martedì 26 ottobre 2010

Il Commento


Prima "giornata lunga" del nostro campionato, divisa in ben tre giorni, e con un Monday Night davvero eccezionale. Tuffiamoci subito nel pieno di questo weekend lungo!

Pochi preamboli, perchè di carne al fuoco ce n'è tanta. In partenza ci soffermiamo sull'Inter, che continua a stentare, soprattutto per noi che negli occhi abbiamo ancora la splendida cavalcata dello scorso anno. Dati estremamente interessanti: contro la Sampdoria, la squadra di Benitez colleziona il secondo pareggio casalingo consecutivo, cosa che non succedeva da tempo immemore. I nerazzurri giocano bene, ma mancano il colpo del k.o., ed allora la Samp prende coraggio, fino ad andare in vantaggio con un'azione viziata da un presunto fallo di Cassano su Chivu. Ci penserà il solito Eto'o a rimediare, ma il pari allontana l'Inter dalla testa della classifica, facendole maturare un distacco mai visto nel dopo Calciopoli. Sono numeri che devono farci riflettere: si tratta delle cifre di una squadra appagata, che è passata dalla gestione del miglior allenatore del Mondo a quella di un mister di grande livello, ma non così bravo come Mourihno. E' la pura verità. Stupisce sempre di più la convinzione con cui Benitez punta su Biabiany pur avendo Pandev scalpitante. Ma non ha solo colpe, il tecnico spagnolo: il più grande merito è quello di dare spazio a Coutinho, che è un giovane molto tecnico e bravo con i piedi, ma ancora troppo gracile (deve mettere su fisico per non fare la fine di Giovinco, tanto per intenderci, con le dovute proporzioni). La Sampdoria ha fatto un'ottima partita, sorniona, affidando le sue chances alla coppia d'attacco, con un Cassano in grande spolvero ed un Pazzini ancora in difficoltà.
Dicevamo di un grande posticipo del Lunedì: spettacolo puro tra Napoli e Milan al San Paolo, per una partita mai noiosa e mai banale. Cominciano meglio gli ospiti che, con l'invenzione di un redivivo Oddo, mandano in porta Robinho (secondo goal consecutivo per il brasiliano). Si sveglia quindi il Napoli, che crea tanto, finchè non viene espulso Pazienza. Remi in barca per Mazzarri? Macchè! Sulla base del corollario di Liehdolm, in dieci il Napoli gioca anche meglio, e sfiora a più riprese il pari. Ancora Oddo, però, fornisce la palla del due a zero ad Ibra. Inutile, ma sensazionale, il goal di Lavezzi. Cosa ci dice questa partita? Innanzitutto, che a sprazzi il Milan ha dimostrato di saper intavolare trame di gioco quasi irresistibili; poi, che Ibra è sempre decisivo, anche nelle serate in cui non brilla; infine, che il Napoli ha tanta qualità davanti quanti problemi nella fase difensiva ed anche in un centrocampo che, con Gargano e Pazienza, non garantisce ripartenze fulminee.
Continua il volo della Lazio, che ha giocato davanti ad uno spettatore d'eccezione: l'aquila Olimpia, che si è fatta beffe del suo addestratore ed è rimasta per quasi tutto il primo tempo sopra alla copertura dell'Olimpico. Da lassù, il rapace si è goduto il bel goal di Floccari, e poi è stato recuperato da un falconiere. La partita ha presentato una Lazio brava e fortunata, capace di capitalizzare al meglio le occasioni e di congelare il gioco quando ha dovuto. Se poi ci aggiungiamo che di fatto il goal del Cagliari è arrivato da uno sciagurato retropassaggio di Radu, capiamo che la Lazio ha vinto davvero con merito. Meriti da ripartire tra Floccari e Mauri, che stanno attraversando un grande momento di forma. Anche Reja va osannato, per le sue capacità di allenatore e capo dello spogliatoio. Il Cagliari mette in mostra un grande giocatore, Matri, e su questo dovrà basare la corsa alla salvezza.
Pareggio sofferto della Juventus a Bologna. In una partita con pochi temi tattici, tiene banco la simulazione di Krasic, che inganna l'insufficiente arbitro De Marco e probabilmente prenderà due turni di squalifica. Noi ci limitiamo ad aggiungere una sola considerazione: Krasic il nuovo Nedved? Non ancora: Pavel,in un Lazio-Fiorentina di tanti anni fa, ammise di essere caduto da solo in area dopo che l'arbitro gli aveva fischiato rigore a favore. Lezioni di calcio, per diventare un campione, traguardo che Milos potrà raggiungere.

Continuano ad esserci problemi in casa Roma, anzi ce ne sono di nuovi. Non stupiscono più le sostituzioni a dir poco azzardate di mister Ranieri, ma stavolta creano un nuovo caso. Passi il doveroso cambio di Totti dopo un primo tempo di trotto del capitano, ma far entrare Baptista per Vucinic è una mossa che proprio non abbiamo capito. Con la conseguenza di avere nel montenegrino un altro separato in casa. Insomma, le nubi rimangono alte su Trigoria, e non si vede nemmeno un raggio di sole. Meno male che sabato all'Olimpico arriva il Lecce, che ne ha presi quattro a Milano ed altrettanto a Torino. Non vincere, per Ranieri, potrebbe voler dire davvero tanto. Il Parma, dal canto suo, ha dimostrato che non sta attraversando un buon momento, come ci indicano anche gli errori di Marques e Crespo sotto porta. Serve disperatamente il ritorno di Giovinco, per non dare troppo punti di riferimento in attacco.
Sorprendente scivolone del Palermo ad Udine, con Delio Rossi che giustamente se la prende con la poca umiltà mostrata dai suoi giocatori, a partire da Pastore, che deve tornare con i piedi per terra, essendo un autentico campione. Bene Pinilla, bomber di qualità. Male tutta la difesa, a cominciare dal nazionale Cassani. L'Udinese ha invertito l'oscena partenza ed ora è a quota tre vittorie consecutive: la svolta è arrivata, ed occhio a questo giovane difensore con il vizio del goal, Benatia.
Vince il Genoa in casa contro il Catania, senza meritarlo. Gli ospiti hanno creato tante occasioni, facendo notare ancora una volta l'inadeguatezza della retroguardia della squadra di Gasperini. Rafinha con l'assist e Rossi con il goal hanno regalato ai rossoblu una vittoria davvero inaspettata ed insperata, che li proietta in zone più appropriate.

