Terza giornata di campionato, nemmeno il tempo di analizzarla che ci si tufferà subito nel turno infrasettimanale, per poi ritrovarci tutti nel weekend (e che weekend, con Roma-Inter!) grazie ad uno sciopero che appare ormai scongiurato. Ma, dopo questo sguardo al prossimo futuro, è il caso di tornare poco indietro, ed analizzare il terzo turno di questo bel campionato.
Sorpresa di inizio stagione: il Cesena è lì su, primo con l'Inter. E non è un primato facile, dato che è arrivato pareggiando con la Roma e battendo il Milan. L'unico commento giusto l'ha fatto il presidente dei bianconeri, che si è detto felice più per i 7 punti che per il primato. Giusto, i punti restano, il primato, gioco forza, se ne andrà. E per una neopromossa mettere fieno in cascina il prima possibile è fondamentale. Giaccherini è un giocatore da serie A di alto livello, Bogdani sta vivendo una seconda giovinezza (su queste pagine l'avevamo dato per bollito, facciamo parziale ammenda, ma attendiamo il proseguimento della stagione, nda). La vittima di giornata è un Lecce davvero bruttino, che non riesce ad approfittare della superiorità numerica grazie ad un gravissimo errore dell'arbitro (ci sarà un approfondimento sui fischietti su questo blog nei prossimi giorni, nda). Accanto al Cesena, molto più a suo agio, c'è l'Inter di Benitez. Già, perchè dopo la trasferta di Palermo, la squadra nerazzurra sembra appartenere sempre di più al tecnico spagnolo, che la sta plasmando a sua immagine e somiglianza. Ne risente più di tutti Milito, che non è più l'unica punta e non è a suo agio; ringrazia Eto'o, che è stato spostato più avanti rispetto ai tempi di Mourinho e sta segnando a raffica. Anche senza Sneijder, l'Inter ha avuto la meglio sul Palermo ed ha legittimato la vittoria creando tante occasioni da goal. I rosanero hanno giocato una buona partita, ma la classifica piange, ed ora c'è la Juve a Torino. Delio Rossi ha scoperto Ilicic e Bacinovic, due ragazza sloveni molto preparati, ed è ora conscio del fatto di avere in rosa un fenomeno, quel Javier Pastore che può cambiare gli equilibri di un'intera squadra. Le basi per ripartire ci sono tutte, l'impressione è che l'età media sia un pò troppo bassa per garantire l'esperienza necessaria.
Stenta ancora il Milan, che non va oltre un pareggio casalingo contro il Catania, peraltro andando sotto nel punteggio. Siciliani in vantaggio con un gran goal di Capuano, poi pareggiato dal solito Inzaghi. Senza Pato, i rossoneri hanno dimostrato che non hanno ancora le capacità giusta per scardinare difese chiuse a quattro mandate come quella del Catania, che ha fatto un ottimo lavoro di contenimento. Ibra non è ancora in forma, o forse non si è ancora inserito al meglio. Arriverà, come Robinho e Dinho. Ma per ora Allegri si coccola Boateng, muscoli e fosforo vitali per il suo centrocampo. Del Catania abbiamo accennato i pregi: organizzazione e spirito di sacrificio. Che si continui così, anche se si deve assolutamente sbloccare Maxi Lopez.
Disastro in casa Roma: il pareggio interno con il Bologna somiglia molto ad una sconfitta. Avanti 2-0, e con qualche aiutino arbritrale, i giallorossi crollano letteralmente nel finale e si fanno bucare due volte da Di Vaio, attaccante non più di primo pelo. Ranieri è in confusione: dopo lo sfogo di Sabato, commette un brutto errore inserendo Guillermo Burdisso al posto di Cassetti, preferendo l'argentino fuori posizione al Cicinho, portato in panchina per chissà quale motivo. Poi ci pensano Mexes e Rosi a combinare le frittate in campo. Bene Borriello (che ha svolto la preparazione con il Milan, sarà un caso?), mentre Totti cala drasticamente nel finale di gara. Il Bologna va applaudito per non essersi demoralizzato e per aver preso coraggio dal crollo giallorosso.
La Lazio espugna il difficile campo di Firenze e si proietta nelle zone alte della classifica. Bella prova della squadra di Reja, con il mister che ha azzeccato uomini e modulo. Piacevoli le giocate di Hernanes, ottimo Mauri, bravo Ledesma ed opportunista il giovane Kozak. Unica nota stonata la panchina di Zarate, che deve essere recuperato a tutti i costi se si vuole puntare in alto. La Fiorentina è a pezzi: infortuni, assenze forzate e scarsa forma di uomini importanti. Si vedano in tal senso le assenze di Jovetic, Mutu e D'Agostino, ed il pessimo Montolivo visto in campo sabato. Brilla Lijaic, che però è ancora troppo giovane per caricarsi la squadra sulle spalle. Il buco sulla fascia destra, poi, è tremendo: fra Cerci e Marchionni non si sa chi è peggio.
Juve a valanga contro una pessima Udinese. Splendidi i goal di Marchisio e Quagliarella, troppo polemica l'esultanza di Iaquinta, che ben avrebbe potuto evitarla. Delneri è vicino al trovare la formula giusta, grazie al lavoro degli esterni, tra cui spicca Krasic, davvero in stato di grazia. Da registrare ancora qualcosa in difesa, dove Chiellini e Bonucci soffrono. Ma davanti c'era davvero un avversario a pezzi, un'Udinese inguardabile che è ancora ferma a 0 punti.
Posticipo davvero interessante fra Sampdoria e Napoli. Succede poco per 80 minuti, compresa una traversa per parte, poi c'è il rigore di Cassano ed il ribaltone firmato Hamsik e Cavani. L'uruguagio si conferma a grandi livelli, mentre il ritorno al goal dello slovacco è fondamentale per Mazzarri, che trova la prima vittoria in campionato. La Samp, dopo essere andata in vantaggio, si siede e pecca di poca concentrazione. Un errore che avrà fatto molto arrabbiare Di Carlo.
In chiave salvezza, è fondamentale il colpo del Brescia a Verona, con una punizione meravigliosa di Diamanti. Vittoria meritata per l'11 di Iachini, che ha creato di più rispetto al Chievo. Osceno anticipo delle 12.30 fra Bari e Cagliari: bisogna ancora abituarsi a questo nuovo orario. Chiude il quadro la partita degli orrori: Parma - Genoa. Rigore per fallo di mano di Zaccardo che però non viene espulso; lo stesso Zaccardo segna il pari e poi non viene dato un goal al Parma con palla oltre la linea di porta. Cari fischietti, buon lavoro.
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