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sabato 25 settembre 2010

Cosa succede agli arbitri?


Il campionato è ormai iniziato da quattro giornate. Poche per tirare le somme, abbastanza per iniziare a sentire suonare qualche campanello d'allarme. E non stiamo parlando dei problemi di assetto di Milan e Juventus, o della falsa partenza della Roma, oppure ancora della crisi di Fiorentina ed Udinese. La grande delusione di inizio campionato è un'altra: arbitri e guardalinee. Ed ovviamente tutte le istituzioni coinvolte. Proviamo ad analizzare con ordine cosa sta succedendo.

Già nel primo weekend di campionato non sono mancate le polemiche: il sig. Gervasoni, arbitro di Fiorentina-Napoli, mal coadiuvato dal suo assistente, convalida un goal di Cavani senza che il pallone abbia oltrepassato la linea di porta.
Seconda giornata: Carmine Russo (tenere a mente) arbitra Cesena-Milan interrompendo tre azioni da goal per fuorigioco dei rossoneri, che perderanno poi per 2-0. Si iniziano a sentire i primi malumori, cui si accodano anche l'Udinese per un presunto rigore con concesso nella partita con l'Inter e la Fiorentina per un goal assurdamente annullato a Kroldrup.
Terzo turno: la Lazio va a Firenze con il timore della compensazione. Così sarà, perchè ai viola viene dato un rigore inesistente per tuffo di Cerci nell'area laziale. All'Olimpico di Roma il Bologna protesta per almeno due calci di rigore mancanti e per il fuorigioco di Borriello in occasione del primo goal giallorosso.
Siamo ai giorni nostri: il sig. Russo (eccolo di nuovo) arbitra orrendamente Brescia-Roma negando almeno due se non tre rigori netti agli ospiti e concedendone uno inesistente alle rondinelle. A questo punto è il caos, con le reazioni scomposte dei dirigenti romanisti (rimandiamo sul punto ad un articolo precedente). Anche a Torino le cose non vanno benissimo, perchè la Juve contro il Palermo non vede concedersi un rigore abbastanza netto. Quisquilie, rispetto a quanto accaduto a Brescia.

Da questa breve panoramica si evince senza dubbio un dato tecnico. La maggior parte degli episodi che hanno segnato le cronache sportive di queste settimane non è ascrivibile alla condotta degli arbitri. O meglio, c'è un concorso di colpa con evidenti sproporzioni. La colpa di tanti errori, almeno all'80%, è dei guardalinee. Si vedano gli episodi della Fiorentina, quelli del Milan, quelli della Roma. C'è sempre lo zampino dell'assistente, che a volte vede male ed a volte non vede proprio. Ma non è un problema nuovo, anzi. Già al Mondiale, i segnalinee avevano denotato forti difficoltà e soprattutto troppa influenza sul gioco: l'Inghilterra ci ha forse rimesso il passaggio ai quarti, l'Argentina ha ricevuto una grossa mano contro il Messico.
Gli assistenti possono sbagliare, hanno forse il compito più difficile: devono chiamare i fuorigioco ed i goal fantasma, non è affatto facile, anzi. Ma non possono avere tutto questo peso!
Bisogna che tutti gli appartenenti alla categoria si mettano intorno ad un tavolo e ridisegnino, nel modo giusto, la gerarchia in campo. Decide l'arbitro, punto. I guardalinee servono come elemento di aiuto, non di disturbo, o addirittura non devono indurre ad errori. E questo è successo davvero troppo spesso in queste prime quattro giornate.

Ma il problema vero sta nell'organizzazione istituzionale. L'Aia è l'unico organismo che ha ben due capi! Uno è Nicchi, l'altro è Braschi. Ora, nessun organismo può avere due presidenti, diciamo così, semplicemente perchè potrebbe essere impossibile prendere delle decisioni. Se i due non fossero d'accordo su una cosa, non si potrebbe raggiungere una posizione di forza. Ed allora viene in mente la possibilità che uno dei due conti di più, o che uno dei due sia lì solo per bellezza, per metterci la faccia. Ci sono indizi in tal senso. Forse non tutti sanno che il signor Braschi, molto probabilmente, l'anno prossimo non sarà più al suo posto, ed è stato appena eletto. Perchè? Semplicemente perchè il Siena ha molte possibilità di tornare in serie A l'anno prossimo, e lo stesso Braschi in passato ricoprì un ruolo dirigenziale nella società toscana. L'incompatibilità sarebbe evidente. Come del tutto palese è la poca preparazione delle istituzioni del nostro calcio, dato che il Siena è da mesi ormai accreditato al ritorno nella massima serie. E' un rischio inutile quello di mettere a capo degli arbitri una persona che l'anno prossimo, ripetiamo, molto probabilmente, farà altro. Per dare solidità ad un progetto ci vuole la programmazione, la continuità, il lavoro sul lungo periodo. Braschi questo non può garantirlo, ed il movimento, effettivamente, sembra risentirne.
Dunque, tutto sulle spalle di Nicchi, anche se risulta difficile fidarsi di una persona che sostiene che "le cose vanno bene se si lamentano tutti". Sì, ok, vanno bene perchè siete in grado di dividere equamente gli errori. Ma evitare di sbagliare, o meglio ridurre al minimo le sviste, non sarebbe ancora meglio?

