Quinta giornata di serie A, quinto approfondimento. Pochi preamboli, perchè c'è tanto da dire, quindi tuffiamoci subito nell'analisi.
Non si può non aprire con il big match dell'Olimpico, dove si sono affrontate Roma ed Inter. Partita equlibrata, sbloccata da uno splendido colpo di testa di Vucinic in pieno recupero. Potrebbe essere il segnale della ripresa per la Roma, destinata a lottare per posizioni molto più nobili di quelle attualmente occupate in classifica. Fino al goal della svolta, nessuna delle due squadre era riuscita ad imporsi, pur giocando entrambe un buon calcio, e creando delle occasioni. Nervosa l'Inter, soprattutto con Chivu, che sbraita verso la panchina perchè secondo lui i compagni non tornavano in difesa (con Mourinho sarebbe mai successa una cosa del genere? Crediamo proprio di no, nda), e disattenta, con Julio Cesar che combina dei quasi-disastri, soprattutto in occasione della punizione a due in area. La Roma gioca bene, rintuzza i tentativi avversari ed alla fine pesca il jolly. Meglio, il jolly lo pesca Ranieri, che stavolta va elogiato per la scelta di sostituire Totti con Vucinic. Non sono mancate, e non mancheranno, le polemiche per questa decisione, ma stavolta ha avuto ragione il tecnico di Testaccio. Chissà se sarà sufficiente il chiarimento andato in scena lunedì; noi, umilmente e personalmente, riteniamo che un tecnico non debba mai rendere conto delle sue scelte ai giocatori, anche se si chiamano Totti. Ad ogni modo, la Roma torna sul pezzo, e lo fa dimostrando che non può giocare con due centravanti (Tottti e Borriello, per intenderci). L'Inter frena ma sembra essere sempre la squadra con qualcosa in più. Postilla: complimenti all'arbitro Morganti.
Balzo in avanti del Milan, che si porta a -2 dalla vetta battendo il Genoa in casa, e sembrando l'Inter di due anni fa. Per capirci, la prima Inter di Mou, quella in cui certe partite venivano risolte solo dal genio di Ibra. Accade lo stesso in Milan-Genoa, con i rossoneri che nel primo tempo sprecano ma soffrono anche tanto. Solo la splendida giocata dello svedese risolve la gara. A noi è sembrato di rivedere Inter-Bologna di due anni fa, quando Mourinho vinse solo ad un goal di tacco di Ibra. Ci sbaglieremo? Chissà. Il Genoa dimostra di poter essere una squadra credibile perchè sfiora il colpaccio a San Siro, ma dà anche l'idea di dover lavorare ancora tanto.
Continuano le montagne russe della Juventus, che dopo aver preso 3 goal dal Palermo ne fa 4 al Cagliari, trascinata da uno splendido Krasic, che si conferma come l'acquisto più importante del mercato bianconero. Solite indicazioni positive per Delneri per quanto riguarda gli incursori delle fasce, mentre continuano i guai in difesa. Citiamo l'opinione di Billy Costacurta, commentatore sky, che ci trova d'accordo: la linea di difesa juventina, a livello di movimenti, è ben messa in campo; peccato che a turno ognuno dei quattro sbagli qualcosa rovinando il lavoro. Abbiamo seri dubbi sulla possibile convivenza di Bonucci e Chiellini. Prima sconfitta per il Cagliari, che cade solo per oscene distrazioni in difesa. Dal centrocampo in su la squadra di Bisoli fa intravedere delle ottime cose e degli ampi margini di miglioramento.
Sorprende la Lazio, che va a vincere a Verona ed aggancia l'Inter in testa alla classifica. Non durerà, ma è una soddisfazione per Edy Reja, vero creatore ed artefice di questa Lazio. Edy ha voluto Hernanes, ha spinto per il rinnovo di Ledesma e sta sapientemente ruotando i giocatori per tenere a bada i personalismi dello spogliatoio. Tatticamente, Ledesma, Mauri ed Hernanes sono il fulcro di una Lazio che ha buone individualità anche in difesa. In attacco i goleador si alternano (è tornato Zarate? aspettiamo conferme, nda), ma una menzione va fatta per Floccari, che si sbatte dal primo all'ultimo minuto per la squadra. Il Chievo conferma i patemi casalinghi, sembrando davvero una squadra da trasferta. Contro la Lazio non tira quasi mai in porta, e come se non bastasse perde anche Pellissier per infortunio. Resta comunque una delle gradevoli sorprese di avvio di stagione.
Prima vittoria per la Fiorentina di Mihajlovic contro il Parma orfano di Giovinco. Solito rigore di Ljajic e gollonzo di De Silvestri, insomma non proprio un'affermazione limpida, ma questi tre punti valgono come l'ossigeno per un essere umano. Marino, dal canto suo, dovrà lavorare su questo Parma, che tanto bene aveva fatto in avvio, salvo poi perdere punti lontano dal Tardini. Ed è questo un trend che va rovesciato.
Il Palermo fa un pò come la Juve, accontentandosi di un pari casalingo contro il Lecce dopo aver dominato a Torino. Insomma, squadra in cerca di stabilità, guidata sempre da un grande Pastore, nostra passione personale. Peccato per il povero raccattapalle della Favorita, che ha fatto svanire il possibile 3-2 all'ultimo assalto. Il Lecce ha stupito tutti andando addirittura sul 2-0, ma il crollo finale ci fa capire che la squadra di De Canio è destinata a soffrire.
Colpo Napoli a Cesena. Mazzarri fa turnover e sbaglia, dato che contro le seconde linee partnopee il Cesena va in vantaggio con Parolo. Poi entrano Cavani e Gargano e la musica cambia, del tutto. Protagonista l'uruguagio con una doppietta: nessuno si aspettava tutti questi goal da Cavani, attaccante di spicco ma mai così prolifico. Tutto ciò è manna che scende dal cielo per il Napoli. Seconda sconfitta in fila per il Cesena, che forse ha già esaurito la magia delle prime giornate. C'è un'attenuante: il vantaggio del Napoli arriva su rigore inesistente ed inventato dall'arbitro. Un brutto errore, ma meritano i complimenti gli addetti ai lavori del Cesena, che protestano garbatamente e senza alzare la voce.
Primo punto per l'Udinese, che blocca sullo 0-0 casalingo una Samp che non vince dalla prima giornata. Poco da dire sulla partita, ed allora parliamo del campo dello stadio Marassi di Genova, che è davvero il più brutto d'Italia. Due belle squadre come Samp e Genoa non possono giocare in serie A su un terreno così, che sembra più un giardino urbano che un campo di calcio. Davvero una vergogna.
Torna a vincere il Bari, contro un Brescia mai arrendevole. E non è un caso che la vittoria sia stata firmata da Barreto, giocatore preziosissimo per Ventura.
Chiude il cerchio la partita degli episodi fra Catania e Bologna. Altro rigore inventato, per gli emiliani stavolta, pareggiato dall'incredibile autorete di Britos, che ha ricordato Pancaro in un Lazio-Napoli di tanti anni fa.
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