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martedì 30 novembre 2010

Il Commento


Quattordicesima giornata di Serie A. Dove si racconta di tante occasioni perse, di una squadra scintillante, di un ritorno atteso e di un nuovo bomber.

Cominciamo la nostra consueta rassegna dalla partita della capolista Milan, che ha impattato a Genova contro la Sampdoria. I ragazzi di Allegri vanno avanti grazie ad uno splendido Robinho, ma vengono raggiunti da Pazzini, ormai abituato a segnare contro le prime della classe. Allegri saluta positivamente il pareggio, ma in realtà l'opportunità era ghiotta: staccare in maniera importante tutte le inseguitrici. La formula, però, funziona: i tre centrocampisti interditori (stavolta erano Gattuso, Ambrosini e Flamini) sorreggono al meglio le punte Ibra e Robinho, con buona pace di chi vuole il gioco scintillante e Ronaldinho sempre in campo. Inevitabilmente il ritorno di Pato creerà qualche problema, ma per ora i risultati arrivano. La Samp gioca con grande ardore e coraggio e non ci sta a perdere; pareggiare contro questo Milan lanciato, e senza poter contare su Cassano, è senza dubbio un'impresa degna di nota.
Come abbiamo detto, è la giornata delle occasioni sprecate. La Lazio potrebbe riportarsi a meno 1 dal Milan, e l'impegno col Catania è di quelli agevoli sulla carta. Però all'Olimpico va in scena una partita strana, in cui i biancocelesti cercano nel primo tempo la via del goal, ma vengono puniti da Silvestre sugli sviluppi di un corner; ci pensa Hernanes, subito dopo, a regalare il pareggio a Reja. La ripresa è un assalto inutile, forse sterile, condito da una prodezza di Zarate che però trova prontissimo Andujar. Due annotazioni: Reja si dice soddisfatto di questo pareggio, ma denota così una mentalità che non può adattarsi ad una squadra seconda in classifica, che queste partite dovrebbe vincerle per poi rammaricarsi se non riesce a farlo; l'oscar dell'antisportività 2010 va al Catania, non per l'onesto catenaccio, quanto per le innumerevoli perdite di tempo dei giocatori, che si buttavano a terra ad ogni contatto e ci rimanevano per interminabili minuti.
Si ferma anche il Napoli, che perde malamente in casa di una splendida Udinese. Tripletta di Di Natale e goal di Hamsik, che poco prima aveva propiziato la terza rete del folletto partenopeo e poco dopo avrebbe sbagliato un calcio di rigore. Mazzarri continua a lamentarsi dell'arbitro, ma noi gli vogliamo far notare che è giunto alla seconda pesante sconfitta consecutiva fuori casa. Converebbe iniziare a guardare ai propri errori. L'Udinese ha un bel ruolino fra le mura amiche, e punta all'Europa: può arrivarci, soprattutto dopo aver scoperto di avere un pararigori di livello assoluto in Handanovic.
Pari anche per la Juve, altra occasione persa. I bianconeri vanno sotto con la Fiorentina per colpa di una sfortunata autorete, e solo all'ultimo tutto acciuffano il pari (davvero bella la punizione di Pepe). La squadra di Delneri crea molto, ma non concretizza; senza togliere meriti a Boruc, denotiamo la mancanza di una punta vera nelle fila della Juventus. Insomma, serve uno che la butti dentro con continuità, e gli attaccanti in organico non sembrano avere questa caratteristica. Dovrebbe pensarci Amauri, ma ormai il brasiliano è il fantasma di sè stesso.
Bel risveglio per l'Inter, che vince in casa contro il Parma di uno scatenato Crespo (due goal per lui). Finalmente Stankovic, con la sua tripletta, può dare un significato a quel tre che abbonda sulle sua mani: un significato che non sia permeato di nazionalismo serbo, insomma. Soffre l'Inter, ma stavolta Benitez ha l'attenuante: è stata lo schieramento più in emergenza della sua carriera, la conta degli indisponibili stavolta era davvero sconfortante. Sempre in attesa di tempi migliori.
Abbiamo accennato ad una squadra scintillante: il Palermo di Delio Rossi, che asfalta la Roma alla Favorita e si proietta in zona Champions. I rosanero sono davvero belli da vedere, specialmente se viene concesso loro spazio per ripartire. Ilicic, Pastore e Miccoli, tutti veloci, sia di testa che di piede; Nocerino e Bacinovic, con Migliaccio, a fare da diga a centrocampo. Insomma, la chimica inizia ad esserci, se solo avessero un difensore di alto livello sarebbero da scudetto. La Roma ha ancora qualche problema: insistiamo sulla convivenza Totti-Borriello, che ci sembra impossibile, e sulla forma di alcuni giocatori che sembrano i fantasmi di loro stessi (Riise su tutti, ma anche De Rossi e Pizarro, appena rientrato dall'infortunio). Ed a Trigoria serpeggiano voci inquietanti: c'è già chi vuole Ancelotti sulla panchina della Roma, ma non solo; si parla di un'acredine sempre crescente dei senatori nei confronti di Borriello, che non sarebbe entrato in punta di piedi nello spogliatoio, ignorando che chi comanda non è certo lui. Sono voci, e vanno prese con beneficio d'inventario, ma la sensazione è che ormai alcuni nomi storici hanno fatto il loro tempo (Totti), e dovrebbero lentamente farsi da parte, altrimenti la Roma non crescerà mai.

Il grande attaccante del nostro titolo è Alessandro Matri, che segna due goal bellissimi per il suo Cagliari contro il Lecce e regala la vittoria alla squadra sarda. Due dimostrazioni del suo bel repertorio, e della sua acquisita maturità. Cellino dice di non volerlo vendere, ma a breve arriveranno offerte importanti, vedremo come si regolerà. In sostanza: venderlo a Gennaio sarebbe una follia, a Giugno invece un affare.
Se Bologna-Chievo viene rinviata per neve, Brescia-Genoa si gioca su una pista di pattinaggio su ghiaccio, e ne viene fuori una partita oscena, incommentabile. Più uniformità di giudizio avrebbe sicuramente giovato a tutti.
Pareggio inutile per Bari e Cesena, che denotano tutti i loro limiti di squadre che fino all'ultimo lotteranno per salvarsi.

lunedì 22 novembre 2010

Il Commento


Tredicesima giornata del campionato di serie A. Un terzo della competizione è già volato via, e questo turno è la perfetta cartina tornasole di quanto abbiamo visto fino ad ora. Scopriamo insieme perchè.

C'è una squadra sola al comando, e non è l'Inter, bensì il Milan, quella che nelle ultime cinque stagione è stata la compagine meno nobile del capoluogo lombardo. Ma la voglia di rivalsa sui cugini è tanta, e le basi sono state gettate in estate. L'arrivo di Ibrahimovic si dimostra ancora una volta decisivo. Su queste colonne abbiamo spesso detto che lo svedese è uno dei pochissimo calciatori in grado di caricarsi un'intera squadra sulle spalle per portarla alla vittoria. E' il caso del Milan, che batte la Fiorentina grazie all'ennesima magia di Ibra, già decisivo nel derby una settimana fa. Nota di merito anche per Abbiati, che confeziona almeno tre interventi da fenomeno; un plauso anche ad Allegri, che ormai ha varato con grande successo questo centrocampo fatto di tanti muscoli ed interdizione, rinunciando a quel guizzo di fantasia che quando hai Ibra in squadra può anche non servire.
I viola escono da San Siro senza punti ma con discrete indicazioni, confermandosi una squadra che in trasferta fa tanta fatica, ed attesi dal viaggio verso Torino. Interessante la prova di Ljajic, mentre il recupero pieno di D'Agostino fa ben sperare.
La Lazio denota qualche problema di troppo in zona goal e strappa un pareggio a Parma. Ci permettiamo di dissentire con Edy Reja, che ha individuato la lacuna nella mancanza di un uomo da 20 goal a stagione. Ci è piuttosto parso che la Lazio non abbia sbagliato nella conclusione, ma nella gestione dei contropiedi: sia Lichtsteiner che Hernanes hanno grandi responsabilità, perchè non hanno servito l'uomo libero. Se l'avessero fatto staremmo parlando di una vittoria su un campo difficile, e questa mancanza del goleador non si sarebbe avvertita. Ad ogni modo, i biancoazzurri sono sempre secondi. Complimenti al Parma perchè è saputo risalire ed ha inanellato una striscia di tre risultati utili, portando a casa 7 punti che servivano come l'ossigeno. I dubbi su questa squadra rimangono quasi intatti, l'attacco sembra tutt'altro che inarrestabile, e Bojinov rimane l'eterno incompiuto che è sempre stato.
Si conferma anche il Napoli, che rimane al terzo posto battendo in scioltezza il Bologna. Il potenziale offensivo della squadra di Mazzarri è da primi tre posti del campionato: Hamsik, Lavezzi e Cavani farebbero la fortuna di qualsiasi squadra, ed è davvero piacevole vederli giocare. Inoltre, pare invertirsi quel trend che voleva il Napoli squadra capace di imprese in trasferta ma non in grado di imporsi davanti al proprio pubblico. E' crisi nera per il Bologna, che risente di gravi problemi societari e che appare svuotata e sterile come non mai. Serve unsa svolta: forse in settimana arriverà il cambio di proprietà.
Rimane attaccata al treno la Juventus, che si impone anche in casa del Genoa. La strisca di risultati utili inanellata dai torinesi inizia a diventare importante, e Krasic è sempre più stella assoluta: aumentano i rimpianti per la sua assenza nel big match di sabato scorso contro la Roma. La Juve gioca bene e segna tanto, mettendo in mostra il miglior attacco del campionato. Le prospettive sono davvero rosee, perchè con il recupero degli infortunati questa squadra può entrare seriamente in lotta per lo scudetto. Il Genoa inizia a risentire della presenza di Ballardini, ma non gioca una brutta prestazione. Sfortunato nel cogliere una traversa piena ed una su deviazione, il grifone paga due orrende disattenzioni del proprio, discontinuo, portiere.
La Roma si impone in casa contro una discreta Udinese grazie alla grande prestazione di Jeremy Menez, per la prima volta vero protagonista. Volare e bruciarsi, a Roma, è facilissimo: consigliamo alla stampa romana di trattare con cautela le gesta del francese (difficile vederci accontentati, dato che già oggi sul Corriere dello Sport si parlava di paragoni con Platini e Zidane, nda). Ci sono dei problemi da risolvere: il centrocampo fisico non piace granchè, deve essere recuperato Pizarro; Totti è sempre più corpo estraneo, e curiosamente Ranieri fa fare turnover a tutti i suoi attaccanti tranne che a lui; la difesa balla un pò troppo. Tant'è che l'Udinese nel finale avrebbe potuto clamorosamente pareggiare, con il palo di Sanchez ed il goal annullato a Denis, ma del tutto regolare.

L'Inter: che strano ritrovarla a questo punto della rassegna! Benitez continua a raccogliere record negativi: 12 punti in meno rispetto all'anno scorso, quando c'era Mou; seconda sconfitta di fila, striscia che non si vedeva dai tempi di Mancini allenatore; 9 punti di distacco dalla vetta, mai così lontata l'Inter da tempo immemore. Certo, c'è l'alibi degli infortunati e dei 4 primavera convocati per necessità, ma le colpe del tecnico sono evidenti. Avallare la cessione di Balotelli, unico giovane di valore, senza preferire il sacrificio di un Maicon o, più doloroso, di un Milito, è stata un'autentica follia. In più c'è il modulo: insistere sullo stile di Mourinho senza imporre niente di nuovo è un brutto segnale. Benitez credeva di avere la pappa pronta, probabilmente non mangerà nemmeno una fetta di panettone, dato che gli mancherà Eto'o per qualche giornata (subirà la squalifica per la prova tv). Quella del Chievo è comunque un'impresa, voluta fortemente e legittimata da un primo tempo davvero fenomenale. Bellissimo lo stacco per il goal di Pellissier, meritato il tocco rapace di Moscardelli. Complimenti a Pioli, ed ennesimo riferimento all'ottimo Constant.
Palermo sugli scudi: dopo il Catania batte anche il Cesena e si propone per i piani alti della classifica. Stavolta non è Pastore ad illuminare la scena, bensì un altro giovane, Ilicic, che segna un grande goal. Sigillo di un ritrovato Miccoli, che rappresenterà un'alternativa di altissimo livello in una stagione importante come questa. Il Cesena, dal canto suo, crea ma si trova davanti un Sirigu formato superstar. Per Ficcadenti potrebbero esserci presto novità negative.
Bella ed importante vittoria all'esordio per Donadoni sulla panchina del Cagliari, che espugna Brescia in rimonta grazie a Matri e Conti (inutile quindi il rigore di Caracciolo). La Sampdoria espugna il campo-fortino del Lecce con un Pazzini in grandissimo spolvero, autore di una tripletta; il Lecce, in dieci fin dal primo tempo per l'esagerata espulsione di Chevanton, riesce a rimontare fino al 2-2, ma si deve arrendere al terzo sigillo del Pazzo, forse in fuorigioco.
Chiude il quadro la vittoria di misura del Catania su un Bari sempre più in caduta libera. Ventura si dice sicuro di sè e dei suoi ragazzi, staremo a vedere.

lunedì 15 novembre 2010

Il Commento


Giornata davvero importante, con segnali da cogliere e considerazioni che diventano sempre più interessanti. Vediamo perchè.