Terza sconfitta consecutiva per il Brescia, che a Lecce passa addirittura in vantaggio, ma poi subisce la legge del Via del Mare e capitola sotto i colpi di Ofere e Di Michele (che ha anche sbagliato un rigore). L'avevamo detto la settimana scorsa: il Lecce contro le grandi è squadra da prendere a pallonate, ma nelle sue partite, e soprattutto in casa, è un cliente scomodissimo. Basti pensare che dieci degli undici punti fatti, De Canio li ha conquistati nelle mure amiche.
Sfortunato scivolone del Cesena in casa del Chievo, che passa al 91esimo minuto con goal dell'interessante francese Thereau, che sblocca l'1-1 firmato Cesare ed autogoal di Guana. Da sottolineare l'ennesima splendida prova di Constant, davvero un gran bel giocatore.
Chiude il quadro la vittoria casalinga della Fiorentina che, nel più classico dei "vince ma non convince", muove una classifica che si era fatta troppo preoccupante. Cade invece il Bari, alla terza sconfitta di fila, incapace di capitalizzare le occasioni da goal, e di crearne abbastanza.

lunedì 18 ottobre 2010

Il Commento


Dopo la pausa per la Nazionale, ed il nostro seguitissimo approfondimento sulle venti protagoniste della serie A, ecco di nuovo la rubrica del Commento, appuntamento fisso per tutti i nostri lettori. Oggi, però, vorremmo dare un taglio diverso all'articolo, partendo dai singoli, da quegli uomini che possono cambiare le sorti di tutta una squadra.

L'Inter ha un uomo del genere, si chiama Samuel Eto'o. Stante l'assenza di Milito, il camerunese gioca da prima punta vera e risolve la partita di Cagliari. Dopo un anno passato a fare più il terzino che l'attaccante, Eto'o adesso è capocannoniere della serie A e sta trascinando un'Inter altrimenti poco convincente. Altra domenica di sofferenza per Benitez, contro un Cagliari arrembante e ben messo in campo, che sfiora spesso il pari, sprecando un pò troppo. Eto'o dunque protagonista, nel bene e nel male, che non è certo colpa sua: sciocchi i "buu" razzisti a lui indirizzati, bravo Tagliavento nel decidere per la sospensione temporanea del match. Bravo, sì, ma solo in quello: il fischietto di Terni sbaglia tutto quello che può sbagliare, negando almeno un rigore netto al Cagliari per mani di Lucio.
Anche l'altra squadra milanese, quella rossonera, ha un uomo incredibilmente efficace. Si chiama Zlatan Ibrahimovic, ed ha fatto tutto lui contro il Chievo nell'anticipo di sabato pomeriggio. Assist al bacio per la prima prodezza di Pato; punizione battuta con furbizia per il secondo goal del brasiliano; sfortunata autorete nel finale. Un uomo, una squadra, una partita. Tolto Ibra, il Milan gioca una buona partita, soprattutto nel primo tempo, subendo eccessivamente il ritorno del Chievo nella ripresa. Per gli ospiti segnaliamo l'ottimo Constant, un giovane di cui sentiremo parlare. I rossoneri si godono lo scintillante ritorno di Pato, la forza dell'Ibra di cui sopra ed il primo goal di Robinho. Apprensione per l'infortunio occorso a Thiago Silva.
Parliamo ancora di singoli. Ce n'è uno decisamente importante anche a Torino, e risponde al nome di Milos Krasic. Anche contro il Lecce, il serbo è una furia imprendibile, distrugge tutti gli avversari sulla sua fascia di competenza e manda in goal i compagni con una facilità imbarazzante. Mister Delneri può godersi anche Aquilani, autore di un gran goal, Felipe Melo, che ha fatto pace con i tifosi, ed Alex Del Piero, campione immortale che raggiunge Boniperti per goal segnati in serie A. Insomma, una domenica di grande festa. Il Lecce non era davvero all'altezza, e soprattutto fuori casa ha dimostrato di soffrire davvero parecchio. Ma la squadra di De Canio dovrà farsi trovare pronta in altre partite, non in questa.
La nostra rassegna di uomini continua e fa tappa nella Capitale, dove c'è un brasiliano che è arrivato da poco, ma è già un eroe. Stiamo parlando di Hernanes, il Profeta della Lazio capolista. Nella scorsa partita un suo assist è valso la vittoria, stavolta il timbro lo mette lui personalmente segnando un bel goal e proiettando la Lazio verso il volo anche a Bari. Sarà poi Floccari a raddoppiare ed a chiudere il match. Capolavoro tattico di Edy Reja, che nel primo tempo si chiude nel tentativo, ben riuscito, di rintuzzare tutti gli attacchi del Bari. Nella ripresa, Mauri approfitta del primo spiraglio utile e manda in porta il Profeta. Complimenti a Zarate per la sua dimostrazione di sacrificio. Il Bari incappa in una serata difficile ed è anche sfortunato nel finale, ma ha dimostrato di avere dicrete doti. Certo, vedere la squadra di Ventura perdere in casa un pò stupisce.

Anche a Palermo c'è un uomo decisivo, Javier Pastore detto "El Flaco". L'argentino illumina i rosanero nella giornata del calcio spumeggiante e del 4-1 ad un inconsistente Bologna (si salva solo Di Vaio). Con Pastore spiccano Ilicic, Pinilla e Bacinovic, tutti nuovi, tutte scoperte di Delio Rossi e Walter Sabatini, la nuova coppia del nostro calcio. Davvero un grande Palermo, gioca in maniera innovativa, spettacolare, molto veloce e con tanti tocchi di prima. Ripetiamo, davanti c'era un pessimo Bologna. Malesani dovrà lavorare tanto.
Napoli è sempre più il regno di Edinson Cavani, capocannoniere insieme ad Eto'o. Ennesimo goal dell'uruguagio, che stavolta frutta solo un pareggio, per colpa del catanese Gomez. Il Napoli non convince nella trasferta siciliana perchè dopo il vantaggio si chiude troppo, ed è solo un De Sanctis in giornata di grazia ad evitare la sconfitta. Dopo il pareggio c'è una reazione dei napoletani, che sfiorano il raddoppio sempre con Cavani. Nel finale, autentica sciocchezza di Paolo Cannavaro che si fa espellere e salterà la partita con il Milan di lunedì prossimo.
A Roma, sponda giallorossa, stanno cercando disperatamente un uomo decisivo. Forse Marco Borriello potrà diventarlo; intanto segna a ripetizione e fa ripartire la Roma. Attenzione, ancora c'è tanto da lavorare per Ranieri. La squadra giallorossa, contro il Genoa, dura per un'oretta, non di più, ma macina bel calcio. Dal 65esimo minuto in poi c'è il solito crollo fisico, che stavolta però non costa la vittoria. Totti è autore di una buona prestazione e resta in campo per novanta minuti. Provocazione: è un caso che la Roma abbia girato meglio senza De Rossi? La risposta non è così scontata.
Passiamo per Genova, e troviamo l'uomo simbolo della Sampdoria, Antonio Cassano, che regala tre punti d'oro a Mimmo di Carlo. La Fiorentina parte bene e va in vantaggio con Marchionni, ma una punizione di Ziegler e la gran giocata di Fantantonio permettono ai padroni di casa di sfangarla e tornare a vincere.

