores. E' tornato Totò, che sciorina tutto il suo repertorio migliore. Gloria anche per Handanovic, che para un rigore a Di Michele nel finale. Va detto che il Lecce, nonostante le belle prove messe in mostra al Via del Mare, in trasferta si smarrisce e denota tutti i suoi limiti, soprattutto difensivi. A Gennaio sarà decisivo intervenire, perchè questo è il terzo 0-4 subito in questa stagione.
Pareggio noioso ed inutile fra Sampdoria e Chievo. I blucerchiati hanno faticato fin dall'inizio della stagione ad andare in goal, figuriamoci adesso che Cassano è fuori rosa: una pace servirebbe davvero a tutti, soprattutto a Di Carlo, che è l'uomo che subisce di più una situazione a lui non imputabile. Il Chievo anche ha problemi a segnare, e stavolta crea anche poco, anzi c'è solo un tiro di Moscardelli.
Seconda vittoria per Ballardini, che conduce il suo Genoa nella trasferta di Cagliari. Una partita anche questa brutta, con i portieri poco impegnati. Solo un calcio piazzato può sbloccare la situazione, con Ranocchia che salta più alto di tutti sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Il Cagliari è in crisi, e la panchina di Bisoli è vicina all'esplosione. Col senno di poi, possiamo dire che una sua permanenza a Cesena avrebbe giovato a tutti.
Vittoria immeritata e pesante del Bologna in casa contro il Brescia. Gli ospiti fanno la partita e sfiorano piùà volte il goal, ma alla fine è Di Vaio a mettere il sigillo, con un gran tiro da fuori. Bolgona Di Vaio-dipendente? Sì, senza dubbio.

lunedì 8 novembre 2010

Il Commento


La decima giornata è stata ricca di avvenimenti, quindi non perdiamoci in preamboli inutili e passiamo subito ad analizzare il turno, cominciando dal derby della Capitale.

La Roma batte la Lazio, ancora capolista, e prova ad ingranare una nuova marcia per questo campionato. E' stato un derby in tutto e per tutto, con tensioni, nervosismi, episodi, gioie e dolori, ma tutto sommato corretto, sia sugli spalti che sul campo. La Lazio, chiamata alla prova di maturità, sbaglia completamente l'approccio alla partita ed entra in campo impaurita, intimidita. La Roma, al contrario, dimostra di essere la squadra più vogliosa di vittoria. Alla fine questa diversa attitudine farà la differenza, consegnando ai giallorossi tre punti tutto sommato meritati. Borriello e Vucinic sono stati tatticamente molto pericolosi, confermando di giocare meglio in linea fra loro, senza Totti a sparigliare. Per la Lazio si è visto un buon Ledesma, mentre Foggia e Zarate hanno cambiato il passo nella ripresa. Hernanes ha bisogno di riposo, e Rocchi è ormai sempre più prossimo al capolinea. Capitolo Morganti: l'arbitro sbaglia molto, ma non sembra condizionare il risultato. Due errori gravi: non fischiare il fallo di Baptista su Lichtsteiner per poi concedere rigore alla Roma; non vedere il fuorigioco di Dias e conseguentemente non fischiare il rigore su Mauri. Questa la cronaca della partita, promettiamo però ai lettori un approfondimento su come si è vissuto il derby allo stadio (appuntamento ai prossimi giorni).
Vince il Milan sul campo del Bari e si mette nella scia della Lazio capolista. Finisce 3-2, ma poteva davvero essere più pesante il passivo per i padroni di casa, che sono alla quinta sconfitta in fila e non mostrano segnali di ripresa. La formula magica di Ventura è già un ricordo? Dal canto suo il Milan mostra un Ibra in versione assist-man e due goleador che non ti aspetti, Ambrosini e Flamini. Il ritorno al goal di Pato è un'altra buona notizia per Allegri, che è ora più soddisfatto. Da rivedere Robinho, che ha sprecato almeno tre nitidissime palle goal, ed in Serie A, su un campo come quello di Bari, certi errori possono essere imperdonabili.
Si ferma ancora l'Inter, ed i numeri cominciano ad essere eclatanti. Terzo pareggio di fila a San Siro per il buon Benitez, che davvero non riesce a trovare la quadratura del cerchio. E poi c'è la lista infortunati, ormai imbarazzante, alla quale si aggiungono Maicon e Samuel, con quest'ultimo che pare aver addirittura già finito la sua stagione. Tornano in campo Pandev e Milito, ma a togliere le castagne dal fuoco è sempre Eto'o, procurandosi un rigore inesistente e peccando nel non farlo notare all'arbitro. Ma questa non è una simulazione eclatante come quella di Krasic, le due azioni sono profondamente diverse. Bella la prova del Brescia, che si presenta a Milano in crisi nera, ma riesce ad organizzarsi ed a strappare un punto che vale oro.
Vince anche la Juve, e lo fa su un Cesena propositivo fino all'espulsione di Pellegrino. Vantaggio di Jimenez, poi Del Piero (su rigore molto dubbio), Quagliarella e Iaquinta: questi i marcatori. La vittoria della Juve è pesante perchè arrivata in piena emergenza, con tanti infortunati. Ma con un Aquilani così si può fare a meno di tanti giocatori, e vincere lo stesso: lui e Marchisio sono in grande forma e possono diventare la colonna portante dei bianconeri.

In chiave Champions bisogna sottolineare la vittoria del Napoli sul Parma, con i partenopei che si dimenticano subito di Liverpool e si prendono tre punti grazie ad un Cavani formato super. Davvero da cineteca il secondo goal dell'uruguagio, ben assistito da Lavezzi. Il Parma, al contrario, è in caduta libera, e la panchina di Marino comincia a scottare pericolosamente. Ennesimo infortunio per Giovinco, che dimostra ancora una volta di avere un fisico inadeguato alla massima serie.
Non scottava, ma è comunque saltata, la panchina di Gasperini, che lascia il Genoa in mano a Davide Ballardini. Fatale la sconfitta maturata nel posticipo contro un bellissimo Palermo, illuminato da un colpo di tacco di Pastore. Il Genoa non ha giocato male, ha creato anche qualche pericolo, ma non ha mai dato l'impressione di poter vincere. Al contrario, il Palermo ha tessuto trame interessanti, e sulla fascia sinistra, dove agisce Balzaretti, crea le azioni più pericolose.
Scialbo pareggio per la Samp in casa con il Catania. E' questo il classico caso in cui le sanzioni fanno male a tutti: senza Cassano, la squadra fatica tantissimo; il giocatore, dal canto suo, è costretto a starsene a casa davanti alla tv. Ancora abulico Pazzini, che è lontano dal riprendersi. Catania totalmente spuntato, segna pochissimo e deve ancora ritrovare Maxi Lopez, probabile meteora del campionato italiano.
Vince la Fiorentina in casa contro il Chievo, grazie ad un goal del contestato Cerci. Ennesima sofferenza per i viola, che stanno pian piano uscendo dalla crisi ma faticano ad imporsi. Senza Montolivo, operatosi alla caviglia, i giocatori di Mihajlovic non girano al meglio, ma trovano lo stesso un ottimo spunto. Bene Boruc al posto del lungodegente Frey. Problemi di organizzazione per il Chievo, che alla seconda trasferta consecutiva decide di non scoprirsi eccessivamente e di giocare per lo 0-0. Ma i conti non sono andati a posto.

In chiave salvezza, il Cagliari coglie un buon punto contro un'Udinese data in grande forma, e lo fa con un goal stupendo di Daniele Conti, che per esecuzione ha ricordato un pò quello fatto contro la Roma alla seconda giornata. Il pareggio dei friulani è meritatissimo e porta la firma di Floro Flores.
Bella vittoria del Bologna contro un Lecce depresso ed in caduta libera. Mai come adesso ai ragazzi di De Canio urge un'iniezione di ossigeno salentino, visto che la lontananza dal Via del Mare ha portato solo guai.

martedì 2 novembre 2010

Il Commento


La nona giornata della serie A presenta un altro spezzatino: tre giorni, un big match, tanti scontri salvezza ed uno sguardo al futuro, nel nostro commento!

Si comincia dal venerdì di Marassi, con l'Inter che batte il Genoa di misura e grazie ad episodi contingenti. Peccato per Gasperini, che aveva impostato molto bene la gara ma per colpa di Eduardo deve arrendersi e cedere il passo ai nerazzurri. Eppure il Genoa ha lottato ed è piaciuto molto, nonostante i tanti indisponibili. Continua a stentare l'Inter, che non convince affatto: deve rientrare a grandi livelli Milito, e soprattutto devono interrompersi gli infortuni, che appaiono senza fine. Si aggiungono alla lista anche Cambiasso e Julio Cesar; il centrocampo è decimato. Benitez continua a puntare su Biabiany, e noi continuiamo a chiederci che fine abbia fatto Pandev.
Luci a San Siro: c'è Milan-Juve. Ed il risultato è quello che non ti aspetti, con il Milan che parte forte e prende una traversa con Ibra. Dopo l'assestamento, Quagliarella porta avanti la Juve, che raddoppierà con Del Piero nella ripresa. Inutile la rete di Zlatan, i bianconeri passano a San Siro. Indicazione importante: in due trasferte milanesi la Juventus ha raccolto ben 4 punti; pensate che la Roma, antagonista dell'Inter, lo scorso anno a San Siro fece un solo punto. I ragazzi di Delneri hanno anche mostrato ottima personalità, e grande gestione del pallone. Cosa che è mancata al Milan, che ha attaccato con grande confusione e senza l'apporto di un attacco che è stellare solo sulla carta. Cosa succede a Pato? Dopo il grande avvio e l'infortunio non è più lo stesso: possibile che riesca a segnare solo contro Lecce e Chievo?
Continua il volo dell'aquila biancoceleste, vittima di turno è il Palermo di Delio Rossi. Alla Favorita va in scena la tipica trasferta biancoceleste: i padroni di casa attaccano ma sbattono sul muro eretto da Andre Dias e Muslera. Sugli sviluppi di un calcio piazzato, proprio il centrale brasiliano segna il goal decisivo. La Lazio di Reja stupisce per la concretezza e l'unità d'intenti: un giocatore come Pastore si ferma solo se i giocatori si aiutano e si concentrano; si veda il grande lavoro di Brocchi, che in questo senso è il migliore della capolista. Le ripartenze sono affidate al quartetto d'attacco, che riserva sempre grandi giocate. Approfondiremo, perchè la Lazio tatticamente lo merita. Per quanto riguarda il Palermo, l'inesperienza e la gioventù dei talenti è venuta fuori, in una partita in cui un pareggio, ad ogni modo, non sarebbe stato scandaloso.

