La decima giornata è stata ricca di avvenimenti, quindi non perdiamoci in preamboli inutili e passiamo subito ad analizzare il turno, cominciando dal derby della Capitale.
La Roma batte la Lazio, ancora capolista, e prova ad ingranare una nuova marcia per questo campionato. E' stato un derby in tutto e per tutto, con tensioni, nervosismi, episodi, gioie e dolori, ma tutto sommato corretto, sia sugli spalti che sul campo. La Lazio, chiamata alla prova di maturità, sbaglia completamente l'approccio alla partita ed entra in campo impaurita, intimidita. La Roma, al contrario, dimostra di essere la squadra più vogliosa di vittoria. Alla fine questa diversa attitudine farà la differenza, consegnando ai giallorossi tre punti tutto sommato meritati. Borriello e Vucinic sono stati tatticamente molto pericolosi, confermando di giocare meglio in linea fra loro, senza Totti a sparigliare. Per la Lazio si è visto un buon Ledesma, mentre Foggia e Zarate hanno cambiato il passo nella ripresa. Hernanes ha bisogno di riposo, e Rocchi è ormai sempre più prossimo al capolinea. Capitolo Morganti: l'arbitro sbaglia molto, ma non sembra condizionare il risultato. Due errori gravi: non fischiare il fallo di Baptista su Lichtsteiner per poi concedere rigore alla Roma; non vedere il fuorigioco di Dias e conseguentemente non fischiare il rigore su Mauri. Questa la cronaca della partita, promettiamo però ai lettori un approfondimento su come si è vissuto il derby allo stadio (appuntamento ai prossimi giorni).
Vince il Milan sul campo del Bari e si mette nella scia della Lazio capolista. Finisce 3-2, ma poteva davvero essere più pesante il passivo per i padroni di casa, che sono alla quinta sconfitta in fila e non mostrano segnali di ripresa. La formula magica di Ventura è già un ricordo? Dal canto suo il Milan mostra un Ibra in versione assist-man e due goleador che non ti aspetti, Ambrosini e Flamini. Il ritorno al goal di Pato è un'altra buona notizia per Allegri, che è ora più soddisfatto. Da rivedere Robinho, che ha sprecato almeno tre nitidissime palle goal, ed in Serie A, su un campo come quello di Bari, certi errori possono essere imperdonabili.
Si ferma ancora l'Inter, ed i numeri cominciano ad essere eclatanti. Terzo pareggio di fila a San Siro per il buon Benitez, che davvero non riesce a trovare la quadratura del cerchio. E poi c'è la lista infortunati, ormai imbarazzante, alla quale si aggiungono Maicon e Samuel, con quest'ultimo che pare aver addirittura già finito la sua stagione. Tornano in campo Pandev e Milito, ma a togliere le castagne dal fuoco è sempre Eto'o, procurandosi un rigore inesistente e peccando nel non farlo notare all'arbitro. Ma questa non è una simulazione eclatante come quella di Krasic, le due azioni sono profondamente diverse. Bella la prova del Brescia, che si presenta a Milano in crisi nera, ma riesce ad organizzarsi ed a strappare un punto che vale oro.
Vince anche la Juve, e lo fa su un Cesena propositivo fino all'espulsione di Pellegrino. Vantaggio di Jimenez, poi Del Piero (su rigore molto dubbio), Quagliarella e Iaquinta: questi i marcatori. La vittoria della Juve è pesante perchè arrivata in piena emergenza, con tanti infortunati. Ma con un Aquilani così si può fare a meno di tanti giocatori, e vincere lo stesso: lui e Marchisio sono in grande forma e possono diventare la colonna portante dei bianconeri.
In chiave Champions bisogna sottolineare la vittoria del Napoli sul Parma, con i partenopei che si dimenticano subito di Liverpool e si prendono tre punti grazie ad un Cavani formato super. Davvero da cineteca il secondo goal dell'uruguagio, ben assistito da Lavezzi. Il Parma, al contrario, è in caduta libera, e la panchina di Marino comincia a scottare pericolosamente. Ennesimo infortunio per Giovinco, che dimostra ancora una volta di avere un fisico inadeguato alla massima serie.
Non scottava, ma è comunque saltata, la panchina di Gasperini, che lascia il Genoa in mano a Davide Ballardini. Fatale la sconfitta maturata nel posticipo contro un bellissimo Palermo, illuminato da un colpo di tacco di Pastore. Il Genoa non ha giocato male, ha creato anche qualche pericolo, ma non ha mai dato l'impressione di poter vincere. Al contrario, il Palermo ha tessuto trame interessanti, e sulla fascia sinistra, dove agisce Balzaretti, crea le azioni più pericolose.
Scialbo pareggio per la Samp in casa con il Catania. E' questo il classico caso in cui le sanzioni fanno male a tutti: senza Cassano, la squadra fatica tantissimo; il giocatore, dal canto suo, è costretto a starsene a casa davanti alla tv. Ancora abulico Pazzini, che è lontano dal riprendersi. Catania totalmente spuntato, segna pochissimo e deve ancora ritrovare Maxi Lopez, probabile meteora del campionato italiano.
Vince la Fiorentina in casa contro il Chievo, grazie ad un goal del contestato Cerci. Ennesima sofferenza per i viola, che stanno pian piano uscendo dalla crisi ma faticano ad imporsi. Senza Montolivo, operatosi alla caviglia, i giocatori di Mihajlovic non girano al meglio, ma trovano lo stesso un ottimo spunto. Bene Boruc al posto del lungodegente Frey. Problemi di organizzazione per il Chievo, che alla seconda trasferta consecutiva decide di non scoprirsi eccessivamente e di giocare per lo 0-0. Ma i conti non sono andati a posto.
In chiave salvezza, il Cagliari coglie un buon punto contro un'Udinese data in grande forma, e lo fa con un goal stupendo di Daniele Conti, che per esecuzione ha ricordato un pò quello fatto contro la Roma alla seconda giornata. Il pareggio dei friulani è meritatissimo e porta la firma di Floro Flores.
Bella vittoria del Bologna contro un Lecce depresso ed in caduta libera. Mai come adesso ai ragazzi di De Canio urge un'iniezione di ossigeno salentino, visto che la lontananza dal Via del Mare ha portato solo guai.
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