La cessione di Mario Balotelli al Manchester City è stata una delle notizie più rilevanti dell'estate (Ibra permettendo). L'Inter ha venduto il grande talento, appena ventenne, per una cifra intorno ai 28-30 milioni di euro al club dello sceicco Mansour, che certo non ha problemi di soldi. Detta così, la storia è semplice. Ma tanti intrighi hanno caratterizzato questa trattativa, e, come promesso, siamo qui per svelarli. Andiamo con ordine.
Mario e gli ex compagni. Cominciamo dall'argomento più facilmente risolvibile, perchè noto al Mondo calcistico intero; anche se, forse, non tutto è chiaro. La sera della svolta sembrava essere quella di Inter-Barcelona, 3-1. Mario entra nel finale di gara, senza poter incidere, e non mostra la minima voglia di impegnarsi in campo come hanno fatto i suoi compagni per tutta la partita. Al triplice fischio finale Balotelli, fischiato da tutto lo stadio, butta per terra la maglia ed inveisce contro le povere mamme dei tifosi interisti. Si dice che il ritorno in spogliatoio sia stato tremendo per l'attaccante, letteralmente preso a schiaffi da alcuni senatori del gruppo, tra cui, sempre "si dice", Materazzi. Ora, tolte le voci di corridoio, che possono essere molto più colorate rispetto alla realtà, non v'è dubbio sul fatto che Mario non stesse simpatico a tutti i compagni, e soprattutto ai più vecchi del gruppo. Le sue bizze, le sue folli, le sue pretese, le manifestazioni di rabbia incontrollate, non hanno aiutato a cementificare il rapporto. Però le cose erano pronte a cambiare: nella serata della Finale di Coppa Italia Balotelli entra ed è decisivo, prendendosi persino il calcione di Totti, celeberrimo. Nel frattempo cambia anche allenatore, e per Mario è una buona notizia, visto il rapporto di odi et amo con Mourinho. I primi giorni di ritiro sono buoni, il ragazzo prova ad integrarsi meglio; Zanetti ai microfoni di Sky dichiara di notare dei miglioramenti da parte del giocatore, che però deve "lavorarci ancora"; Materazzi viene omaggiato da Mario con un Ipad nuovo di zecca con dedica personalizzata. Insomma, tutte le acredini sono scomparse, o quasi. Ed allora perchè Balotelli è stato ceduto? Sbaglieremo, ma crediamo che la questione ambientale c'entri poco, o niente.
Mario e Mino Raiola. A Gennaio di quest'anno, la famiglia Balotelli compie una mossa che peserà tanto nella nostra storia. Stanco di tutte le voci che circolano sul giocatore, e di tutte le polemiche che un ragazzo con il suo carattere è destinato a suscitare, l'entourage di Balotelli si decide ed affida la procura di Mario a Mino Raiola. Stiamo parlando di uno degli agenti più noti nell'odierno panorama calcistico, inviso soprattutto alle società di appartenenza dei suoi giocatori. Lo sa benissimo la stessa Inter, che proprio l'estate prima si è vista costretta ad allontanare Maxwelle ed Ibrahimovic pur di non avere più nulla a che fare con Raiola. Lo sa il Barcellona, che proprio in questi giorni ha giudicato l'agente di origini olandesi per il comportamento scorretto, secondo il club catalano, messo in atto nella trattativa per il passaggio di Ibra al Milan. Insomma, un tipo furbo, forte e molto sfrontato. Che ha difeso Mario in tutto e per tutto. Appena giunta la notizia della procura, infatti, Raiola ha subito contriubuito ad aumentare l'acredine fra Balotelli ed i compagni, rendendo note delle verità che non dovevano uscire dallo spigliatoio. Ed ha poi condotto in porto la cessione al Manchester City, dichiarando che non c'erano più le basi per restare all'Inter e scaricando la responsabilità della cessione sui compagni di Balo. Strano però che lo stesso giocatore non ha mai detto nulla in tal senso, anzi si è dimostrato dispiaciuto di aver lasciato l'Inter e l'Italia. Insomma, ancora una volta l'Inter pur di liberarsi di Raoila ha ceduto un giocatore.
