martedì 31 agosto 2010

Il Commento


Prima giornata di campionato: tante sorprese, qualche conferma ed una certezza...Sarà una grande stagione! Ricominciamo quindi con le vecchie abitudini, proponendo questo primo commento alle partite di apertura.

Analizziamo subito le "grandi", o presunte tali, che si sono presentate ai blocchi di partenza con tale appellativo. Spicca senza dubbio il Milan, che ha avuto davanti un avversario non degno di tale nome, ma che ha subito imposto la propria forza. Il 4-0 casalingo contro il Lecce dice qualcosa, ma lascia spazio ad una crescita che appare inevitabile. Forse galvanizzati dalla presenza di Ibra in tribuna, presentato poi con tutti i fasti del caso nell'intervallo, i giocatori rossoneri danno vita ad un primo tempo roboante, chiuso con la doppietta di un Pato in splendida forma ed il gol di un ottimo Thiago Silva. Sigillo finale per l'eterno Pippo Inzaghi. Dal campo si percepisce l'immagine di una squadra per forza di cose votata all'attacco (reparto nettamente migliore), che un Ibra e forse anche un Robinho in più. Allegri può stare tranquillo e godersi l'opulenza del reparto offensivo, ma dovrà anche lavorare sulla difesa, e soprattutto sulla tenuta dei suoi giocatori. Insomma, il problema recente del Milan è stato rappresentato dai troppi infortuni, che possono colpire i giocatori di età avanzata. Ed in questa squadra ce ne sono parecchi.
Passando alle altre, registriamo solo delusioni. Abbastanza cocenti quelle di Roma ed Inter, tremenda quella della Juve. La Roma ha aperto il suo campionato sabato contro il Cesena all'Olimpico. Goleada, direte voi. Macchè, rispondiamo scettici. Alla squadra di Ranieri è mancata la corsa, e con questa anche le idee, necessarie per superare una compagine ben messa in campo come il Cesena visto all'opera al ritorno in serie A dopo 19 anni. Gli uomini di Ficcadenti hanno recitato il canovaccio alla perfezione, difendendo con ordine e non disdegnando il contropiede, denotando una buonissima forma fisica. Restiamo dell'idea che per salvarsi, gli emiliani necessitano di qualche altro innesto, visto che gente come Appiah e Bogdani sembra aver già dato tutto, però l'avvio è incoraggiante. La Roma, dal canto suo, può essere contenta solo della condizione di Totti, che è apparso tonico e molto ben preparato: ha corso per 90 minuti ed ha creato le occasioni più pericolose. Malissimo Vucinic, lento e molto poco lucido sotto porta; male anche Menez, che ha fatto poco più del compagno. De Rossi ha bisogno di riposo assoluto, non ha mai staccato da due anni a questa parte ed ora come ora è impresentabile. In difesa bene Riise e Juan, mentre soffrono Cassetti e Mexes. Specialmente il francese è autore della solita brutta partita: l'arrivo di Burdisso è una manna in tal senso.
L'Inter non va oltre uno striminzito 0-0 contro il Bologna, che si chiude a difesa della propria porta. Ci sta la difficoltà di recuperare dalla sconfitta di venerdì in Supercoppa contro l'Atletico, ma non ci sta il modo in cui i nerazzurri stentano in avanti. Benitez dice di avere poche punte, in realtà il problema non è questo: Milito è del tutto fuori forma, Eto'o non punge e Sneijder da solo non può cambiare le sorti dell'attacco. La pausa farà davvero bene a questa squadra, che resta la più forte in Italia ma che deve anche iniziare a dimostrarlo sul campo.
Capitolo Juve: sconfitta a Bari, e ci può stare. Confusione tattica di Delneri, e questo deve essere evitato. Il tecnico ex Chievo non lancia grandi segnali alla prima uscita bianconera. Mette nella mischia subito Krasic e gli fa cambiare fascia ogni cinque minuti; stesso discorso per uno spaesato Quagliarella (ma questa era una scelta obbligata); sulla fascia sinistra schiera un impresentabile De Ceglie, letteralmente mangiato vivo da Alavarez; insiste malamente con Pepe, e poi inserisce Martinez tenendolo in campo per mezz'ora pur essendo questo infortunato (cambi finiti, va bene, ma forse era meglio giocare in dieci). Gli errori del tecnico sono evidenti, ma non irrecuperabili. Qualche giocatore arriverà in questo finale di mercato, poi tutte le responsabilità dovranno essere addossate all'allenatore juventino. Per il resto, solito grande Bari casalingo, che con il gioco veloce di verticalizzazioni ha davvero surclassato gli avversari e regalato un grande pomeriggio ai suoi tifosi. Complimenti a Ventura, che ha un compito difficilissimo: confermarsi e ripetere la stagione passata.