Mini-serie positiva per la Roma, che contro il Lecce conquista il settimo punto nelle ultime tre partite. Primo tempo in equilibrio, con due traverse per la Roma ed una traversa più salvataggio sulla linea pro Lecce. Nella ripresa un lampo, cross di Riise per Burdisso, e si sblocca la partita. Raddoppierà Vucinic; Totti, espulso, salterà il derby, e questo non è un male per la Roma. Insomma, i problemi dietro continuano, la lista degli indisponibili si allunga, e la confusione tattica di Ranieri, che continua a schierare Vucinic sulla fascia, stavolta non fa troppi danni. Lecce senza dubbio migliore rispetto alle ultime uscite in casa delle grandi, ma ancora non basta. Un encomio in particolare a Rosati, portiere discreto in ottima forma.
Vittoria corsara per il Napoli sul campo di Brescia, già difficile di per sè e reso impossibile dalla pioggia battente. Gli uomini di Mazzarri impostano la partita sulla difesa, ed alla prima occasione, arrivata nel secondo tempo, segnano con Lavezzi. Vittoria di sacrificio, impostata più sulla quantità che sulla qualità, come dimostra la grande prova di un giocatore come Yebda, non proprio dotato di piedi buoni. Crisi nera per il Brescia, che continua a perdere, e non vince ormai da quel 2-1 casalingo con la Roma. Iachini inizia a traballare, ma il materiale umano a sua disposizione è quello che è. Continui a puntare su Kone, che sembra un ottimo prospetto.
Altra vittoria corsara pesante è quella della Samp, arrivata all'ultimo tuffo con una zampata di Pazzini, che finalmente si sblocca. Toccata dal caso Cassano, la Sampdoria inizialmente soffre il Cesena, ma nel finale i valori vengono fuori, e per la squadra di Ficcadenti c'è poco da fare. Proprio il mister del Cesena sembra sull'orlo dell'esonero: si vocifera che siano stati messi in preallarme Cosmi e Beretta come possibili sostituti. Fatto sta che il Cesena, partito bene, nelle ultime sei giornate ha raccolto un solo punto: insomma, una media che porta di corsa a tornare in serie B. Allarme rosso.
Vola invece l'Udinese, ormai giunto alla quarta vittoria in fila. La vittima è un Bari sempre più in caduta libera ed in situazione speculare: arriva infatti la quarta sconfitta consecutiva. I bianconeri friulani ritrovano la fantasia di Alexis Sanchez, goal ed assist per lui; i bancorossi pugliesi invece perdono ancora, e c'è anche il rammarico per il rigore sbagliato da Barreto.

In chiave salvezza è un buon punto quello del Parma contro il Chievo, sicuramente superiore, vista la classifica. Brutta partita tra Catania e Fiorentina, lo 0-0 sembra già scritto. Vittoria fondamentale per il Cagliari contro un Bologna in discreta crisi e vicino alla caduta libera.

martedì 26 ottobre 2010

Il Commento


Prima "giornata lunga" del nostro campionato, divisa in ben tre giorni, e con un Monday Night davvero eccezionale. Tuffiamoci subito nel pieno di questo weekend lungo!

Pochi preamboli, perchè di carne al fuoco ce n'è tanta. In partenza ci soffermiamo sull'Inter, che continua a stentare, soprattutto per noi che negli occhi abbiamo ancora la splendida cavalcata dello scorso anno. Dati estremamente interessanti: contro la Sampdoria, la squadra di Benitez colleziona il secondo pareggio casalingo consecutivo, cosa che non succedeva da tempo immemore. I nerazzurri giocano bene, ma mancano il colpo del k.o., ed allora la Samp prende coraggio, fino ad andare in vantaggio con un'azione viziata da un presunto fallo di Cassano su Chivu. Ci penserà il solito Eto'o a rimediare, ma il pari allontana l'Inter dalla testa della classifica, facendole maturare un distacco mai visto nel dopo Calciopoli. Sono numeri che devono farci riflettere: si tratta delle cifre di una squadra appagata, che è passata dalla gestione del miglior allenatore del Mondo a quella di un mister di grande livello, ma non così bravo come Mourihno. E' la pura verità. Stupisce sempre di più la convinzione con cui Benitez punta su Biabiany pur avendo Pandev scalpitante. Ma non ha solo colpe, il tecnico spagnolo: il più grande merito è quello di dare spazio a Coutinho, che è un giovane molto tecnico e bravo con i piedi, ma ancora troppo gracile (deve mettere su fisico per non fare la fine di Giovinco, tanto per intenderci, con le dovute proporzioni). La Sampdoria ha fatto un'ottima partita, sorniona, affidando le sue chances alla coppia d'attacco, con un Cassano in grande spolvero ed un Pazzini ancora in difficoltà.
Dicevamo di un grande posticipo del Lunedì: spettacolo puro tra Napoli e Milan al San Paolo, per una partita mai noiosa e mai banale. Cominciano meglio gli ospiti che, con l'invenzione di un redivivo Oddo, mandano in porta Robinho (secondo goal consecutivo per il brasiliano). Si sveglia quindi il Napoli, che crea tanto, finchè non viene espulso Pazienza. Remi in barca per Mazzarri? Macchè! Sulla base del corollario di Liehdolm, in dieci il Napoli gioca anche meglio, e sfiora a più riprese il pari. Ancora Oddo, però, fornisce la palla del due a zero ad Ibra. Inutile, ma sensazionale, il goal di Lavezzi. Cosa ci dice questa partita? Innanzitutto, che a sprazzi il Milan ha dimostrato di saper intavolare trame di gioco quasi irresistibili; poi, che Ibra è sempre decisivo, anche nelle serate in cui non brilla; infine, che il Napoli ha tanta qualità davanti quanti problemi nella fase difensiva ed anche in un centrocampo che, con Gargano e Pazienza, non garantisce ripartenze fulminee.
Continua il volo della Lazio, che ha giocato davanti ad uno spettatore d'eccezione: l'aquila Olimpia, che si è fatta beffe del suo addestratore ed è rimasta per quasi tutto il primo tempo sopra alla copertura dell'Olimpico. Da lassù, il rapace si è goduto il bel goal di Floccari, e poi è stato recuperato da un falconiere. La partita ha presentato una Lazio brava e fortunata, capace di capitalizzare al meglio le occasioni e di congelare il gioco quando ha dovuto. Se poi ci aggiungiamo che di fatto il goal del Cagliari è arrivato da uno sciagurato retropassaggio di Radu, capiamo che la Lazio ha vinto davvero con merito. Meriti da ripartire tra Floccari e Mauri, che stanno attraversando un grande momento di forma. Anche Reja va osannato, per le sue capacità di allenatore e capo dello spogliatoio. Il Cagliari mette in mostra un grande giocatore, Matri, e su questo dovrà basare la corsa alla salvezza.
Pareggio sofferto della Juventus a Bologna. In una partita con pochi temi tattici, tiene banco la simulazione di Krasic, che inganna l'insufficiente arbitro De Marco e probabilmente prenderà due turni di squalifica. Noi ci limitiamo ad aggiungere una sola considerazione: Krasic il nuovo Nedved? Non ancora: Pavel,in un Lazio-Fiorentina di tanti anni fa, ammise di essere caduto da solo in area dopo che l'arbitro gli aveva fischiato rigore a favore. Lezioni di calcio, per diventare un campione, traguardo che Milos potrà raggiungere.

Continuano ad esserci problemi in casa Roma, anzi ce ne sono di nuovi. Non stupiscono più le sostituzioni a dir poco azzardate di mister Ranieri, ma stavolta creano un nuovo caso. Passi il doveroso cambio di Totti dopo un primo tempo di trotto del capitano, ma far entrare Baptista per Vucinic è una mossa che proprio non abbiamo capito. Con la conseguenza di avere nel montenegrino un altro separato in casa. Insomma, le nubi rimangono alte su Trigoria, e non si vede nemmeno un raggio di sole. Meno male che sabato all'Olimpico arriva il Lecce, che ne ha presi quattro a Milano ed altrettanto a Torino. Non vincere, per Ranieri, potrebbe voler dire davvero tanto. Il Parma, dal canto suo, ha dimostrato che non sta attraversando un buon momento, come ci indicano anche gli errori di Marques e Crespo sotto porta. Serve disperatamente il ritorno di Giovinco, per non dare troppo punti di riferimento in attacco.
Sorprendente scivolone del Palermo ad Udine, con Delio Rossi che giustamente se la prende con la poca umiltà mostrata dai suoi giocatori, a partire da Pastore, che deve tornare con i piedi per terra, essendo un autentico campione. Bene Pinilla, bomber di qualità. Male tutta la difesa, a cominciare dal nazionale Cassani. L'Udinese ha invertito l'oscena partenza ed ora è a quota tre vittorie consecutive: la svolta è arrivata, ed occhio a questo giovane difensore con il vizio del goal, Benatia.
Vince il Genoa in casa contro il Catania, senza meritarlo. Gli ospiti hanno creato tante occasioni, facendo notare ancora una volta l'inadeguatezza della retroguardia della squadra di Gasperini. Rafinha con l'assist e Rossi con il goal hanno regalato ai rossoblu una vittoria davvero inaspettata ed insperata, che li proietta in zone più appropriate.