Derby di Milano vinto da quella che, diciamolo francamente, era la squadra favorita alla vigilia. L'Inter in quest'anno non ha mai convinto nè i suoi tifosi nè i critici, e continua a non attirare i favori di coloro che si appassionano al calcio. Qualche numero: i nerazzurri sono alla terza partita casalinga consecutiva senza vittoria; ma v'è di più, visto che dal lontano 2008 l'Inter non perdeva in casa. Inoltre Benitez ha perso contro Roma e Milan ed ha solo pareggiato contro la Juve; insomma, se non è un disastro, poco ci manca. Anche stavolta c'è lo zampino del rotondo tecnico spagnolo, che preferisce spostare Cordoba sull'esterno e schierare Materazzi centrale piuttosto che affiancare il colombiano a Lucio per sganciare Santon sulla corsia. Vorremmo anche sapere chi ha pianificato la preparazione estiva all'Inter, dato che Obi si aggiunge all'elenco degli infortuni muscolari, e Milito ci cade di nuovo. Tutto questo non toglie alcun merito al Milan, che ha trovato la quadratura del cerchio. Fuori Pirlo perchè acciaccato, ma anche per scelta, dato che il centrocampo granitico si associa bene ad un attacco molto talentuoso e fantasioso. Ibra è un trascinatore, ma anche Robinho si muove bene, e Seedorf regala ancora sprazzi di bel gioco. La difesa, se Thiago Silva e Nesta stanno bene, concede molte garanzie. Da rivedere le corsie esterne, dove Abate e Zambrotta non convincono. Evidenti però i meriti di Allegri, che ha saputo mettere in discussione le proprie idee di inizio anno.
Chi si è messo palesemente in discussione è anche Edy Reja, che dopo soli 5 minuti dall'inizio della partita contro il Napoli ha spostato Zarate prima punta per arretrare Floccari. Mai mossa fu più azzeccata; l'argentino è tornato ad essere l'entusiasmante tanguero di due anni fa, ha segnato e fatto segnare. Note molto positive per la Lazio arrivano anche dal centrocampo, dove la coppia Ledesma-Matuzalem ha prodotto la migliore partita dell'anno, e dalla difesa, con Biava e Dias sempre più sugli scudi. E poi battere questo Napoli con tale sicurezza non è da tutti. La squadra di Mazzarri è sempre pericolosa, anche se stavolta Hamsik appare decisamente sotto tono e Cavani viene cercato poco dai compagni. Solite magie di Lavezzi, con un suo destro che si stampa sul palo. L'allenatore dei partenopei, con poca signorilità, si lamenta dell'arbitro dimostrando di non sapere mai accettare il verdetto del campo.
Discreto spettacolo quello offerto da Juventus e Roma, che sono apparse due grande incompiute. Ranieri sbaglia a tenere fuori Borriello per far giocare Totti, ma tanto ormai è palese che un posto al capitano va trovato sempre e comunque. Fatichiamo anche a comprendere il motivo per cui è stato inserito Rosi al posto di Cassetti. Per il resto la Roma gioca bene e tiene sempre in pungo il pallino del gioco, ma è la Juventus a creare le occasioni migliori, partendo di rimessa (scelta tattica dovuta alle abbondanti assenze). Molto bello il goal di Iaquinta, grande prova di Aquilani, solare e netto il rigore a favore della Roma, splendido il tiro al volo di Quagliarella nel finale. Un plauso per Greco, ragazzo dotato di grande personalità, ed una nota di demerito per Marotta, che si lamenta ingiustificatamente del rigore concesso alla Roma. Serve più signorilità nel nostro calcio.

Questi i tre big match di giornata, ora vediamo più velocemente le altre partite.
Vittoria importante per il Parma, che si rilancia in casa di un Bari ultimo da solo, in caduta libera e con i nervi a fior di pelle. Ventura non ritrova più il bandolo della sua matassa, Marino festeggia il grande goal di Candreva.
Importante anche la vittoria della Fiorentina sul Cesena, che torna nella sua mediocrità. Occhio però all'infortunio occorso a Mutu, che era appena rientrato.
Che bella la vittoria del Palermo nel derby contro il Catania! Beata gioventù, verrebbe da dire: tripletta di Pastore e grande dinamismo per Ilicic e Bacinovic, altre due stelle del futuro. Gli etnei si coccolano il piccolo Gomez, funambolo del centrocampo, ma non vanno oltre una sonora sconfitta, che però non li ridimensiona. Maxi Lopez sembra il fantasma di sè stesso.
Goleada dell'Udinese in casa contro il Lecce, tripletta per Di Natale e sigillo, irregolare perchè in fuorigioco, di Floro Flores. E' tornato Totò, che sciorina tutto il suo repertorio migliore. Gloria anche per Handanovic, che para un rigore a Di Michele nel finale. Va detto che il Lecce, nonostante le belle prove messe in mostra al Via del Mare, in trasferta si smarrisce e denota tutti i suoi limiti, soprattutto difensivi. A Gennaio sarà decisivo intervenire, perchè questo è il terzo 0-4 subito in questa stagione.
Pareggio noioso ed inutile fra Sampdoria e Chievo. I blucerchiati hanno faticato fin dall'inizio della stagione ad andare in goal, figuriamoci adesso che Cassano è fuori rosa: una pace servirebbe davvero a tutti, soprattutto a Di Carlo, che è l'uomo che subisce di più una situazione a lui non imputabile. Il Chievo anche ha problemi a segnare, e stavolta crea anche poco, anzi c'è solo un tiro di Moscardelli.
Seconda vittoria per Ballardini, che conduce il suo Genoa nella trasferta di Cagliari. Una partita anche questa brutta, con i portieri poco impegnati. Solo un calcio piazzato può sbloccare la situazione, con Ranocchia che salta più alto di tutti sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Il Cagliari è in crisi, e la panchina di Bisoli è vicina all'esplosione. Col senno di poi, possiamo dire che una sua permanenza a Cesena avrebbe giovato a tutti.
Vittoria immeritata e pesante del Bologna in casa contro il Brescia. Gli ospiti fanno la partita e sfiorano piùà volte il goal, ma alla fine è Di Vaio a mettere il sigillo, con un gran tiro da fuori. Bolgona Di Vaio-dipendente? Sì, senza dubbio.

lunedì 8 novembre 2010

Il Commento


La decima giornata è stata ricca di avvenimenti, quindi non perdiamoci in preamboli inutili e passiamo subito ad analizzare il turno, cominciando dal derby della Capitale.

La Roma batte la Lazio, ancora capolista, e prova ad ingranare una nuova marcia per questo campionato. E' stato un derby in tutto e per tutto, con tensioni, nervosismi, episodi, gioie e dolori, ma tutto sommato corretto, sia sugli spalti che sul campo. La Lazio, chiamata alla prova di maturità, sbaglia completamente l'approccio alla partita ed entra in campo impaurita, intimidita. La Roma, al contrario, dimostra di essere la squadra più vogliosa di vittoria. Alla fine questa diversa attitudine farà la differenza, consegnando ai giallorossi tre punti tutto sommato meritati. Borriello e Vucinic sono stati tatticamente molto pericolosi, confermando di giocare meglio in linea fra loro, senza Totti a sparigliare. Per la Lazio si è visto un buon Ledesma, mentre Foggia e Zarate hanno cambiato il passo nella ripresa. Hernanes ha bisogno di riposo, e Rocchi è ormai sempre più prossimo al capolinea. Capitolo Morganti: l'arbitro sbaglia molto, ma non sembra condizionare il risultato. Due errori gravi: non fischiare il fallo di Baptista su Lichtsteiner per poi concedere rigore alla Roma; non vedere il fuorigioco di Dias e conseguentemente non fischiare il rigore su Mauri. Questa la cronaca della partita, promettiamo però ai lettori un approfondimento su come si è vissuto il derby allo stadio (appuntamento ai prossimi giorni).
Vince il Milan sul campo del Bari e si mette nella scia della Lazio capolista. Finisce 3-2, ma poteva davvero essere più pesante il passivo per i padroni di casa, che sono alla quinta sconfitta in fila e non mostrano segnali di ripresa. La formula magica di Ventura è già un ricordo? Dal canto suo il Milan mostra un Ibra in versione assist-man e due goleador che non ti aspetti, Ambrosini e Flamini. Il ritorno al goal di Pato è un'altra buona notizia per Allegri, che è ora più soddisfatto. Da rivedere Robinho, che ha sprecato almeno tre nitidissime palle goal, ed in Serie A, su un campo come quello di Bari, certi errori possono essere imperdonabili.
Si ferma ancora l'Inter, ed i numeri cominciano ad essere eclatanti. Terzo pareggio di fila a San Siro per il buon Benitez, che davvero non riesce a trovare la quadratura del cerchio. E poi c'è la lista infortunati, ormai imbarazzante, alla quale si aggiungono Maicon e Samuel, con quest'ultimo che pare aver addirittura già finito la sua stagione. Tornano in campo Pandev e Milito, ma a togliere le castagne dal fuoco è sempre Eto'o, procurandosi un rigore inesistente e peccando nel non farlo notare all'arbitro. Ma questa non è una simulazione eclatante come quella di Krasic, le due azioni sono profondamente diverse. Bella la prova del Brescia, che si presenta a Milano in crisi nera, ma riesce ad organizzarsi ed a strappare un punto che vale oro.
Vince anche la Juve, e lo fa su un Cesena propositivo fino all'espulsione di Pellegrino. Vantaggio di Jimenez, poi Del Piero (su rigore molto dubbio), Quagliarella e Iaquinta: questi i marcatori. La vittoria della Juve è pesante perchè arrivata in piena emergenza, con tanti infortunati. Ma con un Aquilani così si può fare a meno di tanti giocatori, e vincere lo stesso: lui e Marchisio sono in grande forma e possono diventare la colonna portante dei bianconeri.

In chiave Champions bisogna sottolineare la vittoria del Napoli sul Parma, con i partenopei che si dimenticano subito di Liverpool e si prendono tre punti grazie ad un Cavani formato super. Davvero da cineteca il secondo goal dell'uruguagio, ben assistito da Lavezzi. Il Parma, al contrario, è in caduta libera, e la panchina di Marino comincia a scottare pericolosamente. Ennesimo infortunio per Giovinco, che dimostra ancora una volta di avere un fisico inadeguato alla massima serie.
Non scottava, ma è comunque saltata, la panchina di Gasperini, che lascia il Genoa in mano a Davide Ballardini. Fatale la sconfitta maturata nel posticipo contro un bellissimo Palermo, illuminato da un colpo di tacco di Pastore. Il Genoa non ha giocato male, ha creato anche qualche pericolo, ma non ha mai dato l'impressione di poter vincere. Al contrario, il Palermo ha tessuto trame interessanti, e sulla fascia sinistra, dove agisce Balzaretti, crea le azioni più pericolose.
Scialbo pareggio per la Samp in casa con il Catania. E' questo il classico caso in cui le sanzioni fanno male a tutti: senza Cassano, la squadra fatica tantissimo; il giocatore, dal canto suo, è costretto a starsene a casa davanti alla tv. Ancora abulico Pazzini, che è lontano dal riprendersi. Catania totalmente spuntato, segna pochissimo e deve ancora ritrovare Maxi Lopez, probabile meteora del campionato italiano.
Vince la Fiorentina in casa contro il Chievo, grazie ad un goal del contestato Cerci. Ennesima sofferenza per i viola, che stanno pian piano uscendo dalla crisi ma faticano ad imporsi. Senza Montolivo, operatosi alla caviglia, i giocatori di Mihajlovic non girano al meglio, ma trovano lo stesso un ottimo spunto. Bene Boruc al posto del lungodegente Frey. Problemi di organizzazione per il Chievo, che alla seconda trasferta consecutiva decide di non scoprirsi eccessivamente e di giocare per lo 0-0. Ma i conti non sono andati a posto.

In chiave salvezza, il Cagliari coglie un buon punto contro un'Udinese data in grande forma, e lo fa con un goal stupendo di Daniele Conti, che per esecuzione ha ricordato un pò quello fatto contro la Roma alla seconda giornata. Il pareggio dei friulani è meritatissimo e porta la firma di Floro Flores.
Bella vittoria del Bologna contro un Lecce depresso ed in caduta libera. Mai come adesso ai ragazzi di De Canio urge un'iniezione di ossigeno salentino, visto che la lontananza dal Via del Mare ha portato solo guai.

martedì 2 novembre 2010

Il Commento


La nona giornata della serie A presenta un altro spezzatino: tre giorni, un big match, tanti scontri salvezza ed uno sguardo al futuro, nel nostro commento!

