martedì 28 settembre 2010

Il Commento


Quinta giornata di serie A, quinto approfondimento. Pochi preamboli, perchè c'è tanto da dire, quindi tuffiamoci subito nell'analisi.

Non si può non aprire con il big match dell'Olimpico, dove si sono affrontate Roma ed Inter. Partita equlibrata, sbloccata da uno splendido colpo di testa di Vucinic in pieno recupero. Potrebbe essere il segnale della ripresa per la Roma, destinata a lottare per posizioni molto più nobili di quelle attualmente occupate in classifica. Fino al goal della svolta, nessuna delle due squadre era riuscita ad imporsi, pur giocando entrambe un buon calcio, e creando delle occasioni. Nervosa l'Inter, soprattutto con Chivu, che sbraita verso la panchina perchè secondo lui i compagni non tornavano in difesa (con Mourinho sarebbe mai successa una cosa del genere? Crediamo proprio di no, nda), e disattenta, con Julio Cesar che combina dei quasi-disastri, soprattutto in occasione della punizione a due in area. La Roma gioca bene, rintuzza i tentativi avversari ed alla fine pesca il jolly. Meglio, il jolly lo pesca Ranieri, che stavolta va elogiato per la scelta di sostituire Totti con Vucinic. Non sono mancate, e non mancheranno, le polemiche per questa decisione, ma stavolta ha avuto ragione il tecnico di Testaccio. Chissà se sarà sufficiente il chiarimento andato in scena lunedì; noi, umilmente e personalmente, riteniamo che un tecnico non debba mai rendere conto delle sue scelte ai giocatori, anche se si chiamano Totti. Ad ogni modo, la Roma torna sul pezzo, e lo fa dimostrando che non può giocare con due centravanti (Tottti e Borriello, per intenderci). L'Inter frena ma sembra essere sempre la squadra con qualcosa in più. Postilla: complimenti all'arbitro Morganti.
Balzo in avanti del Milan, che si porta a -2 dalla vetta battendo il Genoa in casa, e sembrando l'Inter di due anni fa. Per capirci, la prima Inter di Mou, quella in cui certe partite venivano risolte solo dal genio di Ibra. Accade lo stesso in Milan-Genoa, con i rossoneri che nel primo tempo sprecano ma soffrono anche tanto. Solo la splendida giocata dello svedese risolve la gara. A noi è sembrato di rivedere Inter-Bologna di due anni fa, quando Mourinho vinse solo ad un goal di tacco di Ibra. Ci sbaglieremo? Chissà. Il Genoa dimostra di poter essere una squadra credibile perchè sfiora il colpaccio a San Siro, ma dà anche l'idea di dover lavorare ancora tanto.
Continuano le montagne russe della Juventus, che dopo aver preso 3 goal dal Palermo ne fa 4 al Cagliari, trascinata da uno splendido Krasic, che si conferma come l'acquisto più importante del mercato bianconero. Solite indicazioni positive per Delneri per quanto riguarda gli incursori delle fasce, mentre continuano i guai in difesa. Citiamo l'opinione di Billy Costacurta, commentatore sky, che ci trova d'accordo: la linea di difesa juventina, a livello di movimenti, è ben messa in campo; peccato che a turno ognuno dei quattro sbagli qualcosa rovinando il lavoro. Abbiamo seri dubbi sulla possibile convivenza di Bonucci e Chiellini. Prima sconfitta per il Cagliari, che cade solo per oscene distrazioni in difesa. Dal centrocampo in su la squadra di Bisoli fa intravedere delle ottime cose e degli ampi margini di miglioramento.

Sorprende la Lazio, che va a vincere a Verona ed aggancia l'Inter in testa alla classifica. Non durerà, ma è una soddisfazione per Edy Reja, vero creatore ed artefice di questa Lazio. Edy ha voluto Hernanes, ha spinto per il rinnovo di Ledesma e sta sapientemente ruotando i giocatori per tenere a bada i personalismi dello spogliatoio. Tatticamente, Ledesma, Mauri ed Hernanes sono il fulcro di una Lazio che ha buone individualità anche in difesa. In attacco i goleador si alternano (è tornato Zarate? aspettiamo conferme, nda), ma una menzione va fatta per Floccari, che si sbatte dal primo all'ultimo minuto per la squadra. Il Chievo conferma i patemi casalinghi, sembrando davvero una squadra da trasferta. Contro la Lazio non tira quasi mai in porta, e come se non bastasse perde anche Pellissier per infortunio. Resta comunque una delle gradevoli sorprese di avvio di stagione.
Prima vittoria per la Fiorentina di Mihajlovic contro il Parma orfano di Giovinco. Solito rigore di Ljajic e gollonzo di De Silvestri, insomma non proprio un'affermazione limpida, ma questi tre punti valgono come l'ossigeno per un essere umano. Marino, dal canto suo, dovrà lavorare su questo Parma, che tanto bene aveva fatto in avvio, salvo poi perdere punti lontano dal Tardini. Ed è questo un trend che va rovesciato.
Il Palermo fa un pò come la Juve, accontentandosi di un pari casalingo contro il Lecce dopo aver dominato a Torino. Insomma, squadra in cerca di stabilità, guidata sempre da un grande Pastore, nostra passione personale. Peccato per il povero raccattapalle della Favorita, che ha fatto svanire il possibile 3-2 all'ultimo assalto. Il Lecce ha stupito tutti andando addirittura sul 2-0, ma il crollo finale ci fa capire che la squadra di De Canio è destinata a soffrire.
Colpo Napoli a Cesena. Mazzarri fa turnover e sbaglia, dato che contro le seconde linee partnopee il Cesena va in vantaggio con Parolo. Poi entrano Cavani e Gargano e la musica cambia, del tutto. Protagonista l'uruguagio con una doppietta: nessuno si aspettava tutti questi goal da Cavani, attaccante di spicco ma mai così prolifico. Tutto ciò è manna che scende dal cielo per il Napoli. Seconda sconfitta in fila per il Cesena, che forse ha già esaurito la magia delle prime giornate. C'è un'attenuante: il vantaggio del Napoli arriva su rigore inesistente ed inventato dall'arbitro. Un brutto errore, ma meritano i complimenti gli addetti ai lavori del Cesena, che protestano garbatamente e senza alzare la voce.

