Penultimo turno in serie A, con qualche verdetto nuovo ed altri che ancora si fanno attendere. Come al solito, analizziamo le varie fasce del campionato, cominciando dalla lotta per lo scudetto.
La festa è rinviata, e questo a San Siro non è piaciuto. L'Inter soffre solo 10 secondi contro il Chievo, salvo ribaltare poi la situazione e regalare perle di rara bellezza ai suoi tifosi, che ben avrebbe fatto da contorno alla festa scudetto. Maicon si traveste da assist-man e manda in porta Cambiasso per il 2-1, mentre Milito disegna l'ennesima opera d'arte con un tocco sotto a scavalcare Sorrentino per il 3-1. Quarto goal firmato Balotelli, con un morbido pallonetto su lancio dell'ispiratissimo Maicon. Poi si registra il ritorno del Chievo con Granoche e Pellissier, ma il risultato non è mai stato in discussione. L'Inter credeva di chiuderla già ieri, vista la fatica immensa della Roma contro il rinunciatario Cagliari visto ieri all'Olimpico. I giallorossi già nel primo tempo approfittano della mancanza di motivazione dei sardi, e colpiscono un paio di pali, facendo però vedere qualche importante segnale di stanchezza. Nella ripresa succede di tutto: Cagliari in vantaggio per sbaglio con una punizione di Lazzari, dopo che Jeda aveva appoggiato la palla fuori da solo contro Julio Sergio; Matri sbaglia il facile raddoppio che avrebbe chiuso tutto; Totti approfitta delle marcature larghe dei difensori cagliaritani e segna il pari, raddoppiando poi su rigore giusto. La doppietta di Totti non lo riabilita rispetto ai fattacci di mercoledì sera ma contribuisce a tenere ancora aperto il campionato. Tatticamente la gara dell'Olimpico ci ha datto l'ultima conferma del fatto che la Roma non può schierare Toni e Totti insieme, dato che si pestano terribilmente i piedi e si annullano a vicenda. Fisicamente la Roma dimostra ancora di essere stanca, dato che ci sono voluti tanti minuti per segnare ad un Cagliari in gita turistica. Normale partita di fine stagione insomma, proprio come Lazio - Inter, che, però, chissà perchè, ha destato tanto scandalo. Vorremmo non tornare più sull'argomento, ma vi lasciamo con un interrogativo: ieri il Cagliari nell'intervallo ha tolto Marchetti per mettere Lupatelli (campione d'Italia con la Roma nel 2001); se la Lazio contro l'Inter avesse tolto Muslera per Berni alla fine del primo tempo, cosa sarebbe potuto succedere? La risposta è semplice.
Il Milan perde a Genova in una squallida partita a porte chiuse, ma conquista matematicamente il terzo posto. Ora si può pensare al futuro, con Leonardo che annuncerà già questa settimana, forse, il suo addio. La dirigenza sembra aver scelto Van Basten, mentre lo spogliatoio spingerebbe per la soluzione Galli-Tassotti. Ad ogni modo, il cambio ci sarà sicuramente. E domenica si gioca un Milan-Juve completamente inutile, chi l'avrebbe mai detto?
E' il quarto posto a scottare, con la Samp che strappa il pari a Palermo e sembra avere in mano mezzo biglietto per i preliminari di Champions. Servono due rigori per decidere il risultato al Barbera, con goal di Pazzini e Miccoli (forse brutto infortunio per il secondo). La partita è godibile, tesa ma bella, vista la posta in palio. Va detto che Hernandez ha avuto l'opportunità di segnare il goal della vittoria per i padroni di casa, ma una sbandierata sbagliata da parte del guardalinee glielo ha impedito. Ora sarà l'ultimo turno a decidere: la Samp ospiterà il Napoli, ed avrà l'aiuto del suo pubblico; il Palermo farà visita ad un'Atalanta ferita. Due impegni che non dovrebbero presentare difficoltà estreme.
Capitolo Europa League. Il Napoli batte l'Atalanta e vola al quarto preliminare, che si giocherà ad Agosto. La Juve perde malamente in casa con il Parma e si arrende ai preliminari di Luglio, uno spettro che era da evitare, visti anche i Mondiali che incombono. A Torino, l'abbiamo già scritto, si aspettano un giusto rinnovamento. Inoltre la tifoseria ha raggiunto un brutto livello di esasperazione, e l'ha dimostrato con gli incidenti di ieri pomeriggio. Stagione da impacchettare, nemmeno con garbo, e scaricare nel water.
Si definisce la zona retrocessione. L'Atalanta perde a Napoli e conferma le impressioni date dopo l'autogoal di Peluso di domenica scorsa, andando a fare compagnia a Livorno e Siena. Il Bologna si salva pareggiando con il Catania in casa e la Lazio va a vincere a Livorno, nel derby delle tifoserie, dimostrando di aver costruito la salvezza lontano dall'Olimpico. Ci ripromettiamo di affrontare nei prossimi giorni il discorso Lazio in maniera approfondita con un focus sulle prospettive biancocelesti. L'Atalanta cade meravigliando un pò tutti, dato che non era una concorrente accreditata alla retrocessione. Troppi gli errori commessi e le varie incertezze dimostrate: squadra prima affidata a Gregucci, poi a Conte ed infine a Mutti che, con tutto il rispetto, non è un allenatore proprio di grido. E poi si è deciso di puntare ancora su Doni, che non ha molte risorse nelle gambe. Non fosse per Tiribocchi, forse, l'Atalanta non avrebbe dovuto aspettare fino a questo momento per la retrocessione.
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