Si comincia dal venerdì di Marassi, con l'Inter che batte il Genoa di misura e grazie ad episodi contingenti. Peccato per Gasperini, che aveva impostato molto bene la gara ma per colpa di Eduardo deve arrendersi e cedere il passo ai nerazzurri. Eppure il Genoa ha lottato ed è piaciuto molto, nonostante i tanti indisponibili. Continua a stentare l'Inter, che non convince affatto: deve rientrare a grandi livelli Milito, e soprattutto devono interrompersi gli infortuni, che appaiono senza fine. Si aggiungono alla lista anche Cambiasso e Julio Cesar; il centrocampo è decimato. Benitez continua a puntare su Biabiany, e noi continuiamo a chiederci che fine abbia fatto Pandev.
Luci a San Siro: c'è Milan-Juve. Ed il risultato è quello che non ti aspetti, con il Milan che parte forte e prende una traversa con Ibra. Dopo l'assestamento, Quagliarella porta avanti la Juve, che raddoppierà con Del Piero nella ripresa. Inutile la rete di Zlatan, i bianconeri passano a San Siro. Indicazione importante: in due trasferte milanesi la Juventus ha raccolto ben 4 punti; pensate che la Roma, antagonista dell'Inter, lo scorso anno a San Siro fece un solo punto. I ragazzi di Delneri hanno anche mostrato ottima personalità, e grande gestione del pallone. Cosa che è mancata al Milan, che ha attaccato con grande confusione e senza l'apporto di un attacco che è stellare solo sulla carta. Cosa succede a Pato? Dopo il grande avvio e l'infortunio non è più lo stesso: possibile che riesca a segnare solo contro Lecce e Chievo?
Continua il volo dell'aquila biancoceleste, vittima di turno è il Palermo di Delio Rossi. Alla Favorita va in scena la tipica trasferta biancoceleste: i padroni di casa attaccano ma sbattono sul muro eretto da Andre Dias e Muslera. Sugli sviluppi di un calcio piazzato, proprio il centrale brasiliano segna il goal decisivo. La Lazio di Reja stupisce per la concretezza e l'unità d'intenti: un giocatore come Pastore si ferma solo se i giocatori si aiutano e si concentrano; si veda il grande lavoro di Brocchi, che in questo senso è il migliore della capolista. Le ripartenze sono affidate al quartetto d'attacco, che riserva sempre grandi giocate. Approfondiremo, perchè la Lazio tatticamente lo merita. Per quanto riguarda il Palermo, l'inesperienza e la gioventù dei talenti è venuta fuori, in una partita in cui un pareggio, ad ogni modo, non sarebbe stato scandaloso.

Mini-serie positiva per la Roma, che contro il Lecce conquista il settimo punto nelle ultime tre partite. Primo tempo in equilibrio, con due traverse per la Roma ed una traversa più salvataggio sulla linea pro Lecce. Nella ripresa un lampo, cross di Riise per Burdisso, e si sblocca la partita. Raddoppierà Vucinic; Totti, espulso, salterà il derby, e questo non è un male per la Roma. Insomma, i problemi dietro continuano, la lista degli indisponibili si allunga, e la confusione tattica di Ranieri, che continua a schierare Vucinic sulla fascia, stavolta non fa troppi danni. Lecce senza dubbio migliore rispetto alle ultime uscite in casa delle grandi, ma ancora non basta. Un encomio in particolare a Rosati, portiere discreto in ottima forma.
Vittoria corsara per il Napoli sul campo di Brescia, già difficile di per sè e reso impossibile dalla pioggia battente. Gli uomini di Mazzarri impostano la partita sulla difesa, ed alla prima occasione, arrivata nel secondo tempo, segnano con Lavezzi. Vittoria di sacrificio, impostata più sulla quantità che sulla qualità, come dimostra la grande prova di un giocatore come Yebda, non proprio dotato di piedi buoni. Crisi nera per il Brescia, che continua a perdere, e non vince ormai da quel 2-1 casalingo con la Roma. Iachini inizia a traballare, ma il materiale umano a sua disposizione è quello che è. Continui a puntare su Kone, che sembra un ottimo prospetto.
Altra vittoria corsara pesante è quella della Samp, arrivata all'ultimo tuffo con una zampata di Pazzini, che finalmente si sblocca. Toccata dal caso Cassano, la Sampdoria inizialmente soffre il Cesena, ma nel finale i valori vengono fuori, e per la squadra di Ficcadenti c'è poco da fare. Proprio il mister del Cesena sembra sull'orlo dell'esonero: si vocifera che siano stati messi in preallarme Cosmi e Beretta come possibili sostituti. Fatto sta che il Cesena, partito bene, nelle ultime sei giornate ha raccolto un solo punto: insomma, una media che porta di corsa a tornare in serie B. Allarme rosso.
Vola invece l'Udinese, ormai giunto alla quarta vittoria in fila. La vittima è un Bari sempre più in caduta libera ed in situazione speculare: arriva infatti la quarta sconfitta consecutiva. I bianconeri friulani ritrovano la fantasia di Alexis Sanchez, goal ed assist per lui; i bancorossi pugliesi invece perdono ancora, e c'è anche il rammarico per il rigore sbagliato da Barreto.

In chiave salvezza è un buon punto quello del Parma contro il Chievo, sicuramente superiore, vista la classifica. Brutta partita tra Catania e Fiorentina, lo 0-0 sembra già scritto. Vittoria fondamentale per il Cagliari contro un Bologna in discreta crisi e vicino alla caduta libera.

martedì 26 ottobre 2010

Il Commento


Prima "giornata lunga" del nostro campionato, divisa in ben tre giorni, e con un Monday Night davvero eccezionale. Tuffiamoci subito nel pieno di questo weekend lungo!

Pochi preamboli, perchè di carne al fuoco ce n'è tanta. In partenza ci soffermiamo sull'Inter, che continua a stentare, soprattutto per noi che negli occhi abbiamo ancora la splendida cavalcata dello scorso anno. Dati estremamente interessanti: contro la Sampdoria, la squadra di Benitez colleziona il secondo pareggio casalingo consecutivo, cosa che non succedeva da tempo immemore. I nerazzurri giocano bene, ma mancano il colpo del k.o., ed allora la Samp prende coraggio, fino ad andare in vantaggio con un'azione viziata da un presunto fallo di Cassano su Chivu. Ci penserà il solito Eto'o a rimediare, ma il pari allontana l'Inter dalla testa della classifica, facendole maturare un distacco mai visto nel dopo Calciopoli. Sono numeri che devono farci riflettere: si tratta delle cifre di una squadra appagata, che è passata dalla gestione del miglior allenatore del Mondo a quella di un mister di grande livello, ma non così bravo come Mourihno. E' la pura verità. Stupisce sempre di più la convinzione con cui Benitez punta su Biabiany pur avendo Pandev scalpitante. Ma non ha solo colpe, il tecnico spagnolo: il più grande merito è quello di dare spazio a Coutinho, che è un giovane molto tecnico e bravo con i piedi, ma ancora troppo gracile (deve mettere su fisico per non fare la fine di Giovinco, tanto per intenderci, con le dovute proporzioni). La Sampdoria ha fatto un'ottima partita, sorniona, affidando le sue chances alla coppia d'attacco, con un Cassano in grande spolvero ed un Pazzini ancora in difficoltà.
Dicevamo di un grande posticipo del Lunedì: spettacolo puro tra Napoli e Milan al San Paolo, per una partita mai noiosa e mai banale. Cominciano meglio gli ospiti che, con l'invenzione di un redivivo Oddo, mandano in porta Robinho (secondo goal consecutivo per il brasiliano). Si sveglia quindi il Napoli, che crea tanto, finchè non viene espulso Pazienza. Remi in barca per Mazzarri? Macchè! Sulla base del corollario di Liehdolm, in dieci il Napoli gioca anche meglio, e sfiora a più riprese il pari. Ancora Oddo, però, fornisce la palla del due a zero ad Ibra. Inutile, ma sensazionale, il goal di Lavezzi. Cosa ci dice questa partita? Innanzitutto, che a sprazzi il Milan ha dimostrato di saper intavolare trame di gioco quasi irresistibili; poi, che Ibra è sempre decisivo, anche nelle serate in cui non brilla; infine, che il Napoli ha tanta qualità davanti quanti problemi nella fase difensiva ed anche in un centrocampo che, con Gargano e Pazienza, non garantisce ripartenze fulminee.
Continua il volo della Lazio, che ha giocato davanti ad uno spettatore d'eccezione: l'aquila Olimpia, che si è fatta beffe del suo addestratore ed è rimasta per quasi tutto il primo tempo sopra alla copertura dell'Olimpico. Da lassù, il rapace si è goduto il bel goal di Floccari, e poi è stato recuperato da un falconiere. La partita ha presentato una Lazio brava e fortunata, capace di capitalizzare al meglio le occasioni e di congelare il gioco quando ha dovuto. Se poi ci aggiungiamo che di fatto il goal del Cagliari è arrivato da uno sciagurato retropassaggio di Radu, capiamo che la Lazio ha vinto davvero con merito. Meriti da ripartire tra Floccari e Mauri, che stanno attraversando un grande momento di forma. Anche Reja va osannato, per le sue capacità di allenatore e capo dello spogliatoio. Il Cagliari mette in mostra un grande giocatore, Matri, e su questo dovrà basare la corsa alla salvezza.
Pareggio sofferto della Juventus a Bologna. In una partita con pochi temi tattici, tiene banco la simulazione di Krasic, che inganna l'insufficiente arbitro De Marco e probabilmente prenderà due turni di squalifica. Noi ci limitiamo ad aggiungere una sola considerazione: Krasic il nuovo Nedved? Non ancora: Pavel,in un Lazio-Fiorentina di tanti anni fa, ammise di essere caduto da solo in area dopo che l'arbitro gli aveva fischiato rigore a favore. Lezioni di calcio, per diventare un campione, traguardo che Milos potrà raggiungere.

Continuano ad esserci problemi in casa Roma, anzi ce ne sono di nuovi. Non stupiscono più le sostituzioni a dir poco azzardate di mister Ranieri, ma stavolta creano un nuovo caso. Passi il doveroso cambio di Totti dopo un primo tempo di trotto del capitano, ma far entrare Baptista per Vucinic è una mossa che proprio non abbiamo capito. Con la conseguenza di avere nel montenegrino un altro separato in casa. Insomma, le nubi rimangono alte su Trigoria, e non si vede nemmeno un raggio di sole. Meno male che sabato all'Olimpico arriva il Lecce, che ne ha presi quattro a Milano ed altrettanto a Torino. Non vincere, per Ranieri, potrebbe voler dire davvero tanto. Il Parma, dal canto suo, ha dimostrato che non sta attraversando un buon momento, come ci indicano anche gli errori di Marques e Crespo sotto porta. Serve disperatamente il ritorno di Giovinco, per non dare troppo punti di riferimento in attacco.
Sorprendente scivolone del Palermo ad Udine, con Delio Rossi che giustamente se la prende con la poca umiltà mostrata dai suoi giocatori, a partire da Pastore, che deve tornare con i piedi per terra, essendo un autentico campione. Bene Pinilla, bomber di qualità. Male tutta la difesa, a cominciare dal nazionale Cassani. L'Udinese ha invertito l'oscena partenza ed ora è a quota tre vittorie consecutive: la svolta è arrivata, ed occhio a questo giovane difensore con il vizio del goal, Benatia.
Vince il Genoa in casa contro il Catania, senza meritarlo. Gli ospiti hanno creato tante occasioni, facendo notare ancora una volta l'inadeguatezza della retroguardia della squadra di Gasperini. Rafinha con l'assist e Rossi con il goal hanno regalato ai rossoblu una vittoria davvero inaspettata ed insperata, che li proietta in zone più appropriate.

Terza sconfitta consecutiva per il Brescia, che a Lecce passa addirittura in vantaggio, ma poi subisce la legge del Via del Mare e capitola sotto i colpi di Ofere e Di Michele (che ha anche sbagliato un rigore). L'avevamo detto la settimana scorsa: il Lecce contro le grandi è squadra da prendere a pallonate, ma nelle sue partite, e soprattutto in casa, è un cliente scomodissimo. Basti pensare che dieci degli undici punti fatti, De Canio li ha conquistati nelle mure amiche.
Sfortunato scivolone del Cesena in casa del Chievo, che passa al 91esimo minuto con goal dell'interessante francese Thereau, che sblocca l'1-1 firmato Cesare ed autogoal di Guana. Da sottolineare l'ennesima splendida prova di Constant, davvero un gran bel giocatore.
Chiude il quadro la vittoria casalinga della Fiorentina che, nel più classico dei "vince ma non convince", muove una classifica che si era fatta troppo preoccupante. Cade invece il Bari, alla terza sconfitta di fila, incapace di capitalizzare le occasioni da goal, e di crearne abbastanza.

lunedì 18 ottobre 2010

Il Commento


Dopo la pausa per la Nazionale, ed il nostro seguitissimo approfondimento sulle venti protagoniste della serie A, ecco di nuovo la rubrica del Commento, appuntamento fisso per tutti i nostri lettori. Oggi, però, vorremmo dare un taglio diverso all'articolo, partendo dai singoli, da quegli uomini che possono cambiare le sorti di tutta una squadra.