Primo punto per l'Udinese, che blocca sullo 0-0 casalingo una Samp che non vince dalla prima giornata. Poco da dire sulla partita, ed allora parliamo del campo dello stadio Marassi di Genova, che è davvero il più brutto d'Italia. Due belle squadre come Samp e Genoa non possono giocare in serie A su un terreno così, che sembra più un giardino urbano che un campo di calcio. Davvero una vergogna.
Torna a vincere il Bari, contro un Brescia mai arrendevole. E non è un caso che la vittoria sia stata firmata da Barreto, giocatore preziosissimo per Ventura.
Chiude il cerchio la partita degli episodi fra Catania e Bologna. Altro rigore inventato, per gli emiliani stavolta, pareggiato dall'incredibile autorete di Britos, che ha ricordato Pancaro in un Lazio-Napoli di tanti anni fa.

sabato 25 settembre 2010

Cosa succede agli arbitri?


Il campionato è ormai iniziato da quattro giornate. Poche per tirare le somme, abbastanza per iniziare a sentire suonare qualche campanello d'allarme. E non stiamo parlando dei problemi di assetto di Milan e Juventus, o della falsa partenza della Roma, oppure ancora della crisi di Fiorentina ed Udinese. La grande delusione di inizio campionato è un'altra: arbitri e guardalinee. Ed ovviamente tutte le istituzioni coinvolte. Proviamo ad analizzare con ordine cosa sta succedendo.

Già nel primo weekend di campionato non sono mancate le polemiche: il sig. Gervasoni, arbitro di Fiorentina-Napoli, mal coadiuvato dal suo assistente, convalida un goal di Cavani senza che il pallone abbia oltrepassato la linea di porta.
Seconda giornata: Carmine Russo (tenere a mente) arbitra Cesena-Milan interrompendo tre azioni da goal per fuorigioco dei rossoneri, che perderanno poi per 2-0. Si iniziano a sentire i primi malumori, cui si accodano anche l'Udinese per un presunto rigore con concesso nella partita con l'Inter e la Fiorentina per un goal assurdamente annullato a Kroldrup.
Terzo turno: la Lazio va a Firenze con il timore della compensazione. Così sarà, perchè ai viola viene dato un rigore inesistente per tuffo di Cerci nell'area laziale. All'Olimpico di Roma il Bologna protesta per almeno due calci di rigore mancanti e per il fuorigioco di Borriello in occasione del primo goal giallorosso.
Siamo ai giorni nostri: il sig. Russo (eccolo di nuovo) arbitra orrendamente Brescia-Roma negando almeno due se non tre rigori netti agli ospiti e concedendone uno inesistente alle rondinelle. A questo punto è il caos, con le reazioni scomposte dei dirigenti romanisti (rimandiamo sul punto ad un articolo precedente). Anche a Torino le cose non vanno benissimo, perchè la Juve contro il Palermo non vede concedersi un rigore abbastanza netto. Quisquilie, rispetto a quanto accaduto a Brescia.

Da questa breve panoramica si evince senza dubbio un dato tecnico. La maggior parte degli episodi che hanno segnato le cronache sportive di queste settimane non è ascrivibile alla condotta degli arbitri. O meglio, c'è un concorso di colpa con evidenti sproporzioni. La colpa di tanti errori, almeno all'80%, è dei guardalinee. Si vedano gli episodi della Fiorentina, quelli del Milan, quelli della Roma. C'è sempre lo zampino dell'assistente, che a volte vede male ed a volte non vede proprio. Ma non è un problema nuovo, anzi. Già al Mondiale, i segnalinee avevano denotato forti difficoltà e soprattutto troppa influenza sul gioco: l'Inghilterra ci ha forse rimesso il passaggio ai quarti, l'Argentina ha ricevuto una grossa mano contro il Messico.
Gli assistenti possono sbagliare, hanno forse il compito più difficile: devono chiamare i fuorigioco ed i goal fantasma, non è affatto facile, anzi. Ma non possono avere tutto questo peso!
Bisogna che tutti gli appartenenti alla categoria si mettano intorno ad un tavolo e ridisegnino, nel modo giusto, la gerarchia in campo. Decide l'arbitro, punto. I guardalinee servono come elemento di aiuto, non di disturbo, o addirittura non devono indurre ad errori. E questo è successo davvero troppo spesso in queste prime quattro giornate.