Da ultimo, diamo conto della vittoria dell'Udinese sul Brescia, largamente immeritata ma arrivata con la testa di un veterano, Bernardo Corradi. Pareggiano, invece, Parma e Cesena; gli uomini di Ficcadenti non sanno più vincere, mentre quelli di Marino sprecano troppo e non riescono a fare il colpo in trasferta.

mercoledì 13 ottobre 2010

Il primo bilancio - parte quinta


MILAN, 11 PUNTI, 3V 2P 1S, 8GF 4GS
Come gioca: MAx Allegri, alla sua prima grande occasione da allenatore, presenta un 4-3-3- che somiglia però di più ad un albero di Natale di "ancelottiana" memoria. La prima punta, nonchè giocatore più avanzato, è Ibra, con Robihno e Ronaldinho leggermente dietro. Al ritorno di Pato sarà 4-3-3 più puro. Pirlo, Gattuso e Seedorf trovano posto a centrocampo, davanti alla difesa a quattro. I due terzini garantiscono una spinta costante sulle fasce, e lo fanno anche con una certa tranquillità, dato che i centrali si chiamano Nesta e Thiago Silva, due garanzie. Abbiati in porta pare aver vinto il ballottaggio con Amelia.
Cosa va: Senza dubbio funziona l'acquisto di Ibrahimovic, ma su questo c'erano pochi dubbi. Per ora, in campionato, Ibra ha fruttato almeno 4 punti, mentre in Champions è addirittura marcatore unico dei rossoneri. Anche Boateng, volto nuovo arrivato via Genoa, ha finora ben figurato, soprattutto nella trasferta contro la Lazio. La difesa è una garanzia, soprattutto quando i due terzini entreranno veramente in forma. Christian Abbiati, fino all'odierno infortunio, ha disputato un ottimo avvio di stagione.
Cosa non va: Disporre di Ibra ti porta forzatamente a cercarlo spesso, quasi fino a collassare tutte le azioni su di lui. E questo ad alcuni giocatori del Milan non piace: si rischia di fare la fine dell'Inter di due anni fa (in realtà non sarebbe una brutta fine, vittoria del campionato e brutta Champions). Anche la forma di Ibra preoccupa, si sospetta una pubalgia, ma lui tranquillizza tutti. Robinho potrebbe essere stato un acquisto sbagliato, ed ancora non è in forma. Preoccupa anche la situazioni infortuni, si vedano i casi di Pato ed Ambrosini. Inoltre l'annoso problema del Milan è rimasto: l'età media è troppo avanzata, soprattutto nel reparto del centrocampo.

NAPOLI, 11 PUNTI, 3V 2P 1S, 12 GF 8GS
Come gioca: Mazzarri schiera in maniera molto camaleontica il suo Napoli. Se volessimo riferirci ad uno schema di riferimento, parleremmo di 3-4-2-1, ma c'è di più. Hamsilk e Lavezzi sono in costante proiezione offensiva, spingendosi ben oltre la trequarti avversaria. Quando avviene questo, Dossena si schiaccia sulla metà campo, rimanendo però largo. Per questo il lavoro di contenimento di Gargano e Pazienza è decisivo. Campagnaro e Maggio aiutano molto la difesa, costruita su tre centrali.
Cosa va: Squadra corsara se ce n'è una, ha sofferto in casa fino alla vittoria contro la Roma. Il migliore, in questo avvio, è stato Edinson Cavani, capocannoniere del torneo. Grande forma per l'uruguagio, noto per non essere un grande goleador, che ha stupito tutti. Felicissima l'intuizione di Mazzarri, che ha spostato Hamsik più avanti, trasformandolo in finalizzatore. Il Napoli gioca bene, non v'è dubbio.
Cosa non va: Qualche difetto si può trovare nelle difficoltà dimostrate dal Napoli nel conservare il risultato positivo, come accaduto contro Bari e Chievo davanti al proprio pubblico. La difesa è purtroppo in grado di prendere brutte imbarcate, e ciò è dimostrato dall'altro numero di goal subiti. Il doppio impegno settimanale potrà creare qualche problema, perchè la rosa non sembra adeguata per reggere al meglio.

INTER, 11 PUNTI, 3V 2P 1S, 8GF 3GS
Come gioca: Nel momento di transizione del passaggio da Mourihno a Benitez, si rimane ancora sul 4-2-3-1 che tante soddisfazioni ha dato ai nerazzurri l'anno scorso. Eto'o è sempre più prima punta, dietro di lui agiscono Snejider, Pandev e Biabiany. Stankovic e Cambiasso cerniera davanti alla difesa a quattro, comandata da Lucio e Samuel. Nessuna novità di sorta, quindi, in attesa che il tecnico spagnolo trasformi il tutto nel 4-3-3 che ha dimostrato di preferire.
Cosa va: La difesa è la nota più lieta. Tre goal subiti sono pochi e parlando della migliore difesa in assoluto nel nostro campionato. Solo che uno di questi goal ha pesato davvero tanto, nella sconfitta esterna contro la Roma. Samuel Eto'o è in forma smagliante, ed è capocannoniere insieme a Cavani. Benitez dimostra coraggio nel puntare sui giovani, e Coutinho e Biabiany sembrano in grado di ritagliarsi un ruolo importante nella squadra campione d'Europa.
Cosa non va: Non vedere l'Inter in testa alla classifica porta a spulciare la squadra per trovare tutti i difetti. Partendo dal basso, Maicon sembra il cugino brocco dell'originale: dispiacere per non essere andato a Madrid? Salendo, troviamo Diego Milito, il bomber simbolo del triplete dello scorso anno, che in questo avvio di stagione non la butta dentro nemmeno a pagarlo (doppietta contro il Bari e niente più). E poi ci sono gli infortuni, a catena: Samuel, Lucio, Cambiasso, lo stesso Milito, adesso anche Cordoba. Per Benitez sono guai. E le stagioni con tanti infortuni sono difficilissime.