L'Inter ha un uomo del genere, si chiama Samuel Eto'o. Stante l'assenza di Milito, il camerunese gioca da prima punta vera e risolve la partita di Cagliari. Dopo un anno passato a fare più il terzino che l'attaccante, Eto'o adesso è capocannoniere della serie A e sta trascinando un'Inter altrimenti poco convincente. Altra domenica di sofferenza per Benitez, contro un Cagliari arrembante e ben messo in campo, che sfiora spesso il pari, sprecando un pò troppo. Eto'o dunque protagonista, nel bene e nel male, che non è certo colpa sua: sciocchi i "buu" razzisti a lui indirizzati, bravo Tagliavento nel decidere per la sospensione temporanea del match. Bravo, sì, ma solo in quello: il fischietto di Terni sbaglia tutto quello che può sbagliare, negando almeno un rigore netto al Cagliari per mani di Lucio.
Anche l'altra squadra milanese, quella rossonera, ha un uomo incredibilmente efficace. Si chiama Zlatan Ibrahimovic, ed ha fatto tutto lui contro il Chievo nell'anticipo di sabato pomeriggio. Assist al bacio per la prima prodezza di Pato; punizione battuta con furbizia per il secondo goal del brasiliano; sfortunata autorete nel finale. Un uomo, una squadra, una partita. Tolto Ibra, il Milan gioca una buona partita, soprattutto nel primo tempo, subendo eccessivamente il ritorno del Chievo nella ripresa. Per gli ospiti segnaliamo l'ottimo Constant, un giovane di cui sentiremo parlare. I rossoneri si godono lo scintillante ritorno di Pato, la forza dell'Ibra di cui sopra ed il primo goal di Robinho. Apprensione per l'infortunio occorso a Thiago Silva.
Parliamo ancora di singoli. Ce n'è uno decisamente importante anche a Torino, e risponde al nome di Milos Krasic. Anche contro il Lecce, il serbo è una furia imprendibile, distrugge tutti gli avversari sulla sua fascia di competenza e manda in goal i compagni con una facilità imbarazzante. Mister Delneri può godersi anche Aquilani, autore di un gran goal, Felipe Melo, che ha fatto pace con i tifosi, ed Alex Del Piero, campione immortale che raggiunge Boniperti per goal segnati in serie A. Insomma, una domenica di grande festa. Il Lecce non era davvero all'altezza, e soprattutto fuori casa ha dimostrato di soffrire davvero parecchio. Ma la squadra di De Canio dovrà farsi trovare pronta in altre partite, non in questa.
La nostra rassegna di uomini continua e fa tappa nella Capitale, dove c'è un brasiliano che è arrivato da poco, ma è già un eroe. Stiamo parlando di Hernanes, il Profeta della Lazio capolista. Nella scorsa partita un suo assist è valso la vittoria, stavolta il timbro lo mette lui personalmente segnando un bel goal e proiettando la Lazio verso il volo anche a Bari. Sarà poi Floccari a raddoppiare ed a chiudere il match. Capolavoro tattico di Edy Reja, che nel primo tempo si chiude nel tentativo, ben riuscito, di rintuzzare tutti gli attacchi del Bari. Nella ripresa, Mauri approfitta del primo spiraglio utile e manda in porta il Profeta. Complimenti a Zarate per la sua dimostrazione di sacrificio. Il Bari incappa in una serata difficile ed è anche sfortunato nel finale, ma ha dimostrato di avere dicrete doti. Certo, vedere la squadra di Ventura perdere in casa un pò stupisce.

Anche a Palermo c'è un uomo decisivo, Javier Pastore detto "El Flaco". L'argentino illumina i rosanero nella giornata del calcio spumeggiante e del 4-1 ad un inconsistente Bologna (si salva solo Di Vaio). Con Pastore spiccano Ilicic, Pinilla e Bacinovic, tutti nuovi, tutte scoperte di Delio Rossi e Walter Sabatini, la nuova coppia del nostro calcio. Davvero un grande Palermo, gioca in maniera innovativa, spettacolare, molto veloce e con tanti tocchi di prima. Ripetiamo, davanti c'era un pessimo Bologna. Malesani dovrà lavorare tanto.
Napoli è sempre più il regno di Edinson Cavani, capocannoniere insieme ad Eto'o. Ennesimo goal dell'uruguagio, che stavolta frutta solo un pareggio, per colpa del catanese Gomez. Il Napoli non convince nella trasferta siciliana perchè dopo il vantaggio si chiude troppo, ed è solo un De Sanctis in giornata di grazia ad evitare la sconfitta. Dopo il pareggio c'è una reazione dei napoletani, che sfiorano il raddoppio sempre con Cavani. Nel finale, autentica sciocchezza di Paolo Cannavaro che si fa espellere e salterà la partita con il Milan di lunedì prossimo.
A Roma, sponda giallorossa, stanno cercando disperatamente un uomo decisivo. Forse Marco Borriello potrà diventarlo; intanto segna a ripetizione e fa ripartire la Roma. Attenzione, ancora c'è tanto da lavorare per Ranieri. La squadra giallorossa, contro il Genoa, dura per un'oretta, non di più, ma macina bel calcio. Dal 65esimo minuto in poi c'è il solito crollo fisico, che stavolta però non costa la vittoria. Totti è autore di una buona prestazione e resta in campo per novanta minuti. Provocazione: è un caso che la Roma abbia girato meglio senza De Rossi? La risposta non è così scontata.
Passiamo per Genova, e troviamo l'uomo simbolo della Sampdoria, Antonio Cassano, che regala tre punti d'oro a Mimmo di Carlo. La Fiorentina parte bene e va in vantaggio con Marchionni, ma una punizione di Ziegler e la gran giocata di Fantantonio permettono ai padroni di casa di sfangarla e tornare a vincere.

Da ultimo, diamo conto della vittoria dell'Udinese sul Brescia, largamente immeritata ma arrivata con la testa di un veterano, Bernardo Corradi. Pareggiano, invece, Parma e Cesena; gli uomini di Ficcadenti non sanno più vincere, mentre quelli di Marino sprecano troppo e non riescono a fare il colpo in trasferta.

lunedì 4 ottobre 2010

Il Commento


Sesta giornata in serie A: c'è una capolista inaspettata, una coda della classifica sorprendente ed una lotta apertissima per tutte le posizioni. Cominciamo con la nostra solita rassegna, partendo dal big match di San Siro.

Inter-Juve non può essere mai banale, ed infatti pur nel risultato a reti bianche, viene fuori una partita godibile e divertente. Forse la Juve fa qualcosina di più in termini di gioco, ma è l'Inter a creare le occasioni più pericolose con Milito e Maicon. Nomi non casuali: l'argentino sbaglia una conclusione che l'anno scorso avrebbe segnato al 100%; il brasiliano manifesta tutto il suo disappunto verso Benitez urlandogli in faccia di sbrigarsi a sostituire l'infortunato Biabiany (colpa del sogno Real svanito in estate? nda). Fatto sta che siamo al terzo caso di spogliatoio negli ultimi sette giorni: Chivu a Roma, Maicon in Inter-Juve e Muntari prima della partita. Già, perchè ieri sera Muntari non ha gradito la collocazione in panchina e se n'è proprio andato a casa prima del match! L'impressione è che lo spogliatoio stia esplodendo nelle mani di Rafa, e bisogna porre rimedio a tutto ciò.
La Juve, l'abbiamo detto, ha espresso buon calcio, soprattutto sulla fascia destra, come presumibile. Milos Krasic è un ottimo giocatore e gode di un momento di forma davvero straordinaria: facile immaginare un Chivu in difficoltà, senza la copertura di Eto'o. Qualche piccolo problemino in difesa permane per gli uomini di Delneri, salvati da un attento Storari. Chiellini e Bonucci sono buoni giocatori: nutriamo dei dubbi sulla loro convivenza, e soprattutto sul processo di maturazione dell'ex centrale del Bari, forse ancora in itinere.
Convince di più il Milan visto a Parma sabato sera. Vero che, direte voi, la partita prende la piega rossonera grazie ad una grande prodezza individuale di Andrea Pirlo, ma il Milan ha dimostrato di saper giocare bene a pallone. Quando lasci spazio e a Ronaldinho, Pirlo e Seedorf sei potenzialmente finito. Poteva anche essere una goleada a Parma, con Ibra e Robinho, ancora in ritardo di condizione, che hanno sbagliato goal davvero facili. Spaventa sempre l'età media della squadra, decisamente altina, ma finchè dura va bene così. Il Parma non avrebbe meritato un risultato diverso, pur avendo sfiorato il pari nel momento del tutto per tutto. Marino deve cambiare soprattutto in attacco, perchè Crespo sta percorrendo il viale del tramonto di una grande carriera, e serve più Bojinov. Sembra interessante il giovane spagnolo Marques.
La Roma crolla, di nuovo, sempre di più. Stavolta lo fa a Napoli, presentando forse la peggiore edizione di questa stagione disastrata. Ranieri è fuori di senno, senza controllo: si presenta con un ineditissimo 3-5-2, con Cassetti difensore centrale. E già questo potrebbe portare all'interdizione dell'allenatore di Testaccio. Soprattutto, però, sostituisce Borriello con Vucinic lasciando in campo un Totti ridotto a pascolare in mezzo al rettangolo. Ostaggio del capitano? Ostaggio della stampa romana e "tottiana"? Non si sa, fatto sta che Ranieri non ha avuto il coraggio di tirar fuori il capitano, e questo è un dato di fatto.
Il Napoli vince una partita per lunghi tratti dominata, e lo fa con il suo uomo migliore, quel Marek Hamsik che gioca qualche metro più avanti ed è sempre più incisivi. Molto bello il goal, frutto di un'azione corale davvero godibile. Secondo posto per i partenopei, che agganciano Milan ed Inter e vincono in casa per la prima volta.

La sorpresa di questo primo scorso di campionato si chiama Lazio: primato solitario in classifica e tante certezze in più. Per i tifosi laziali è un sogno forse destinato a finire presto, ma i meriti della squadra e dell'allenatore sono sotto gli occhi di tutti. Hernanes è un campione capace di regalare una giocata anche quando gioca la sua peggior partita, e la sua intesa con Mauri, altra pietra angolare della squadra, è fulminea. Zarate è più disponibile al gioco con i compagni; Ledesma è un metronomo, e come lui anche Brocchi. La difesa si conferma di alto livello, con Biava e Dias davvero in forma smagliante. Bravo anche Muslera, che ha messo la sua firma sulla vittoria di ieri. Complimenti vivissimi a Reja, anche perchè davanti c'era un Brescia tutt'altro che rinunciatario. Eder ha creato molto scompiglio, e con lui ha giocato bene anche Diamanti fino all'espulsione. Qualche problemino dietro e super Sereni sulla punizione di Zarate.
Favoloso Palermo in casa della Fiorentina, appaiata con la Roma. Pastore ed Ilicic dominano la scena, come fanno da qualche domenica ormai, denotando tutti i meriti di una dirigenza in grado di scoprire e di puntare forte sui giovani. Non è da tutti. Delio Rossi sa di avere un grande materiale umano fra le mani, ma ora deve dargli continuità: è la sfida più difficile. La Fiorentina attraversa un periodo nerissimo. Montolivo lascia molto a desiderare e perde persino la Nazionale, Frey è disattento e non basta lo sblocco di Gila, che torna a segnare in casa. Mihajolvic dovrà lavorare tantissimo in queste due settimane.
Bella e meritata vittoria casalinga del Genoa contro il Bari, grazie all'incornata finale di un grande Luca Toni. Due squadre quasi alla pari, ma i grifoni hanno fatto di più. Il Bari ha provato l'assalto nella parte centrale della gara, ma ha sprecato troppo.

Fra Bologna e Sampdoria è 1-1 stretto agli ospiti, che però devono prendersela con Cassano, che sbaglia due goal semplicissimi per tutti, figuriamoci per uno come lui. Non vanno oltre il pari, a reti bianche, Chievo e Cagliari, con i padroni di casa molto più incisivi rispetto ai sardi, fermati da un Agazzi strepitoso, conferma dell'ottimo lavoro che si fa in Sardegna sui portieri. Vittoria scaccia crisi per l'Udinese di Guidolin, che batte in casa il Cesena all'ultimo respiro, meritando, e si porta a meno 1 da Roma e Fiorentina. Per il Cesena è la terza sconfitta in fila, e l'euforia di inizio campionato è già scemata.
Chiude il quadro la vittoria a mezzogiorno del Lecce su un Catania arrendevole e sempre più orfano dei goal di Maxi Lopez, un piccolo Milito in salsa etnea.

martedì 28 settembre 2010

Il Commento


Quinta giornata di serie A, quinto approfondimento. Pochi preamboli, perchè c'è tanto da dire, quindi tuffiamoci subito nell'analisi.