Ma il problema vero sta nell'organizzazione istituzionale. L'Aia è l'unico organismo che ha ben due capi! Uno è Nicchi, l'altro è Braschi. Ora, nessun organismo può avere due presidenti, diciamo così, semplicemente perchè potrebbe essere impossibile prendere delle decisioni. Se i due non fossero d'accordo su una cosa, non si potrebbe raggiungere una posizione di forza. Ed allora viene in mente la possibilità che uno dei due conti di più, o che uno dei due sia lì solo per bellezza, per metterci la faccia. Ci sono indizi in tal senso. Forse non tutti sanno che il signor Braschi, molto probabilmente, l'anno prossimo non sarà più al suo posto, ed è stato appena eletto. Perchè? Semplicemente perchè il Siena ha molte possibilità di tornare in serie A l'anno prossimo, e lo stesso Braschi in passato ricoprì un ruolo dirigenziale nella società toscana. L'incompatibilità sarebbe evidente. Come del tutto palese è la poca preparazione delle istituzioni del nostro calcio, dato che il Siena è da mesi ormai accreditato al ritorno nella massima serie. E' un rischio inutile quello di mettere a capo degli arbitri una persona che l'anno prossimo, ripetiamo, molto probabilmente, farà altro. Per dare solidità ad un progetto ci vuole la programmazione, la continuità, il lavoro sul lungo periodo. Braschi questo non può garantirlo, ed il movimento, effettivamente, sembra risentirne.
Dunque, tutto sulle spalle di Nicchi, anche se risulta difficile fidarsi di una persona che sostiene che "le cose vanno bene se si lamentano tutti". Sì, ok, vanno bene perchè siete in grado di dividere equamente gli errori. Ma evitare di sbagliare, o meglio ridurre al minimo le sviste, non sarebbe ancora meglio?

Anche in questo caso, siamo in attesa di tempi migliori. Nel frattempo, concludiamo inviando un bell'in bocca al lupo al povero Morganti, che staserà avrà fra le mani Roma-Inter. Buona fortuna, ne servirà molta!

giovedì 23 settembre 2010

Il Commento


Puntuale come un orologio svizzero, va in onda l'approfondimento sul quarto turno di campionato. Conferme, cadute, rabbia, insoddisfazioni. Tutto questo in due giorni di calcio davvero appassionanti. Non perdiamo altro tempo, c'è tanto da dire.

Partiamo dalla conferma più importante. Ce la regala l'Inter, che si ritrova già da sola in testa alla classifica, con 5 punti in più rispetto al Milan, 6 sulla Juve ed 8 sulla Roma, tanto per citare le rivali più accreditate. Come se non bastasse, il quadro è reso ancora più roseo dal ritorno al goal del Principe Milito, che mette a segno una doppietta, come Eto'o, utile a stendere il Bari. Cercate altre conferme? Ve le regala il camerunese, che tocca quota 8 goal in 7 partite ufficiali giocate. I pugliesi entrano in campo con il piglio giusto, spaventano l'Inter con una grande azione ad inizio partita (sarà palo di Almiron), ma poi scompaiono, schiacciati dall'incredibile superiorità dell'avversario, che a San Siro sembra davvero insuperabile.
Il Milan non decolla, e mette in mostra ancora una volta tutti i suoi problemi. Allegri si intestardisce e propone il tridente pur non avendo Pato: è un errore grave, perchè Boateng nel ruolo di punta esterna non può valere come se giocasse centrocampista. Inoltre si sente l'assenza di Ambrosini, perchè Gattuso, Seedorf e Pirlo soffrono tanto e non danno consistenza al centrocampo. Dinho gioca da fermo ma è un genio, Ibra è un mago di opportunismo, e castiga la Lazio al primo ed unico errore della difesa biancoceleste. Un'ottima Lazio, davvero, che non si perde d'animo e trascinata da un grande Hernanes trova il pari con Floccari. Reja manda in campo una formazione particolare, azzeccando la mossa Cavanda (complimenti) ma non quella di mettere dentro Foggia, troppo avulso dal gioco. Complimenti anche a chi ha portato Hernanes alla Lazio, perchè siamo davvero di fronte ad un ottimo giocatore. Bello anche l'esordio dell'aquila in carne ed ossa, emozionante.
La Roma...beh, qui bisogna aprire una lunga parentesi. Confermato quanto scritto nell'articolo di ieri (che ha suscitato molte polemiche), a grande richiesta, in questo commento, andiamo ad analizzare la partita. Il sig. Russo, arbitro del match, sbaglia tutto quello che può sbagliare un direttore di gara. Certo, in questo gli danno una bella mano gli assistenti. Si prenda il rigore per trattenuta su Borriello e lo si paragoni a quello dato alla Fiorentina sabato contro la Lazio: se il secondo è rigore (dubitiamo) il primo allora è da arresto in flagranza di reato. Come si fa a non vedere il mani di Hetemaj in area? Davvero non sappiamo. Rigore ed espulsione di Mexes: l'arbitro dalla prospettiva poteva pure essere ingannato (in presa diretta non è una decisione facile); toccava al guardalinee scagionare Mexes, ma non l'ha fatto. Piccola critica al francese per la reazione: siamo fermamente convinti che i calciatori in campo non debbano protestare, figuriamoci mettere in scena quella reazione isterica. Insomma, la vittoria del Brescia è frutto di tanti, ma tanti, errori dell'arbitro, vero protagonista del match. E' un peccato per Ranieri, che aveva visto segni di ripresa dalla squadra. Certo, il calendario sembrava benevolo, ma la Roma ora ha 2 punti, sabato c'è l'Inter e domenica prossima i giallorossi andranno a Napoli. Cosa succederà?

