Prima "giornata lunga" del nostro campionato, divisa in ben tre giorni, e con un Monday Night davvero eccezionale. Tuffiamoci subito nel pieno di questo weekend lungo!
Pochi preamboli, perchè di carne al fuoco ce n'è tanta. In partenza ci soffermiamo sull'Inter, che continua a stentare, soprattutto per noi che negli occhi abbiamo ancora la splendida cavalcata dello scorso anno. Dati estremamente interessanti: contro la Sampdoria, la squadra di Benitez colleziona il secondo pareggio casalingo consecutivo, cosa che non succedeva da tempo immemore. I nerazzurri giocano bene, ma mancano il colpo del k.o., ed allora la Samp prende coraggio, fino ad andare in vantaggio con un'azione viziata da un presunto fallo di Cassano su Chivu. Ci penserà il solito Eto'o a rimediare, ma il pari allontana l'Inter dalla testa della classifica, facendole maturare un distacco mai visto nel dopo Calciopoli. Sono numeri che devono farci riflettere: si tratta delle cifre di una squadra appagata, che è passata dalla gestione del miglior allenatore del Mondo a quella di un mister di grande livello, ma non così bravo come Mourihno. E' la pura verità. Stupisce sempre di più la convinzione con cui Benitez punta su Biabiany pur avendo Pandev scalpitante. Ma non ha solo colpe, il tecnico spagnolo: il più grande merito è quello di dare spazio a Coutinho, che è un giovane molto tecnico e bravo con i piedi, ma ancora troppo gracile (deve mettere su fisico per non fare la fine di Giovinco, tanto per intenderci, con le dovute proporzioni). La Sampdoria ha fatto un'ottima partita, sorniona, affidando le sue chances alla coppia d'attacco, con un Cassano in grande spolvero ed un Pazzini ancora in difficoltà.
Dicevamo di un grande posticipo del Lunedì: spettacolo puro tra Napoli e Milan al San Paolo, per una partita mai noiosa e mai banale. Cominciano meglio gli ospiti che, con l'invenzione di un redivivo Oddo, mandano in porta Robinho (secondo goal consecutivo per il brasiliano). Si sveglia quindi il Napoli, che crea tanto, finchè non viene espulso Pazienza. Remi in barca per Mazzarri? Macchè! Sulla base del corollario di Liehdolm, in dieci il Napoli gioca anche meglio, e sfiora a più riprese il pari. Ancora Oddo, però, fornisce la palla del due a zero ad Ibra. Inutile, ma sensazionale, il goal di Lavezzi. Cosa ci dice questa partita? Innanzitutto, che a sprazzi il Milan ha dimostrato di saper intavolare trame di gioco quasi irresistibili; poi, che Ibra è sempre decisivo, anche nelle serate in cui non brilla; infine, che il Napoli ha tanta qualità davanti quanti problemi nella fase difensiva ed anche in un centrocampo che, con Gargano e Pazienza, non garantisce ripartenze fulminee.
Continua il volo della Lazio, che ha giocato davanti ad uno spettatore d'eccezione: l'aquila Olimpia, che si è fatta beffe del suo addestratore ed è rimasta per quasi tutto il primo tempo sopra alla copertura dell'Olimpico. Da lassù, il rapace si è goduto il bel goal di Floccari, e poi è stato recuperato da un falconiere. La partita ha presentato una Lazio brava e fortunata, capace di capitalizzare al meglio le occasioni e di congelare il gioco quando ha dovuto. Se poi ci aggiungiamo che di fatto il goal del Cagliari è arrivato da uno sciagurato retropassaggio di Radu, capiamo che la Lazio ha vinto davvero con merito. Meriti da ripartire tra Floccari e Mauri, che stanno attraversando un grande momento di forma. Anche Reja va osannato, per le sue capacità di allenatore e capo dello spogliatoio. Il Cagliari mette in mostra un grande giocatore, Matri, e su questo dovrà basare la corsa alla salvezza.
Pareggio sofferto della Juventus a Bologna. In una partita con pochi temi tattici, tiene banco la simulazione di Krasic, che inganna l'insufficiente arbitro De Marco e probabilmente prenderà due turni di squalifica. Noi ci limitiamo ad aggiungere una sola considerazione: Krasic il nuovo Nedved? Non ancora: Pavel,in un Lazio-Fiorentina di tanti anni fa, ammise di essere caduto da solo in area dopo che l'arbitro gli aveva fischiato rigore a favore. Lezioni di calcio, per diventare un campione, traguardo che Milos potrà raggiungere.
Continuano ad esserci problemi in casa Roma, anzi ce ne sono di nuovi. Non stupiscono più le sostituzioni a dir poco azzardate di mister Ranieri, ma stavolta creano un nuovo caso. Passi il doveroso cambio di Totti dopo un primo tempo di trotto del capitano, ma far entrare Baptista per Vucinic è una mossa che proprio non abbiamo capito. Con la conseguenza di avere nel montenegrino un altro separato in casa. Insomma, le nubi rimangono alte su Trigoria, e non si vede nemmeno un raggio di sole. Meno male che sabato all'Olimpico arriva il Lecce, che ne ha presi quattro a Milano ed altrettanto a Torino. Non vincere, per Ranieri, potrebbe voler dire davvero tanto. Il Parma, dal canto suo, ha dimostrato che non sta attraversando un buon momento, come ci indicano anche gli errori di Marques e Crespo sotto porta. Serve disperatamente il ritorno di Giovinco, per non dare troppo punti di riferimento in attacco.
Sorprendente scivolone del Palermo ad Udine, con Delio Rossi che giustamente se la prende con la poca umiltà mostrata dai suoi giocatori, a partire da Pastore, che deve tornare con i piedi per terra, essendo un autentico campione. Bene Pinilla, bomber di qualità. Male tutta la difesa, a cominciare dal nazionale Cassani. L'Udinese ha invertito l'oscena partenza ed ora è a quota tre vittorie consecutive: la svolta è arrivata, ed occhio a questo giovane difensore con il vizio del goal, Benatia.
Vince il Genoa in casa contro il Catania, senza meritarlo. Gli ospiti hanno creato tante occasioni, facendo notare ancora una volta l'inadeguatezza della retroguardia della squadra di Gasperini. Rafinha con l'assist e Rossi con il goal hanno regalato ai rossoblu una vittoria davvero inaspettata ed insperata, che li proietta in zone più appropriate.
Terza sconfitta consecutiva per il Brescia, che a Lecce passa addirittura in vantaggio, ma poi subisce la legge del Via del Mare e capitola sotto i colpi di Ofere e Di Michele (che ha anche sbagliato un rigore). L'avevamo detto la settimana scorsa: il Lecce contro le grandi è squadra da prendere a pallonate, ma nelle sue partite, e soprattutto in casa, è un cliente scomodissimo. Basti pensare che dieci degli undici punti fatti, De Canio li ha conquistati nelle mure amiche.
Sfortunato scivolone del Cesena in casa del Chievo, che passa al 91esimo minuto con goal dell'interessante francese Thereau, che sblocca l'1-1 firmato Cesare ed autogoal di Guana. Da sottolineare l'ennesima splendida prova di Constant, davvero un gran bel giocatore.
Chiude il quadro la vittoria casalinga della Fiorentina che, nel più classico dei "vince ma non convince", muove una classifica che si era fatta troppo preoccupante. Cade invece il Bari, alla terza sconfitta di fila, incapace di capitalizzare le occasioni da goal, e di crearne abbastanza.