Non si può non aprire con il big match dell'Olimpico, dove si sono affrontate Roma ed Inter. Partita equlibrata, sbloccata da uno splendido colpo di testa di Vucinic in pieno recupero. Potrebbe essere il segnale della ripresa per la Roma, destinata a lottare per posizioni molto più nobili di quelle attualmente occupate in classifica. Fino al goal della svolta, nessuna delle due squadre era riuscita ad imporsi, pur giocando entrambe un buon calcio, e creando delle occasioni. Nervosa l'Inter, soprattutto con Chivu, che sbraita verso la panchina perchè secondo lui i compagni non tornavano in difesa (con Mourinho sarebbe mai successa una cosa del genere? Crediamo proprio di no, nda), e disattenta, con Julio Cesar che combina dei quasi-disastri, soprattutto in occasione della punizione a due in area. La Roma gioca bene, rintuzza i tentativi avversari ed alla fine pesca il jolly. Meglio, il jolly lo pesca Ranieri, che stavolta va elogiato per la scelta di sostituire Totti con Vucinic. Non sono mancate, e non mancheranno, le polemiche per questa decisione, ma stavolta ha avuto ragione il tecnico di Testaccio. Chissà se sarà sufficiente il chiarimento andato in scena lunedì; noi, umilmente e personalmente, riteniamo che un tecnico non debba mai rendere conto delle sue scelte ai giocatori, anche se si chiamano Totti. Ad ogni modo, la Roma torna sul pezzo, e lo fa dimostrando che non può giocare con due centravanti (Tottti e Borriello, per intenderci). L'Inter frena ma sembra essere sempre la squadra con qualcosa in più. Postilla: complimenti all'arbitro Morganti.
Balzo in avanti del Milan, che si porta a -2 dalla vetta battendo il Genoa in casa, e sembrando l'Inter di due anni fa. Per capirci, la prima Inter di Mou, quella in cui certe partite venivano risolte solo dal genio di Ibra. Accade lo stesso in Milan-Genoa, con i rossoneri che nel primo tempo sprecano ma soffrono anche tanto. Solo la splendida giocata dello svedese risolve la gara. A noi è sembrato di rivedere Inter-Bologna di due anni fa, quando Mourinho vinse solo ad un goal di tacco di Ibra. Ci sbaglieremo? Chissà. Il Genoa dimostra di poter essere una squadra credibile perchè sfiora il colpaccio a San Siro, ma dà anche l'idea di dover lavorare ancora tanto.
Continuano le montagne russe della Juventus, che dopo aver preso 3 goal dal Palermo ne fa 4 al Cagliari, trascinata da uno splendido Krasic, che si conferma come l'acquisto più importante del mercato bianconero. Solite indicazioni positive per Delneri per quanto riguarda gli incursori delle fasce, mentre continuano i guai in difesa. Citiamo l'opinione di Billy Costacurta, commentatore sky, che ci trova d'accordo: la linea di difesa juventina, a livello di movimenti, è ben messa in campo; peccato che a turno ognuno dei quattro sbagli qualcosa rovinando il lavoro. Abbiamo seri dubbi sulla possibile convivenza di Bonucci e Chiellini. Prima sconfitta per il Cagliari, che cade solo per oscene distrazioni in difesa. Dal centrocampo in su la squadra di Bisoli fa intravedere delle ottime cose e degli ampi margini di miglioramento.

Sorprende la Lazio, che va a vincere a Verona ed aggancia l'Inter in testa alla classifica. Non durerà, ma è una soddisfazione per Edy Reja, vero creatore ed artefice di questa Lazio. Edy ha voluto Hernanes, ha spinto per il rinnovo di Ledesma e sta sapientemente ruotando i giocatori per tenere a bada i personalismi dello spogliatoio. Tatticamente, Ledesma, Mauri ed Hernanes sono il fulcro di una Lazio che ha buone individualità anche in difesa. In attacco i goleador si alternano (è tornato Zarate? aspettiamo conferme, nda), ma una menzione va fatta per Floccari, che si sbatte dal primo all'ultimo minuto per la squadra. Il Chievo conferma i patemi casalinghi, sembrando davvero una squadra da trasferta. Contro la Lazio non tira quasi mai in porta, e come se non bastasse perde anche Pellissier per infortunio. Resta comunque una delle gradevoli sorprese di avvio di stagione.
Prima vittoria per la Fiorentina di Mihajlovic contro il Parma orfano di Giovinco. Solito rigore di Ljajic e gollonzo di De Silvestri, insomma non proprio un'affermazione limpida, ma questi tre punti valgono come l'ossigeno per un essere umano. Marino, dal canto suo, dovrà lavorare su questo Parma, che tanto bene aveva fatto in avvio, salvo poi perdere punti lontano dal Tardini. Ed è questo un trend che va rovesciato.
Il Palermo fa un pò come la Juve, accontentandosi di un pari casalingo contro il Lecce dopo aver dominato a Torino. Insomma, squadra in cerca di stabilità, guidata sempre da un grande Pastore, nostra passione personale. Peccato per il povero raccattapalle della Favorita, che ha fatto svanire il possibile 3-2 all'ultimo assalto. Il Lecce ha stupito tutti andando addirittura sul 2-0, ma il crollo finale ci fa capire che la squadra di De Canio è destinata a soffrire.
Colpo Napoli a Cesena. Mazzarri fa turnover e sbaglia, dato che contro le seconde linee partnopee il Cesena va in vantaggio con Parolo. Poi entrano Cavani e Gargano e la musica cambia, del tutto. Protagonista l'uruguagio con una doppietta: nessuno si aspettava tutti questi goal da Cavani, attaccante di spicco ma mai così prolifico. Tutto ciò è manna che scende dal cielo per il Napoli. Seconda sconfitta in fila per il Cesena, che forse ha già esaurito la magia delle prime giornate. C'è un'attenuante: il vantaggio del Napoli arriva su rigore inesistente ed inventato dall'arbitro. Un brutto errore, ma meritano i complimenti gli addetti ai lavori del Cesena, che protestano garbatamente e senza alzare la voce.

Primo punto per l'Udinese, che blocca sullo 0-0 casalingo una Samp che non vince dalla prima giornata. Poco da dire sulla partita, ed allora parliamo del campo dello stadio Marassi di Genova, che è davvero il più brutto d'Italia. Due belle squadre come Samp e Genoa non possono giocare in serie A su un terreno così, che sembra più un giardino urbano che un campo di calcio. Davvero una vergogna.
Torna a vincere il Bari, contro un Brescia mai arrendevole. E non è un caso che la vittoria sia stata firmata da Barreto, giocatore preziosissimo per Ventura.
Chiude il cerchio la partita degli episodi fra Catania e Bologna. Altro rigore inventato, per gli emiliani stavolta, pareggiato dall'incredibile autorete di Britos, che ha ricordato Pancaro in un Lazio-Napoli di tanti anni fa.

giovedì 23 settembre 2010

Il Commento


Puntuale come un orologio svizzero, va in onda l'approfondimento sul quarto turno di campionato. Conferme, cadute, rabbia, insoddisfazioni. Tutto questo in due giorni di calcio davvero appassionanti. Non perdiamo altro tempo, c'è tanto da dire.

Partiamo dalla conferma più importante. Ce la regala l'Inter, che si ritrova già da sola in testa alla classifica, con 5 punti in più rispetto al Milan, 6 sulla Juve ed 8 sulla Roma, tanto per citare le rivali più accreditate. Come se non bastasse, il quadro è reso ancora più roseo dal ritorno al goal del Principe Milito, che mette a segno una doppietta, come Eto'o, utile a stendere il Bari. Cercate altre conferme? Ve le regala il camerunese, che tocca quota 8 goal in 7 partite ufficiali giocate. I pugliesi entrano in campo con il piglio giusto, spaventano l'Inter con una grande azione ad inizio partita (sarà palo di Almiron), ma poi scompaiono, schiacciati dall'incredibile superiorità dell'avversario, che a San Siro sembra davvero insuperabile.
Il Milan non decolla, e mette in mostra ancora una volta tutti i suoi problemi. Allegri si intestardisce e propone il tridente pur non avendo Pato: è un errore grave, perchè Boateng nel ruolo di punta esterna non può valere come se giocasse centrocampista. Inoltre si sente l'assenza di Ambrosini, perchè Gattuso, Seedorf e Pirlo soffrono tanto e non danno consistenza al centrocampo. Dinho gioca da fermo ma è un genio, Ibra è un mago di opportunismo, e castiga la Lazio al primo ed unico errore della difesa biancoceleste. Un'ottima Lazio, davvero, che non si perde d'animo e trascinata da un grande Hernanes trova il pari con Floccari. Reja manda in campo una formazione particolare, azzeccando la mossa Cavanda (complimenti) ma non quella di mettere dentro Foggia, troppo avulso dal gioco. Complimenti anche a chi ha portato Hernanes alla Lazio, perchè siamo davvero di fronte ad un ottimo giocatore. Bello anche l'esordio dell'aquila in carne ed ossa, emozionante.
La Roma...beh, qui bisogna aprire una lunga parentesi. Confermato quanto scritto nell'articolo di ieri (che ha suscitato molte polemiche), a grande richiesta, in questo commento, andiamo ad analizzare la partita. Il sig. Russo, arbitro del match, sbaglia tutto quello che può sbagliare un direttore di gara. Certo, in questo gli danno una bella mano gli assistenti. Si prenda il rigore per trattenuta su Borriello e lo si paragoni a quello dato alla Fiorentina sabato contro la Lazio: se il secondo è rigore (dubitiamo) il primo allora è da arresto in flagranza di reato. Come si fa a non vedere il mani di Hetemaj in area? Davvero non sappiamo. Rigore ed espulsione di Mexes: l'arbitro dalla prospettiva poteva pure essere ingannato (in presa diretta non è una decisione facile); toccava al guardalinee scagionare Mexes, ma non l'ha fatto. Piccola critica al francese per la reazione: siamo fermamente convinti che i calciatori in campo non debbano protestare, figuriamoci mettere in scena quella reazione isterica. Insomma, la vittoria del Brescia è frutto di tanti, ma tanti, errori dell'arbitro, vero protagonista del match. E' un peccato per Ranieri, che aveva visto segni di ripresa dalla squadra. Certo, il calendario sembrava benevolo, ma la Roma ora ha 2 punti, sabato c'è l'Inter e domenica prossima i giallorossi andranno a Napoli. Cosa succederà?

Il Palermo di Delio Rossi si prende la prima vittoria dell'anno e lo fa sul campo della Juve, sempre più simile ad una montagna russa. Reduci dallo show di Udine, i bianconeri ne prendono tre dai ragazzini terribili di Delio e rispondono col solo, inutile, goal di Iaquinta. I rosanero dimostrano di saperci fare sul mercato, Walter Sabatini in questo è forse uno dei migliori operatori d'Europa. Pastore ed Ilicic, tanto per citarne due, sono giocatori dal futuro assicurato. Soprattutto il primo, che riteniamo essere, in questo momento, il miglior giocatore del campionato.
Per quanto riguarda la Juve, Delneri dovrà lavorare ancora tantissimo. Solita buona partita di Krasic, ma le punte non riescono a finalizzare. Stupisce la sostituzione di Del Piero, proprio in un momento in cui serviva attaccare a pieni ranghi.
Si dividono la posta Fiorentina e Genoa, in una partita che non fa contento nessuno. La stagione di queste due squadre stenta a decollare. Non ci stupisce della Fiorentina, dato che da tempo avevamo puntato il dito verso i problemi di questa squadra. Ci sorprendono tutte le difficoltà del Genoa: squadra rinnovata, forse Gasperini ha bisogno di altro tempo per plasmarla al meglio. Fatto sta che dopo quattro giornate il Genoa ha 5 punti. Non benissimo.
Crollo del Napoli, che ospita il Chievo e si porta in vantaggio con Cannavaro. Poi è notte fonda: il Chievo fa tre goal con Pellissier (due per lui) e Fernandes. Due belle parate di Sorrentino permettono ai venenti di tornarsene a casa con tre punti che valgono tanto oro quanto pesano. I padroni di casa dovranno fare quadrato: stupenda la reazione allo svantaggio con la Samp di domenica, oscena la gestione del vantaggio di mercoledì. Senza parlare dello svarione dello stesso Cannavaro, che ha mandato in goal Pellissier chiudendo il match.

Il Cesena perde per la prima volta in questa stagione e lo fa sul campo del Catania. Gli uomini di Giampaolo hanno giocato molto meglio, schiacciando la sorprendente squadra di Ficcadenti. E poi è tornato a segnare Maxi Lopez. Il Cesena dovrà stare tranquillo e tornare a fare punti in casa.
Il Bologna batte l'Udinese con grande fortuna e relega i bianconeri all'ultimissimo posto con zero punti. La partita la fanno Di Natale e company, andando in vantaggio e colpendo due traverse incredibili, a due passi dalla porta. Per il Bologna pareggia Gimenez, ma il goal decisivo è del solito Di Vaio, sempre allo scadere. Risultato che suona tanto di beffa, per un'Udinese che meriterebbe di avere almeno 4 punti nella sua classifica.
Chiudiamo con Lecce - Parma e Cagliari - Sampdoria. Due pareggi in cui ha regnato la noia. In sostanza, il risultato stava bene a tutte le squadre.

martedì 21 settembre 2010

Il Commento


Terza giornata di campionato, nemmeno il tempo di analizzarla che ci si tufferà subito nel turno infrasettimanale, per poi ritrovarci tutti nel weekend (e che weekend, con Roma-Inter!) grazie ad uno sciopero che appare ormai scongiurato. Ma, dopo questo sguardo al prossimo futuro, è il caso di tornare poco indietro, ed analizzare il terzo turno di questo bel campionato.