Mario ed il Milan. Il retroscena più gustoso di questa storia riguarda proprio l'altra squadra di Milano, quella rossonera. Quella per cui Mario ha avuto sempre una passione, nemmeno tanto celata. Si scatenò il putiferio quando Balotelli fu avvistato tra i vip che seguivano a San Siro il match fra Milan e Manchester United. Alla nota trasmissione "Le Iene", sul punto, Mario ha dichiarato di aver avuto una passione per i colori rossoneri da bambino, ma che ora si trattava di lavoro, e quindi lui pensava solo all'Inter. Inoltre, lo stesso giocatore aggiungeva che si trovava a San Siro quella sera solo per vedere una partita fra due grandi squadre, un bel match, come è stato quello fra rossoneri e red devils. Tutto giusto, tutto condivisibile. Ma allora perchè Mario era a San Siro anche per Milan-Novara di Coppa Italia? Tendiamo ad escludere che si trattasse anche in quel caso di un imperdibile match di cartello. E perchè lo stesso Mario con tanta leggerezza si è sottoposto al gioco di "Striscia La Notizia", indossando una maglietta del Milan col suo nome? Comportamenti sopra le righe, che hanno fatto infuriare i tifosi nerazzurri, creando quella spaccatura poi divenuta insanabile dopo la notte di Inter-Barça. Ma c'è anche tanto mercato dietro questa storia. Torniamo agli ultimi giorni prima del passaggio di Mario al City; Mino Raiola dichiara che sulle piste di giocatore ci sono anche delle squadre italiane. Siamo davvero tentati di togliere il plurale, perchè l'unica squadra che realmente poteva prendersi Balo era proprio il Milan. Raiola è stato a lungo ospite fisso nella sede rossonera, e lo diciamo con certezza, era lì per trattare Balotelli. Proprio in quei giorni Berlusconi dichiarava che avrebbe investito su un grande campione, dopo aver detto giorni prima che Balotelli era un uomo da Milan. Insomma, non era cosa fatta, ma quasi. Però... Sì, anche in questa storia c'è un però: un bel giorno Galliani, sempre parlando con Raiola, butta lì un discorso fantasioso, che non riguarda Mario, ma Ibrahimovic. La proposta non è campata in aria, il Milan decide di dirottare il tesoro per Balotelli in quel di Barcelona per prendere Ibra, e l'affare precedente salta. Raiola allora si trova costretto a volare a Manchester per chiudere con il City, dato che, per sua stessa ammissione, Balotelli all'Inter non poteva più starci. L'Inter fiuta l'interessamenteo del Milan, sa che le conviene vendere Mario a quelle cifre, ma si comporta in maniera furba: nel contratto con il City fa inserire una clausola recante un diritto di prelazione nerazzurro in caso di ritorno di Balo in Italia. Morale della favola? Mario non vestirà mai la maglia del Milan, pur avendolo già fatto per gioco ed essendoci andato vicinissimo.
Mario e Roberto Mancini. Mario è a Manchester per il Mancio. Orrido gioco onomatopeico, ma è la realtà. C'erano altre squadre inglesi in lizza, forse meno convinte, come United e Chelsea. Ma Balotelli ha scelto Mancini. Ovvie le motivazioni, ma giova ricordarle: Roberto Mancini ha lanciato Balotelli nel grande calcio ma è anche quello che lo ha saputo gestire meglio. Nel frattempo arriva anche la chiamata in Nazionale da parte di Prandelli, ed allora anche in questo caso la presenza di Mancini sarà fondamentale. Il tecnico del City, da giocatore, non ebbe fortuna con l'azzurro perchè aveva cattivi rapporti con i tecnici di allora, soprattutto Vicini. Dovrà far capire a Balotelli che questo comportamento è un errore, anche grave, da non commettere. Mario avrà un ruolo importante nel City, il suo spazio da titolare è quasi assicurato, ma deve riprendersi da un infortunio. Con pazienza, con la nuova bellissima fidanzata e con la vicinanza di un grande uomo di calcio come Roberto Mancini, Balotelli farà grandi cose.
Tirando le somme di questo excursus molto lungo su una delle storie più intriganti dell'estate, possiamo affermare che il finale è bello per tutti: Balotelli si misurerà con un nuovo campionato; l'Inter ha intascato bei soldini e potrà riprendersi il giocatore in futuro, se vorrà e potrà, e si è inoltre liberata di Raiola; il buon Mino...beh per lui qualche soldino in tasca sarà anche entrato! E vissero tutit felici e contenti...
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