Il Palermo di Delio Rossi si prende la prima vittoria dell'anno e lo fa sul campo della Juve, sempre più simile ad una montagna russa. Reduci dallo show di Udine, i bianconeri ne prendono tre dai ragazzini terribili di Delio e rispondono col solo, inutile, goal di Iaquinta. I rosanero dimostrano di saperci fare sul mercato, Walter Sabatini in questo è forse uno dei migliori operatori d'Europa. Pastore ed Ilicic, tanto per citarne due, sono giocatori dal futuro assicurato. Soprattutto il primo, che riteniamo essere, in questo momento, il miglior giocatore del campionato.
Per quanto riguarda la Juve, Delneri dovrà lavorare ancora tantissimo. Solita buona partita di Krasic, ma le punte non riescono a finalizzare. Stupisce la sostituzione di Del Piero, proprio in un momento in cui serviva attaccare a pieni ranghi.
Si dividono la posta Fiorentina e Genoa, in una partita che non fa contento nessuno. La stagione di queste due squadre stenta a decollare. Non ci stupisce della Fiorentina, dato che da tempo avevamo puntato il dito verso i problemi di questa squadra. Ci sorprendono tutte le difficoltà del Genoa: squadra rinnovata, forse Gasperini ha bisogno di altro tempo per plasmarla al meglio. Fatto sta che dopo quattro giornate il Genoa ha 5 punti. Non benissimo.
Crollo del Napoli, che ospita il Chievo e si porta in vantaggio con Cannavaro. Poi è notte fonda: il Chievo fa tre goal con Pellissier (due per lui) e Fernandes. Due belle parate di Sorrentino permettono ai venenti di tornarsene a casa con tre punti che valgono tanto oro quanto pesano. I padroni di casa dovranno fare quadrato: stupenda la reazione allo svantaggio con la Samp di domenica, oscena la gestione del vantaggio di mercoledì. Senza parlare dello svarione dello stesso Cannavaro, che ha mandato in goal Pellissier chiudendo il match.

Il Cesena perde per la prima volta in questa stagione e lo fa sul campo del Catania. Gli uomini di Giampaolo hanno giocato molto meglio, schiacciando la sorprendente squadra di Ficcadenti. E poi è tornato a segnare Maxi Lopez. Il Cesena dovrà stare tranquillo e tornare a fare punti in casa.
Il Bologna batte l'Udinese con grande fortuna e relega i bianconeri all'ultimissimo posto con zero punti. La partita la fanno Di Natale e company, andando in vantaggio e colpendo due traverse incredibili, a due passi dalla porta. Per il Bologna pareggia Gimenez, ma il goal decisivo è del solito Di Vaio, sempre allo scadere. Risultato che suona tanto di beffa, per un'Udinese che meriterebbe di avere almeno 4 punti nella sua classifica.
Chiudiamo con Lecce - Parma e Cagliari - Sampdoria. Due pareggi in cui ha regnato la noia. In sostanza, il risultato stava bene a tutte le squadre.

Il pudore, questo sconosciuto


In attesa del commento al turno infrasettimanale, che si conclude oggi con Juve-Palermo, ci troviamo a parlare di quanto accaduto in quel di Brescia, per la partita fra le rondinelle e la Roma, vinta per 2-1 dai padroni di casa. Premessa necessaria: l'articolo che state per leggere non entra nel merito delle decisioni arbitrali, semplicemente perchè non ce n'è bisogno; sono tutte sbagliate, si tratta di errori gravi e meno gravi, ma pur sempre errori. Posto questo, e ci auguriamo che non ci siano problemi di comprensione da parte di chi legge, andiamo ad analizzare gli sfoghi del post partita da parte dei dirigenti giallorossi.

Qualche mese fa, mettemmo in riga la società giallorossa per capire quale rappresentante del club di Trigoria potesse dare lezioni di stile al mondo calcistico. Il risultato fu scadente, dato che lasciammo aperta questa possibilità al solo Ranieri. Oggi confermiamo a maggior ragione quanto scrivemmo, e lo facciamo sulla base dei seguenti argomenti. Procediamo in ordine cronologico.
La prima persona a presentarsi ai microfoni è stato il direttore (di cosa? nemmeno lui sa qual'è il suo ruolo nella Roma! nda) Giampaolo Montali, che ha dichiarato di sentirsi "umiliato" a causa del trattamento arbitrale, e di non sapere cosa dire ai suoi ragazzi in spogliatoio (questo è un leit motiv delle dichiarazioni di ieri sera). E' stato poi il turno di Daniele Pradè, che ha definito l'arbitro "vergognoso ed incompetente", palesando anche lui le difficoltà nel trovare le parole per comunicare con i giocatori. Ha chiuso il cerchio Rosella Sensi, che, "da tifosa", si è sentita "presa in giro da un arbitro in malafede", dichiarandosi disposta "ad andarmene anche subito, ma prima devo fare qualcosa, perchè noi per scelta societaria non ci siamo mai scagliati contro gli arbitri, abbiamo sempre collaborato, ma è arrivato il momento di farci sentire".

Siamo certi del fatto che i nostri lettori non necessitano di spiegazioni davanti a tutto questo ciarlare, ma tant'è, siamo qui, e quindi esponiamo chiaramente il nostro pensiero. Montali parla di umiliazione, Pradè di incompetenza. Però, prima di tirare addosso ad altri queste parole, potrebbero guardare in casa propria. Perchè riteniamo che per una squadra che puntava esplicitamente allo scudetto, avere 2 punti in classifica, frutto di due pareggi casalinghi contro Cesena e Bologna, e di una batosta a Cagliari, questo sì che è umiliante. Farsi rimontare due goal in casa da Marco di Vaio, ottimo giocatore ma ormai avanti con gli anni, è umiliante. Perdere 5-1 a Cagliari, presentarsi a Monaco di Baviera per difendere uno 0-0, questo è umiliante. Ma stranamente, ieri sera, per la prima volta i dirigenti hanno parlato di umiliazione, dimenticandosi in un sol colpo delle settimane precedenti. Miracoli del pallone, e degli arbitri.
Arbitro incompetente? Sì, forse sì, nel merito non entriamo per i motivi suddetti. Ma perchè Pradè domenica scorsa non è andato davanti ai microfoni a dire che Claudio Ranieri si è comportato da incompetente sostituendo Cassetti, esterno, con Guillermo Burdisso, centrale? Abbiamo profonda stima per Ranieri, ma in quel caso ha sbagliato lui, come anche a Monaco (centrocampo con Brighi e Perrotta sulle fasce, scherziamo?), però Pradè non ha detto nulla. Strano, lui è così bravo a dare giudizi!
Tanto per non lasciare nulla al caso, ricordiamo a tutti che stiamo parlando di un dirigente, regolarmente intercettato, che chiedeva "un grande arbitro" ad Innocenzo Mazzini, ex vicepresidente della Figc. Molti per questo giochetto ci hanno rimesso il posto, lui è ancora lì a sputare veleno; peccato che al "suo presidente" non si permetteva di dire che gli arbitri erano incompetenti, vergognosi o inadeguati. Immaginiamo la faccia del lettore, che sarà stupito dall'ipocrisia di certe persone.