Anche in questo caso, siamo in attesa di tempi migliori. Nel frattempo, concludiamo inviando un bell'in bocca al lupo al povero Morganti, che staserà avrà fra le mani Roma-Inter. Buona fortuna, ne servirà molta!

giovedì 23 settembre 2010

Il pudore, questo sconosciuto


In attesa del commento al turno infrasettimanale, che si conclude oggi con Juve-Palermo, ci troviamo a parlare di quanto accaduto in quel di Brescia, per la partita fra le rondinelle e la Roma, vinta per 2-1 dai padroni di casa. Premessa necessaria: l'articolo che state per leggere non entra nel merito delle decisioni arbitrali, semplicemente perchè non ce n'è bisogno; sono tutte sbagliate, si tratta di errori gravi e meno gravi, ma pur sempre errori. Posto questo, e ci auguriamo che non ci siano problemi di comprensione da parte di chi legge, andiamo ad analizzare gli sfoghi del post partita da parte dei dirigenti giallorossi.

Qualche mese fa, mettemmo in riga la società giallorossa per capire quale rappresentante del club di Trigoria potesse dare lezioni di stile al mondo calcistico. Il risultato fu scadente, dato che lasciammo aperta questa possibilità al solo Ranieri. Oggi confermiamo a maggior ragione quanto scrivemmo, e lo facciamo sulla base dei seguenti argomenti. Procediamo in ordine cronologico.
La prima persona a presentarsi ai microfoni è stato il direttore (di cosa? nemmeno lui sa qual'è il suo ruolo nella Roma! nda) Giampaolo Montali, che ha dichiarato di sentirsi "umiliato" a causa del trattamento arbitrale, e di non sapere cosa dire ai suoi ragazzi in spogliatoio (questo è un leit motiv delle dichiarazioni di ieri sera). E' stato poi il turno di Daniele Pradè, che ha definito l'arbitro "vergognoso ed incompetente", palesando anche lui le difficoltà nel trovare le parole per comunicare con i giocatori. Ha chiuso il cerchio Rosella Sensi, che, "da tifosa", si è sentita "presa in giro da un arbitro in malafede", dichiarandosi disposta "ad andarmene anche subito, ma prima devo fare qualcosa, perchè noi per scelta societaria non ci siamo mai scagliati contro gli arbitri, abbiamo sempre collaborato, ma è arrivato il momento di farci sentire".

Siamo certi del fatto che i nostri lettori non necessitano di spiegazioni davanti a tutto questo ciarlare, ma tant'è, siamo qui, e quindi esponiamo chiaramente il nostro pensiero. Montali parla di umiliazione, Pradè di incompetenza. Però, prima di tirare addosso ad altri queste parole, potrebbero guardare in casa propria. Perchè riteniamo che per una squadra che puntava esplicitamente allo scudetto, avere 2 punti in classifica, frutto di due pareggi casalinghi contro Cesena e Bologna, e di una batosta a Cagliari, questo sì che è umiliante. Farsi rimontare due goal in casa da Marco di Vaio, ottimo giocatore ma ormai avanti con gli anni, è umiliante. Perdere 5-1 a Cagliari, presentarsi a Monaco di Baviera per difendere uno 0-0, questo è umiliante. Ma stranamente, ieri sera, per la prima volta i dirigenti hanno parlato di umiliazione, dimenticandosi in un sol colpo delle settimane precedenti. Miracoli del pallone, e degli arbitri.
Arbitro incompetente? Sì, forse sì, nel merito non entriamo per i motivi suddetti. Ma perchè Pradè domenica scorsa non è andato davanti ai microfoni a dire che Claudio Ranieri si è comportato da incompetente sostituendo Cassetti, esterno, con Guillermo Burdisso, centrale? Abbiamo profonda stima per Ranieri, ma in quel caso ha sbagliato lui, come anche a Monaco (centrocampo con Brighi e Perrotta sulle fasce, scherziamo?), però Pradè non ha detto nulla. Strano, lui è così bravo a dare giudizi!
Tanto per non lasciare nulla al caso, ricordiamo a tutti che stiamo parlando di un dirigente, regolarmente intercettato, che chiedeva "un grande arbitro" ad Innocenzo Mazzini, ex vicepresidente della Figc. Molti per questo giochetto ci hanno rimesso il posto, lui è ancora lì a sputare veleno; peccato che al "suo presidente" non si permetteva di dire che gli arbitri erano incompetenti, vergognosi o inadeguati. Immaginiamo la faccia del lettore, che sarà stupito dall'ipocrisia di certe persone.

Ma resta la dichiarazione migliore, quella della Dott.ssa Sensi, visibilmente in confusione. Fa bene a dire di parlare "da tifosa" dato che la società non è più sua e si sta cercando un acquirente. Ed anche perchè un presidente non può dire tutte quelle bugie. La Roma non si è mai lamentata ed ha sempre collaborato con gli arbitri? Suona strano, ed infatti lo è. Torniamo indietro di pochi mesi, Roma-Sampdoria: la Roma perde ed interrompe la sua striscia di 24 risultati utili consecutivi. La Sensi sbotta a fine partita, appropriandosi dei microfoni per dichiarare che "c'erano due rigori per noi, è assurdo che in una partita così importante ci sia stato un arbitro inadeguato". Alla faccia della collaborazione! Anche Daniele Pradè quella sera alzò la voce, ma evidentemente la memoria dei dirigenti giallorossi, ed anche di certa carta stampata, è davvero corta, cortissima!

Tirando le fila del discorso, vorremo fare dei sinceri complimenti a Claudio Ranieri, che ha rimandato al mittente tutte le domande sull'arbitro ed ha voluto solo parlare di calcio. Crediamo però che Roma lo stia cambiando in peggio (si veda lo sfogo di sabato); sarebbe un peccato perdere uno dei pochi signori che ancora ci sono in questo ambiente.

Però alla fine l'arbitro di ieri sera qualcosa di buono l'ha fatto: ha fornito un pretesto a questi personaggi per non parlare della classifica della Roma, della forma fisica dei giocatori e dei tanti infortuni. Insomma, si è assunto tutte le responsabilità. Un martire involontario.