Veniamo alle altre, quelle sotto le grandi, diciamo così. Fiorentina-Napoli è una splendida partita: il gol di Cavani è un abbaglio dell'arbitro, ma il pari è un risultato giusto. Si sono affrontate due squadre che lotteranno per l'Europa, ed hanno dimostrato di avere delle credenziali importanti. Stupisce l'impatto dell'uruguagio, forse maturato del tutto, e quello di Mihajlovic, che ha già dato una fisionomia alla squadra. Troppo nervosismo però, specialmente per Vargas, che si fa ingenuamente espellere. A Marassi va di scena Samp-Lazio: un'ora di supremazia biancoceleste, un quarto d'ora di forcing doriano, e la spuntano i padroni di casa. Decisivo il rigore stupidamente concesso da Lichtsteiner, che atterra Dossena in area; il raddoppio di Guberti è frutto di un intervento scomposto di Muslera. Insomma, due episodi condannano un'ottima Lazio, arrembante soprattutto nel primo tempo, ma incapace di capitalizzare le notevoli occasioni capitatele. La Samp mette in mostra il cinismo della grande squadra, condito dalla rabbia per la fresca eliminazione dalla Champions, e si prende i 3 punti. Postilla: il campo di Marassi è indecente.
Il Palermo non va oltre lo 0-0 casalingo con un Cagliari estremamente difensivo. Le fatiche europee si fanno sentire, e stavolta Pastore ed Hernandez brillano di meno rispetto al solito. Poco da dire su questa partita: il campionato del Palermo deve ancora cominciare, e sarà competitivo. Il Genoa si prende tre punti sofferti ad Udine. Toni si fa male subito, gli altri nuovi ancora non incidono. Deve decidere un "vecchio" sul piede di partenza, Mesto, con un gol da cineteca, destinato a diventare uno dei più belli del campionato. Gasperini ha tanto da lavorare, ma la base è ottima. L'Udinese anche offre spunti interessanti, specialmente sulla fascia destra, quando agiscono tutti insieme Di Natale, Sanchez e Quadrado. Il cileno in realtà non ha una posizione fissa, ma grande licenza di allargarsi su entrambe le fasce. Squadra da rivedere quando avrà Denis al posto del poco convincente Floro Flores.

Chudiamo la rassegna con le vittorie di Chievo e Parma. I veneti battono un Catania interessante ma davvero distratto. Il primo gol clivense deriva da un impasse difensiva dei siciliani paurosa, mentre il secondo è un rigore gentilmente concesso dal difensore Alvarez. Il Parma si impone sul Brescia nettamente e mette in mostra la star Giovinco, che ha l'ultima occasione per dimostrare qualcosa. I gialloblu hanno appena acquistato Candreva, per dare risalto ad un centrocampo estremamente interessante. Possono fare ottime cose. Le rondinelle devono rodarsi, ma saranno coinvolte in un'estenuante lotta per la salvezza.

giovedì 26 agosto 2010

Balotelli, storia di un arrivederci


La cessione di Mario Balotelli al Manchester City è stata una delle notizie più rilevanti dell'estate (Ibra permettendo). L'Inter ha venduto il grande talento, appena ventenne, per una cifra intorno ai 28-30 milioni di euro al club dello sceicco Mansour, che certo non ha problemi di soldi. Detta così, la storia è semplice. Ma tanti intrighi hanno caratterizzato questa trattativa, e, come promesso, siamo qui per svelarli. Andiamo con ordine.