Ma resta la dichiarazione migliore, quella della Dott.ssa Sensi, visibilmente in confusione. Fa bene a dire di parlare "da tifosa" dato che la società non è più sua e si sta cercando un acquirente. Ed anche perchè un presidente non può dire tutte quelle bugie. La Roma non si è mai lamentata ed ha sempre collaborato con gli arbitri? Suona strano, ed infatti lo è. Torniamo indietro di pochi mesi, Roma-Sampdoria: la Roma perde ed interrompe la sua striscia di 24 risultati utili consecutivi. La Sensi sbotta a fine partita, appropriandosi dei microfoni per dichiarare che "c'erano due rigori per noi, è assurdo che in una partita così importante ci sia stato un arbitro inadeguato". Alla faccia della collaborazione! Anche Daniele Pradè quella sera alzò la voce, ma evidentemente la memoria dei dirigenti giallorossi, ed anche di certa carta stampata, è davvero corta, cortissima!

Tirando le fila del discorso, vorremo fare dei sinceri complimenti a Claudio Ranieri, che ha rimandato al mittente tutte le domande sull'arbitro ed ha voluto solo parlare di calcio. Crediamo però che Roma lo stia cambiando in peggio (si veda lo sfogo di sabato); sarebbe un peccato perdere uno dei pochi signori che ancora ci sono in questo ambiente.

Però alla fine l'arbitro di ieri sera qualcosa di buono l'ha fatto: ha fornito un pretesto a questi personaggi per non parlare della classifica della Roma, della forma fisica dei giocatori e dei tanti infortuni. Insomma, si è assunto tutte le responsabilità. Un martire involontario.

martedì 21 settembre 2010

Il Commento


Terza giornata di campionato, nemmeno il tempo di analizzarla che ci si tufferà subito nel turno infrasettimanale, per poi ritrovarci tutti nel weekend (e che weekend, con Roma-Inter!) grazie ad uno sciopero che appare ormai scongiurato. Ma, dopo questo sguardo al prossimo futuro, è il caso di tornare poco indietro, ed analizzare il terzo turno di questo bel campionato.

Sorpresa di inizio stagione: il Cesena è lì su, primo con l'Inter. E non è un primato facile, dato che è arrivato pareggiando con la Roma e battendo il Milan. L'unico commento giusto l'ha fatto il presidente dei bianconeri, che si è detto felice più per i 7 punti che per il primato. Giusto, i punti restano, il primato, gioco forza, se ne andrà. E per una neopromossa mettere fieno in cascina il prima possibile è fondamentale. Giaccherini è un giocatore da serie A di alto livello, Bogdani sta vivendo una seconda giovinezza (su queste pagine l'avevamo dato per bollito, facciamo parziale ammenda, ma attendiamo il proseguimento della stagione, nda). La vittima di giornata è un Lecce davvero bruttino, che non riesce ad approfittare della superiorità numerica grazie ad un gravissimo errore dell'arbitro (ci sarà un approfondimento sui fischietti su questo blog nei prossimi giorni, nda). Accanto al Cesena, molto più a suo agio, c'è l'Inter di Benitez. Già, perchè dopo la trasferta di Palermo, la squadra nerazzurra sembra appartenere sempre di più al tecnico spagnolo, che la sta plasmando a sua immagine e somiglianza. Ne risente più di tutti Milito, che non è più l'unica punta e non è a suo agio; ringrazia Eto'o, che è stato spostato più avanti rispetto ai tempi di Mourinho e sta segnando a raffica. Anche senza Sneijder, l'Inter ha avuto la meglio sul Palermo ed ha legittimato la vittoria creando tante occasioni da goal. I rosanero hanno giocato una buona partita, ma la classifica piange, ed ora c'è la Juve a Torino. Delio Rossi ha scoperto Ilicic e Bacinovic, due ragazza sloveni molto preparati, ed è ora conscio del fatto di avere in rosa un fenomeno, quel Javier Pastore che può cambiare gli equilibri di un'intera squadra. Le basi per ripartire ci sono tutte, l'impressione è che l'età media sia un pò troppo bassa per garantire l'esperienza necessaria.
Stenta ancora il Milan, che non va oltre un pareggio casalingo contro il Catania, peraltro andando sotto nel punteggio. Siciliani in vantaggio con un gran goal di Capuano, poi pareggiato dal solito Inzaghi. Senza Pato, i rossoneri hanno dimostrato che non hanno ancora le capacità giusta per scardinare difese chiuse a quattro mandate come quella del Catania, che ha fatto un ottimo lavoro di contenimento. Ibra non è ancora in forma, o forse non si è ancora inserito al meglio. Arriverà, come Robinho e Dinho. Ma per ora Allegri si coccola Boateng, muscoli e fosforo vitali per il suo centrocampo. Del Catania abbiamo accennato i pregi: organizzazione e spirito di sacrificio. Che si continui così, anche se si deve assolutamente sbloccare Maxi Lopez.
Disastro in casa Roma: il pareggio interno con il Bologna somiglia molto ad una sconfitta. Avanti 2-0, e con qualche aiutino arbritrale, i giallorossi crollano letteralmente nel finale e si fanno bucare due volte da Di Vaio, attaccante non più di primo pelo. Ranieri è in confusione: dopo lo sfogo di Sabato, commette un brutto errore inserendo Guillermo Burdisso al posto di Cassetti, preferendo l'argentino fuori posizione al Cicinho, portato in panchina per chissà quale motivo. Poi ci pensano Mexes e Rosi a combinare le frittate in campo. Bene Borriello (che ha svolto la preparazione con il Milan, sarà un caso?), mentre Totti cala drasticamente nel finale di gara. Il Bologna va applaudito per non essersi demoralizzato e per aver preso coraggio dal crollo giallorosso.