Sorpresa di inizio stagione: il Cesena è lì su, primo con l'Inter. E non è un primato facile, dato che è arrivato pareggiando con la Roma e battendo il Milan. L'unico commento giusto l'ha fatto il presidente dei bianconeri, che si è detto felice più per i 7 punti che per il primato. Giusto, i punti restano, il primato, gioco forza, se ne andrà. E per una neopromossa mettere fieno in cascina il prima possibile è fondamentale. Giaccherini è un giocatore da serie A di alto livello, Bogdani sta vivendo una seconda giovinezza (su queste pagine l'avevamo dato per bollito, facciamo parziale ammenda, ma attendiamo il proseguimento della stagione, nda). La vittima di giornata è un Lecce davvero bruttino, che non riesce ad approfittare della superiorità numerica grazie ad un gravissimo errore dell'arbitro (ci sarà un approfondimento sui fischietti su questo blog nei prossimi giorni, nda). Accanto al Cesena, molto più a suo agio, c'è l'Inter di Benitez. Già, perchè dopo la trasferta di Palermo, la squadra nerazzurra sembra appartenere sempre di più al tecnico spagnolo, che la sta plasmando a sua immagine e somiglianza. Ne risente più di tutti Milito, che non è più l'unica punta e non è a suo agio; ringrazia Eto'o, che è stato spostato più avanti rispetto ai tempi di Mourinho e sta segnando a raffica. Anche senza Sneijder, l'Inter ha avuto la meglio sul Palermo ed ha legittimato la vittoria creando tante occasioni da goal. I rosanero hanno giocato una buona partita, ma la classifica piange, ed ora c'è la Juve a Torino. Delio Rossi ha scoperto Ilicic e Bacinovic, due ragazza sloveni molto preparati, ed è ora conscio del fatto di avere in rosa un fenomeno, quel Javier Pastore che può cambiare gli equilibri di un'intera squadra. Le basi per ripartire ci sono tutte, l'impressione è che l'età media sia un pò troppo bassa per garantire l'esperienza necessaria.
Stenta ancora il Milan, che non va oltre un pareggio casalingo contro il Catania, peraltro andando sotto nel punteggio. Siciliani in vantaggio con un gran goal di Capuano, poi pareggiato dal solito Inzaghi. Senza Pato, i rossoneri hanno dimostrato che non hanno ancora le capacità giusta per scardinare difese chiuse a quattro mandate come quella del Catania, che ha fatto un ottimo lavoro di contenimento. Ibra non è ancora in forma, o forse non si è ancora inserito al meglio. Arriverà, come Robinho e Dinho. Ma per ora Allegri si coccola Boateng, muscoli e fosforo vitali per il suo centrocampo. Del Catania abbiamo accennato i pregi: organizzazione e spirito di sacrificio. Che si continui così, anche se si deve assolutamente sbloccare Maxi Lopez.
Disastro in casa Roma: il pareggio interno con il Bologna somiglia molto ad una sconfitta. Avanti 2-0, e con qualche aiutino arbritrale, i giallorossi crollano letteralmente nel finale e si fanno bucare due volte da Di Vaio, attaccante non più di primo pelo. Ranieri è in confusione: dopo lo sfogo di Sabato, commette un brutto errore inserendo Guillermo Burdisso al posto di Cassetti, preferendo l'argentino fuori posizione al Cicinho, portato in panchina per chissà quale motivo. Poi ci pensano Mexes e Rosi a combinare le frittate in campo. Bene Borriello (che ha svolto la preparazione con il Milan, sarà un caso?), mentre Totti cala drasticamente nel finale di gara. Il Bologna va applaudito per non essersi demoralizzato e per aver preso coraggio dal crollo giallorosso.

La Lazio espugna il difficile campo di Firenze e si proietta nelle zone alte della classifica. Bella prova della squadra di Reja, con il mister che ha azzeccato uomini e modulo. Piacevoli le giocate di Hernanes, ottimo Mauri, bravo Ledesma ed opportunista il giovane Kozak. Unica nota stonata la panchina di Zarate, che deve essere recuperato a tutti i costi se si vuole puntare in alto. La Fiorentina è a pezzi: infortuni, assenze forzate e scarsa forma di uomini importanti. Si vedano in tal senso le assenze di Jovetic, Mutu e D'Agostino, ed il pessimo Montolivo visto in campo sabato. Brilla Lijaic, che però è ancora troppo giovane per caricarsi la squadra sulle spalle. Il buco sulla fascia destra, poi, è tremendo: fra Cerci e Marchionni non si sa chi è peggio.
Juve a valanga contro una pessima Udinese. Splendidi i goal di Marchisio e Quagliarella, troppo polemica l'esultanza di Iaquinta, che ben avrebbe potuto evitarla. Delneri è vicino al trovare la formula giusta, grazie al lavoro degli esterni, tra cui spicca Krasic, davvero in stato di grazia. Da registrare ancora qualcosa in difesa, dove Chiellini e Bonucci soffrono. Ma davanti c'era davvero un avversario a pezzi, un'Udinese inguardabile che è ancora ferma a 0 punti.
Posticipo davvero interessante fra Sampdoria e Napoli. Succede poco per 80 minuti, compresa una traversa per parte, poi c'è il rigore di Cassano ed il ribaltone firmato Hamsik e Cavani. L'uruguagio si conferma a grandi livelli, mentre il ritorno al goal dello slovacco è fondamentale per Mazzarri, che trova la prima vittoria in campionato. La Samp, dopo essere andata in vantaggio, si siede e pecca di poca concentrazione. Un errore che avrà fatto molto arrabbiare Di Carlo.

In chiave salvezza, è fondamentale il colpo del Brescia a Verona, con una punizione meravigliosa di Diamanti. Vittoria meritata per l'11 di Iachini, che ha creato di più rispetto al Chievo. Osceno anticipo delle 12.30 fra Bari e Cagliari: bisogna ancora abituarsi a questo nuovo orario. Chiude il quadro la partita degli orrori: Parma - Genoa. Rigore per fallo di mano di Zaccardo che però non viene espulso; lo stesso Zaccardo segna il pari e poi non viene dato un goal al Parma con palla oltre la linea di porta. Cari fischietti, buon lavoro.

lunedì 13 settembre 2010

Il Commento


Dopo la pausa per le Nazionali, è tornato il campionato, con il solito turno pazzo che si colloca nelle giornate iniziali. E' stato un week-end molto particolare, con cadute spaventose ed inaspettate salite. Una sorta di montagne russe del calcio, che hanno tenuto gli appassionati incollati agli schermi (o al loro posto allo stadio) fin dalle 18 del sabato. Andiamo nello specifico, con il nostro consueto appuntamento sugli spunti offerti dal campionato.

Com'è, come non è, la "grande" che resiste all'urto delle prime giornate è sempre e solo l'Inter. Mourinho l'anno scorso, dopo due match, aveva 4 punti; altrettanti ne ha fatti Benitez, che ha battuto una splendida Udinese soffrendo più del dovuto. Il tecnico spagnolo ha mandato in campo il modulo della passata stagione, ed ha chiesto ad Eto'o lo stesso sacrificio di coprire sulla fascia. Sorprende la scelta di schierare dal primo minuto Biabiany, preferendolo a Pandev. Una spiegazione c'è, ed è la seguente: ieri era assente Maicon, perciò Rafa ha preferito mettere un giocatore di velocità sulla fascia orfana del brasiliano. Ragionamento calzante, ma il giovane attaccante è apparso ancora acerbo. Ottime le prove del camerunese, sopra citato, di Senijder e di Lucio, quest'ultimo autore di un bel goal. Da rivedere Mariga e Chivu, che appaiono in difficoltà: il primo fa il suo in fase di interdizione mentre balbetta quando si tratta di organizzare il gioco; il secondo è lontanissimo dalla forma migliore. L'Udinese vista a San Siro ha grandi margini di miglioramento, specialmente perchè ancora non si è sbloccato Di Natale. Ci limitiano semplicemente a dire che Inler, Sanchez ed Asamoah sono tutti giocatori pronti per un top team.
Veniamo alle noti dolenti del weekend, specialmente del sabato. Febbre del sabato sera, ma in senso del tutto negativo, per Milan e Roma, che collassano in trasferta. Gli Allegri boys, con Ibra all'esordio, vengono tritati nel primo tempo dal Cesena, che torna in serie A davanti al suo pubblico dopo 19 anni. Bogdani e Giaccherini si prendono gioco di tutta la difesa del Milan, che presenta un Thiago Silva acciaccato ed un Sokratis da livello dilettantistico. Nel secondo tempo i tre attaccanti, con Inzaghi e Robinho entrati in corsa, smuovono qualcosa, e si vedono annullati due goal per situazioni dubbie. Ibra, peraltro, calcia un rigore sul palo. Bravi Galliani e Berlusconi a prendersela con l'arbitro, per togliere pressione alla squadra; ma questo Milan, secondo alcuni addirittura più forte dell'Inter, deve ancora lavorare tanto per trovare gli equilibri. Ottimo davvero il Cesena, che ha già fermato Roma e Milan; la vera sorpresa dell'inizio campionato è la squadra di Ficcadenti.
La Roma crolla, implode, a Cagliari. Marcature aperte dal solito Daniele Conti, altro che figliol prodigo, che poi è protagonista sfortunato dell'entrata assassina, da codice penale, di Burdisso. In un secondo crolla il mondo sulla testa di Ranieri: rigore, espulsione, e fuori Totti per l'esordio di Burdisso junior. Finirà 5-1, una batosta vera e propria. Qualche numero: la Roma non vince a Cagliari dal 1995; la stessa squadra giallorossa non prendeva 5 goal da un roboante 4-5 casalingo contro l'Inter datato 1996, ma erano i tempi di Zeman, e subire così tanti goal faceva parte del gioco. E' ancora prestissimo per dare giudizi, ma le scelte di Ranieri non convincono: la Roma ha un centravanti di peso come Borriello ma nessuno in grado di servirgli cross dalle fasce (chi deve farlo, Menez? Non scherziamo). Ranieri deve inventarsi delle ali in grado di arrivare sul fondo, e deve farlo in fretta. Il gioco in verticale rischia di bloccare l'attacco, così come è stato pensato. Il Cagliari ha giocato davvero bene, puntando su un modulo interessante e votato all'attacco. Bisoli ha il materiale per fare bene, stiamo a vedere.

Il big match dell'Olimpico di Torino finisce con un roboante 3-3 che lascia l'amaro in bocca ai tifosi di entrambe le squadre. Una partita pazza, con le difese di Samp e Juve che sono assolutamente da rivedere, ma anche con due ottimi attacchi. La Samp fa a meno di Pazzini ma ha in Pozzi il giusto terminale offensivo per le grandi giocate di Cassano. Il modulo di Di Carlo fa un'ottima figura davanti all'allenatore che l'anno scorso era stato idolatrato nella Genova blucerchiata. La Juve fatica ancora tanto, ma fa registrare dei passi in avanti, soprattutto nel reparto offensivo. Krasic si presenta alla grande davanti ai suoi tifosi, Pepe e Quagliarella vanno finalmente a segno, e Marchisio ritrova il goal. Buone dunque le prove delle ali, ma, lo ripetiamo, in difesa bisogna intervenire. Ed è un intervento che sta a cuore a tutti, dato che i due centrali della Juve sono anche quelli della nazionale.
Nella partita della "mezza" (prima volta per questo nuovo orario) il Brescia porta a casa 3 punti immeritati contro il Palermo. Sembra un giudizio troppo maligno, ma non è così: basta pensare sl rigore inesistente concesso alle rondinelle per un presunto fallo di Munoz (arbitrava Tagliavento, che tanti opinionisti considerano il miglior arbitro italiano; questo blog rivendica da sempre la sua posizione, secondo cui il fischietto ternano non è assolutamento il migliore sulla piazza); oppure alle grandi parate di Matteo Sereni, tra cui spicca quella su uno splendido Pastore. Qualche dubbio sulla formazione mandata in campo da Delio Rossi: complimenti per il coraggio di schierare tre "avanti" giovanissimi (Pastore, classe 1989; Hernandez, 1990; Kasami, 1992); da rivedere l'idea dell'albero di Natale, con il solo Hernandez davanti. Non ha convinto.
Non convince nemmeno la Lazio, che però batte il Bologna all'Olimpico con un 3-1 maturato nel secondo tempo. Zarate inguardabile nella prima frazione e sostituito da Kozak nell'intervallo (buona prova del lungagnone ceco); Matuzalem che non entra in campo negli ultimi minuti per una fantomatica colica renale; Mauri che rientra in campo dopo giorni di lamentele ed è subito decisivo. Insomma, per Reja c'è tanto da lavorare. Due gli obiettivi che fissiamo a breve termine per l'allenatore della Lazio: trovare un modulo fisso (in ritiro ha provato solo la difesa a 3, ieri la linea era a 4); piazzare Hernanes nella giusta collocazione in campo. Sufficiente la prova del "Profeta", con grandi margini di miglioramento. Il Bologna ha recitato lo stesso canovaccio con cui aveva fermato l'Inter: difesa ad oltranza e tentativi di ripartenze. Poca roba, squadra da 0-0, con la quale è difficile segnare. Da Malesani ci si aspetta qualcosina di più.