Mario e gli ex compagni. Cominciamo dall'argomento più facilmente risolvibile, perchè noto al Mondo calcistico intero; anche se, forse, non tutto è chiaro. La sera della svolta sembrava essere quella di Inter-Barcelona, 3-1. Mario entra nel finale di gara, senza poter incidere, e non mostra la minima voglia di impegnarsi in campo come hanno fatto i suoi compagni per tutta la partita. Al triplice fischio finale Balotelli, fischiato da tutto lo stadio, butta per terra la maglia ed inveisce contro le povere mamme dei tifosi interisti. Si dice che il ritorno in spogliatoio sia stato tremendo per l'attaccante, letteralmente preso a schiaffi da alcuni senatori del gruppo, tra cui, sempre "si dice", Materazzi. Ora, tolte le voci di corridoio, che possono essere molto più colorate rispetto alla realtà, non v'è dubbio sul fatto che Mario non stesse simpatico a tutti i compagni, e soprattutto ai più vecchi del gruppo. Le sue bizze, le sue folli, le sue pretese, le manifestazioni di rabbia incontrollate, non hanno aiutato a cementificare il rapporto. Però le cose erano pronte a cambiare: nella serata della Finale di Coppa Italia Balotelli entra ed è decisivo, prendendosi persino il calcione di Totti, celeberrimo. Nel frattempo cambia anche allenatore, e per Mario è una buona notizia, visto il rapporto di odi et amo con Mourinho. I primi giorni di ritiro sono buoni, il ragazzo prova ad integrarsi meglio; Zanetti ai microfoni di Sky dichiara di notare dei miglioramenti da parte del giocatore, che però deve "lavorarci ancora"; Materazzi viene omaggiato da Mario con un Ipad nuovo di zecca con dedica personalizzata. Insomma, tutte le acredini sono scomparse, o quasi. Ed allora perchè Balotelli è stato ceduto? Sbaglieremo, ma crediamo che la questione ambientale c'entri poco, o niente.

Mario e Mino Raiola. A Gennaio di quest'anno, la famiglia Balotelli compie una mossa che peserà tanto nella nostra storia. Stanco di tutte le voci che circolano sul giocatore, e di tutte le polemiche che un ragazzo con il suo carattere è destinato a suscitare, l'entourage di Balotelli si decide ed affida la procura di Mario a Mino Raiola. Stiamo parlando di uno degli agenti più noti nell'odierno panorama calcistico, inviso soprattutto alle società di appartenenza dei suoi giocatori. Lo sa benissimo la stessa Inter, che proprio l'estate prima si è vista costretta ad allontanare Maxwelle ed Ibrahimovic pur di non avere più nulla a che fare con Raiola. Lo sa il Barcellona, che proprio in questi giorni ha giudicato l'agente di origini olandesi per il comportamento scorretto, secondo il club catalano, messo in atto nella trattativa per il passaggio di Ibra al Milan. Insomma, un tipo furbo, forte e molto sfrontato. Che ha difeso Mario in tutto e per tutto. Appena giunta la notizia della procura, infatti, Raiola ha subito contriubuito ad aumentare l'acredine fra Balotelli ed i compagni, rendendo note delle verità che non dovevano uscire dallo spigliatoio. Ed ha poi condotto in porto la cessione al Manchester City, dichiarando che non c'erano più le basi per restare all'Inter e scaricando la responsabilità della cessione sui compagni di Balo. Strano però che lo stesso giocatore non ha mai detto nulla in tal senso, anzi si è dimostrato dispiaciuto di aver lasciato l'Inter e l'Italia. Insomma, ancora una volta l'Inter pur di liberarsi di Raoila ha ceduto un giocatore.

