Prima giornata di campionato: tante sorprese, qualche conferma ed una certezza...Sarà una grande stagione! Ricominciamo quindi con le vecchie abitudini, proponendo questo primo commento alle partite di apertura.
Analizziamo subito le "grandi", o presunte tali, che si sono presentate ai blocchi di partenza con tale appellativo. Spicca senza dubbio il Milan, che ha avuto davanti un avversario non degno di tale nome, ma che ha subito imposto la propria forza. Il 4-0 casalingo contro il Lecce dice qualcosa, ma lascia spazio ad una crescita che appare inevitabile. Forse galvanizzati dalla presenza di Ibra in tribuna, presentato poi con tutti i fasti del caso nell'intervallo, i giocatori rossoneri danno vita ad un primo tempo roboante, chiuso con la doppietta di un Pato in splendida forma ed il gol di un ottimo Thiago Silva. Sigillo finale per l'eterno Pippo Inzaghi. Dal campo si percepisce l'immagine di una squadra per forza di cose votata all'attacco (reparto nettamente migliore), che un Ibra e forse anche un Robinho in più. Allegri può stare tranquillo e godersi l'opulenza del reparto offensivo, ma dovrà anche lavorare sulla difesa, e soprattutto sulla tenuta dei suoi giocatori. Insomma, il problema recente del Milan è stato rappresentato dai troppi infortuni, che possono colpire i giocatori di età avanzata. Ed in questa squadra ce ne sono parecchi.
Passando alle altre, registriamo solo delusioni. Abbastanza cocenti quelle di Roma ed Inter, tremenda quella della Juve. La Roma ha aperto il suo campionato sabato contro il Cesena all'Olimpico. Goleada, direte voi. Macchè, rispondiamo scettici. Alla squadra di Ranieri è mancata la corsa, e con questa anche le idee, necessarie per superare una compagine ben messa in campo come il Cesena visto all'opera al ritorno in serie A dopo 19 anni. Gli uomini di Ficcadenti hanno recitato il canovaccio alla perfezione, difendendo con ordine e non disdegnando il contropiede, denotando una buonissima forma fisica. Restiamo dell'idea che per salvarsi, gli emiliani necessitano di qualche altro innesto, visto che gente come Appiah e Bogdani sembra aver già dato tutto, però l'avvio è incoraggiante. La Roma, dal canto suo, può essere contenta solo della condizione di Totti, che è apparso tonico e molto ben preparato: ha corso per 90 minuti ed ha creato le occasioni più pericolose. Malissimo Vucinic, lento e molto poco lucido sotto porta; male anche Menez, che ha fatto poco più del compagno. De Rossi ha bisogno di riposo assoluto, non ha mai staccato da due anni a questa parte ed ora come ora è impresentabile. In difesa bene Riise e Juan, mentre soffrono Cassetti e Mexes. Specialmente il francese è autore della solita brutta partita: l'arrivo di Burdisso è una manna in tal senso.
L'Inter non va oltre uno striminzito 0-0 contro il Bologna, che si chiude a difesa della propria porta. Ci sta la difficoltà di recuperare dalla sconfitta di venerdì in Supercoppa contro l'Atletico, ma non ci sta il modo in cui i nerazzurri stentano in avanti. Benitez dice di avere poche punte, in realtà il problema non è questo: Milito è del tutto fuori forma, Eto'o non punge e Sneijder da solo non può cambiare le sorti dell'attacco. La pausa farà davvero bene a questa squadra, che resta la più forte in Italia ma che deve anche iniziare a dimostrarlo sul campo.
Capitolo Juve: sconfitta a Bari, e ci può stare. Confusione tattica di Delneri, e questo deve essere evitato. Il tecnico ex Chievo non lancia grandi segnali alla prima uscita bianconera. Mette nella mischia subito Krasic e gli fa cambiare fascia ogni cinque minuti; stesso discorso per uno spaesato Quagliarella (ma questa era una scelta obbligata); sulla fascia sinistra schiera un impresentabile De Ceglie, letteralmente mangiato vivo da Alavarez; insiste malamente con Pepe, e poi inserisce Martinez tenendolo in campo per mezz'ora pur essendo questo infortunato (cambi finiti, va bene, ma forse era meglio giocare in dieci). Gli errori del tecnico sono evidenti, ma non irrecuperabili. Qualche giocatore arriverà in questo finale di mercato, poi tutte le responsabilità dovranno essere addossate all'allenatore juventino. Per il resto, solito grande Bari casalingo, che con il gioco veloce di verticalizzazioni ha davvero surclassato gli avversari e regalato un grande pomeriggio ai suoi tifosi. Complimenti a Ventura, che ha un compito difficilissimo: confermarsi e ripetere la stagione passata.
Veniamo alle altre, quelle sotto le grandi, diciamo così. Fiorentina-Napoli è una splendida partita: il gol di Cavani è un abbaglio dell'arbitro, ma il pari è un risultato giusto. Si sono affrontate due squadre che lotteranno per l'Europa, ed hanno dimostrato di avere delle credenziali importanti. Stupisce l'impatto dell'uruguagio, forse maturato del tutto, e quello di Mihajlovic, che ha già dato una fisionomia alla squadra. Troppo nervosismo però, specialmente per Vargas, che si fa ingenuamente espellere. A Marassi va di scena Samp-Lazio: un'ora di supremazia biancoceleste, un quarto d'ora di forcing doriano, e la spuntano i padroni di casa. Decisivo il rigore stupidamente concesso da Lichtsteiner, che atterra Dossena in area; il raddoppio di Guberti è frutto di un intervento scomposto di Muslera. Insomma, due episodi condannano un'ottima Lazio, arrembante soprattutto nel primo tempo, ma incapace di capitalizzare le notevoli occasioni capitatele. La Samp mette in mostra il cinismo della grande squadra, condito dalla rabbia per la fresca eliminazione dalla Champions, e si prende i 3 punti. Postilla: il campo di Marassi è indecente.
Il Palermo non va oltre lo 0-0 casalingo con un Cagliari estremamente difensivo. Le fatiche europee si fanno sentire, e stavolta Pastore ed Hernandez brillano di meno rispetto al solito. Poco da dire su questa partita: il campionato del Palermo deve ancora cominciare, e sarà competitivo. Il Genoa si prende tre punti sofferti ad Udine. Toni si fa male subito, gli altri nuovi ancora non incidono. Deve decidere un "vecchio" sul piede di partenza, Mesto, con un gol da cineteca, destinato a diventare uno dei più belli del campionato. Gasperini ha tanto da lavorare, ma la base è ottima. L'Udinese anche offre spunti interessanti, specialmente sulla fascia destra, quando agiscono tutti insieme Di Natale, Sanchez e Quadrado. Il cileno in realtà non ha una posizione fissa, ma grande licenza di allargarsi su entrambe le fasce. Squadra da rivedere quando avrà Denis al posto del poco convincente Floro Flores.
Chudiamo la rassegna con le vittorie di Chievo e Parma. I veneti battono un Catania interessante ma davvero distratto. Il primo gol clivense deriva da un impasse difensiva dei siciliani paurosa, mentre il secondo è un rigore gentilmente concesso dal difensore Alvarez. Il Parma si impone sul Brescia nettamente e mette in mostra la star Giovinco, che ha l'ultima occasione per dimostrare qualcosa. I gialloblu hanno appena acquistato Candreva, per dare risalto ad un centrocampo estremamente interessante. Possono fare ottime cose. Le rondinelle devono rodarsi, ma saranno coinvolte in un'estenuante lotta per la salvezza.