LAZIO, 13 PUNTI, 4V 1P 1S, 8GF 5GS
Come gioca: La sorprendente capolista della serie A è guidata con sapienza da Edy Reja, che dimostrato di essere più moderno di quanto la sua veneranda età non dica. Ha iniziato in maniera camaleontica, cambiando spesso modulo ed interpreti, ma sembra essersi stabilizzato sul 4-3-1-2. I terzini spingono meno rispetto alla scorsa stagione, quando c'era la difesa a 3. La cerniera di centrocampo mescola piedi buoni con capacità da incontristi: gli interpreti sono Ledesma, Brocchi e Mauri. Hernanes agisce da trequartista dietro a Zarate, o Rocchi, e Floccari. Reja ruota molto spesso i suoi uomini.
Cosa va: Quando si vince, tutto va bene. Lo si capisce, al contrario, da come andarono le cose l'anno scorso. Reja è stato magistrale nella gestione del mercato, facendosi comprare i giocatori desiderati e tenendo quelli fondamentali. Ha saputo creare un gruppo, con i giocatori che per ora non si lamentano se giocano poco (tranne Mauri e Matuzalem, che hanno avuto qualcosa da dire). La squadra gioca un bel calcio, ed ha in Hernanes un vero campione, in grado di girare le partite anche giocando male. Anche Stefano Mauri è in grande forma, come peraltro Biava e Andre Dias, diga difensiva. Buone nuove anche dal settore giovanile, che ha dato alla prima squadra due giocatori interessanti come Cavanda e Kozak.
Cosa non va: La sensazione è che questo bel momento non durerà a lungo, e questo toglie qualche giusto entusiasmo. Se volessimo trovare dei nei, potremmo fare riferimento a qualche errore di Fernando Muslera, che ancora non dimostra la sicurezza del grande portiere, ma si sta avvicinando a questo status. Ha iniziato la stagione con il freno tirato, e dimostrando troppo nervosismo, il terzino svizzero Lichtsteiner. Uno degli acquisti estivi, sbandierato come il sostituto di Kolarov, vale a dire Garrido, è ancora oggetto misterioso.

Il primo bilancio - parte quarta


PALERMO, 8 PUNTI, 2V 2P 2S, 10GF 9GS
Come gioca: Albero di Natale classico per il Palermo di Delio Rossi, che presenta un quartetto difensivo con due terzini di spinta come Cassani e Balzaretti. Centrocampo roccioso con Migliaccio, Bacinovic e Nocerino. Pastore ed Ilicic a supporto dell'unica punta, che sia Maccarone, Hernandez o Pinilla. In vari momento del match, questo schema può facilmente trasformarsi in un efficace quanto offensivo 4-3-3.
Cosa va: Il Palermo ha un grande giocatore, Javier Pastore, detto Il Flaco, che rappresenta la nota più lieta di questo avvio di stagione. L'attacco macina delle belle prestazioni. Delio Rossi è un allenatore carismatico ed ha già trasmesso, in parte, la sua tempra alla squadra (si veda in tal senso il pareggio contro il Lecce). Che belle le scoperte di Ilicic e Bacinovic: complimenti a Walter Sabatini.
Cosa non va: E' una caratteristica non solo del Palermo: la discontinuità. Grandi prestazioni alternate a brutte cadute. E poi il Barbera finora non ha rappresentato un vero e proprio fortino, dato che le uniche due vittorie sono arrivate fuori casa. In pratica, è stato invertito il trend della passata stagione. Ultima annotazione: il Palermo è una squadra giovane; da qui alla fine, il gap di esperienza potrebbe pesare.

JUVENTUS, 8 PUNTI, 2V 2P 2S, 12 GF 9GS
Come gioca: Gigi Delneri significa 4-4-2. Non ci sono storie. Difensori in linea e due centrocampisti esterni su cui si sviluppa la maggior parte della mole di gioco. L'ideale del tecnico friulano è disporre di una seconda punta e di un primo attaccante alto e forte fisicamente, deputato a segnare. Tanti devono essere i cross dalle fasce ed i tagli dei centrocampisti.
Cosa va: L'attaco juventino è in grado di regalare giornate di grandi scorpacciate, come successo contro Udinese e Cagliari. Inoltre, la Juve sembra aver ritrovato un giocatore importante come Felipe Melo, ben supportato da Aquilani, con il quale forma una coppia centrale assortita nel migliore dei modi. Milos Krasic rappresenta la nota più lieta in questo avvio di campionato, ed è diventato il simbolo di una campagna acquisti altrimenti rivedibile.
Cosa non va: La difesa è sul banco degli imputati. Bonucci e Chiellini non sembrano affatto complementari, De Ceglie e Motta sono ancora acerbi, e stupisce il fatto di dover ricorrere ancora all'esperto Grygera. Non è un problema di singoli, è proprio la fase difensiva in sè a fare acqua, con i giocatori che spesso non si trovano nella giusta posizione. Urge il recupero di Amauri, perchè l'attacco ha sì regalato prove da grandi numeri, ma le ha alternate ad un piattume preoccupante.

BRESCIA, 9 PUNTI, 3V 0P 3S, 7GF 8GS
Come gioca: Iachini dispone la sua squadra con un 4-3-1-2 le cui fortune dipendono soprattutto dall'ispirazione del reparto offensivo. Diamanti agisce nel ruolo di trequartista dietro ad Eder e Caracciolo, mentre Cordova, Baiocco ed il sorprendente Hetemaj trovano collocazione sulla mediana. Difesa classica a quattro, davanti all'ottimo Sereni di questo avvio di stagione.
Cosa va: Diamanti ha già avuto modo di dimostrare tutte le sue doti di grande ispiratore della manovra offensiva. Si è messo in luce anche Eder, al battesimo nella massima serie dopo un ottimo campionato cadetto con l'Empoli. Il Brescia ha ottenuto vittorie sia in casa che in trasferta, dimostrando di poter ricoprire il ruolo di squadra corsara. Grande inizio per un Matteo Sereni davvero in forma.
Cosa non va: Non inganni, però, lo score, perchè ottenuto vincendo contro la Roma nella partita degli errori dell'arbitro Russo. Anche Caracciolo rappresenta una nota negativa: l'attaccante è lontano dai giorni migliori. La difesa non offre le più ampie garanzie, come peraltro la panchina. Inoltre sono forse troppi i giocatori della vecchia guardia (Baiocco ed Antonio Filippini su tutti).