La Lazio espugna il difficile campo di Firenze e si proietta nelle zone alte della classifica. Bella prova della squadra di Reja, con il mister che ha azzeccato uomini e modulo. Piacevoli le giocate di Hernanes, ottimo Mauri, bravo Ledesma ed opportunista il giovane Kozak. Unica nota stonata la panchina di Zarate, che deve essere recuperato a tutti i costi se si vuole puntare in alto. La Fiorentina è a pezzi: infortuni, assenze forzate e scarsa forma di uomini importanti. Si vedano in tal senso le assenze di Jovetic, Mutu e D'Agostino, ed il pessimo Montolivo visto in campo sabato. Brilla Lijaic, che però è ancora troppo giovane per caricarsi la squadra sulle spalle. Il buco sulla fascia destra, poi, è tremendo: fra Cerci e Marchionni non si sa chi è peggio.
Juve a valanga contro una pessima Udinese. Splendidi i goal di Marchisio e Quagliarella, troppo polemica l'esultanza di Iaquinta, che ben avrebbe potuto evitarla. Delneri è vicino al trovare la formula giusta, grazie al lavoro degli esterni, tra cui spicca Krasic, davvero in stato di grazia. Da registrare ancora qualcosa in difesa, dove Chiellini e Bonucci soffrono. Ma davanti c'era davvero un avversario a pezzi, un'Udinese inguardabile che è ancora ferma a 0 punti.
Posticipo davvero interessante fra Sampdoria e Napoli. Succede poco per 80 minuti, compresa una traversa per parte, poi c'è il rigore di Cassano ed il ribaltone firmato Hamsik e Cavani. L'uruguagio si conferma a grandi livelli, mentre il ritorno al goal dello slovacco è fondamentale per Mazzarri, che trova la prima vittoria in campionato. La Samp, dopo essere andata in vantaggio, si siede e pecca di poca concentrazione. Un errore che avrà fatto molto arrabbiare Di Carlo.

In chiave salvezza, è fondamentale il colpo del Brescia a Verona, con una punizione meravigliosa di Diamanti. Vittoria meritata per l'11 di Iachini, che ha creato di più rispetto al Chievo. Osceno anticipo delle 12.30 fra Bari e Cagliari: bisogna ancora abituarsi a questo nuovo orario. Chiude il quadro la partita degli orrori: Parma - Genoa. Rigore per fallo di mano di Zaccardo che però non viene espulso; lo stesso Zaccardo segna il pari e poi non viene dato un goal al Parma con palla oltre la linea di porta. Cari fischietti, buon lavoro.

lunedì 13 settembre 2010

Il Commento


Dopo la pausa per le Nazionali, è tornato il campionato, con il solito turno pazzo che si colloca nelle giornate iniziali. E' stato un week-end molto particolare, con cadute spaventose ed inaspettate salite. Una sorta di montagne russe del calcio, che hanno tenuto gli appassionati incollati agli schermi (o al loro posto allo stadio) fin dalle 18 del sabato. Andiamo nello specifico, con il nostro consueto appuntamento sugli spunti offerti dal campionato.

