Va in archivio lo splendido campionato 2009-2010, che sarà ricordato come quello della consacrazione dell'Inter a miglior squadra della storia recente. Tuffiamoci quindi insieme nelle considerazioni e nei commenti finali per tracciare un bilancio il più completo possibile.
Si deve partire dalla testa, dai Campioni d'Italia, e cioè da questa meravigliosa Inter. Una settimana fa è arrivata la Coppa Italia, ora lo Scudetto e sabato si gioca la Finale di Champions. Una meraviglia, una corsa irrefrenabile contro tutto e tutti. La partita di Siena è sofferta, l'Inter attacca ma i padroni di casa, già retrocessi in serie B da tempo ormai, rinunciano a giocare e si chiudono in 11 a difesa della porta. Due sono i pali colpiti nel primo tempo dai nerazzurri, con Curci che sventa almeno altre tre occasioni. Peraltro, sul finire della prima frazione, arriva il doppio vantaggio della Roma a mettere pressione sulla squadra di Mourinho. Ma l'Inter non cede, l'Inter non può cedere, convinta che a forza di provare il goal sarebbe arrivato. E così è stato, e se c'è un pò di sentimento nel calcio, sta tutto nella rete dell'Inter: la segna Milito, il bomber della stagione, su assist di Zanetti, il capitano, che ha giocato la sua migliore stagione alla tenera età di 36 anni. Il resto è accademia, senza però farsi mancare un brivido con Julio Cesar che si fa scappare una palla innocua. Una postilla per Aleandro Rosi, scuola Roma: il nervosismo con cui prende a calci ed a male parole Pandev e Stankovic tradisce il suo trascorso alla corte di Trigoria e di Totti, che deve avergli insegnato bene il mestiere. Insomma, Inter Campione, Inter fortissima, ma dei nerazzurri parleremo ancora in settimana, visto l'avvicinamento alla Finale di Champions, quindi è il caso di concentrarci sugli altri.
Parliamo della seconda in classifica, che si fregia della vittoria dello scudetto morale (tanti i tifosi romanisti visti in tv che hanno parlato da campioni d'Italia virtuali) ma alla fine della fiera rimangono all'asciutto. Una super stagione quella della Roma, che con mister Ranieri ha trovato gioco, voglia, verve e motivazioni. Non è un dato da poco il fatto che il tecnico testaccino, nelle 36 partite allenate, ha fatto più punti dello Special One. Il merito di Ranieri è stato quello di aver allenato bene i suoi: probabilmente si è visto il miglior Vucinic di sempre; un grande Risse; un ottimo Pizarro; un guerresco Burdisso. E' mancato De Rossi, spremuto da una stagione senza riposo, e Totti ormai non può più essere continuo come un tempo. Inoltre ci si era illusi di aver pescato alla grande prendendo Luca Toni a Gennaio salvo accorgersi poi di aver acquisito, seppur in prestito, un giocatore decisamente finito. Tecnicamente si è vista una buona Roma, molto arrembante e decisa a non mollare mai. La gara contro la Samp è stata lo specchio della stagione del club di Trigoria: un tempo da grandissima squadra, e l'altro senza più energie. Morale? L'ennesimo secondo posto e prospettive tutt'altro che ottimistiche, come analizzeremo nei prossimi giorni.
In Champions, attraverso i preliminari, alla fine ci va la Samp, di cui sopra. La giustiziera di Inter e Roma, avendole battute tutt'e due. La squadra di Delneri, che ora raggiungerà Marotta alla Juve, di Cassano ma soprattutto di Pazzini, protagonista di un'annata strepitosa, da bomber vero e puro. Sono 19 i goal del Pazzo, compreso quello di ieri decisivo contro il Napoli. Il Palermo, dal canto suo, ha il merito di averci provato fino alla fine, e non è una cosa da poco. Diciamo una banalità: forse entrambe meritavano di finire in Champions.
Come sappiamo, il terzo posto è del Milan, ma sui rossoneri dovremo approfondire tutti i discorso.
Parteciperanno all'Europa minore, ma lo sapevamo già, insieme ai siciliani, il Napoli e la Juve, ma con sentimenti contrastanti. Anche questo è un tema già analizzato.
Tante le lodi per Bari e Parma, neopromosse che si sono salvate con largo anticipo e con grande tranquillità. Soprattutto la squadra di Ventura ha giocato un girone intero da grande protagonista, mettendo in scena un calcio fresco, frizzante e veloce, valorizzando giocatori che sono stati di fatto gli scarti delle grandi (si vedano Alvarez, Barreto ed Almiron su tutti). Anche il Parma ha fatto un girone d'andata oltre le proprie reali possibilità, salvo poi calare nettamente nel ritorno. Ora in Emilia si apre un momento di riflessione, perchè sarà difficile ripartire, e molto probabilmente dovrà essere fatto senza Guidolin.
Orrenda invece l'annata della Fiorentina, che chiude in una posizione del tutto anonima (11esima) e dovrà rifondare. Prandelli è appetito dalla Federazione per guidare la Nazionale, sarà un braccio di ferro davvero duro. Un pò le stesse sensazioni che provano i tifosi genoani, per una stagione davvero incolore.
Si salvano anche Lazio, Catania, Bologna, Chievo, Cagliari ed Udinese. Della Lazio abbiamo già parlato, le altre le trattiamo in pillole. Il Catania ringrazia un grande allenatore (Mihajlovic) ed un bomber scoperto per caso (Maxi Lopez); il Bologna conquista una salvezza più tranquilla rispetto allo scorso anno; il Chievo conferma il buon lavoro svolto da Di Carlo, che è arrivato molto probabilmente ai saluti; il Cagliari è in vacanza da mesi ormai; l'Udinese, un pò come la Lazio, si è trovata a lottare per posizioni che non le appartengono, ma ci ha lo stesso regalato il capocannoniere (Di Natale, 29 goal) che sarà la speranza per i Mondiali.
Retrocedono, infine, il Livorno, il Siena e l'Atalanta. Le due toscane meritatamente vanno in serie B, perchè composte da organici davvero da serie cadetta. L'Atalanta paga invece l'avvio stentato e la fretta nell'allontanare mister Gregucci.
Insomma, la Serie A è ai saluti. Ora però non perdiamoci d'animo, si cambia solo prospettiva. Manca meno di un mese all'inizio dei Mondiali sudafricani!
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