CHIEVO, 10 PUNTI, 3V 1P 2S, 8GF 5GS
Come gioca: Classico 4-4-2 per Stefano Pioli, che ha sostituito Mimmo di Carlo sulla panchina del Chievo. Le due punte sono complementari, una forte e l'altra brevilinea. Il centrocampo è fatto di onesti lavoratori votati al sacrificio, come Rigoni e Bogliacino. La difesa è guidata dall'esperto portiere Sorrentino, e presenta una linea a quattro ben assortita.
Cosa va: Ormai ci siamo abituati agli exploit del Chievo, e non ci stupiamo più. La squadra veneta ha lavorato bene sul mercato, inserendo prospetti interessanti come Constant e Fernandes che hanno già dimostrato le loro qualità. Pellissier è una garanzia, mentre è stato ottimo l'esordio in campionato del vecchio bomber Moscardelli. La difesa merita una menzione d'onore, e soprattutto Sorrentino, portiere fin troppo sottovalutato.
Cosa non va: Si è perso qualche punto di troppo in casa. Due sconfitte ed un pareggio davanti al proprio pubblico, a fronte di tre vittorie corsare, devono assolutamente far riflettere. E' una squadra fin troppo attendista e poco propensa a prendere l'iniziativa. Grandi contropiedisti, ma con il pallone fra i piedi i centrocampisti del Chievo fanno tanta, troppa fatica.

martedì 12 ottobre 2010

Il primo bilancio - parte terza


LECCE, 8 PUNTI, 2V 2P 2, 5GF 8GS
Come gioca: Luigi De Canio mette in campo la sua squadra con un 4-3-3 classico, con tre attaccanti veri e votati alla fase offensiva come Jeda, Corvia ed Olivera, con Di Michele come riserva di lusso. Il centrocampo è forte fisicamente ed ha in Vives un giocatore di fantasia. La fase difensiva, dopo la batosta con il Milan all'esordio, si è attestata su buoni livelli.
Cosa va: La squadra gioca bene ed i raccordi fra i reparti funzionano senza sbavature. Potrebbe essere la stagione della consacrazione per Daniele Corvia, attaccante scuola Roma, che è sempre stato ritenuto una promessa mancata. Inoltre, De Canio è un allenatore che da ampie garanzie in situazioni come quelle del Lecce, che punta ad una non facile salvezza.
Cosa non va: La panchina non vale la massima serie, su questo non ci sono dubbi. Anche in porta manca un uomo in grado di dare sicurezza a tutto il reparto difensivo: Rosati e Brivio sono bravi portieri, niente di più. I veterani su cui si è deciso di puntare, inoltre, sembrano tutti più o meno all'ultima spiaggia, avendo perso le occasioni avute per fare grandi salti.

BARI, 8 PUNTI, 2V 2P 2S, 6GF 9GS
Come gioca: Mister Ventura l'anno scorso ha stupito tutti con il suo 4-4-2 veloce e molto offensivo. I due esterni di centrocampo partecipano attivamente alla fase offensiva, trasformando il modulo in un 4-2-4 arrembante. Le due punte, brevilinee, contribuiscono a dare fluidità al gioco. Al centro del campo troviamo due mediani dotati di forza fisica e di ottime caratteristiche di impostazione del gioco.
Cosa va: Funziona l'impianto, dato che il Bari è sempre saldamente a metà classifica, nonostante quest'anno le avversarie conoscano il modo di giocare della squadra di Ventura. L'aggiunta di Ghezzal ha già dato i suoi frutti, e ne continuerà a dare durante il campionato. Continua la propensione dei biancorossi a puntare sui giovani, ottenendo importanti risultati. La difesa regge nonostante le partenze di Ranocchia e Bonucci. Bene anche Barreto, sempre più leader offensivo, ed Almiron, cervello della squadra.
Cosa non va: La tenuta atletica non è ancora su livelli eccellenti, ed a volte si verificano dei cali di concentrazione letali (si veda la sconfitta in casa del Genoa). Inoltre c'è ancora il dubbio su chi deve essere il compegno fisso di reparto di Almiron, dato che Gazzi e Donati si alternano un pò troppo. Sulla fascia sinistra Parisi non garantisce il rendimento che aveva a Messina.

GENOA, 8 PUNTI, 2V 2P 2S, 6GF 7GS
Come gioca: Gasperini, ormai da molti anni tecnico del Genoa, utilizza un 3-4-3 molto offensivo, con le due ali che fanno un lavoro importantissimo in fase di ripiego. I tre centrali difensivi sono alti e forti fisicamente, come anche la punta centrale. I due esterni d'attacco, con la loro velocità, sono molto funzionali al progetto tecnico.
Cosa va: Alcuni dei nuovi acquisti arrivati nella grande estate del patron Preziosi si sono già messi in luce: Eduardo è un ottimo portiere, Ranocchia ha un futuro garantito in Nazionale, Veloso può dare tanta qualità al centrocampo. Anche Toni ha ripreso il feeling con il goal. Di certo, fra le cose positive, c'è anche una buona dose di fortuna, che ha giocato un ruolo fondamentale nelle due vittorie fin qui ottenute.
Cosa non va: Gasperini non è felicissimo di alcuni acquisti (leggasi Zuculini) e non ha mai nascosto questi suoi sentimenti. Inoltre, com'è ovvio, una squadra estremamente rinnovata necessita di tempo per l'adattamento. Ci si aspettava di più da questo Genoa, che è stato il re del mercato, ma c'è ancora da attendere. C'è anche confusione nel progetto: Mesto doveva partire, ora e titolare ed è già stato decisivo in varie occasioni. Come lo spieghiamo?

CATANIA, 8 PUNTI, 2V 2P 2S, 7GF 6GS
Come gioca: Cambio di allenatore, ma modulo vecchio. Anche Giampaolo propone il 4-2-3-1 che usava Mihajlovic, con il trio Ricchiuti-Biagianti-Mascara dietro la prima punta Maxi Lopez. Terzini bloccati sulle fasce, a difesa della porta dove si trova l'ottimo Andujar. Carboni ed Izco rappresentano la cerniera di centrocampo.
Cosa va: La fase difensiva è sicuramente di alto livello. Nel momento in cui si chiude a riccio, il Catania non offre sbocchi agli avversari, come accaduto nel pareggio contro il Milan. Molto buono l'impatto di Capuano su questo campionato, è senza dubbio il migliore del Catania. L'allenatore Giampaolo è garanzia di sicurezza, dopo le lodi ricevute quando era allenatore del Cagliari prima e del Siena poi. Da ultimo, la colonia argentina continua a dare ampie garanzie.
Cosa non va: La posizione di classifica è buona e fa per lo più sorridere, ma c'è qualche problema. Soprattutto in attacco, dove Maxi Lopez non è ancora il goleador infallibile della scorsa stagione. Biagianti, dopo due campionati di ottimo livello, appare in flessione, e Mascara inizia a doversi preoccupare dei dati anagrafici.

