martedì 27 aprile 2010

Bayern Monaco in Finale: rivelazione o grande squadra?


Il Bayern Monaco è la prima finalista della Champions League 2009-2010. La squadra tedesca si è infatti guadagnata il biglietto per Madrid grazie ad una doppia vittoria sul Lione, 1-0 all'Allianz Arena e 3-0 in terra francese. Insomma, una netta affermazione, che ci permette di sviluppare un focus sulla prima finalista. Si tratta di una squadra che ha sofferto un avvio molto stentato, sia nella Bundesliga che in questa Champions, nella quale si è ridotta all'ultima giornata del girone per poter afferrare la qualificazione agli ottavi, con un perentorio 4-1 in casa di una Juventus che proprio in quel periodo iniziava la sua caduta libera. Poi, con un misto di fortuna e bravura, il Bayern ha imperversato in tutta Europa ed ora è atteso all'atto conclusivo. Tutti ricordiamo la rocambolesca qualificazione ai quarti ottenuta contro la Fiorentina grazie alle scempiaggini della terna capeggiata dal buon arbitro Ovrebo, ma non si può nemmeno tralasciare la splendida concretezza dimostrata nella partita di ritorno al Franchi, persa per 3-2 ma comunque utile ad eliminare i viola. Stessa sorte contro il Manchester United, battuto 2-1 a Monaco e poi ridimensionato all'Old Trafford: in quella serata a Sir Alex Ferguson non bastò un grande Nani, perchè il Bayern ricucì lo strappo iniziale e, perdendo con il solito 3-2, si guadagnò la semi, delle cui vicende abbiamo già accennato. Partiamo proprio dal ritorno contro il Manchester: la squadra inglese andò subito sul 2-0, facendo sembrare tutto semplice e ponendo le basi per un exploit simile al 7-1 inflitto alla Roma qualche anno fa. Ma il Bayern è una squadra forte, fisicamente e di nervi, e non si abbatte facilmente. Questo è il pregio maggiore dei bavaresi, plasmati da un sergente di ferro come Louis Van Gaal, che ha avuto il merito di imporre le sue scelte, che alla lunga si sono rivelato giuste. Proprio in quest'ottica andiamo ad analizzare l'11 titolare.

Il portiere, Hans Jorg Butt, è ormai un veterano del calcio tedesco, distintosi per le sue capacità di rigorista (!!!), ma che sembra aver fatto il suo tempo. Non è un mistero il fatto che il Bayern in estate metterà le mani su un nuovo estremo difensore (Lloris, Neuer o Buffon?), e questo la dice lunga. Insomma, non proprio il portiere della vostra squadra dei sogni, ma è ancora in grado di regalare qualche parata efficace. La difesa è l'emblema della forza fisica di cui si parlava prima. I centrali hanno piedi molto poco educati, ma sono capaci di fare tanta tanta legna, e questo a Van Gaal piace: Van Buyten e Demichelis, infatti, sono due colossi che si impongono prima di tutto col fisico. Potrebbero essere messi in difficoltà da attaccanti veloci e tendenti alla verticalizzazione, e proprio per questo motivo il tecnico olandese preferirebbe affrontare l'Inter in Finale. Sulle fasce, come terzini, agiscono il fido Lahm ed il giovane Contento: il giusto mix di esperienza e freschezza. Il tedesco è buono in fase difensiva ma ottimo in attacco, dove le sue sovrapposizioni creano davvero scompiglio; l'italo-tedesco è una scoperta dell'allenatore (non è l'unica) e sta regalando prove decisamente concrete. Resta però un'incognita.