Grande Chievo Verona, che espunga Genova ed è solo in testa alla classifica a punteggio pieno! Genoa in vantaggio con Destro, ragazzo giovane e promettente. Poi il crollo ed i tre goal del Chievo. Sempre il solito Chievo, compatto e forte. Il Genoa stupisce in negativo: Gasperini ha per le mani un'ottima squadra, ora deve plasmarla. In attesa di tempi migliori.
Nel posticipo fra Napoli e Bari arriva un pareggio ricco di goal, 2-1, e tante emozioni nel finale. Segna subito Barreto, che si fa male e deve uscire; pareggia Cavani (primo goal al San Paolo, sarà un grande anno per lui) e Paolo Cannavaro infila il vantaggio; dopo solo un minuto, però, Almiron serve una gran palla a Castillo che sigilla la partita sul pari. Risultato tutto sommato giusto, tra due squadre estremamente interessanti.
Vince il Catania in casa col Parma, anche stavolta immeritatamente. Due rigori che sommati non ne farebbero nemmeno uno intero, mentre i parmensi spingono per tutta la partita e trovano il goal solo con un grande Giovinco a fine partita su punizione. Marino recrimina, Giampaolo striglia i suoi. Hanno entrambi pienamente ragione.
Cade la Fiorentina a Lecce; va tutto storto ai viola, se pensiamo che è Montolivo a dare l'assist a Di Michele per il goal, e che il guardalinee segnala un fuorigioco inesistente annullando il goal di Kroldrup. Sinisa dovrà lavorare sulla grinta dei suoi, gli schemi verrano in futuro.

martedì 31 agosto 2010

Il Commento


Prima giornata di campionato: tante sorprese, qualche conferma ed una certezza...Sarà una grande stagione! Ricominciamo quindi con le vecchie abitudini, proponendo questo primo commento alle partite di apertura.

Analizziamo subito le "grandi", o presunte tali, che si sono presentate ai blocchi di partenza con tale appellativo. Spicca senza dubbio il Milan, che ha avuto davanti un avversario non degno di tale nome, ma che ha subito imposto la propria forza. Il 4-0 casalingo contro il Lecce dice qualcosa, ma lascia spazio ad una crescita che appare inevitabile. Forse galvanizzati dalla presenza di Ibra in tribuna, presentato poi con tutti i fasti del caso nell'intervallo, i giocatori rossoneri danno vita ad un primo tempo roboante, chiuso con la doppietta di un Pato in splendida forma ed il gol di un ottimo Thiago Silva. Sigillo finale per l'eterno Pippo Inzaghi. Dal campo si percepisce l'immagine di una squadra per forza di cose votata all'attacco (reparto nettamente migliore), che un Ibra e forse anche un Robinho in più. Allegri può stare tranquillo e godersi l'opulenza del reparto offensivo, ma dovrà anche lavorare sulla difesa, e soprattutto sulla tenuta dei suoi giocatori. Insomma, il problema recente del Milan è stato rappresentato dai troppi infortuni, che possono colpire i giocatori di età avanzata. Ed in questa squadra ce ne sono parecchi.
Passando alle altre, registriamo solo delusioni. Abbastanza cocenti quelle di Roma ed Inter, tremenda quella della Juve. La Roma ha aperto il suo campionato sabato contro il Cesena all'Olimpico. Goleada, direte voi. Macchè, rispondiamo scettici. Alla squadra di Ranieri è mancata la corsa, e con questa anche le idee, necessarie per superare una compagine ben messa in campo come il Cesena visto all'opera al ritorno in serie A dopo 19 anni. Gli uomini di Ficcadenti hanno recitato il canovaccio alla perfezione, difendendo con ordine e non disdegnando il contropiede, denotando una buonissima forma fisica. Restiamo dell'idea che per salvarsi, gli emiliani necessitano di qualche altro innesto, visto che gente come Appiah e Bogdani sembra aver già dato tutto, però l'avvio è incoraggiante. La Roma, dal canto suo, può essere contenta solo della condizione di Totti, che è apparso tonico e molto ben preparato: ha corso per 90 minuti ed ha creato le occasioni più pericolose. Malissimo Vucinic, lento e molto poco lucido sotto porta; male anche Menez, che ha fatto poco più del compagno. De Rossi ha bisogno di riposo assoluto, non ha mai staccato da due anni a questa parte ed ora come ora è impresentabile. In difesa bene Riise e Juan, mentre soffrono Cassetti e Mexes. Specialmente il francese è autore della solita brutta partita: l'arrivo di Burdisso è una manna in tal senso.
L'Inter non va oltre uno striminzito 0-0 contro il Bologna, che si chiude a difesa della propria porta. Ci sta la difficoltà di recuperare dalla sconfitta di venerdì in Supercoppa contro l'Atletico, ma non ci sta il modo in cui i nerazzurri stentano in avanti. Benitez dice di avere poche punte, in realtà il problema non è questo: Milito è del tutto fuori forma, Eto'o non punge e Sneijder da solo non può cambiare le sorti dell'attacco. La pausa farà davvero bene a questa squadra, che resta la più forte in Italia ma che deve anche iniziare a dimostrarlo sul campo.
Capitolo Juve: sconfitta a Bari, e ci può stare. Confusione tattica di Delneri, e questo deve essere evitato. Il tecnico ex Chievo non lancia grandi segnali alla prima uscita bianconera. Mette nella mischia subito Krasic e gli fa cambiare fascia ogni cinque minuti; stesso discorso per uno spaesato Quagliarella (ma questa era una scelta obbligata); sulla fascia sinistra schiera un impresentabile De Ceglie, letteralmente mangiato vivo da Alavarez; insiste malamente con Pepe, e poi inserisce Martinez tenendolo in campo per mezz'ora pur essendo questo infortunato (cambi finiti, va bene, ma forse era meglio giocare in dieci). Gli errori del tecnico sono evidenti, ma non irrecuperabili. Qualche giocatore arriverà in questo finale di mercato, poi tutte le responsabilità dovranno essere addossate all'allenatore juventino. Per il resto, solito grande Bari casalingo, che con il gioco veloce di verticalizzazioni ha davvero surclassato gli avversari e regalato un grande pomeriggio ai suoi tifosi. Complimenti a Ventura, che ha un compito difficilissimo: confermarsi e ripetere la stagione passata.

Veniamo alle altre, quelle sotto le grandi, diciamo così. Fiorentina-Napoli è una splendida partita: il gol di Cavani è un abbaglio dell'arbitro, ma il pari è un risultato giusto. Si sono affrontate due squadre che lotteranno per l'Europa, ed hanno dimostrato di avere delle credenziali importanti. Stupisce l'impatto dell'uruguagio, forse maturato del tutto, e quello di Mihajlovic, che ha già dato una fisionomia alla squadra. Troppo nervosismo però, specialmente per Vargas, che si fa ingenuamente espellere. A Marassi va di scena Samp-Lazio: un'ora di supremazia biancoceleste, un quarto d'ora di forcing doriano, e la spuntano i padroni di casa. Decisivo il rigore stupidamente concesso da Lichtsteiner, che atterra Dossena in area; il raddoppio di Guberti è frutto di un intervento scomposto di Muslera. Insomma, due episodi condannano un'ottima Lazio, arrembante soprattutto nel primo tempo, ma incapace di capitalizzare le notevoli occasioni capitatele. La Samp mette in mostra il cinismo della grande squadra, condito dalla rabbia per la fresca eliminazione dalla Champions, e si prende i 3 punti. Postilla: il campo di Marassi è indecente.
Il Palermo non va oltre lo 0-0 casalingo con un Cagliari estremamente difensivo. Le fatiche europee si fanno sentire, e stavolta Pastore ed Hernandez brillano di meno rispetto al solito. Poco da dire su questa partita: il campionato del Palermo deve ancora cominciare, e sarà competitivo. Il Genoa si prende tre punti sofferti ad Udine. Toni si fa male subito, gli altri nuovi ancora non incidono. Deve decidere un "vecchio" sul piede di partenza, Mesto, con un gol da cineteca, destinato a diventare uno dei più belli del campionato. Gasperini ha tanto da lavorare, ma la base è ottima. L'Udinese anche offre spunti interessanti, specialmente sulla fascia destra, quando agiscono tutti insieme Di Natale, Sanchez e Quadrado. Il cileno in realtà non ha una posizione fissa, ma grande licenza di allargarsi su entrambe le fasce. Squadra da rivedere quando avrà Denis al posto del poco convincente Floro Flores.

Chudiamo la rassegna con le vittorie di Chievo e Parma. I veneti battono un Catania interessante ma davvero distratto. Il primo gol clivense deriva da un impasse difensiva dei siciliani paurosa, mentre il secondo è un rigore gentilmente concesso dal difensore Alvarez. Il Parma si impone sul Brescia nettamente e mette in mostra la star Giovinco, che ha l'ultima occasione per dimostrare qualcosa. I gialloblu hanno appena acquistato Candreva, per dare risalto ad un centrocampo estremamente interessante. Possono fare ottime cose. Le rondinelle devono rodarsi, ma saranno coinvolte in un'estenuante lotta per la salvezza.

lunedì 17 maggio 2010

Il commento


Va in archivio lo splendido campionato 2009-2010, che sarà ricordato come quello della consacrazione dell'Inter a miglior squadra della storia recente. Tuffiamoci quindi insieme nelle considerazioni e nei commenti finali per tracciare un bilancio il più completo possibile.

Si deve partire dalla testa, dai Campioni d'Italia, e cioè da questa meravigliosa Inter. Una settimana fa è arrivata la Coppa Italia, ora lo Scudetto e sabato si gioca la Finale di Champions. Una meraviglia, una corsa irrefrenabile contro tutto e tutti. La partita di Siena è sofferta, l'Inter attacca ma i padroni di casa, già retrocessi in serie B da tempo ormai, rinunciano a giocare e si chiudono in 11 a difesa della porta. Due sono i pali colpiti nel primo tempo dai nerazzurri, con Curci che sventa almeno altre tre occasioni. Peraltro, sul finire della prima frazione, arriva il doppio vantaggio della Roma a mettere pressione sulla squadra di Mourinho. Ma l'Inter non cede, l'Inter non può cedere, convinta che a forza di provare il goal sarebbe arrivato. E così è stato, e se c'è un pò di sentimento nel calcio, sta tutto nella rete dell'Inter: la segna Milito, il bomber della stagione, su assist di Zanetti, il capitano, che ha giocato la sua migliore stagione alla tenera età di 36 anni. Il resto è accademia, senza però farsi mancare un brivido con Julio Cesar che si fa scappare una palla innocua. Una postilla per Aleandro Rosi, scuola Roma: il nervosismo con cui prende a calci ed a male parole Pandev e Stankovic tradisce il suo trascorso alla corte di Trigoria e di Totti, che deve avergli insegnato bene il mestiere. Insomma, Inter Campione, Inter fortissima, ma dei nerazzurri parleremo ancora in settimana, visto l'avvicinamento alla Finale di Champions, quindi è il caso di concentrarci sugli altri.

Parliamo della seconda in classifica, che si fregia della vittoria dello scudetto morale (tanti i tifosi romanisti visti in tv che hanno parlato da campioni d'Italia virtuali) ma alla fine della fiera rimangono all'asciutto. Una super stagione quella della Roma, che con mister Ranieri ha trovato gioco, voglia, verve e motivazioni. Non è un dato da poco il fatto che il tecnico testaccino, nelle 36 partite allenate, ha fatto più punti dello Special One. Il merito di Ranieri è stato quello di aver allenato bene i suoi: probabilmente si è visto il miglior Vucinic di sempre; un grande Risse; un ottimo Pizarro; un guerresco Burdisso. E' mancato De Rossi, spremuto da una stagione senza riposo, e Totti ormai non può più essere continuo come un tempo. Inoltre ci si era illusi di aver pescato alla grande prendendo Luca Toni a Gennaio salvo accorgersi poi di aver acquisito, seppur in prestito, un giocatore decisamente finito. Tecnicamente si è vista una buona Roma, molto arrembante e decisa a non mollare mai. La gara contro la Samp è stata lo specchio della stagione del club di Trigoria: un tempo da grandissima squadra, e l'altro senza più energie. Morale? L'ennesimo secondo posto e prospettive tutt'altro che ottimistiche, come analizzeremo nei prossimi giorni.

In Champions, attraverso i preliminari, alla fine ci va la Samp, di cui sopra. La giustiziera di Inter e Roma, avendole battute tutt'e due. La squadra di Delneri, che ora raggiungerà Marotta alla Juve, di Cassano ma soprattutto di Pazzini, protagonista di un'annata strepitosa, da bomber vero e puro. Sono 19 i goal del Pazzo, compreso quello di ieri decisivo contro il Napoli. Il Palermo, dal canto suo, ha il merito di averci provato fino alla fine, e non è una cosa da poco. Diciamo una banalità: forse entrambe meritavano di finire in Champions.
Come sappiamo, il terzo posto è del Milan, ma sui rossoneri dovremo approfondire tutti i discorso.
Parteciperanno all'Europa minore, ma lo sapevamo già, insieme ai siciliani, il Napoli e la Juve, ma con sentimenti contrastanti. Anche questo è un tema già analizzato.

Tante le lodi per Bari e Parma, neopromosse che si sono salvate con largo anticipo e con grande tranquillità. Soprattutto la squadra di Ventura ha giocato un girone intero da grande protagonista, mettendo in scena un calcio fresco, frizzante e veloce, valorizzando giocatori che sono stati di fatto gli scarti delle grandi (si vedano Alvarez, Barreto ed Almiron su tutti). Anche il Parma ha fatto un girone d'andata oltre le proprie reali possibilità, salvo poi calare nettamente nel ritorno. Ora in Emilia si apre un momento di riflessione, perchè sarà difficile ripartire, e molto probabilmente dovrà essere fatto senza Guidolin.
Orrenda invece l'annata della Fiorentina, che chiude in una posizione del tutto anonima (11esima) e dovrà rifondare. Prandelli è appetito dalla Federazione per guidare la Nazionale, sarà un braccio di ferro davvero duro. Un pò le stesse sensazioni che provano i tifosi genoani, per una stagione davvero incolore.