mercoledì 6 ottobre 2010

Il primo bilancio - parte seconda


CESENA, 7 PUNTI, 2V 1P 3S, 4GF 7GS
Come gioca: Il 4-3-3 di Ficcadenti è un modulo fatto di velocità e sacrificio. Le due ali offensive, Giaccherini e soprattutto Schelotto, sono chiamati ad un lavoro di ripiegamento importante. Anche perchè i 3 centrocampisti agiscono per lo più al centro del campo. In fase difensiva, il modulo si trasforma in un 4-5-1, con interditori importanti come Appiah, Colucci e Parolo.
Cosa va: Senza dubbio l'effetto sorpresa ha connotato l'avvio di stagione del Cesena, che si è presentato pareggiando contro la Roma e battendo il Milan in casa. Funziona anche la linea verde, dato che Schelotto e Giaccherini, all'esordio in serie A, hanno impressionato positivamente. Non dimentichiamoci inoltre la splendida forma del portiere Antonioli, giocatore più anziano della serie A.
Cosa non va: L'effetto sorpresa è un'arma a doppio taglio, perchè svanisce in poco tempo. La formula di Ficcadenti, da offensiva, si è trasformata in attendista, quasi timorosa. Non funziona nemmeno l'atteggiamento contro squadre alla pari, come Udinese e Lecce (sconfitta con la prima, vittoria per un pelo contro la seconda). Insomma, il Cesena si esalta contro le grandi e si perde contro le piccole. E questo trend non porta alla salvezza.

BOLOGNA, 7 PUNTI, 1V 4P 1S, 7GF 8GS
Come gioca: Modulo quasi speculare a quello del Cesena, un 4-3-3 con vocazioni più difensive che offensive. I due esterni, Meggiorini e Siligardi, giocano più dietro rispetto a Di Vaio, andando a formare un quintetto di centrocampo con Perez, Mudingayi e Casarini. Nella difesa a quattro i terzini restano bloccati e salgono davvero raramente.
Cosa va: Marco Di Vaio è ancora il bomber che ha fatto le fortune di questa squadra. La sua vena offensiva ha dato punti importanti al Bologna. La tenuta difensiva è importante, e Malesani su questo ci lavora molto bene. Siamo davanti ad una squadra con una grande tempra, che non molla mai, come ha dimostrato all'Olimpico contro la Roma.
Cosa non va: L'organico non è di livello, e pian piano questo è un problema che verrà fuori. Di Vaio è sì il bomber principale, ma è anche avanti con gli anni e non ha ricambi. Ci vorrebbe più coraggio nel puntare con convinzione su Gimenez, che è un giovane di belle speranze. Per il resto possiamo parlare di un avvio decisamente convincente.

SAMPDORIA, 7 PUNTI, 1V 4P 1S, 7GF 6GS
Come gioca: Mimmo di Carlo ha sostituito Delneri ed ha subito imposto il suo dogma calcistico, un 4-4-2 con il rombo a centrocampo, con un trequartista atipico. Ai tempi del Chievo era Pinzi ad agire dietro le punte, ora il ruolo è ricoperto da Guberti. Cassano è rimasto seconda punta, mentre Semioli sta trovando molto spazio al posto di Mannini.
Cosa va: Effettivamente sono poche le cose che funzionano. Una di queste è senza dubbio Guberti, che ha facoltà di inventare e di spaziare sulla trequarti avversaria. Forse è l'ex centrocampista di Roma e Bari la nota lieta di avvio di stagione. Bene anche la difesa, con Curci che, soprattutto nelle gare interne con Lazio ed Udinese, si è saputo ritagliare uno spazio importante.
Cosa non va: La preparazione studiata per far bene nel preliminare di Champions si sta sentendo, e la Samp non è una squadra fresca, che corre. Cassano appare troppo svuotato e deconcentrato (si vedano i goal clamorosamente sbagliati contro il Bologna). Un altro problema è rappresentato da Pazzini, grande bomber l'anno scorso ed ancora a secco in questo campionato. Zauri e Ziegler non hanno ancora raggiunto il rendimento a cui ci hanno abbituato.

CAGLIARI, 7 PUNTI, 1V 4P 1S, 7GF 5 GS
Come gioca: L'esordiente Bisoli adotta un 4-3-1-2 in grado di esaltare soprattutto il fantasista, che si tratti di Cossu o di Lazzari. Terzini bassi e bloccati in difesa, esterni di centrocampo duri fisicamente: questa la formula per chiudere la propria area di rigore. La coppia di attacco porta tanti centimetri, ma anche piedi buoni ed agilità.
Cosa va: La fase difensiva è un punto di forza del Cagliari, che nella partita con la Juve ha subito 4 goal, ma nelle altre 5 ne ha preso uno solo. Il giovane portiere Agazzi sta ben figurando, a riprova che a Cagliari sanno lavorare sugli estremi difensori. Il centrocampo, se Cossu e Lazzari sono in giornata, può regalare giocate spettacolari. In attacco Matri ha fatto registrare segnali importanti per quella che dovrà essere la stagione della consacrazione.
Cosa non va: A Cagliari si registrano, fin da ora, troppe turbolenze che riguardano la posizione dell'allenatore. C'è già chi parla di un Bisoli sull'orlo del esonero, e di uno spogliatoio di difficile gestione. Non a caso nell'ultima partita non sono stati convocati giocatori importanti come Conti ed Agostini, che rappresentano il nucleo storico di questo gruppo. Altro problema è rappresentato da Acquafresca, tornato in Sardegna a furor di popolo ed ancora lontano da una forma fisica presentabile.

Il primo bilancio - parte prima


Come preannunciato sulla pagina di Facebook del nostro blog, vi presentiamo un'iniziativa che, ci auguriamo, possa riscontrare un discreto successo. Un viaggio composto di cinque tappe per verificare la condizione delle venti squadre di serie A dopo il primo assaggio di questo campionato. In ogni puntata verranno analizzate quattro squadre, partendo dall'ultima in classifica fino ad arrivare alla prima. L'analisi si dividerà in tre punti: come gioca, cosa va e cosa non va. Insomma, un focus, il più possibile approfondito, per capire anche il futuro di questa stagione. Con la speranza di rendere un servizio gradito a voi lettori. Ci impegneremo a dare una cadenza regolare a queste cinque puntate, ma una cosa è certa: entro la prossima settimana avremo tutto il quadro della situazione. Si comincia!