Terza sconfitta consecutiva per il Brescia, che a Lecce passa addirittura in vantaggio, ma poi subisce la legge del Via del Mare e capitola sotto i colpi di Ofere e Di Michele (che ha anche sbagliato un rigore). L'avevamo detto la settimana scorsa: il Lecce contro le grandi è squadra da prendere a pallonate, ma nelle sue partite, e soprattutto in casa, è un cliente scomodissimo. Basti pensare che dieci degli undici punti fatti, De Canio li ha conquistati nelle mure amiche.
Sfortunato scivolone del Cesena in casa del Chievo, che passa al 91esimo minuto con goal dell'interessante francese Thereau, che sblocca l'1-1 firmato Cesare ed autogoal di Guana. Da sottolineare l'ennesima splendida prova di Constant, davvero un gran bel giocatore.
Chiude il quadro la vittoria casalinga della Fiorentina che, nel più classico dei "vince ma non convince", muove una classifica che si era fatta troppo preoccupante. Cade invece il Bari, alla terza sconfitta di fila, incapace di capitalizzare le occasioni da goal, e di crearne abbastanza.

lunedì 18 ottobre 2010

Il Commento


Dopo la pausa per la Nazionale, ed il nostro seguitissimo approfondimento sulle venti protagoniste della serie A, ecco di nuovo la rubrica del Commento, appuntamento fisso per tutti i nostri lettori. Oggi, però, vorremmo dare un taglio diverso all'articolo, partendo dai singoli, da quegli uomini che possono cambiare le sorti di tutta una squadra.

L'Inter ha un uomo del genere, si chiama Samuel Eto'o. Stante l'assenza di Milito, il camerunese gioca da prima punta vera e risolve la partita di Cagliari. Dopo un anno passato a fare più il terzino che l'attaccante, Eto'o adesso è capocannoniere della serie A e sta trascinando un'Inter altrimenti poco convincente. Altra domenica di sofferenza per Benitez, contro un Cagliari arrembante e ben messo in campo, che sfiora spesso il pari, sprecando un pò troppo. Eto'o dunque protagonista, nel bene e nel male, che non è certo colpa sua: sciocchi i "buu" razzisti a lui indirizzati, bravo Tagliavento nel decidere per la sospensione temporanea del match. Bravo, sì, ma solo in quello: il fischietto di Terni sbaglia tutto quello che può sbagliare, negando almeno un rigore netto al Cagliari per mani di Lucio.
Anche l'altra squadra milanese, quella rossonera, ha un uomo incredibilmente efficace. Si chiama Zlatan Ibrahimovic, ed ha fatto tutto lui contro il Chievo nell'anticipo di sabato pomeriggio. Assist al bacio per la prima prodezza di Pato; punizione battuta con furbizia per il secondo goal del brasiliano; sfortunata autorete nel finale. Un uomo, una squadra, una partita. Tolto Ibra, il Milan gioca una buona partita, soprattutto nel primo tempo, subendo eccessivamente il ritorno del Chievo nella ripresa. Per gli ospiti segnaliamo l'ottimo Constant, un giovane di cui sentiremo parlare. I rossoneri si godono lo scintillante ritorno di Pato, la forza dell'Ibra di cui sopra ed il primo goal di Robinho. Apprensione per l'infortunio occorso a Thiago Silva.
Parliamo ancora di singoli. Ce n'è uno decisamente importante anche a Torino, e risponde al nome di Milos Krasic. Anche contro il Lecce, il serbo è una furia imprendibile, distrugge tutti gli avversari sulla sua fascia di competenza e manda in goal i compagni con una facilità imbarazzante. Mister Delneri può godersi anche Aquilani, autore di un gran goal, Felipe Melo, che ha fatto pace con i tifosi, ed Alex Del Piero, campione immortale che raggiunge Boniperti per goal segnati in serie A. Insomma, una domenica di grande festa. Il Lecce non era davvero all'altezza, e soprattutto fuori casa ha dimostrato di soffrire davvero parecchio. Ma la squadra di De Canio dovrà farsi trovare pronta in altre partite, non in questa.
La nostra rassegna di uomini continua e fa tappa nella Capitale, dove c'è un brasiliano che è arrivato da poco, ma è già un eroe. Stiamo parlando di Hernanes, il Profeta della Lazio capolista. Nella scorsa partita un suo assist è valso la vittoria, stavolta il timbro lo mette lui personalmente segnando un bel goal e proiettando la Lazio verso il volo anche a Bari. Sarà poi Floccari a raddoppiare ed a chiudere il match. Capolavoro tattico di Edy Reja, che nel primo tempo si chiude nel tentativo, ben riuscito, di rintuzzare tutti gli attacchi del Bari. Nella ripresa, Mauri approfitta del primo spiraglio utile e manda in porta il Profeta. Complimenti a Zarate per la sua dimostrazione di sacrificio. Il Bari incappa in una serata difficile ed è anche sfortunato nel finale, ma ha dimostrato di avere dicrete doti. Certo, vedere la squadra di Ventura perdere in casa un pò stupisce.

Anche a Palermo c'è un uomo decisivo, Javier Pastore detto "El Flaco". L'argentino illumina i rosanero nella giornata del calcio spumeggiante e del 4-1 ad un inconsistente Bologna (si salva solo Di Vaio). Con Pastore spiccano Ilicic, Pinilla e Bacinovic, tutti nuovi, tutte scoperte di Delio Rossi e Walter Sabatini, la nuova coppia del nostro calcio. Davvero un grande Palermo, gioca in maniera innovativa, spettacolare, molto veloce e con tanti tocchi di prima. Ripetiamo, davanti c'era un pessimo Bologna. Malesani dovrà lavorare tanto.
Napoli è sempre più il regno di Edinson Cavani, capocannoniere insieme ad Eto'o. Ennesimo goal dell'uruguagio, che stavolta frutta solo un pareggio, per colpa del catanese Gomez. Il Napoli non convince nella trasferta siciliana perchè dopo il vantaggio si chiude troppo, ed è solo un De Sanctis in giornata di grazia ad evitare la sconfitta. Dopo il pareggio c'è una reazione dei napoletani, che sfiorano il raddoppio sempre con Cavani. Nel finale, autentica sciocchezza di Paolo Cannavaro che si fa espellere e salterà la partita con il Milan di lunedì prossimo.
A Roma, sponda giallorossa, stanno cercando disperatamente un uomo decisivo. Forse Marco Borriello potrà diventarlo; intanto segna a ripetizione e fa ripartire la Roma. Attenzione, ancora c'è tanto da lavorare per Ranieri. La squadra giallorossa, contro il Genoa, dura per un'oretta, non di più, ma macina bel calcio. Dal 65esimo minuto in poi c'è il solito crollo fisico, che stavolta però non costa la vittoria. Totti è autore di una buona prestazione e resta in campo per novanta minuti. Provocazione: è un caso che la Roma abbia girato meglio senza De Rossi? La risposta non è così scontata.
Passiamo per Genova, e troviamo l'uomo simbolo della Sampdoria, Antonio Cassano, che regala tre punti d'oro a Mimmo di Carlo. La Fiorentina parte bene e va in vantaggio con Marchionni, ma una punizione di Ziegler e la gran giocata di Fantantonio permettono ai padroni di casa di sfangarla e tornare a vincere.

Da ultimo, diamo conto della vittoria dell'Udinese sul Brescia, largamente immeritata ma arrivata con la testa di un veterano, Bernardo Corradi. Pareggiano, invece, Parma e Cesena; gli uomini di Ficcadenti non sanno più vincere, mentre quelli di Marino sprecano troppo e non riescono a fare il colpo in trasferta.

mercoledì 13 ottobre 2010

Il primo bilancio - parte quinta


MILAN, 11 PUNTI, 3V 2P 1S, 8GF 4GS
Come gioca: MAx Allegri, alla sua prima grande occasione da allenatore, presenta un 4-3-3- che somiglia però di più ad un albero di Natale di "ancelottiana" memoria. La prima punta, nonchè giocatore più avanzato, è Ibra, con Robihno e Ronaldinho leggermente dietro. Al ritorno di Pato sarà 4-3-3 più puro. Pirlo, Gattuso e Seedorf trovano posto a centrocampo, davanti alla difesa a quattro. I due terzini garantiscono una spinta costante sulle fasce, e lo fanno anche con una certa tranquillità, dato che i centrali si chiamano Nesta e Thiago Silva, due garanzie. Abbiati in porta pare aver vinto il ballottaggio con Amelia.
Cosa va: Senza dubbio funziona l'acquisto di Ibrahimovic, ma su questo c'erano pochi dubbi. Per ora, in campionato, Ibra ha fruttato almeno 4 punti, mentre in Champions è addirittura marcatore unico dei rossoneri. Anche Boateng, volto nuovo arrivato via Genoa, ha finora ben figurato, soprattutto nella trasferta contro la Lazio. La difesa è una garanzia, soprattutto quando i due terzini entreranno veramente in forma. Christian Abbiati, fino all'odierno infortunio, ha disputato un ottimo avvio di stagione.
Cosa non va: Disporre di Ibra ti porta forzatamente a cercarlo spesso, quasi fino a collassare tutte le azioni su di lui. E questo ad alcuni giocatori del Milan non piace: si rischia di fare la fine dell'Inter di due anni fa (in realtà non sarebbe una brutta fine, vittoria del campionato e brutta Champions). Anche la forma di Ibra preoccupa, si sospetta una pubalgia, ma lui tranquillizza tutti. Robinho potrebbe essere stato un acquisto sbagliato, ed ancora non è in forma. Preoccupa anche la situazioni infortuni, si vedano i casi di Pato ed Ambrosini. Inoltre l'annoso problema del Milan è rimasto: l'età media è troppo avanzata, soprattutto nel reparto del centrocampo.