Mario ed il Milan. Il retroscena più gustoso di questa storia riguarda proprio l'altra squadra di Milano, quella rossonera. Quella per cui Mario ha avuto sempre una passione, nemmeno tanto celata. Si scatenò il putiferio quando Balotelli fu avvistato tra i vip che seguivano a San Siro il match fra Milan e Manchester United. Alla nota trasmissione "Le Iene", sul punto, Mario ha dichiarato di aver avuto una passione per i colori rossoneri da bambino, ma che ora si trattava di lavoro, e quindi lui pensava solo all'Inter. Inoltre, lo stesso giocatore aggiungeva che si trovava a San Siro quella sera solo per vedere una partita fra due grandi squadre, un bel match, come è stato quello fra rossoneri e red devils. Tutto giusto, tutto condivisibile. Ma allora perchè Mario era a San Siro anche per Milan-Novara di Coppa Italia? Tendiamo ad escludere che si trattasse anche in quel caso di un imperdibile match di cartello. E perchè lo stesso Mario con tanta leggerezza si è sottoposto al gioco di "Striscia La Notizia", indossando una maglietta del Milan col suo nome? Comportamenti sopra le righe, che hanno fatto infuriare i tifosi nerazzurri, creando quella spaccatura poi divenuta insanabile dopo la notte di Inter-Barça. Ma c'è anche tanto mercato dietro questa storia. Torniamo agli ultimi giorni prima del passaggio di Mario al City; Mino Raiola dichiara che sulle piste di giocatore ci sono anche delle squadre italiane. Siamo davvero tentati di togliere il plurale, perchè l'unica squadra che realmente poteva prendersi Balo era proprio il Milan. Raiola è stato a lungo ospite fisso nella sede rossonera, e lo diciamo con certezza, era lì per trattare Balotelli. Proprio in quei giorni Berlusconi dichiarava che avrebbe investito su un grande campione, dopo aver detto giorni prima che Balotelli era un uomo da Milan. Insomma, non era cosa fatta, ma quasi. Però... Sì, anche in questa storia c'è un però: un bel giorno Galliani, sempre parlando con Raiola, butta lì un discorso fantasioso, che non riguarda Mario, ma Ibrahimovic. La proposta non è campata in aria, il Milan decide di dirottare il tesoro per Balotelli in quel di Barcelona per prendere Ibra, e l'affare precedente salta. Raiola allora si trova costretto a volare a Manchester per chiudere con il City, dato che, per sua stessa ammissione, Balotelli all'Inter non poteva più starci. L'Inter fiuta l'interessamenteo del Milan, sa che le conviene vendere Mario a quelle cifre, ma si comporta in maniera furba: nel contratto con il City fa inserire una clausola recante un diritto di prelazione nerazzurro in caso di ritorno di Balo in Italia. Morale della favola? Mario non vestirà mai la maglia del Milan, pur avendolo già fatto per gioco ed essendoci andato vicinissimo.

Mario e Roberto Mancini. Mario è a Manchester per il Mancio. Orrido gioco onomatopeico, ma è la realtà. C'erano altre squadre inglesi in lizza, forse meno convinte, come United e Chelsea. Ma Balotelli ha scelto Mancini. Ovvie le motivazioni, ma giova ricordarle: Roberto Mancini ha lanciato Balotelli nel grande calcio ma è anche quello che lo ha saputo gestire meglio. Nel frattempo arriva anche la chiamata in Nazionale da parte di Prandelli, ed allora anche in questo caso la presenza di Mancini sarà fondamentale. Il tecnico del City, da giocatore, non ebbe fortuna con l'azzurro perchè aveva cattivi rapporti con i tecnici di allora, soprattutto Vicini. Dovrà far capire a Balotelli che questo comportamento è un errore, anche grave, da non commettere. Mario avrà un ruolo importante nel City, il suo spazio da titolare è quasi assicurato, ma deve riprendersi da un infortunio. Con pazienza, con la nuova bellissima fidanzata e con la vicinanza di un grande uomo di calcio come Roberto Mancini, Balotelli farà grandi cose.

Tirando le somme di questo excursus molto lungo su una delle storie più intriganti dell'estate, possiamo affermare che il finale è bello per tutti: Balotelli si misurerà con un nuovo campionato; l'Inter ha intascato bei soldini e potrà riprendersi il giocatore in futuro, se vorrà e potrà, e si è inoltre liberata di Raiola; il buon Mino...beh per lui qualche soldino in tasca sarà anche entrato! E vissero tutit felici e contenti...

martedì 24 agosto 2010

Come sarà il campionato?


Mancano ormai pochi giorni all'inizio del nuovo campionato di serie A, stagione 2010-2011. Come accade in tutte le vigilie, è tempo di previsioni, di pronostici e di somme del mercato, che è però ancora fervente. Nel momento in cui scriviamo, infatti, potrebbero concretizzarsi operazioni in grado di, se non stravolgere, almeno modificare le idee che stiamo per esporre. Tutto sarà spiegato nel lungo articolo che ci attende, quindi bando alle ciance e vediamo che piega potrebbe prendere il prossimo campionato. Avvertenza: i pronostici sono fatti apposta per essere sbagliati!