Il vero gioiello dei bavaresi è il centrocampo, con due poeti sulle fasce e due fabbri in mezzo. Governano il centro del reparto il buon Van Bommel, ripudiato dalle sue precedenti squadre ma capitano a Monaco, e Schweinsteiger, ex tornante riadattato al ruolo di centrale, dove può faticare un pò di meno ma ha lo spazio per liberare il suo destro terrificante. Sulle fasce, beh, ci sono loro: Robben e Ribery, il duo che tutta Europa invidia alla squadra tedesca. Il francese è un punto fermo da anni, e spendere parole su di lui sembra superfluo. L'olandese è la dimostrazione dell'opinabilità delle scelte della dirigenza del Real Madrid, che l'ha venduto a cuor leggero al Bayern, dandogli la possibilità di mettersi in mostra in questa Champions. Suo il goal qualificazione contro la Fiorentina, suo il goal qualificazione contro il Manchester, suo il goal vittoria contro il Lione all'andata. La sensazione, però, è che Robben sia, per ora, l'unica fonte di gioco del Bayern, quindi, fermato lui, fermi la squadra. Ah certo, dirlo è un conto, farlo è un altro.

L'attacco è il capolavoro di Van Gaal: via Luca Toni, ripudiati Gomez e Klose. Come dire: che ci facciamo con il centravanti? E' chiaro l'intendimento del tecnico: attaccanti veloci e ficcanti, nonchè eclettici, che non diano punti di riferimento. Ecco perchè il ventenne Muller è diventato un titolare fisso fondamentale, per la sua capacità di fare tutto bene: prima e seconda punta ed anche rifinitore, è senza dubbio il colpo di Van Gaal. Dal canto suo, il vecchio Olic segna che è una meraviglia ed è, per ora, vice capocanniere in Europa con 7 goal.

Insomma, una squadra forte ed a tratti bella da vedere. Ma bisogna dare una risposta all'interrogativo del titolo: rivelazione o grande squadra? Rivelazione, senza dubbio. Alzi la mano chi pronosticava il Bayern in Finale. Nessuno. Ma questo non è un demerito, anzi. A prescindere dall'avversaria, anche a Madrid la squadra bavarese partirà senza il favore del pronostico. Per questo Van Gaal già si sfrega le mani.

Il commento


Comincia l'avventura di questo nuovo blog incentrato sul mondo del calcio. E si inizia subito con una rubrica settimanale che commenterà tutti i fatti più importanti che ruotano intorno al pallone. Prima però una premessa: dato che di blog come questi ce ne sono a migliaia, non si pretende affatto di creare qualcosa di unico, speciale ed inimitabile. Si tratti di uno spazio dove poter esprimere la propria opinione liberamente, senza trascendere, ed analizzare gli aspetti di uno gioco bello, emozionante e decisamente coinvolgente.

Si parte dunque!

E' quasi lapalissiano il fatto di dare ampio spazio all'ultimo turno del campionato italiano, che ha riservato un turno estremamente emozionante e, forse, già decisivo. Mancano ancora tre giornate alla fine di questa pazza stagione, ed il cammino è tutt'altro che segnato; è però innegabile che ci siano numerosi segnali da cogliere.
Il primo, su tutti, è la forza dell'Inter. In Europa solo due squadre sono ancora in corsa su tutti e tre i fronti (campionato, champions e coppa nazionale), e sono Bayern Monaco ed Inter, guarda caso le squadre che, ad oggi, sarebbero finaliste nella massima competizione continentale. Siamo tutti stupiti in positivo: l'Inter, la storica perdente del calcio italiano, è diventata una realtà di successo e senza dubbio alcuno interpreta il ruolo della squadra più forte e rappresentativa del Bel Paese. Eliminare il Chelsea di Carlo Ancelotti lanciatissimo in Premier, vincere sul campo difficile del Cska Mosca, abbattere i marziani del Barça già di per è rappresenta una grande conquista. Se a questo aggiungiamo il fatto che Mourihno è arrivato alla finale di Coppa Italia ed è primo in classifica in campionato, beh, si intravedono già i contorni dell'impresa straordinaria. Le indicazioni sintomatiche del momento dell'Inter derivano dalla partita vinta contro l'Atalanta: 20 minuti per rifiatare e prendere il ritmo, con i bergamaschi che ne approfittano bene e vanno in vantaggio; il resto del match per imporre la propria netta superiorità. Punto. Non c'è tatticismo che regga, l'Inter è la più forte (in Italia) e l'ha dimostrato. Un bomber come Milito, da solo, cambia il destino della sua squadra (chiedere al Genoa per avere informazioni in proposito), ed uno come Sneijder è sempre in grado di regalare la giocata risolutiva. Consigli per l'anno venturo: inserire un giocatore simile all'olandese sarebbe la quadratura perfetta del cerchio.