NAPOLI, 11 PUNTI, 3V 2P 1S, 12 GF 8GS
Come gioca: Mazzarri schiera in maniera molto camaleontica il suo Napoli. Se volessimo riferirci ad uno schema di riferimento, parleremmo di 3-4-2-1, ma c'è di più. Hamsilk e Lavezzi sono in costante proiezione offensiva, spingendosi ben oltre la trequarti avversaria. Quando avviene questo, Dossena si schiaccia sulla metà campo, rimanendo però largo. Per questo il lavoro di contenimento di Gargano e Pazienza è decisivo. Campagnaro e Maggio aiutano molto la difesa, costruita su tre centrali.
Cosa va: Squadra corsara se ce n'è una, ha sofferto in casa fino alla vittoria contro la Roma. Il migliore, in questo avvio, è stato Edinson Cavani, capocannoniere del torneo. Grande forma per l'uruguagio, noto per non essere un grande goleador, che ha stupito tutti. Felicissima l'intuizione di Mazzarri, che ha spostato Hamsik più avanti, trasformandolo in finalizzatore. Il Napoli gioca bene, non v'è dubbio.
Cosa non va: Qualche difetto si può trovare nelle difficoltà dimostrate dal Napoli nel conservare il risultato positivo, come accaduto contro Bari e Chievo davanti al proprio pubblico. La difesa è purtroppo in grado di prendere brutte imbarcate, e ciò è dimostrato dall'altro numero di goal subiti. Il doppio impegno settimanale potrà creare qualche problema, perchè la rosa non sembra adeguata per reggere al meglio.

INTER, 11 PUNTI, 3V 2P 1S, 8GF 3GS
Come gioca: Nel momento di transizione del passaggio da Mourihno a Benitez, si rimane ancora sul 4-2-3-1 che tante soddisfazioni ha dato ai nerazzurri l'anno scorso. Eto'o è sempre più prima punta, dietro di lui agiscono Snejider, Pandev e Biabiany. Stankovic e Cambiasso cerniera davanti alla difesa a quattro, comandata da Lucio e Samuel. Nessuna novità di sorta, quindi, in attesa che il tecnico spagnolo trasformi il tutto nel 4-3-3 che ha dimostrato di preferire.
Cosa va: La difesa è la nota più lieta. Tre goal subiti sono pochi e parlando della migliore difesa in assoluto nel nostro campionato. Solo che uno di questi goal ha pesato davvero tanto, nella sconfitta esterna contro la Roma. Samuel Eto'o è in forma smagliante, ed è capocannoniere insieme a Cavani. Benitez dimostra coraggio nel puntare sui giovani, e Coutinho e Biabiany sembrano in grado di ritagliarsi un ruolo importante nella squadra campione d'Europa.
Cosa non va: Non vedere l'Inter in testa alla classifica porta a spulciare la squadra per trovare tutti i difetti. Partendo dal basso, Maicon sembra il cugino brocco dell'originale: dispiacere per non essere andato a Madrid? Salendo, troviamo Diego Milito, il bomber simbolo del triplete dello scorso anno, che in questo avvio di stagione non la butta dentro nemmeno a pagarlo (doppietta contro il Bari e niente più). E poi ci sono gli infortuni, a catena: Samuel, Lucio, Cambiasso, lo stesso Milito, adesso anche Cordoba. Per Benitez sono guai. E le stagioni con tanti infortuni sono difficilissime.

LAZIO, 13 PUNTI, 4V 1P 1S, 8GF 5GS
Come gioca: La sorprendente capolista della serie A è guidata con sapienza da Edy Reja, che dimostrato di essere più moderno di quanto la sua veneranda età non dica. Ha iniziato in maniera camaleontica, cambiando spesso modulo ed interpreti, ma sembra essersi stabilizzato sul 4-3-1-2. I terzini spingono meno rispetto alla scorsa stagione, quando c'era la difesa a 3. La cerniera di centrocampo mescola piedi buoni con capacità da incontristi: gli interpreti sono Ledesma, Brocchi e Mauri. Hernanes agisce da trequartista dietro a Zarate, o Rocchi, e Floccari. Reja ruota molto spesso i suoi uomini.
Cosa va: Quando si vince, tutto va bene. Lo si capisce, al contrario, da come andarono le cose l'anno scorso. Reja è stato magistrale nella gestione del mercato, facendosi comprare i giocatori desiderati e tenendo quelli fondamentali. Ha saputo creare un gruppo, con i giocatori che per ora non si lamentano se giocano poco (tranne Mauri e Matuzalem, che hanno avuto qualcosa da dire). La squadra gioca un bel calcio, ed ha in Hernanes un vero campione, in grado di girare le partite anche giocando male. Anche Stefano Mauri è in grande forma, come peraltro Biava e Andre Dias, diga difensiva. Buone nuove anche dal settore giovanile, che ha dato alla prima squadra due giocatori interessanti come Cavanda e Kozak.
Cosa non va: La sensazione è che questo bel momento non durerà a lungo, e questo toglie qualche giusto entusiasmo. Se volessimo trovare dei nei, potremmo fare riferimento a qualche errore di Fernando Muslera, che ancora non dimostra la sicurezza del grande portiere, ma si sta avvicinando a questo status. Ha iniziato la stagione con il freno tirato, e dimostrando troppo nervosismo, il terzino svizzero Lichtsteiner. Uno degli acquisti estivi, sbandierato come il sostituto di Kolarov, vale a dire Garrido, è ancora oggetto misterioso.

Il primo bilancio - parte quarta


PALERMO, 8 PUNTI, 2V 2P 2S, 10GF 9GS
Come gioca: Albero di Natale classico per il Palermo di Delio Rossi, che presenta un quartetto difensivo con due terzini di spinta come Cassani e Balzaretti. Centrocampo roccioso con Migliaccio, Bacinovic e Nocerino. Pastore ed Ilicic a supporto dell'unica punta, che sia Maccarone, Hernandez o Pinilla. In vari momento del match, questo schema può facilmente trasformarsi in un efficace quanto offensivo 4-3-3.
Cosa va: Il Palermo ha un grande giocatore, Javier Pastore, detto Il Flaco, che rappresenta la nota più lieta di questo avvio di stagione. L'attacco macina delle belle prestazioni. Delio Rossi è un allenatore carismatico ed ha già trasmesso, in parte, la sua tempra alla squadra (si veda in tal senso il pareggio contro il Lecce). Che belle le scoperte di Ilicic e Bacinovic: complimenti a Walter Sabatini.
Cosa non va: E' una caratteristica non solo del Palermo: la discontinuità. Grandi prestazioni alternate a brutte cadute. E poi il Barbera finora non ha rappresentato un vero e proprio fortino, dato che le uniche due vittorie sono arrivate fuori casa. In pratica, è stato invertito il trend della passata stagione. Ultima annotazione: il Palermo è una squadra giovane; da qui alla fine, il gap di esperienza potrebbe pesare.

JUVENTUS, 8 PUNTI, 2V 2P 2S, 12 GF 9GS
Come gioca: Gigi Delneri significa 4-4-2. Non ci sono storie. Difensori in linea e due centrocampisti esterni su cui si sviluppa la maggior parte della mole di gioco. L'ideale del tecnico friulano è disporre di una seconda punta e di un primo attaccante alto e forte fisicamente, deputato a segnare. Tanti devono essere i cross dalle fasce ed i tagli dei centrocampisti.
Cosa va: L'attaco juventino è in grado di regalare giornate di grandi scorpacciate, come successo contro Udinese e Cagliari. Inoltre, la Juve sembra aver ritrovato un giocatore importante come Felipe Melo, ben supportato da Aquilani, con il quale forma una coppia centrale assortita nel migliore dei modi. Milos Krasic rappresenta la nota più lieta in questo avvio di campionato, ed è diventato il simbolo di una campagna acquisti altrimenti rivedibile.
Cosa non va: La difesa è sul banco degli imputati. Bonucci e Chiellini non sembrano affatto complementari, De Ceglie e Motta sono ancora acerbi, e stupisce il fatto di dover ricorrere ancora all'esperto Grygera. Non è un problema di singoli, è proprio la fase difensiva in sè a fare acqua, con i giocatori che spesso non si trovano nella giusta posizione. Urge il recupero di Amauri, perchè l'attacco ha sì regalato prove da grandi numeri, ma le ha alternate ad un piattume preoccupante.

BRESCIA, 9 PUNTI, 3V 0P 3S, 7GF 8GS
Come gioca: Iachini dispone la sua squadra con un 4-3-1-2 le cui fortune dipendono soprattutto dall'ispirazione del reparto offensivo. Diamanti agisce nel ruolo di trequartista dietro ad Eder e Caracciolo, mentre Cordova, Baiocco ed il sorprendente Hetemaj trovano collocazione sulla mediana. Difesa classica a quattro, davanti all'ottimo Sereni di questo avvio di stagione.
Cosa va: Diamanti ha già avuto modo di dimostrare tutte le sue doti di grande ispiratore della manovra offensiva. Si è messo in luce anche Eder, al battesimo nella massima serie dopo un ottimo campionato cadetto con l'Empoli. Il Brescia ha ottenuto vittorie sia in casa che in trasferta, dimostrando di poter ricoprire il ruolo di squadra corsara. Grande inizio per un Matteo Sereni davvero in forma.
Cosa non va: Non inganni, però, lo score, perchè ottenuto vincendo contro la Roma nella partita degli errori dell'arbitro Russo. Anche Caracciolo rappresenta una nota negativa: l'attaccante è lontano dai giorni migliori. La difesa non offre le più ampie garanzie, come peraltro la panchina. Inoltre sono forse troppi i giocatori della vecchia guardia (Baiocco ed Antonio Filippini su tutti).