Scudetto e zona Champions: abbiamo deciso di raggruppare questo duplice obiettivo, dato che a nostro avviso sono quattro le squadre che lotteranno per il primo posto (chi più, chi meno) e perciò le prime piazze, che significano Champions League, andranno a queste pretendenti. Senza dubbio l'Inter parte in pole position, forte della conferma di tutti i migliori giocatori e del cambio di allenatore che non è stato così traumatico. In fondo il sostituto di Mourinho è un certo Rafa Benitez, già campione d'Europa con il Liverpool, non proprio l'ultimo arrivato. Lo spagnolo è stato finora bravo a lasciare intatto l'impianto dell'Inter, decisamente vincente: per le innovazioni c'è tempo. Sul fronte mercato non ci sono stati botti; i nerazzurri hanno ceduto Balotelli (approfondiremo nei prossimi giorni questa storia con i retroscena, che sono tanti) ma l'11 titolare è lo stesso di un anno fa. Gli acquisti sono serviti a puntellare le seconde linee, vale a dire Castellazzi come vice Julio Cesar ed il giovane Coutinho, giocatore intrigante. Se arriva Kuyt, la rosa si impreziosisce ancora di più. Se non arriva, beh, non vediamo molti problemi. Detto dell'Inter, strafavorita per lo scudetto (sarebbe il sesto di fila), troviamo appena dietro, ad oggi (attenzione), la Roma e la Juventus, appaiate per motivi diversi. I giallorossi sono molto credibili come avversari dell'Inter, dato che l'anno scorso hanno dato la caccia ai nerazzurri sino all'ultimo secondo. Ci si domanda se la Champions non peserà oltremodo sulle riserve fisiche di Totti e company, che iniziano a scarseggiare, mentre il mercato non ha dato tanto. Conosciamo le difficoltà economiche della Roma, ed effettivamente acquistare a parametro zero Fabio Simplicio ed Adriano può far sorridere di gioia i tifosi, ma l'ossatura della squadra resta quella, e se non arriva Burdisso le alternative in difesa scarseggiano, eccome. La garanzia in questo caso sembra essere Ranieri, insieme all'entusiasmo per la scorsa stagione. La Juve, dal canto suo, ha operato alla grande sul mercato, consegnando acquisti mirati a Delneri: Martinez, Pepe, Krasic, Motta, Bonucci, Aquilani sono tutti giocatori perfetti per il 4-4-2 dell'ex allenatore del Chievo. Servirebbe un colpetto in attacco, e nel momento in cui scriviamo si parla di Pazzini, qualora la Samp non passasse il primo turno di Champions. Il Pazzo rappresenterebbe la quadratura del cerchio per puntare dritti al ruolo di anti-Inter. Un pò più attardato sembra il Milan, ma occhio a quanto detto prima, sono pronostici che possono essere falsati dal mercato. Già, perchè i rossoneri proveranno in tutti i modi a farsi dare Ibrahimovic dal Barcelona, mandando Borriello in Spagna, e se questa operazione andasse in porto, le cose cambierebbero. Due i motivi principali: nessuno avrebbe un tridente offensivo forte come quello composto da Pato, Ibra e Dinho; lo svedese sarebbe perfetto per il Milan, lui è un uomo squadra, uno che gioca da solo e risolve da solo le situazioni più difficili (chiedere all'Inter ed a Roberto Mancini per una conferma). Perciò ora come ora vediamo il Milan dietro Juve e Roma, ma con Ibra potrebbe addirittura scavalcarle.