UDINESE, 4 PUNTI,1V 1P 4S, 3GF 9GS
Come gioca: L'Udinese di Guidolin presenta un 3-5-2 estremamente difensivo, con 3 difensori centrali e 2 esterni abili a coprire le fasce. Si tratta di un'evoluzione del vecchio 4-3-3 provato in avvio di stagione, e modificato in corsa dopo gli scarsi risultati conseguiti. Sulle fasce, Isla ed Armero garantiscono una maggiora copertura rispetto a Sanchez, e questo ora serve ai friulani. La coppia offensiva è composta da Di Natale e Floro Flores, spesso alternato con Corradi, in attesa del ritorno di Denis.
Cosa va: E' davvero difficile scoprire cosa funziona in una squadra ultima in classifica, ma ci sforziamo lo stesso. Come ogni anno, l'Udinese è davvero futuribile, composta da giovani interessanti ma anche molto acerbi. Si veda ad esempio Alexis Sanchez, talento purissimo ma ancora discontinuo. Le note più liete arrivano dal centrocampo, che può contare su due giocatori come Inler ed Asamoah, appetiti anche dalle grandi. Su questo dovrà puntare Guidolin.
Cosa non va: Ci si potrebbe sbizzarrire. Stupisce in primis la poca vena di Antonio di Natale, capocannoniere uscente della Serie A e fin qui autore di un solo goal: questo per l'Udinese è un problema serio. La difesa è troppo altalenante, e quando sbanda lo fa per davvero (si veda la partita persa contro la Juventus). Zapata ancora non è un leader, mentre Guidolin non sembra aver trasmesso la giusta carica alla squadra.

ROMA, 5 PUNTI, 1V 2P 3S, 5GF 11 GS
Come gioca: Davvero un bel quesito. Ranieri ha cambiato spesso il modulo, ma forse per necessità e per gli infortuni patiti dai suoi giocatori. Di norma, la Roma si schiera con un 4-4-2 in cui gli esterni ricoprono un ruolo fondamentale, e si alternano nelle due fasi. I dubbi tecnici sono legati al reparto offensivo, perchè la "coppia" titolare ancora non è stata decisa: difficile che Totti e Borriello possano convivere, a nostro parere l'idea del tecnico di Testaccio è quella di inserire Vucinic al fianco del napoletano.
Cosa va: Poco, quasi niente. Una nota lieta è rappresentata da Marco Borriello, che è l'uomo più in forma della squadra, forse perchè ha svolto la preparazione con il Milan. Per il resto, a sorpresa, sembra aver recuperato sicurezza Lobont, il secondo portiere, che sostituisce l'infortunato Julio Sergio.
Cosa non va: Si potrebbe scrivere un intero articolo su questo argomento. Proviamo ad essere sintetici: la confusione del tecnico, che cambia troppi moduli ed è palesemente ostaggio di Totti e della stampa romana "tottiana"; un mercato orientato a prendere al volo le grandi occasioni (Borriello) ma non i giocatori che servivano davvero (almeno un esterno destro); la cessione della società, ancora in fieri; le ombre di Lippi, che aleggiano su Trigoria grazie all'operato di alcuni fedelissimi dell'ex ct (De Rossi e Totti su tutti); la difesa, ex punto di forza ed ora colabrodo. Insomma, la pausa dovrà essere usata al meglio, perchè qui le cose ballano troppo.

PARMA, 5 PUNTI, 1V 2P 3S, 5GF 7 GS
Come gioca: L'allenatore Marino schiera il Parma con un 4-2-3-1 classico. Nel ruolo di terminale offensivo si alternano Crespo e Bojinov, mentre i tre dietro, di norma, sono Marques, Giovinco e Angelo (o Candreva). La cerniera di centrocampo è composta da Gobbi e Morrone, mentre quest'anno Zaccardo gioca molto più basso, nel suo vecchio ruolo di terzino destro.
Cosa va: Il Parma era partito molto bene, presentando un grande colpo di mercato come Giovinco. Funziona anche lo spagnolo Fernando Marques, scoperta del direttore sportivo Leonardi, dirigente di spicco del calcio italiano. Anche la difesa finora ha fatto abbastanza bene, tanto che il saldo fra goal fatti e subiti non è eccessivamente negativo.
Cosa non va: L'infortunio di Giovinco è un boccone amaro difficile da digerire, dato che va ad aggiungersi ai lungodegenti Galloppa e Paloschi, giocatori che in una squadra come il Parma fanno la differenza. Hernan Crespo ormai sembra sul viale del tramonto, ma Marino gli da ancora fiducia; presumibilmente bisogna puntare di più su Bojinov, riscattato dal Manchester City. Da rivedere la panchina, che non offre ricambi di assoluto valore. Ma questa situazione si sbloccherà quando torneranno gli infortunati.

FIORENTINA, 5 PUNTI, 1V 2P 3S, 6GF 7GS
Come gioca: Sinisa Mihajlovic è un altro grande appassionato del 4-2-3-1, e lo applica a Firenze con Cerci, Ljajic e Vargas dietro a Gilardino. Montolivo e Donadel (o Bolatti, o Zanetti) si sistemano davanti alla difesa, composta da De Silvesti, Gamberini, Kroldrup ed Antonelli. Si è visto spesso anche Santana, che rappresenta un'alternativa tattica di grande rispetto.
Cosa va: Senza dubbio la possibilità di attribuire la perdita di alcuni punti alle tante sviste arbitrali che hanno penalizzato l'avvio dei viola. Altrimenti c'è davvero poco da salvare. Si sta svegliando Ljajic, che è chiamato ad una stagione importante, per il motivo che vedremo dopo. Forse sta tornando Gilardino, che ha segnato al Franchi dopo tanti, troppi mesi. Bene anche il comportamento dei tifosi, che ancora non hanno messo in atto una vera e propria contestazione, dando tempo alla squadra fino alla prossima partita.
Cosa non va: L'infortunio di Jovetic è stato tremendo per la squadra di Sinisa, soprattutto se sommato alla nota squalifica di Mutu. Il mercato in tono decisamente minore non ha stuzzicato la piazza. Un altro problema è dato dalla condizione fisica precaria di Montolivo, che si porta addosso le scorie di un pessimo Mondiale e rischia di rimanere una grande promessa mai mantenuta fino in fondo. La fascia sinistra, con Pasqual interprete difensivo, non convince appieno. E poi c'è un allenatore giovane e di talento che non riesce ad esprimersi. Quanto durerà?

lunedì 4 ottobre 2010

Il Commento


Sesta giornata in serie A: c'è una capolista inaspettata, una coda della classifica sorprendente ed una lotta apertissima per tutte le posizioni. Cominciamo con la nostra solita rassegna, partendo dal big match di San Siro.