CHIEVO, 10 PUNTI, 3V 1P 2S, 8GF 5GS
Come gioca: Classico 4-4-2 per Stefano Pioli, che ha sostituito Mimmo di Carlo sulla panchina del Chievo. Le due punte sono complementari, una forte e l'altra brevilinea. Il centrocampo è fatto di onesti lavoratori votati al sacrificio, come Rigoni e Bogliacino. La difesa è guidata dall'esperto portiere Sorrentino, e presenta una linea a quattro ben assortita.
Cosa va: Ormai ci siamo abituati agli exploit del Chievo, e non ci stupiamo più. La squadra veneta ha lavorato bene sul mercato, inserendo prospetti interessanti come Constant e Fernandes che hanno già dimostrato le loro qualità. Pellissier è una garanzia, mentre è stato ottimo l'esordio in campionato del vecchio bomber Moscardelli. La difesa merita una menzione d'onore, e soprattutto Sorrentino, portiere fin troppo sottovalutato.
Cosa non va: Si è perso qualche punto di troppo in casa. Due sconfitte ed un pareggio davanti al proprio pubblico, a fronte di tre vittorie corsare, devono assolutamente far riflettere. E' una squadra fin troppo attendista e poco propensa a prendere l'iniziativa. Grandi contropiedisti, ma con il pallone fra i piedi i centrocampisti del Chievo fanno tanta, troppa fatica.

martedì 12 ottobre 2010

Il primo bilancio - parte terza


LECCE, 8 PUNTI, 2V 2P 2, 5GF 8GS
Come gioca: Luigi De Canio mette in campo la sua squadra con un 4-3-3 classico, con tre attaccanti veri e votati alla fase offensiva come Jeda, Corvia ed Olivera, con Di Michele come riserva di lusso. Il centrocampo è forte fisicamente ed ha in Vives un giocatore di fantasia. La fase difensiva, dopo la batosta con il Milan all'esordio, si è attestata su buoni livelli.
Cosa va: La squadra gioca bene ed i raccordi fra i reparti funzionano senza sbavature. Potrebbe essere la stagione della consacrazione per Daniele Corvia, attaccante scuola Roma, che è sempre stato ritenuto una promessa mancata. Inoltre, De Canio è un allenatore che da ampie garanzie in situazioni come quelle del Lecce, che punta ad una non facile salvezza.
Cosa non va: La panchina non vale la massima serie, su questo non ci sono dubbi. Anche in porta manca un uomo in grado di dare sicurezza a tutto il reparto difensivo: Rosati e Brivio sono bravi portieri, niente di più. I veterani su cui si è deciso di puntare, inoltre, sembrano tutti più o meno all'ultima spiaggia, avendo perso le occasioni avute per fare grandi salti.

BARI, 8 PUNTI, 2V 2P 2S, 6GF 9GS
Come gioca: Mister Ventura l'anno scorso ha stupito tutti con il suo 4-4-2 veloce e molto offensivo. I due esterni di centrocampo partecipano attivamente alla fase offensiva, trasformando il modulo in un 4-2-4 arrembante. Le due punte, brevilinee, contribuiscono a dare fluidità al gioco. Al centro del campo troviamo due mediani dotati di forza fisica e di ottime caratteristiche di impostazione del gioco.
Cosa va: Funziona l'impianto, dato che il Bari è sempre saldamente a metà classifica, nonostante quest'anno le avversarie conoscano il modo di giocare della squadra di Ventura. L'aggiunta di Ghezzal ha già dato i suoi frutti, e ne continuerà a dare durante il campionato. Continua la propensione dei biancorossi a puntare sui giovani, ottenendo importanti risultati. La difesa regge nonostante le partenze di Ranocchia e Bonucci. Bene anche Barreto, sempre più leader offensivo, ed Almiron, cervello della squadra.
Cosa non va: La tenuta atletica non è ancora su livelli eccellenti, ed a volte si verificano dei cali di concentrazione letali (si veda la sconfitta in casa del Genoa). Inoltre c'è ancora il dubbio su chi deve essere il compegno fisso di reparto di Almiron, dato che Gazzi e Donati si alternano un pò troppo. Sulla fascia sinistra Parisi non garantisce il rendimento che aveva a Messina.

GENOA, 8 PUNTI, 2V 2P 2S, 6GF 7GS
Come gioca: Gasperini, ormai da molti anni tecnico del Genoa, utilizza un 3-4-3 molto offensivo, con le due ali che fanno un lavoro importantissimo in fase di ripiego. I tre centrali difensivi sono alti e forti fisicamente, come anche la punta centrale. I due esterni d'attacco, con la loro velocità, sono molto funzionali al progetto tecnico.
Cosa va: Alcuni dei nuovi acquisti arrivati nella grande estate del patron Preziosi si sono già messi in luce: Eduardo è un ottimo portiere, Ranocchia ha un futuro garantito in Nazionale, Veloso può dare tanta qualità al centrocampo. Anche Toni ha ripreso il feeling con il goal. Di certo, fra le cose positive, c'è anche una buona dose di fortuna, che ha giocato un ruolo fondamentale nelle due vittorie fin qui ottenute.
Cosa non va: Gasperini non è felicissimo di alcuni acquisti (leggasi Zuculini) e non ha mai nascosto questi suoi sentimenti. Inoltre, com'è ovvio, una squadra estremamente rinnovata necessita di tempo per l'adattamento. Ci si aspettava di più da questo Genoa, che è stato il re del mercato, ma c'è ancora da attendere. C'è anche confusione nel progetto: Mesto doveva partire, ora e titolare ed è già stato decisivo in varie occasioni. Come lo spieghiamo?

CATANIA, 8 PUNTI, 2V 2P 2S, 7GF 6GS
Come gioca: Cambio di allenatore, ma modulo vecchio. Anche Giampaolo propone il 4-2-3-1 che usava Mihajlovic, con il trio Ricchiuti-Biagianti-Mascara dietro la prima punta Maxi Lopez. Terzini bloccati sulle fasce, a difesa della porta dove si trova l'ottimo Andujar. Carboni ed Izco rappresentano la cerniera di centrocampo.
Cosa va: La fase difensiva è sicuramente di alto livello. Nel momento in cui si chiude a riccio, il Catania non offre sbocchi agli avversari, come accaduto nel pareggio contro il Milan. Molto buono l'impatto di Capuano su questo campionato, è senza dubbio il migliore del Catania. L'allenatore Giampaolo è garanzia di sicurezza, dopo le lodi ricevute quando era allenatore del Cagliari prima e del Siena poi. Da ultimo, la colonia argentina continua a dare ampie garanzie.
Cosa non va: La posizione di classifica è buona e fa per lo più sorridere, ma c'è qualche problema. Soprattutto in attacco, dove Maxi Lopez non è ancora il goleador infallibile della scorsa stagione. Biagianti, dopo due campionati di ottimo livello, appare in flessione, e Mascara inizia a doversi preoccupare dei dati anagrafici.

mercoledì 6 ottobre 2010

Il primo bilancio - parte seconda


CESENA, 7 PUNTI, 2V 1P 3S, 4GF 7GS
Come gioca: Il 4-3-3 di Ficcadenti è un modulo fatto di velocità e sacrificio. Le due ali offensive, Giaccherini e soprattutto Schelotto, sono chiamati ad un lavoro di ripiegamento importante. Anche perchè i 3 centrocampisti agiscono per lo più al centro del campo. In fase difensiva, il modulo si trasforma in un 4-5-1, con interditori importanti come Appiah, Colucci e Parolo.
Cosa va: Senza dubbio l'effetto sorpresa ha connotato l'avvio di stagione del Cesena, che si è presentato pareggiando contro la Roma e battendo il Milan in casa. Funziona anche la linea verde, dato che Schelotto e Giaccherini, all'esordio in serie A, hanno impressionato positivamente. Non dimentichiamoci inoltre la splendida forma del portiere Antonioli, giocatore più anziano della serie A.
Cosa non va: L'effetto sorpresa è un'arma a doppio taglio, perchè svanisce in poco tempo. La formula di Ficcadenti, da offensiva, si è trasformata in attendista, quasi timorosa. Non funziona nemmeno l'atteggiamento contro squadre alla pari, come Udinese e Lecce (sconfitta con la prima, vittoria per un pelo contro la seconda). Insomma, il Cesena si esalta contro le grandi e si perde contro le piccole. E questo trend non porta alla salvezza.

BOLOGNA, 7 PUNTI, 1V 4P 1S, 7GF 8GS
Come gioca: Modulo quasi speculare a quello del Cesena, un 4-3-3 con vocazioni più difensive che offensive. I due esterni, Meggiorini e Siligardi, giocano più dietro rispetto a Di Vaio, andando a formare un quintetto di centrocampo con Perez, Mudingayi e Casarini. Nella difesa a quattro i terzini restano bloccati e salgono davvero raramente.
Cosa va: Marco Di Vaio è ancora il bomber che ha fatto le fortune di questa squadra. La sua vena offensiva ha dato punti importanti al Bologna. La tenuta difensiva è importante, e Malesani su questo ci lavora molto bene. Siamo davanti ad una squadra con una grande tempra, che non molla mai, come ha dimostrato all'Olimpico contro la Roma.
Cosa non va: L'organico non è di livello, e pian piano questo è un problema che verrà fuori. Di Vaio è sì il bomber principale, ma è anche avanti con gli anni e non ha ricambi. Ci vorrebbe più coraggio nel puntare con convinzione su Gimenez, che è un giovane di belle speranze. Per il resto possiamo parlare di un avvio decisamente convincente.