Com'è, come non è, la "grande" che resiste all'urto delle prime giornate è sempre e solo l'Inter. Mourinho l'anno scorso, dopo due match, aveva 4 punti; altrettanti ne ha fatti Benitez, che ha battuto una splendida Udinese soffrendo più del dovuto. Il tecnico spagnolo ha mandato in campo il modulo della passata stagione, ed ha chiesto ad Eto'o lo stesso sacrificio di coprire sulla fascia. Sorprende la scelta di schierare dal primo minuto Biabiany, preferendolo a Pandev. Una spiegazione c'è, ed è la seguente: ieri era assente Maicon, perciò Rafa ha preferito mettere un giocatore di velocità sulla fascia orfana del brasiliano. Ragionamento calzante, ma il giovane attaccante è apparso ancora acerbo. Ottime le prove del camerunese, sopra citato, di Senijder e di Lucio, quest'ultimo autore di un bel goal. Da rivedere Mariga e Chivu, che appaiono in difficoltà: il primo fa il suo in fase di interdizione mentre balbetta quando si tratta di organizzare il gioco; il secondo è lontanissimo dalla forma migliore. L'Udinese vista a San Siro ha grandi margini di miglioramento, specialmente perchè ancora non si è sbloccato Di Natale. Ci limitiano semplicemente a dire che Inler, Sanchez ed Asamoah sono tutti giocatori pronti per un top team.
Veniamo alle noti dolenti del weekend, specialmente del sabato. Febbre del sabato sera, ma in senso del tutto negativo, per Milan e Roma, che collassano in trasferta. Gli Allegri boys, con Ibra all'esordio, vengono tritati nel primo tempo dal Cesena, che torna in serie A davanti al suo pubblico dopo 19 anni. Bogdani e Giaccherini si prendono gioco di tutta la difesa del Milan, che presenta un Thiago Silva acciaccato ed un Sokratis da livello dilettantistico. Nel secondo tempo i tre attaccanti, con Inzaghi e Robinho entrati in corsa, smuovono qualcosa, e si vedono annullati due goal per situazioni dubbie. Ibra, peraltro, calcia un rigore sul palo. Bravi Galliani e Berlusconi a prendersela con l'arbitro, per togliere pressione alla squadra; ma questo Milan, secondo alcuni addirittura più forte dell'Inter, deve ancora lavorare tanto per trovare gli equilibri. Ottimo davvero il Cesena, che ha già fermato Roma e Milan; la vera sorpresa dell'inizio campionato è la squadra di Ficcadenti.
La Roma crolla, implode, a Cagliari. Marcature aperte dal solito Daniele Conti, altro che figliol prodigo, che poi è protagonista sfortunato dell'entrata assassina, da codice penale, di Burdisso. In un secondo crolla il mondo sulla testa di Ranieri: rigore, espulsione, e fuori Totti per l'esordio di Burdisso junior. Finirà 5-1, una batosta vera e propria. Qualche numero: la Roma non vince a Cagliari dal 1995; la stessa squadra giallorossa non prendeva 5 goal da un roboante 4-5 casalingo contro l'Inter datato 1996, ma erano i tempi di Zeman, e subire così tanti goal faceva parte del gioco. E' ancora prestissimo per dare giudizi, ma le scelte di Ranieri non convincono: la Roma ha un centravanti di peso come Borriello ma nessuno in grado di servirgli cross dalle fasce (chi deve farlo, Menez? Non scherziamo). Ranieri deve inventarsi delle ali in grado di arrivare sul fondo, e deve farlo in fretta. Il gioco in verticale rischia di bloccare l'attacco, così come è stato pensato. Il Cagliari ha giocato davvero bene, puntando su un modulo interessante e votato all'attacco. Bisoli ha il materiale per fare bene, stiamo a vedere.

Il big match dell'Olimpico di Torino finisce con un roboante 3-3 che lascia l'amaro in bocca ai tifosi di entrambe le squadre. Una partita pazza, con le difese di Samp e Juve che sono assolutamente da rivedere, ma anche con due ottimi attacchi. La Samp fa a meno di Pazzini ma ha in Pozzi il giusto terminale offensivo per le grandi giocate di Cassano. Il modulo di Di Carlo fa un'ottima figura davanti all'allenatore che l'anno scorso era stato idolatrato nella Genova blucerchiata. La Juve fatica ancora tanto, ma fa registrare dei passi in avanti, soprattutto nel reparto offensivo. Krasic si presenta alla grande davanti ai suoi tifosi, Pepe e Quagliarella vanno finalmente a segno, e Marchisio ritrova il goal. Buone dunque le prove delle ali, ma, lo ripetiamo, in difesa bisogna intervenire. Ed è un intervento che sta a cuore a tutti, dato che i due centrali della Juve sono anche quelli della nazionale.
Nella partita della "mezza" (prima volta per questo nuovo orario) il Brescia porta a casa 3 punti immeritati contro il Palermo. Sembra un giudizio troppo maligno, ma non è così: basta pensare sl rigore inesistente concesso alle rondinelle per un presunto fallo di Munoz (arbitrava Tagliavento, che tanti opinionisti considerano il miglior arbitro italiano; questo blog rivendica da sempre la sua posizione, secondo cui il fischietto ternano non è assolutamento il migliore sulla piazza); oppure alle grandi parate di Matteo Sereni, tra cui spicca quella su uno splendido Pastore. Qualche dubbio sulla formazione mandata in campo da Delio Rossi: complimenti per il coraggio di schierare tre "avanti" giovanissimi (Pastore, classe 1989; Hernandez, 1990; Kasami, 1992); da rivedere l'idea dell'albero di Natale, con il solo Hernandez davanti. Non ha convinto.
Non convince nemmeno la Lazio, che però batte il Bologna all'Olimpico con un 3-1 maturato nel secondo tempo. Zarate inguardabile nella prima frazione e sostituito da Kozak nell'intervallo (buona prova del lungagnone ceco); Matuzalem che non entra in campo negli ultimi minuti per una fantomatica colica renale; Mauri che rientra in campo dopo giorni di lamentele ed è subito decisivo. Insomma, per Reja c'è tanto da lavorare. Due gli obiettivi che fissiamo a breve termine per l'allenatore della Lazio: trovare un modulo fisso (in ritiro ha provato solo la difesa a 3, ieri la linea era a 4); piazzare Hernanes nella giusta collocazione in campo. Sufficiente la prova del "Profeta", con grandi margini di miglioramento. Il Bologna ha recitato lo stesso canovaccio con cui aveva fermato l'Inter: difesa ad oltranza e tentativi di ripartenze. Poca roba, squadra da 0-0, con la quale è difficile segnare. Da Malesani ci si aspetta qualcosina di più.

