lunedì 15 novembre 2010

Il Commento


Giornata davvero importante, con segnali da cogliere e considerazioni che diventano sempre più interessanti. Vediamo perchè.

Derby di Milano vinto da quella che, diciamolo francamente, era la squadra favorita alla vigilia. L'Inter in quest'anno non ha mai convinto nè i suoi tifosi nè i critici, e continua a non attirare i favori di coloro che si appassionano al calcio. Qualche numero: i nerazzurri sono alla terza partita casalinga consecutiva senza vittoria; ma v'è di più, visto che dal lontano 2008 l'Inter non perdeva in casa. Inoltre Benitez ha perso contro Roma e Milan ed ha solo pareggiato contro la Juve; insomma, se non è un disastro, poco ci manca. Anche stavolta c'è lo zampino del rotondo tecnico spagnolo, che preferisce spostare Cordoba sull'esterno e schierare Materazzi centrale piuttosto che affiancare il colombiano a Lucio per sganciare Santon sulla corsia. Vorremmo anche sapere chi ha pianificato la preparazione estiva all'Inter, dato che Obi si aggiunge all'elenco degli infortuni muscolari, e Milito ci cade di nuovo. Tutto questo non toglie alcun merito al Milan, che ha trovato la quadratura del cerchio. Fuori Pirlo perchè acciaccato, ma anche per scelta, dato che il centrocampo granitico si associa bene ad un attacco molto talentuoso e fantasioso. Ibra è un trascinatore, ma anche Robinho si muove bene, e Seedorf regala ancora sprazzi di bel gioco. La difesa, se Thiago Silva e Nesta stanno bene, concede molte garanzie. Da rivedere le corsie esterne, dove Abate e Zambrotta non convincono. Evidenti però i meriti di Allegri, che ha saputo mettere in discussione le proprie idee di inizio anno.
Chi si è messo palesemente in discussione è anche Edy Reja, che dopo soli 5 minuti dall'inizio della partita contro il Napoli ha spostato Zarate prima punta per arretrare Floccari. Mai mossa fu più azzeccata; l'argentino è tornato ad essere l'entusiasmante tanguero di due anni fa, ha segnato e fatto segnare. Note molto positive per la Lazio arrivano anche dal centrocampo, dove la coppia Ledesma-Matuzalem ha prodotto la migliore partita dell'anno, e dalla difesa, con Biava e Dias sempre più sugli scudi. E poi battere questo Napoli con tale sicurezza non è da tutti. La squadra di Mazzarri è sempre pericolosa, anche se stavolta Hamsik appare decisamente sotto tono e Cavani viene cercato poco dai compagni. Solite magie di Lavezzi, con un suo destro che si stampa sul palo. L'allenatore dei partenopei, con poca signorilità, si lamenta dell'arbitro dimostrando di non sapere mai accettare il verdetto del campo.
Discreto spettacolo quello offerto da Juventus e Roma, che sono apparse due grande incompiute. Ranieri sbaglia a tenere fuori Borriello per far giocare Totti, ma tanto ormai è palese che un posto al capitano va trovato sempre e comunque. Fatichiamo anche a comprendere il motivo per cui è stato inserito Rosi al posto di Cassetti. Per il resto la Roma gioca bene e tiene sempre in pungo il pallino del gioco, ma è la Juventus a creare le occasioni migliori, partendo di rimessa (scelta tattica dovuta alle abbondanti assenze). Molto bello il goal di Iaquinta, grande prova di Aquilani, solare e netto il rigore a favore della Roma, splendido il tiro al volo di Quagliarella nel finale. Un plauso per Greco, ragazzo dotato di grande personalità, ed una nota di demerito per Marotta, che si lamenta ingiustificatamente del rigore concesso alla Roma. Serve più signorilità nel nostro calcio.

Questi i tre big match di giornata, ora vediamo più velocemente le altre partite.
Vittoria importante per il Parma, che si rilancia in casa di un Bari ultimo da solo, in caduta libera e con i nervi a fior di pelle. Ventura non ritrova più il bandolo della sua matassa, Marino festeggia il grande goal di Candreva.
Importante anche la vittoria della Fiorentina sul Cesena, che torna nella sua mediocrità. Occhio però all'infortunio occorso a Mutu, che era appena rientrato.
Che bella la vittoria del Palermo nel derby contro il Catania! Beata gioventù, verrebbe da dire: tripletta di Pastore e grande dinamismo per Ilicic e Bacinovic, altre due stelle del futuro. Gli etnei si coccolano il piccolo Gomez, funambolo del centrocampo, ma non vanno oltre una sonora sconfitta, che però non li ridimensiona. Maxi Lopez sembra il fantasma di sè stesso.
Goleada dell'Udinese in casa contro il Lecce, tripletta per Di Natale e sigillo, irregolare perchè in fuorigioco, di Floro Flores. E' tornato Totò, che sciorina tutto il suo repertorio migliore. Gloria anche per Handanovic, che para un rigore a Di Michele nel finale. Va detto che il Lecce, nonostante le belle prove messe in mostra al Via del Mare, in trasferta si smarrisce e denota tutti i suoi limiti, soprattutto difensivi. A Gennaio sarà decisivo intervenire, perchè questo è il terzo 0-4 subito in questa stagione.
Pareggio noioso ed inutile fra Sampdoria e Chievo. I blucerchiati hanno faticato fin dall'inizio della stagione ad andare in goal, figuriamoci adesso che Cassano è fuori rosa: una pace servirebbe davvero a tutti, soprattutto a Di Carlo, che è l'uomo che subisce di più una situazione a lui non imputabile. Il Chievo anche ha problemi a segnare, e stavolta crea anche poco, anzi c'è solo un tiro di Moscardelli.
Seconda vittoria per Ballardini, che conduce il suo Genoa nella trasferta di Cagliari. Una partita anche questa brutta, con i portieri poco impegnati. Solo un calcio piazzato può sbloccare la situazione, con Ranocchia che salta più alto di tutti sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Il Cagliari è in crisi, e la panchina di Bisoli è vicina all'esplosione. Col senno di poi, possiamo dire che una sua permanenza a Cesena avrebbe giovato a tutti.
Vittoria immeritata e pesante del Bologna in casa contro il Brescia. Gli ospiti fanno la partita e sfiorano piùà volte il goal, ma alla fine è Di Vaio a mettere il sigillo, con un gran tiro da fuori. Bolgona Di Vaio-dipendente? Sì, senza dubbio.

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