Zona Euorpa League: ritenendo complicato il crollo di una delle quattro di cui sopra, pensiamo che le seguenti sei squadre lotteranno per i due/tre posti per l'Europa minore. Partiamo dal Genoa, re del mercato estivo. Preziosi ha consegnato una super squadra a Gasperini, che potrà contare su acquisti di spicco come Eduardo, Chico, Veloso, Rafinha, Zuculini e Toni, nonchè il giovane Ranocchia. Ecco, il Genoa potrebbe anche infilarsi in una lotta al quarto posto, è nelle corde di questa squadra, allestita ottimamente. E non avere impegni europei aiuterà in tal senso. Subito dopo troviamo le altre pretendenti, a pari merito. Partiamo dalla Sampdoria, che è reduce da un quarto posto meraviglioso ma sembra attaccata troppo ai suoi fenomeni. Nel senso che la squadra, affidata a Di Carlo, resta competitiva solo se Cassano, Palombo e Pazzini non si muovono. Se uno dei tre parte, allora, i doriani potrebbero avere delle difficoltà. Pare ben attrezzato il nuovo Napoli di Walter Mazzarri, che ha acquisito Cavani per impreziosire un attacco che l'anno scorso non la buttava dentro nemmeno per miracolo. Per il resto la squadra è rimasta la stessa, e l'acquisto di Lucarelli non sembra poter dare valori aggiunti, come anche la presa di Sosa dal Bayern. Vedremo, forse la partecipazione all'Europa League creerà dei problemi. In lotta anche la Lazio di Edy Reja, allenatore che ha condotto i biancocelesti ad una stabilità insperata. Si è puntato sul caso Ledesma ed ha ottenuto il rinnovo dell'argentino; ha accondisceso alla cessione di Kolarov; si è preso Garrido e Bresciano, ma soprattutto Hernanes, il profeta, giocatore fortemente voluto da zio Edy, e probabile fenomeno. Ora manca solo una punta, ma il quadro è adeguato per ripartire. In questo elenco di squadre da classifica medio alta troviamo anche il Palermo di Delio Rossi, che ha perso la freschezza di Cavani inserendo comunque l'esperienza di Maccarone. Ha puntellato la difesa con Munoz e punterà sui giovani fenomeni Pastore ed Hernandez. Qualcosa manca a centrocampo, ma Sabatini e Zamparini stanno lavorando in tal senso. E poi Delio Rossi ormai è una garanzia. Da ultimo c'è la Fiorentina di Mihajlovic, che parte con il vantaggio di non fare le coppe e con un D'Agostino in più nel motore. L'infortunio di Jovetic può essere uno scoglio troppo grande da superare, ma Corvino ha ancora spazio per agire sul mercato. Ad oggi, però, i viola sembrano avere qualcosa in meno rispetto alle altre squadre citate.

Tranquillità e salvezza: campionato che si prospetta tranquillo per il Bari rivelazione dell'anno scorso, con un Ghezzal in più. Certo, l'anno scorso i ragazzi di Ventura erano una sorpresa, adesso li conoscono tutti, ma sapranno stupire ancora. Anche il Cagliari appare pronto per una stagione di serenità, nonostante il cambio della guida tecnica ed il problema di Marchetti, che non sarà più in squadra. L'acquisto di Acquafresca darà una mano ad un reparto offensivo già ben dotato. Si attendono conferme dal Catania, che non ha cambiato molto, e spera nell'esplosione definitiva di Maxi Lopez. Il Parma ha aggiunto puntelli interessati (Paletta, Gobbi e Marques) ma non ha centrato il colpo per il salto di qualità: arrivare a ridosso dell'Europa sarà difficile, ma per il resto si può godere di una bella stagione. Anche l'Udinese potrà dimenticare i patemi dello scorso anno, con un Denis in più e con il capocannoniere uscente sempre in rosa. Più complicata la situazione del Bologna chiamato ad aggiungere qualcosa in questi ultimi giorni di mercato: bene Meggiorini ed Ekdal, ma potrebbe non bastare. Sullo stesso piano mettiamo il Chievo, che ha scommesso su Andreolli per la difesa ed ha acquisto Bogliacino dal Napoli. Molto più pericoloso il cammino delle tre neopromosse, che dovranno dare tutto per restare in serie A. Partiamo dal Brescia, che acquistando Eder e Diamanti ha provato a recuperare il gap con le altre, senza convincere del tutto. Il Lecce, pronto a vivere un emozionante derby con il Bari, ha riportato a casa Chevanton, ma sono passati tanti anni da quando questo giocatore imperversava allo stadio Via del Mare; gli altri acquisti sono tutti da verificare, ma non sembrano di spessore. Chiudiamo con il Cesena, squadra in bilico e senza la certezza dell'allenatore Bisoli, che l'ha portata in A e se n'è poi andato a Cagliari. Gli acquisti di Bogdani ed Appiah portano giocatori forse troppo usurati, di grande, forse troppa, esperienza. Grande curiosità suscita il giapponese Nagatomo, che sembra un buon giocatore e forse la rivelazione. Ma per restare nella massima serie servirebbe ben altro.

Chiudiamo con l'augurio che era caro ad un giornalista che per la prima volta, quest'anno, non sarà presente ai blocchi di partenza: BUON CAMPIONATO A TUTTI!