SAMPDORIA, 7 PUNTI, 1V 4P 1S, 7GF 6GS
Come gioca: Mimmo di Carlo ha sostituito Delneri ed ha subito imposto il suo dogma calcistico, un 4-4-2 con il rombo a centrocampo, con un trequartista atipico. Ai tempi del Chievo era Pinzi ad agire dietro le punte, ora il ruolo è ricoperto da Guberti. Cassano è rimasto seconda punta, mentre Semioli sta trovando molto spazio al posto di Mannini.
Cosa va: Effettivamente sono poche le cose che funzionano. Una di queste è senza dubbio Guberti, che ha facoltà di inventare e di spaziare sulla trequarti avversaria. Forse è l'ex centrocampista di Roma e Bari la nota lieta di avvio di stagione. Bene anche la difesa, con Curci che, soprattutto nelle gare interne con Lazio ed Udinese, si è saputo ritagliare uno spazio importante.
Cosa non va: La preparazione studiata per far bene nel preliminare di Champions si sta sentendo, e la Samp non è una squadra fresca, che corre. Cassano appare troppo svuotato e deconcentrato (si vedano i goal clamorosamente sbagliati contro il Bologna). Un altro problema è rappresentato da Pazzini, grande bomber l'anno scorso ed ancora a secco in questo campionato. Zauri e Ziegler non hanno ancora raggiunto il rendimento a cui ci hanno abbituato.

CAGLIARI, 7 PUNTI, 1V 4P 1S, 7GF 5 GS
Come gioca: L'esordiente Bisoli adotta un 4-3-1-2 in grado di esaltare soprattutto il fantasista, che si tratti di Cossu o di Lazzari. Terzini bassi e bloccati in difesa, esterni di centrocampo duri fisicamente: questa la formula per chiudere la propria area di rigore. La coppia di attacco porta tanti centimetri, ma anche piedi buoni ed agilità.
Cosa va: La fase difensiva è un punto di forza del Cagliari, che nella partita con la Juve ha subito 4 goal, ma nelle altre 5 ne ha preso uno solo. Il giovane portiere Agazzi sta ben figurando, a riprova che a Cagliari sanno lavorare sugli estremi difensori. Il centrocampo, se Cossu e Lazzari sono in giornata, può regalare giocate spettacolari. In attacco Matri ha fatto registrare segnali importanti per quella che dovrà essere la stagione della consacrazione.
Cosa non va: A Cagliari si registrano, fin da ora, troppe turbolenze che riguardano la posizione dell'allenatore. C'è già chi parla di un Bisoli sull'orlo del esonero, e di uno spogliatoio di difficile gestione. Non a caso nell'ultima partita non sono stati convocati giocatori importanti come Conti ed Agostini, che rappresentano il nucleo storico di questo gruppo. Altro problema è rappresentato da Acquafresca, tornato in Sardegna a furor di popolo ed ancora lontano da una forma fisica presentabile.

Il primo bilancio - parte prima


Come preannunciato sulla pagina di Facebook del nostro blog, vi presentiamo un'iniziativa che, ci auguriamo, possa riscontrare un discreto successo. Un viaggio composto di cinque tappe per verificare la condizione delle venti squadre di serie A dopo il primo assaggio di questo campionato. In ogni puntata verranno analizzate quattro squadre, partendo dall'ultima in classifica fino ad arrivare alla prima. L'analisi si dividerà in tre punti: come gioca, cosa va e cosa non va. Insomma, un focus, il più possibile approfondito, per capire anche il futuro di questa stagione. Con la speranza di rendere un servizio gradito a voi lettori. Ci impegneremo a dare una cadenza regolare a queste cinque puntate, ma una cosa è certa: entro la prossima settimana avremo tutto il quadro della situazione. Si comincia!

UDINESE, 4 PUNTI,1V 1P 4S, 3GF 9GS
Come gioca: L'Udinese di Guidolin presenta un 3-5-2 estremamente difensivo, con 3 difensori centrali e 2 esterni abili a coprire le fasce. Si tratta di un'evoluzione del vecchio 4-3-3 provato in avvio di stagione, e modificato in corsa dopo gli scarsi risultati conseguiti. Sulle fasce, Isla ed Armero garantiscono una maggiora copertura rispetto a Sanchez, e questo ora serve ai friulani. La coppia offensiva è composta da Di Natale e Floro Flores, spesso alternato con Corradi, in attesa del ritorno di Denis.
Cosa va: E' davvero difficile scoprire cosa funziona in una squadra ultima in classifica, ma ci sforziamo lo stesso. Come ogni anno, l'Udinese è davvero futuribile, composta da giovani interessanti ma anche molto acerbi. Si veda ad esempio Alexis Sanchez, talento purissimo ma ancora discontinuo. Le note più liete arrivano dal centrocampo, che può contare su due giocatori come Inler ed Asamoah, appetiti anche dalle grandi. Su questo dovrà puntare Guidolin.
Cosa non va: Ci si potrebbe sbizzarrire. Stupisce in primis la poca vena di Antonio di Natale, capocannoniere uscente della Serie A e fin qui autore di un solo goal: questo per l'Udinese è un problema serio. La difesa è troppo altalenante, e quando sbanda lo fa per davvero (si veda la partita persa contro la Juventus). Zapata ancora non è un leader, mentre Guidolin non sembra aver trasmesso la giusta carica alla squadra.

ROMA, 5 PUNTI, 1V 2P 3S, 5GF 11 GS
Come gioca: Davvero un bel quesito. Ranieri ha cambiato spesso il modulo, ma forse per necessità e per gli infortuni patiti dai suoi giocatori. Di norma, la Roma si schiera con un 4-4-2 in cui gli esterni ricoprono un ruolo fondamentale, e si alternano nelle due fasi. I dubbi tecnici sono legati al reparto offensivo, perchè la "coppia" titolare ancora non è stata decisa: difficile che Totti e Borriello possano convivere, a nostro parere l'idea del tecnico di Testaccio è quella di inserire Vucinic al fianco del napoletano.
Cosa va: Poco, quasi niente. Una nota lieta è rappresentata da Marco Borriello, che è l'uomo più in forma della squadra, forse perchè ha svolto la preparazione con il Milan. Per il resto, a sorpresa, sembra aver recuperato sicurezza Lobont, il secondo portiere, che sostituisce l'infortunato Julio Sergio.
Cosa non va: Si potrebbe scrivere un intero articolo su questo argomento. Proviamo ad essere sintetici: la confusione del tecnico, che cambia troppi moduli ed è palesemente ostaggio di Totti e della stampa romana "tottiana"; un mercato orientato a prendere al volo le grandi occasioni (Borriello) ma non i giocatori che servivano davvero (almeno un esterno destro); la cessione della società, ancora in fieri; le ombre di Lippi, che aleggiano su Trigoria grazie all'operato di alcuni fedelissimi dell'ex ct (De Rossi e Totti su tutti); la difesa, ex punto di forza ed ora colabrodo. Insomma, la pausa dovrà essere usata al meglio, perchè qui le cose ballano troppo.

PARMA, 5 PUNTI, 1V 2P 3S, 5GF 7 GS
Come gioca: L'allenatore Marino schiera il Parma con un 4-2-3-1 classico. Nel ruolo di terminale offensivo si alternano Crespo e Bojinov, mentre i tre dietro, di norma, sono Marques, Giovinco e Angelo (o Candreva). La cerniera di centrocampo è composta da Gobbi e Morrone, mentre quest'anno Zaccardo gioca molto più basso, nel suo vecchio ruolo di terzino destro.
Cosa va: Il Parma era partito molto bene, presentando un grande colpo di mercato come Giovinco. Funziona anche lo spagnolo Fernando Marques, scoperta del direttore sportivo Leonardi, dirigente di spicco del calcio italiano. Anche la difesa finora ha fatto abbastanza bene, tanto che il saldo fra goal fatti e subiti non è eccessivamente negativo.
Cosa non va: L'infortunio di Giovinco è un boccone amaro difficile da digerire, dato che va ad aggiungersi ai lungodegenti Galloppa e Paloschi, giocatori che in una squadra come il Parma fanno la differenza. Hernan Crespo ormai sembra sul viale del tramonto, ma Marino gli da ancora fiducia; presumibilmente bisogna puntare di più su Bojinov, riscattato dal Manchester City. Da rivedere la panchina, che non offre ricambi di assoluto valore. Ma questa situazione si sbloccherà quando torneranno gli infortunati.

FIORENTINA, 5 PUNTI, 1V 2P 3S, 6GF 7GS
Come gioca: Sinisa Mihajlovic è un altro grande appassionato del 4-2-3-1, e lo applica a Firenze con Cerci, Ljajic e Vargas dietro a Gilardino. Montolivo e Donadel (o Bolatti, o Zanetti) si sistemano davanti alla difesa, composta da De Silvesti, Gamberini, Kroldrup ed Antonelli. Si è visto spesso anche Santana, che rappresenta un'alternativa tattica di grande rispetto.
Cosa va: Senza dubbio la possibilità di attribuire la perdita di alcuni punti alle tante sviste arbitrali che hanno penalizzato l'avvio dei viola. Altrimenti c'è davvero poco da salvare. Si sta svegliando Ljajic, che è chiamato ad una stagione importante, per il motivo che vedremo dopo. Forse sta tornando Gilardino, che ha segnato al Franchi dopo tanti, troppi mesi. Bene anche il comportamento dei tifosi, che ancora non hanno messo in atto una vera e propria contestazione, dando tempo alla squadra fino alla prossima partita.
Cosa non va: L'infortunio di Jovetic è stato tremendo per la squadra di Sinisa, soprattutto se sommato alla nota squalifica di Mutu. Il mercato in tono decisamente minore non ha stuzzicato la piazza. Un altro problema è dato dalla condizione fisica precaria di Montolivo, che si porta addosso le scorie di un pessimo Mondiale e rischia di rimanere una grande promessa mai mantenuta fino in fondo. La fascia sinistra, con Pasqual interprete difensivo, non convince appieno. E poi c'è un allenatore giovane e di talento che non riesce ad esprimersi. Quanto durerà?

lunedì 4 ottobre 2010

Il Commento


Sesta giornata in serie A: c'è una capolista inaspettata, una coda della classifica sorprendente ed una lotta apertissima per tutte le posizioni. Cominciamo con la nostra solita rassegna, partendo dal big match di San Siro.