Grande Chievo Verona, che espunga Genova ed è solo in testa alla classifica a punteggio pieno! Genoa in vantaggio con Destro, ragazzo giovane e promettente. Poi il crollo ed i tre goal del Chievo. Sempre il solito Chievo, compatto e forte. Il Genoa stupisce in negativo: Gasperini ha per le mani un'ottima squadra, ora deve plasmarla. In attesa di tempi migliori.
Nel posticipo fra Napoli e Bari arriva un pareggio ricco di goal, 2-1, e tante emozioni nel finale. Segna subito Barreto, che si fa male e deve uscire; pareggia Cavani (primo goal al San Paolo, sarà un grande anno per lui) e Paolo Cannavaro infila il vantaggio; dopo solo un minuto, però, Almiron serve una gran palla a Castillo che sigilla la partita sul pari. Risultato tutto sommato giusto, tra due squadre estremamente interessanti.
Vince il Catania in casa col Parma, anche stavolta immeritatamente. Due rigori che sommati non ne farebbero nemmeno uno intero, mentre i parmensi spingono per tutta la partita e trovano il goal solo con un grande Giovinco a fine partita su punizione. Marino recrimina, Giampaolo striglia i suoi. Hanno entrambi pienamente ragione.
Cade la Fiorentina a Lecce; va tutto storto ai viola, se pensiamo che è Montolivo a dare l'assist a Di Michele per il goal, e che il guardalinee segnala un fuorigioco inesistente annullando il goal di Kroldrup. Sinisa dovrà lavorare sulla grinta dei suoi, gli schemi verrano in futuro.

mercoledì 1 settembre 2010

Gli ultimi botti


Tre mesi fa, esattamente l'1 giugno scorso, su questo blog veniva pubblicato un articolo dal titolo "Milan e Roma, destini incrociati". Non pretendiamo di essere considerati alla stregua di profeti, maghi o simili fenomeni da baraccone; fatto sta che novanta giorni dopo, i destini di Milan e Roma si sono incrociati per davvero, e pesantemente. Gli ultimi colpi del calciomercato li firmano queste due società, che si rinforzano e lanciano la sfida all'Inter, con molta credibilità.
I rossoneri mettono sotto contratto l'ultimo tassello della squadra spettacolare che Allegri e Berlusconi avevano in mente sin dall'inizio di questa sessione di trattative. Robinho è un giocatore fantasioso e molto forte, può giocare nel tridente con Pato e Ibra, e subito dietro può posizionarsi Ronaldinho. Detta così, può sembrare una follia: troppo offensivi, troppo sbilanciati. SI tratta di una critica assolutamente pertinente, dato che quattro giocatori in attacco portano la squadra a riversarsi troppo in avanti; ma non si deve dimenticare che il Milan ha gente come Amborsini e Gattuso che possono davvero tornare utile. Anche la difesa appare rinforzata: Nesta e Thiago Silva sono certezze risalenti, mentre Yepes e Papasthatopoulus danno peso alla panchina. Insomma, se c'è un'anti-Inter, questa sembra proprio il Milan, grazie ai colpi dell'ultima settimana. Ibra-Robinho: sì, a Milano anche i rossoneri possono tornare a sognare.
La Roma, dal canto suo, mette a segno un blitz dei bei tempi. L'anno scorso, il 31 agosto 2009, sbarcavano a Roma, nell'ultimo giorno di mercato, Lobont e Zamblera. Stavolta arriva Borriello. Il salto di qualità è evidente, tangibile, palese. Cosa è cambiato? Semplice, la Roma non è più un asset di Italpetroli, bensì, di Unicredit. Inutile dire che la banca ha tutto l'interesse a che la Roma si valorizzi il più possibile, per incassare molto da una futura quanto certa cessione. Ed allora i problemi spariscono di fronte agli affari, arriva l'ok per smistare una decina abbondante di milioni di euro e Marco Borriello è un giocatore della Roma. E che giocatore! Un attaccante di razza, forte fisicamente, dotato di buona tecnica e di ottime giocate in acrobazia. Uno che può fare la differenza, a tutti i livelli. L'attacco della Roma è davvero importante, adesso. Certo, probabilmente questo acquisto vuol dire aver rinunciato a scommettere davvero su Adriano, ma Ranieri di questo si farà una ragione, ne siamo sicuri. E' l'ultimo colpo che arriva con la mediazione ed il lavoro di Rosella Sensi, che di fatto saluta così una squadra alla quale la sua famiglia è stata molto legata. Insomma, la mossa pare azzeccata, non solo da un punto di vista tecnico, ma anche economico e sentimentale. Dobbiamo però precisare che anche in questo caso sopraggiunge l'atavico dubbio che ci colpisce ogni volta che arriva in giallorosso un centravanti di ruolo. Ormai quel posto è di Totti, non ci sono molte storie da fare. E Totti, che piaccia o no, è la Roma, è un'istituzione in quel di Trigoria. Anche Luca Toni, lo scorso anno, non poteva giocare con Totti, si pestavano i piedi, e non è poi stato confermato. Stavolta parliamo di Borriello, un giovane molto forte, però vedremo se riuscirà a giocare con Totti senza problemi. Dettagli di quella che è un'operazione che merita solo complimenti.

Per il resto, il mercato si chiude con un ottimo spunto del Cesena, che compra sei giocatori, tra cui Luis Jimenez, che si libera dalla prigionia patita a Terni. Bene anche il Bologna, che porta a casa il centrocampista Perez, nazionale uruguayano. Il Napoli prende Cribari, non proprio un grande difensore, e Dumitru, giovane ex Empoli di cui si dice un gran bene. Kaladze sceglie il Genoa, mentre la Juve prende Rinaudo e saluta, come detto, Borriello, che a Torino sarebbe andato in prestito secco, formula non gradita al giocatore (alla Roma è andato in prestito con diritto di riscatto "obbligatorio", insomma a titolo definitivo). Si rinforza anche il Lecce, che costruisce un discreto attacco con Jeda e Di Michele.
Ferme le altre squadre, che hanno preferito non cogliere le occasioni dell'ultimo giorno. Ora le trattative sono finite, tocca alla Nazionale, ma poi si torna a giocare, e stavolta sul serio. In bocca al lupo a tutti!