Ma veniamo alla grande sconfitta della domenica, vale a dire la Roma di mister Ranieri, che cade sotto i colpi di un Pazzini formato nazionale. Le indicazioni che giungono dall'Olimpico non fanno altro che confermare quanto era nell'aria da qualche settimana. La Roma si trova in una situazione di calo fisico netto. Si veda in proposito il derby, vinto solo grazie a due fiammate (e ad un errore dal dischetto), oppure la trasferta di Udine per la Coppa Italia, ed anche i secondi tempi delle partite casalinghe contro Atalanta e Samp. In questo momento i giallorossi concentrano le loro forze nella prima mezz'ora di gara, e poi inevitabilmente crollano. Un consiglio per tutte le avversarie: reggere nei primi minuti, anche chiudendosi in difesa, può permettere ribaltoni in attacco nel secondo tempo. E non è facile invertire questo trend; la Roma è una squadra che deve vincere ad ogni costo, quindi anche psicologicamente viene naturale dare tutto in campo fin dal primo minuto per sbloccare le partite. Un ultima postilla: durante il derby Ranieri si è distino per la bravura ed il coraggio di sostituire Totti e De Rossi andando così a vincere la partita; peccato che lo stesso non si possa dire per la partita con la Samp. L'allenatore di Testaccio ha sbagliato tutte le mosse tattiche possibili: sull' 1-1 ha inserito Toni per Perrotta e Taddei per Cassetti, sbilanciando la squadra in maniera davvero esagerata e gettando le basi per il tracollo. Da dove arriva il secondo goal del Pazzo? Da un'incursione di Mannini sulla fascia sinistra, lasciata sguarnita proprio dal buon Taddei, costantemente in spinta offensiva.

Obiettivo quarto posto: della Samp qualcosa abbiamo accennato, mentre il Palermo ha pasteggiato sulla carcassa di un Milan derelitto ed ormai spento. E' un testa a testa incredibile, e non sembrano possibili inserimenti da parte della Juve, che ha dimostrato di potersi riprendere grazie al ritorno di Iaquinta, giocatore fondamentale per i bianconeri. In attesa dello scontro diretto previsto fra due turni, la Sampdoria sembra essersi imposta nel ruolo di favorita: la prova di Roma, contro l'allora capolista, è il coronamento della bella stagione dei ragazzi di Del Neri. Ci spera il Palermo, giustamente, ma dovrà affrontare due delle prossime tre partite fuori casa, ed il rendimento della banda di Delio Rossi lontano dal Barbera ha lasciato a desiderare il più delle volte.

Il campionato concede spunti anche in zona salvezza, dove il Livorno ha ufficialmente salutato la serie A e si apre ad un'estate che sarà ricca di polemiche e veleni che porteranno quasi certamente all'addio di Spinelli e, forse, a quello definitivo di Lucarelli, uomo simbolo di questa squadra e di questa città. Il Siena è attaccato ad un filo troppo debole per sperare ancora, dato che manca un solo punto al Bologna per gettare la squadra di Malesani nel baratro. Qui però le prospettive estive sono diverse, perchè la nuova società capeggiata da Mezzaroma sembra solida ed il progetto tecnico, qualora continuasse con Malesani, potrebbe portare a qualche risultato di rilievo. Resta da decidere chi sarà la terza squadra a scendere in serie cadetta. L'Atalanta avrebbe bisogno di un mezzo miracolo, ma ha dimostrato di crederci fino in fondo. I bergamaschi hanno cinque punti di ritardo dal Bologna e sei dalla Lazio, e sono attesi dallo scontro diretto domenica proprio contro i felsinei. La rincorsa è comunque difficile, perchè la squadra di Mutti poi andrà a Napoli ed infine ospiterà il Palermo. Tirare fuori 9 punti da questo trittico appare davvero un paradosso, ma se Tiribocchi e compagni riusciranno nell'impresa, beh, allora meriteranno di rimanere in serie A.