Inter-Juve non può essere mai banale, ed infatti pur nel risultato a reti bianche, viene fuori una partita godibile e divertente. Forse la Juve fa qualcosina di più in termini di gioco, ma è l'Inter a creare le occasioni più pericolose con Milito e Maicon. Nomi non casuali: l'argentino sbaglia una conclusione che l'anno scorso avrebbe segnato al 100%; il brasiliano manifesta tutto il suo disappunto verso Benitez urlandogli in faccia di sbrigarsi a sostituire l'infortunato Biabiany (colpa del sogno Real svanito in estate? nda). Fatto sta che siamo al terzo caso di spogliatoio negli ultimi sette giorni: Chivu a Roma, Maicon in Inter-Juve e Muntari prima della partita. Già, perchè ieri sera Muntari non ha gradito la collocazione in panchina e se n'è proprio andato a casa prima del match! L'impressione è che lo spogliatoio stia esplodendo nelle mani di Rafa, e bisogna porre rimedio a tutto ciò.
La Juve, l'abbiamo detto, ha espresso buon calcio, soprattutto sulla fascia destra, come presumibile. Milos Krasic è un ottimo giocatore e gode di un momento di forma davvero straordinaria: facile immaginare un Chivu in difficoltà, senza la copertura di Eto'o. Qualche piccolo problemino in difesa permane per gli uomini di Delneri, salvati da un attento Storari. Chiellini e Bonucci sono buoni giocatori: nutriamo dei dubbi sulla loro convivenza, e soprattutto sul processo di maturazione dell'ex centrale del Bari, forse ancora in itinere.
Convince di più il Milan visto a Parma sabato sera. Vero che, direte voi, la partita prende la piega rossonera grazie ad una grande prodezza individuale di Andrea Pirlo, ma il Milan ha dimostrato di saper giocare bene a pallone. Quando lasci spazio e a Ronaldinho, Pirlo e Seedorf sei potenzialmente finito. Poteva anche essere una goleada a Parma, con Ibra e Robinho, ancora in ritardo di condizione, che hanno sbagliato goal davvero facili. Spaventa sempre l'età media della squadra, decisamente altina, ma finchè dura va bene così. Il Parma non avrebbe meritato un risultato diverso, pur avendo sfiorato il pari nel momento del tutto per tutto. Marino deve cambiare soprattutto in attacco, perchè Crespo sta percorrendo il viale del tramonto di una grande carriera, e serve più Bojinov. Sembra interessante il giovane spagnolo Marques.
La Roma crolla, di nuovo, sempre di più. Stavolta lo fa a Napoli, presentando forse la peggiore edizione di questa stagione disastrata. Ranieri è fuori di senno, senza controllo: si presenta con un ineditissimo 3-5-2, con Cassetti difensore centrale. E già questo potrebbe portare all'interdizione dell'allenatore di Testaccio. Soprattutto, però, sostituisce Borriello con Vucinic lasciando in campo un Totti ridotto a pascolare in mezzo al rettangolo. Ostaggio del capitano? Ostaggio della stampa romana e "tottiana"? Non si sa, fatto sta che Ranieri non ha avuto il coraggio di tirar fuori il capitano, e questo è un dato di fatto.
Il Napoli vince una partita per lunghi tratti dominata, e lo fa con il suo uomo migliore, quel Marek Hamsik che gioca qualche metro più avanti ed è sempre più incisivi. Molto bello il goal, frutto di un'azione corale davvero godibile. Secondo posto per i partenopei, che agganciano Milan ed Inter e vincono in casa per la prima volta.

La sorpresa di questo primo scorso di campionato si chiama Lazio: primato solitario in classifica e tante certezze in più. Per i tifosi laziali è un sogno forse destinato a finire presto, ma i meriti della squadra e dell'allenatore sono sotto gli occhi di tutti. Hernanes è un campione capace di regalare una giocata anche quando gioca la sua peggior partita, e la sua intesa con Mauri, altra pietra angolare della squadra, è fulminea. Zarate è più disponibile al gioco con i compagni; Ledesma è un metronomo, e come lui anche Brocchi. La difesa si conferma di alto livello, con Biava e Dias davvero in forma smagliante. Bravo anche Muslera, che ha messo la sua firma sulla vittoria di ieri. Complimenti vivissimi a Reja, anche perchè davanti c'era un Brescia tutt'altro che rinunciatario. Eder ha creato molto scompiglio, e con lui ha giocato bene anche Diamanti fino all'espulsione. Qualche problemino dietro e super Sereni sulla punizione di Zarate.
Favoloso Palermo in casa della Fiorentina, appaiata con la Roma. Pastore ed Ilicic dominano la scena, come fanno da qualche domenica ormai, denotando tutti i meriti di una dirigenza in grado di scoprire e di puntare forte sui giovani. Non è da tutti. Delio Rossi sa di avere un grande materiale umano fra le mani, ma ora deve dargli continuità: è la sfida più difficile. La Fiorentina attraversa un periodo nerissimo. Montolivo lascia molto a desiderare e perde persino la Nazionale, Frey è disattento e non basta lo sblocco di Gila, che torna a segnare in casa. Mihajolvic dovrà lavorare tantissimo in queste due settimane.
Bella e meritata vittoria casalinga del Genoa contro il Bari, grazie all'incornata finale di un grande Luca Toni. Due squadre quasi alla pari, ma i grifoni hanno fatto di più. Il Bari ha provato l'assalto nella parte centrale della gara, ma ha sprecato troppo.

Fra Bologna e Sampdoria è 1-1 stretto agli ospiti, che però devono prendersela con Cassano, che sbaglia due goal semplicissimi per tutti, figuriamoci per uno come lui. Non vanno oltre il pari, a reti bianche, Chievo e Cagliari, con i padroni di casa molto più incisivi rispetto ai sardi, fermati da un Agazzi strepitoso, conferma dell'ottimo lavoro che si fa in Sardegna sui portieri. Vittoria scaccia crisi per l'Udinese di Guidolin, che batte in casa il Cesena all'ultimo respiro, meritando, e si porta a meno 1 da Roma e Fiorentina. Per il Cesena è la terza sconfitta in fila, e l'euforia di inizio campionato è già scemata.
Chiude il quadro la vittoria a mezzogiorno del Lecce su un Catania arrendevole e sempre più orfano dei goal di Maxi Lopez, un piccolo Milito in salsa etnea.

martedì 28 settembre 2010

Il Commento


Quinta giornata di serie A, quinto approfondimento. Pochi preamboli, perchè c'è tanto da dire, quindi tuffiamoci subito nell'analisi.

Non si può non aprire con il big match dell'Olimpico, dove si sono affrontate Roma ed Inter. Partita equlibrata, sbloccata da uno splendido colpo di testa di Vucinic in pieno recupero. Potrebbe essere il segnale della ripresa per la Roma, destinata a lottare per posizioni molto più nobili di quelle attualmente occupate in classifica. Fino al goal della svolta, nessuna delle due squadre era riuscita ad imporsi, pur giocando entrambe un buon calcio, e creando delle occasioni. Nervosa l'Inter, soprattutto con Chivu, che sbraita verso la panchina perchè secondo lui i compagni non tornavano in difesa (con Mourinho sarebbe mai successa una cosa del genere? Crediamo proprio di no, nda), e disattenta, con Julio Cesar che combina dei quasi-disastri, soprattutto in occasione della punizione a due in area. La Roma gioca bene, rintuzza i tentativi avversari ed alla fine pesca il jolly. Meglio, il jolly lo pesca Ranieri, che stavolta va elogiato per la scelta di sostituire Totti con Vucinic. Non sono mancate, e non mancheranno, le polemiche per questa decisione, ma stavolta ha avuto ragione il tecnico di Testaccio. Chissà se sarà sufficiente il chiarimento andato in scena lunedì; noi, umilmente e personalmente, riteniamo che un tecnico non debba mai rendere conto delle sue scelte ai giocatori, anche se si chiamano Totti. Ad ogni modo, la Roma torna sul pezzo, e lo fa dimostrando che non può giocare con due centravanti (Tottti e Borriello, per intenderci). L'Inter frena ma sembra essere sempre la squadra con qualcosa in più. Postilla: complimenti all'arbitro Morganti.
Balzo in avanti del Milan, che si porta a -2 dalla vetta battendo il Genoa in casa, e sembrando l'Inter di due anni fa. Per capirci, la prima Inter di Mou, quella in cui certe partite venivano risolte solo dal genio di Ibra. Accade lo stesso in Milan-Genoa, con i rossoneri che nel primo tempo sprecano ma soffrono anche tanto. Solo la splendida giocata dello svedese risolve la gara. A noi è sembrato di rivedere Inter-Bologna di due anni fa, quando Mourinho vinse solo ad un goal di tacco di Ibra. Ci sbaglieremo? Chissà. Il Genoa dimostra di poter essere una squadra credibile perchè sfiora il colpaccio a San Siro, ma dà anche l'idea di dover lavorare ancora tanto.
Continuano le montagne russe della Juventus, che dopo aver preso 3 goal dal Palermo ne fa 4 al Cagliari, trascinata da uno splendido Krasic, che si conferma come l'acquisto più importante del mercato bianconero. Solite indicazioni positive per Delneri per quanto riguarda gli incursori delle fasce, mentre continuano i guai in difesa. Citiamo l'opinione di Billy Costacurta, commentatore sky, che ci trova d'accordo: la linea di difesa juventina, a livello di movimenti, è ben messa in campo; peccato che a turno ognuno dei quattro sbagli qualcosa rovinando il lavoro. Abbiamo seri dubbi sulla possibile convivenza di Bonucci e Chiellini. Prima sconfitta per il Cagliari, che cade solo per oscene distrazioni in difesa. Dal centrocampo in su la squadra di Bisoli fa intravedere delle ottime cose e degli ampi margini di miglioramento.