Inter-Juve non può essere mai banale, ed infatti pur nel risultato a reti bianche, viene fuori una partita godibile e divertente. Forse la Juve fa qualcosina di più in termini di gioco, ma è l'Inter a creare le occasioni più pericolose con Milito e Maicon. Nomi non casuali: l'argentino sbaglia una conclusione che l'anno scorso avrebbe segnato al 100%; il brasiliano manifesta tutto il suo disappunto verso Benitez urlandogli in faccia di sbrigarsi a sostituire l'infortunato Biabiany (colpa del sogno Real svanito in estate? nda). Fatto sta che siamo al terzo caso di spogliatoio negli ultimi sette giorni: Chivu a Roma, Maicon in Inter-Juve e Muntari prima della partita. Già, perchè ieri sera Muntari non ha gradito la collocazione in panchina e se n'è proprio andato a casa prima del match! L'impressione è che lo spogliatoio stia esplodendo nelle mani di Rafa, e bisogna porre rimedio a tutto ciò.
La Juve, l'abbiamo detto, ha espresso buon calcio, soprattutto sulla fascia destra, come presumibile. Milos Krasic è un ottimo giocatore e gode di un momento di forma davvero straordinaria: facile immaginare un Chivu in difficoltà, senza la copertura di Eto'o. Qualche piccolo problemino in difesa permane per gli uomini di Delneri, salvati da un attento Storari. Chiellini e Bonucci sono buoni giocatori: nutriamo dei dubbi sulla loro convivenza, e soprattutto sul processo di maturazione dell'ex centrale del Bari, forse ancora in itinere.
Convince di più il Milan visto a Parma sabato sera. Vero che, direte voi, la partita prende la piega rossonera grazie ad una grande prodezza individuale di Andrea Pirlo, ma il Milan ha dimostrato di saper giocare bene a pallone. Quando lasci spazio e a Ronaldinho, Pirlo e Seedorf sei potenzialmente finito. Poteva anche essere una goleada a Parma, con Ibra e Robinho, ancora in ritardo di condizione, che hanno sbagliato goal davvero facili. Spaventa sempre l'età media della squadra, decisamente altina, ma finchè dura va bene così. Il Parma non avrebbe meritato un risultato diverso, pur avendo sfiorato il pari nel momento del tutto per tutto. Marino deve cambiare soprattutto in attacco, perchè Crespo sta percorrendo il viale del tramonto di una grande carriera, e serve più Bojinov. Sembra interessante il giovane spagnolo Marques.
La Roma crolla, di nuovo, sempre di più. Stavolta lo fa a Napoli, presentando forse la peggiore edizione di questa stagione disastrata. Ranieri è fuori di senno, senza controllo: si presenta con un ineditissimo 3-5-2, con Cassetti difensore centrale. E già questo potrebbe portare all'interdizione dell'allenatore di Testaccio. Soprattutto, però, sostituisce Borriello con Vucinic lasciando in campo un Totti ridotto a pascolare in mezzo al rettangolo. Ostaggio del capitano? Ostaggio della stampa romana e "tottiana"? Non si sa, fatto sta che Ranieri non ha avuto il coraggio di tirar fuori il capitano, e questo è un dato di fatto.
Il Napoli vince una partita per lunghi tratti dominata, e lo fa con il suo uomo migliore, quel Marek Hamsik che gioca qualche metro più avanti ed è sempre più incisivi. Molto bello il goal, frutto di un'azione corale davvero godibile. Secondo posto per i partenopei, che agganciano Milan ed Inter e vincono in casa per la prima volta.

La sorpresa di questo primo scorso di campionato si chiama Lazio: primato solitario in classifica e tante certezze in più. Per i tifosi laziali è un sogno forse destinato a finire presto, ma i meriti della squadra e dell'allenatore sono sotto gli occhi di tutti. Hernanes è un campione capace di regalare una giocata anche quando gioca la sua peggior partita, e la sua intesa con Mauri, altra pietra angolare della squadra, è fulminea. Zarate è più disponibile al gioco con i compagni; Ledesma è un metronomo, e come lui anche Brocchi. La difesa si conferma di alto livello, con Biava e Dias davvero in forma smagliante. Bravo anche Muslera, che ha messo la sua firma sulla vittoria di ieri. Complimenti vivissimi a Reja, anche perchè davanti c'era un Brescia tutt'altro che rinunciatario. Eder ha creato molto scompiglio, e con lui ha giocato bene anche Diamanti fino all'espulsione. Qualche problemino dietro e super Sereni sulla punizione di Zarate.
Favoloso Palermo in casa della Fiorentina, appaiata con la Roma. Pastore ed Ilicic dominano la scena, come fanno da qualche domenica ormai, denotando tutti i meriti di una dirigenza in grado di scoprire e di puntare forte sui giovani. Non è da tutti. Delio Rossi sa di avere un grande materiale umano fra le mani, ma ora deve dargli continuità: è la sfida più difficile. La Fiorentina attraversa un periodo nerissimo. Montolivo lascia molto a desiderare e perde persino la Nazionale, Frey è disattento e non basta lo sblocco di Gila, che torna a segnare in casa. Mihajolvic dovrà lavorare tantissimo in queste due settimane.
Bella e meritata vittoria casalinga del Genoa contro il Bari, grazie all'incornata finale di un grande Luca Toni. Due squadre quasi alla pari, ma i grifoni hanno fatto di più. Il Bari ha provato l'assalto nella parte centrale della gara, ma ha sprecato troppo.

Fra Bologna e Sampdoria è 1-1 stretto agli ospiti, che però devono prendersela con Cassano, che sbaglia due goal semplicissimi per tutti, figuriamoci per uno come lui. Non vanno oltre il pari, a reti bianche, Chievo e Cagliari, con i padroni di casa molto più incisivi rispetto ai sardi, fermati da un Agazzi strepitoso, conferma dell'ottimo lavoro che si fa in Sardegna sui portieri. Vittoria scaccia crisi per l'Udinese di Guidolin, che batte in casa il Cesena all'ultimo respiro, meritando, e si porta a meno 1 da Roma e Fiorentina. Per il Cesena è la terza sconfitta in fila, e l'euforia di inizio campionato è già scemata.
Chiude il quadro la vittoria a mezzogiorno del Lecce su un Catania arrendevole e sempre più orfano dei goal di Maxi Lopez, un piccolo Milito in salsa etnea.