Sesta giornata in serie A: c'è una capolista inaspettata, una coda della classifica sorprendente ed una lotta apertissima per tutte le posizioni. Cominciamo con la nostra solita rassegna, partendo dal big match di San Siro.
Inter-Juve non può essere mai banale, ed infatti pur nel risultato a reti bianche, viene fuori una partita godibile e divertente. Forse la Juve fa qualcosina di più in termini di gioco, ma è l'Inter a creare le occasioni più pericolose con Milito e Maicon. Nomi non casuali: l'argentino sbaglia una conclusione che l'anno scorso avrebbe segnato al 100%; il brasiliano manifesta tutto il suo disappunto verso Benitez urlandogli in faccia di sbrigarsi a sostituire l'infortunato Biabiany (colpa del sogno Real svanito in estate? nda). Fatto sta che siamo al terzo caso di spogliatoio negli ultimi sette giorni: Chivu a Roma, Maicon in Inter-Juve e Muntari prima della partita. Già, perchè ieri sera Muntari non ha gradito la collocazione in panchina e se n'è proprio andato a casa prima del match! L'impressione è che lo spogliatoio stia esplodendo nelle mani di Rafa, e bisogna porre rimedio a tutto ciò.
La Juve, l'abbiamo detto, ha espresso buon calcio, soprattutto sulla fascia destra, come presumibile. Milos Krasic è un ottimo giocatore e gode di un momento di forma davvero straordinaria: facile immaginare un Chivu in difficoltà, senza la copertura di Eto'o. Qualche piccolo problemino in difesa permane per gli uomini di Delneri, salvati da un attento Storari. Chiellini e Bonucci sono buoni giocatori: nutriamo dei dubbi sulla loro convivenza, e soprattutto sul processo di maturazione dell'ex centrale del Bari, forse ancora in itinere.
Convince di più il Milan visto a Parma sabato sera. Vero che, direte voi, la partita prende la piega rossonera grazie ad una grande prodezza individuale di Andrea Pirlo, ma il Milan ha dimostrato di saper giocare bene a pallone. Quando lasci spazio e a Ronaldinho, Pirlo e Seedorf sei potenzialmente finito. Poteva anche essere una goleada a Parma, con Ibra e Robinho, ancora in ritardo di condizione, che hanno sbagliato goal davvero facili. Spaventa sempre l'età media della squadra, decisamente altina, ma finchè dura va bene così. Il Parma non avrebbe meritato un risultato diverso, pur avendo sfiorato il pari nel momento del tutto per tutto. Marino deve cambiare soprattutto in attacco, perchè Crespo sta percorrendo il viale del tramonto di una grande carriera, e serve più Bojinov. Sembra interessante il giovane spagnolo Marques.
La Roma crolla, di nuovo, sempre di più. Stavolta lo fa a Napoli, presentando forse la peggiore edizione di questa stagione disastrata. Ranieri è fuori di senno, senza controllo: si presenta con un ineditissimo 3-5-2, con Cassetti difensore centrale. E già questo potrebbe portare all'interdizione dell'allenatore di Testaccio. Soprattutto, però, sostituisce Borriello con Vucinic lasciando in campo un Totti ridotto a pascolare in mezzo al rettangolo. Ostaggio del capitano? Ostaggio della stampa romana e "tottiana"? Non si sa, fatto sta che Ranieri non ha avuto il coraggio di tirar fuori il capitano, e questo è un dato di fatto.
Il Napoli vince una partita per lunghi tratti dominata, e lo fa con il suo uomo migliore, quel Marek Hamsik che gioca qualche metro più avanti ed è sempre più incisivi. Molto bello il goal, frutto di un'azione corale davvero godibile. Secondo posto per i partenopei, che agganciano Milan ed Inter e vincono in casa per la prima volta.
La sorpresa di questo primo scorso di campionato si chiama Lazio: primato solitario in classifica e tante certezze in più. Per i tifosi laziali è un sogno forse destinato a finire presto, ma i meriti della squadra e dell'allenatore sono sotto gli occhi di tutti. Hernanes è un campione capace di regalare una giocata anche quando gioca la sua peggior partita, e la sua intesa con Mauri, altra pietra angolare della squadra, è fulminea. Zarate è più disponibile al gioco con i compagni; Ledesma è un metronomo, e come lui anche Brocchi. La difesa si conferma di alto livello, con Biava e Dias davvero in forma smagliante. Bravo anche Muslera, che ha messo la sua firma sulla vittoria di ieri. Complimenti vivissimi a Reja, anche perchè davanti c'era un Brescia tutt'altro che rinunciatario. Eder ha creato molto scompiglio, e con lui ha giocato bene anche Diamanti fino all'espulsione. Qualche problemino dietro e super Sereni sulla punizione di Zarate.
Favoloso Palermo in casa della Fiorentina, appaiata con la Roma. Pastore ed Ilicic dominano la scena, come fanno da qualche domenica ormai, denotando tutti i meriti di una dirigenza in grado di scoprire e di puntare forte sui giovani. Non è da tutti. Delio Rossi sa di avere un grande materiale umano fra le mani, ma ora deve dargli continuità: è la sfida più difficile. La Fiorentina attraversa un periodo nerissimo. Montolivo lascia molto a desiderare e perde persino la Nazionale, Frey è disattento e non basta lo sblocco di Gila, che torna a segnare in casa. Mihajolvic dovrà lavorare tantissimo in queste due settimane.
Bella e meritata vittoria casalinga del Genoa contro il Bari, grazie all'incornata finale di un grande Luca Toni. Due squadre quasi alla pari, ma i grifoni hanno fatto di più. Il Bari ha provato l'assalto nella parte centrale della gara, ma ha sprecato troppo.
Fra Bologna e Sampdoria è 1-1 stretto agli ospiti, che però devono prendersela con Cassano, che sbaglia due goal semplicissimi per tutti, figuriamoci per uno come lui. Non vanno oltre il pari, a reti bianche, Chievo e Cagliari, con i padroni di casa molto più incisivi rispetto ai sardi, fermati da un Agazzi strepitoso, conferma dell'ottimo lavoro che si fa in Sardegna sui portieri. Vittoria scaccia crisi per l'Udinese di Guidolin, che batte in casa il Cesena all'ultimo respiro, meritando, e si porta a meno 1 da Roma e Fiorentina. Per il Cesena è la terza sconfitta in fila, e l'euforia di inizio campionato è già scemata.
Chiude il quadro la vittoria a mezzogiorno del Lecce su un Catania arrendevole e sempre più orfano dei goal di Maxi Lopez, un piccolo Milito in salsa etnea.
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