Sorprende la Lazio, che va a vincere a Verona ed aggancia l'Inter in testa alla classifica. Non durerà, ma è una soddisfazione per Edy Reja, vero creatore ed artefice di questa Lazio. Edy ha voluto Hernanes, ha spinto per il rinnovo di Ledesma e sta sapientemente ruotando i giocatori per tenere a bada i personalismi dello spogliatoio. Tatticamente, Ledesma, Mauri ed Hernanes sono il fulcro di una Lazio che ha buone individualità anche in difesa. In attacco i goleador si alternano (è tornato Zarate? aspettiamo conferme, nda), ma una menzione va fatta per Floccari, che si sbatte dal primo all'ultimo minuto per la squadra. Il Chievo conferma i patemi casalinghi, sembrando davvero una squadra da trasferta. Contro la Lazio non tira quasi mai in porta, e come se non bastasse perde anche Pellissier per infortunio. Resta comunque una delle gradevoli sorprese di avvio di stagione.
Prima vittoria per la Fiorentina di Mihajlovic contro il Parma orfano di Giovinco. Solito rigore di Ljajic e gollonzo di De Silvestri, insomma non proprio un'affermazione limpida, ma questi tre punti valgono come l'ossigeno per un essere umano. Marino, dal canto suo, dovrà lavorare su questo Parma, che tanto bene aveva fatto in avvio, salvo poi perdere punti lontano dal Tardini. Ed è questo un trend che va rovesciato.
Il Palermo fa un pò come la Juve, accontentandosi di un pari casalingo contro il Lecce dopo aver dominato a Torino. Insomma, squadra in cerca di stabilità, guidata sempre da un grande Pastore, nostra passione personale. Peccato per il povero raccattapalle della Favorita, che ha fatto svanire il possibile 3-2 all'ultimo assalto. Il Lecce ha stupito tutti andando addirittura sul 2-0, ma il crollo finale ci fa capire che la squadra di De Canio è destinata a soffrire.
Colpo Napoli a Cesena. Mazzarri fa turnover e sbaglia, dato che contro le seconde linee partnopee il Cesena va in vantaggio con Parolo. Poi entrano Cavani e Gargano e la musica cambia, del tutto. Protagonista l'uruguagio con una doppietta: nessuno si aspettava tutti questi goal da Cavani, attaccante di spicco ma mai così prolifico. Tutto ciò è manna che scende dal cielo per il Napoli. Seconda sconfitta in fila per il Cesena, che forse ha già esaurito la magia delle prime giornate. C'è un'attenuante: il vantaggio del Napoli arriva su rigore inesistente ed inventato dall'arbitro. Un brutto errore, ma meritano i complimenti gli addetti ai lavori del Cesena, che protestano garbatamente e senza alzare la voce.

Primo punto per l'Udinese, che blocca sullo 0-0 casalingo una Samp che non vince dalla prima giornata. Poco da dire sulla partita, ed allora parliamo del campo dello stadio Marassi di Genova, che è davvero il più brutto d'Italia. Due belle squadre come Samp e Genoa non possono giocare in serie A su un terreno così, che sembra più un giardino urbano che un campo di calcio. Davvero una vergogna.
Torna a vincere il Bari, contro un Brescia mai arrendevole. E non è un caso che la vittoria sia stata firmata da Barreto, giocatore preziosissimo per Ventura.
Chiude il cerchio la partita degli episodi fra Catania e Bologna. Altro rigore inventato, per gli emiliani stavolta, pareggiato dall'incredibile autorete di Britos, che ha ricordato Pancaro in un Lazio-Napoli di tanti anni fa.

sabato 25 settembre 2010

Cosa succede agli arbitri?


Il campionato è ormai iniziato da quattro giornate. Poche per tirare le somme, abbastanza per iniziare a sentire suonare qualche campanello d'allarme. E non stiamo parlando dei problemi di assetto di Milan e Juventus, o della falsa partenza della Roma, oppure ancora della crisi di Fiorentina ed Udinese. La grande delusione di inizio campionato è un'altra: arbitri e guardalinee. Ed ovviamente tutte le istituzioni coinvolte. Proviamo ad analizzare con ordine cosa sta succedendo.

Già nel primo weekend di campionato non sono mancate le polemiche: il sig. Gervasoni, arbitro di Fiorentina-Napoli, mal coadiuvato dal suo assistente, convalida un goal di Cavani senza che il pallone abbia oltrepassato la linea di porta.
Seconda giornata: Carmine Russo (tenere a mente) arbitra Cesena-Milan interrompendo tre azioni da goal per fuorigioco dei rossoneri, che perderanno poi per 2-0. Si iniziano a sentire i primi malumori, cui si accodano anche l'Udinese per un presunto rigore con concesso nella partita con l'Inter e la Fiorentina per un goal assurdamente annullato a Kroldrup.
Terzo turno: la Lazio va a Firenze con il timore della compensazione. Così sarà, perchè ai viola viene dato un rigore inesistente per tuffo di Cerci nell'area laziale. All'Olimpico di Roma il Bologna protesta per almeno due calci di rigore mancanti e per il fuorigioco di Borriello in occasione del primo goal giallorosso.
Siamo ai giorni nostri: il sig. Russo (eccolo di nuovo) arbitra orrendamente Brescia-Roma negando almeno due se non tre rigori netti agli ospiti e concedendone uno inesistente alle rondinelle. A questo punto è il caos, con le reazioni scomposte dei dirigenti romanisti (rimandiamo sul punto ad un articolo precedente). Anche a Torino le cose non vanno benissimo, perchè la Juve contro il Palermo non vede concedersi un rigore abbastanza netto. Quisquilie, rispetto a quanto accaduto a Brescia.

Da questa breve panoramica si evince senza dubbio un dato tecnico. La maggior parte degli episodi che hanno segnato le cronache sportive di queste settimane non è ascrivibile alla condotta degli arbitri. O meglio, c'è un concorso di colpa con evidenti sproporzioni. La colpa di tanti errori, almeno all'80%, è dei guardalinee. Si vedano gli episodi della Fiorentina, quelli del Milan, quelli della Roma. C'è sempre lo zampino dell'assistente, che a volte vede male ed a volte non vede proprio. Ma non è un problema nuovo, anzi. Già al Mondiale, i segnalinee avevano denotato forti difficoltà e soprattutto troppa influenza sul gioco: l'Inghilterra ci ha forse rimesso il passaggio ai quarti, l'Argentina ha ricevuto una grossa mano contro il Messico.
Gli assistenti possono sbagliare, hanno forse il compito più difficile: devono chiamare i fuorigioco ed i goal fantasma, non è affatto facile, anzi. Ma non possono avere tutto questo peso!
Bisogna che tutti gli appartenenti alla categoria si mettano intorno ad un tavolo e ridisegnino, nel modo giusto, la gerarchia in campo. Decide l'arbitro, punto. I guardalinee servono come elemento di aiuto, non di disturbo, o addirittura non devono indurre ad errori. E questo è successo davvero troppo spesso in queste prime quattro giornate.

Ma il problema vero sta nell'organizzazione istituzionale. L'Aia è l'unico organismo che ha ben due capi! Uno è Nicchi, l'altro è Braschi. Ora, nessun organismo può avere due presidenti, diciamo così, semplicemente perchè potrebbe essere impossibile prendere delle decisioni. Se i due non fossero d'accordo su una cosa, non si potrebbe raggiungere una posizione di forza. Ed allora viene in mente la possibilità che uno dei due conti di più, o che uno dei due sia lì solo per bellezza, per metterci la faccia. Ci sono indizi in tal senso. Forse non tutti sanno che il signor Braschi, molto probabilmente, l'anno prossimo non sarà più al suo posto, ed è stato appena eletto. Perchè? Semplicemente perchè il Siena ha molte possibilità di tornare in serie A l'anno prossimo, e lo stesso Braschi in passato ricoprì un ruolo dirigenziale nella società toscana. L'incompatibilità sarebbe evidente. Come del tutto palese è la poca preparazione delle istituzioni del nostro calcio, dato che il Siena è da mesi ormai accreditato al ritorno nella massima serie. E' un rischio inutile quello di mettere a capo degli arbitri una persona che l'anno prossimo, ripetiamo, molto probabilmente, farà altro. Per dare solidità ad un progetto ci vuole la programmazione, la continuità, il lavoro sul lungo periodo. Braschi questo non può garantirlo, ed il movimento, effettivamente, sembra risentirne.
Dunque, tutto sulle spalle di Nicchi, anche se risulta difficile fidarsi di una persona che sostiene che "le cose vanno bene se si lamentano tutti". Sì, ok, vanno bene perchè siete in grado di dividere equamente gli errori. Ma evitare di sbagliare, o meglio ridurre al minimo le sviste, non sarebbe ancora meglio?

Anche in questo caso, siamo in attesa di tempi migliori. Nel frattempo, concludiamo inviando un bell'in bocca al lupo al povero Morganti, che staserà avrà fra le mani Roma-Inter. Buona fortuna, ne servirà molta!