Si salvano anche Lazio, Catania, Bologna, Chievo, Cagliari ed Udinese. Della Lazio abbiamo già parlato, le altre le trattiamo in pillole. Il Catania ringrazia un grande allenatore (Mihajlovic) ed un bomber scoperto per caso (Maxi Lopez); il Bologna conquista una salvezza più tranquilla rispetto allo scorso anno; il Chievo conferma il buon lavoro svolto da Di Carlo, che è arrivato molto probabilmente ai saluti; il Cagliari è in vacanza da mesi ormai; l'Udinese, un pò come la Lazio, si è trovata a lottare per posizioni che non le appartengono, ma ci ha lo stesso regalato il capocannoniere (Di Natale, 29 goal) che sarà la speranza per i Mondiali.

Retrocedono, infine, il Livorno, il Siena e l'Atalanta. Le due toscane meritatamente vanno in serie B, perchè composte da organici davvero da serie cadetta. L'Atalanta paga invece l'avvio stentato e la fretta nell'allontanare mister Gregucci.

Insomma, la Serie A è ai saluti. Ora però non perdiamoci d'animo, si cambia solo prospettiva. Manca meno di un mese all'inizio dei Mondiali sudafricani!

lunedì 10 maggio 2010

Il commento


Penultimo turno in serie A, con qualche verdetto nuovo ed altri che ancora si fanno attendere. Come al solito, analizziamo le varie fasce del campionato, cominciando dalla lotta per lo scudetto.

La festa è rinviata, e questo a San Siro non è piaciuto. L'Inter soffre solo 10 secondi contro il Chievo, salvo ribaltare poi la situazione e regalare perle di rara bellezza ai suoi tifosi, che ben avrebbe fatto da contorno alla festa scudetto. Maicon si traveste da assist-man e manda in porta Cambiasso per il 2-1, mentre Milito disegna l'ennesima opera d'arte con un tocco sotto a scavalcare Sorrentino per il 3-1. Quarto goal firmato Balotelli, con un morbido pallonetto su lancio dell'ispiratissimo Maicon. Poi si registra il ritorno del Chievo con Granoche e Pellissier, ma il risultato non è mai stato in discussione. L'Inter credeva di chiuderla già ieri, vista la fatica immensa della Roma contro il rinunciatario Cagliari visto ieri all'Olimpico. I giallorossi già nel primo tempo approfittano della mancanza di motivazione dei sardi, e colpiscono un paio di pali, facendo però vedere qualche importante segnale di stanchezza. Nella ripresa succede di tutto: Cagliari in vantaggio per sbaglio con una punizione di Lazzari, dopo che Jeda aveva appoggiato la palla fuori da solo contro Julio Sergio; Matri sbaglia il facile raddoppio che avrebbe chiuso tutto; Totti approfitta delle marcature larghe dei difensori cagliaritani e segna il pari, raddoppiando poi su rigore giusto. La doppietta di Totti non lo riabilita rispetto ai fattacci di mercoledì sera ma contribuisce a tenere ancora aperto il campionato. Tatticamente la gara dell'Olimpico ci ha datto l'ultima conferma del fatto che la Roma non può schierare Toni e Totti insieme, dato che si pestano terribilmente i piedi e si annullano a vicenda. Fisicamente la Roma dimostra ancora di essere stanca, dato che ci sono voluti tanti minuti per segnare ad un Cagliari in gita turistica. Normale partita di fine stagione insomma, proprio come Lazio - Inter, che, però, chissà perchè, ha destato tanto scandalo. Vorremmo non tornare più sull'argomento, ma vi lasciamo con un interrogativo: ieri il Cagliari nell'intervallo ha tolto Marchetti per mettere Lupatelli (campione d'Italia con la Roma nel 2001); se la Lazio contro l'Inter avesse tolto Muslera per Berni alla fine del primo tempo, cosa sarebbe potuto succedere? La risposta è semplice.

Il Milan perde a Genova in una squallida partita a porte chiuse, ma conquista matematicamente il terzo posto. Ora si può pensare al futuro, con Leonardo che annuncerà già questa settimana, forse, il suo addio. La dirigenza sembra aver scelto Van Basten, mentre lo spogliatoio spingerebbe per la soluzione Galli-Tassotti. Ad ogni modo, il cambio ci sarà sicuramente. E domenica si gioca un Milan-Juve completamente inutile, chi l'avrebbe mai detto?
E' il quarto posto a scottare, con la Samp che strappa il pari a Palermo e sembra avere in mano mezzo biglietto per i preliminari di Champions. Servono due rigori per decidere il risultato al Barbera, con goal di Pazzini e Miccoli (forse brutto infortunio per il secondo). La partita è godibile, tesa ma bella, vista la posta in palio. Va detto che Hernandez ha avuto l'opportunità di segnare il goal della vittoria per i padroni di casa, ma una sbandierata sbagliata da parte del guardalinee glielo ha impedito. Ora sarà l'ultimo turno a decidere: la Samp ospiterà il Napoli, ed avrà l'aiuto del suo pubblico; il Palermo farà visita ad un'Atalanta ferita. Due impegni che non dovrebbero presentare difficoltà estreme.

Capitolo Europa League. Il Napoli batte l'Atalanta e vola al quarto preliminare, che si giocherà ad Agosto. La Juve perde malamente in casa con il Parma e si arrende ai preliminari di Luglio, uno spettro che era da evitare, visti anche i Mondiali che incombono. A Torino, l'abbiamo già scritto, si aspettano un giusto rinnovamento. Inoltre la tifoseria ha raggiunto un brutto livello di esasperazione, e l'ha dimostrato con gli incidenti di ieri pomeriggio. Stagione da impacchettare, nemmeno con garbo, e scaricare nel water.

Si definisce la zona retrocessione. L'Atalanta perde a Napoli e conferma le impressioni date dopo l'autogoal di Peluso di domenica scorsa, andando a fare compagnia a Livorno e Siena. Il Bologna si salva pareggiando con il Catania in casa e la Lazio va a vincere a Livorno, nel derby delle tifoserie, dimostrando di aver costruito la salvezza lontano dall'Olimpico. Ci ripromettiamo di affrontare nei prossimi giorni il discorso Lazio in maniera approfondita con un focus sulle prospettive biancocelesti. L'Atalanta cade meravigliando un pò tutti, dato che non era una concorrente accreditata alla retrocessione. Troppi gli errori commessi e le varie incertezze dimostrate: squadra prima affidata a Gregucci, poi a Conte ed infine a Mutti che, con tutto il rispetto, non è un allenatore proprio di grido. E poi si è deciso di puntare ancora su Doni, che non ha molte risorse nelle gambe. Non fosse per Tiribocchi, forse, l'Atalanta non avrebbe dovuto aspettare fino a questo momento per la retrocessione.

lunedì 3 maggio 2010

Il commento


Come già anticipato nel corso della settimana passata, prosegue la rubrica che analizza l'ultimo turno di campionato. Di carne al fuoco, oggi, ce n'è davvero moltissima, quindi tuffiamoci subito nell'attualità, con la premessa che lasceremo per ultima l'analisi del posticipo serale fra Lazio ed Inter.

A due turni dalla fine, la Roma riesce a vincere a Parma ed a continuare l'inseguimento, che altrimenti sarebbe divenuto disperato. Partenza lanciata degli uomini di Ranieri che segnano con Totti e poi raddoppiano nel finale con Taddei, facendo risultare inutile il goal di Lanzafame. Per una squadra di calcio, questo è il copione migliore possibile: si segna all'inizio e poi si chiude la partita nel momento migliore degli avversari. Da rivedere il goal di Totti, viziato da un probabile fallo di mano. Ciò non toglie che la Roma abbia meritato di vincere la partita, ma non toglie nemmeno il fatto che il Parma abbia fatto soffrire gli ospiti per almeno mezz'ora, e che questo certifica il debito d'ossigeno giallorosso. Ed in questa settimana c'è anche la finale di Coppa Italia, che toglierà altre energie, fisiche e psichiche.

Passiamo alla zona Champions, che troviamo esattamente come avevamo lasciato. O meglio, anche la matematica ci assicura che la rincorsa al quarto posto è una cosa fra Sampdoria e Palermo. Napoli e Juve sono fuori dalla lotta. E domenica prossima ci sarà lo scontro diretto alla Favorita. La bilancia sembra pendere leggermente verso i rosanero di Delio Rossi, che potranno approfittare del fatto di giocare in casa, dove hanno realizzato delle imprese straordinarie, mentre all'ultima giornata faranno visita ad un'Atalanta che probabilmente sarà retrocessa. Insomma, l'operazione sorprasso è possibile. La Samp, però, conferma di avere un Cassano in grande forma e si sbarazza agevolmente del Livorno.
La Juve pareggia anche a Catania e adesso deve assolutamente evitare di arrivare settima, perchè se così fosse dovrebbe fare gli orrendi preliminari di Europa League in programma a fine luglio. Lo stesso discorso vale per il Napoli, ora sesto, ma va visto in maniera diversa. Per la squadra di Mazzari è il vero ritorno in Europa dopo la parentesi di due anni fa, mentre per la Juve è lo specchio di un anno da buttare.

Giochi quasi chiusi in zona retrocessione. Il Siena fa compagnia al Livorno e, nell'annus horribilis del calcio toscano, se ne va in serie B con due giornate d'anticipo. L'Atalanta, in una partita incredibile,perde le residue speranze, ma per la matematica è ancora in serie A. Assurdo quello che è successo ieri a Bergamo. In rapida successione, Valdes ha sbagliato un rigore; Guarente ha segnato un goal che pesa molto sulla coscienza di Viviano, portiere del Bologna; Tagliavento, da molti definito il miglior arbitro italiano (non da chi scrive, nda), prima assegna un rigore ai felsinei e per le proteste conseguenti espelle Pellegrino, poi revoca il rigore, ma l'espulsione resta (pura follia); da ultimo, Peluso infila la palla nella propria porta e permette al Bologna di pareggiare e salvarsi. Già, perchè l'Atalanta ora per restare in serie A deve vincere entrambe le partite (a Napoli ed in casa con in Palermo) e sperare che Lazio e Bologna non facciano due punti nelle restanti due gare.

Ma veniamo finalmente a Lazio - Inter, la partita che pare aver scandalizzato tutti i finti benpensanti che purtroppo hanno colonizzato televisioni, radio e giornali sportivi. Ebbene, da un punto di vista tecnico non ci poteva proprio essere partita. L'Inter ha dimostrato di essere immensa quando ha voluto accelerare, e solo un grandissimo Muslera ha evitato la goleada. Poi è regola aurea del calcio che il goal alla fine del primo tempo taglia le gambe a chi insegue, ed a questo è valso lo stacco preciso di Samuel. Ma non facciamo gli ipocriti, come molti, troppi, stanno facendo in queste ore, ed analizziamo la questione dal punto di vista della tanto declamata sportività. E' evidente che il pareggio dell'Atalanta nel pomeriggio ha fatto perdere alla Lazio qualsiasi motivazione a dare il fritto per strappare almeno un punto alla corazzata di Mourihno, ed è altrettanto evidente che i punti salvezza non si devono fare contro l'Inter, ma contro Livorno ed Udinese, ammesso che alla fine ce ne sia bisogno. Ed allora perchè la squadra biancoazzurra doveva per forza fare un regalo alla Roma? Questo è un primo punto che solo chi è al centro di simili dinamiche può capire. Ma proviamo a spiegarla anche da un altro punto di vista, più oggettivo.
Se non ricordiamo male, nessuno si è lamentato per la condotta del Bari nella recente partita contro la Roma, nella quale gli uomini di Ventura non sono scesi in campo proprio con il coltello tra i denti. Ma non è una cosa strana. Si veda Chievo -Napoli di ieri, con i partenopei che dovevano vincere e l'hanno fatto ed i mussi volanti che non hanno più nulla da chiedere al campionato. Come farà il Cagliari domenica all'Olimpico contro la Roma. Sono dinamiche del calcio, chi non ha motivazioni forti lascia spazio a chi, invece, le ha. E questi benpensanti se ne accorgono solo ora?
Ultime due annotazioni. La prima: è incredibile sentire i rappresentanti della Roma condannare il comportamento, a detta loro, antisportivo della Lazio dopo che Totti per ben due volte con il pollice verso ha augurato la retrocessione ai biancocelesti (è un gesto sportivo questo?), dopo che De Rossi ha dichiarato di aver versato lacrime di gioia per la sconfitta della Lazio con il Catania ed a fronte del forte indebitamento della società della dr.ssa Sensi. Insomma, chi è senza peccato scagli la prima pietra. Seconda considerazione: davvero bello vedere allo stadio bambini dell'Inter accanto a tifosi della Lazio e viceversa, senza il minimo segno di tensione o la minima paura che potesse succedere qualcosa. Possibile che solo fra tifoserie gemellate debba regnare questo clima, che invece dovrebbe essere la normalità?