lunedì 3 maggio 2010

Il commento


Come già anticipato nel corso della settimana passata, prosegue la rubrica che analizza l'ultimo turno di campionato. Di carne al fuoco, oggi, ce n'è davvero moltissima, quindi tuffiamoci subito nell'attualità, con la premessa che lasceremo per ultima l'analisi del posticipo serale fra Lazio ed Inter.

A due turni dalla fine, la Roma riesce a vincere a Parma ed a continuare l'inseguimento, che altrimenti sarebbe divenuto disperato. Partenza lanciata degli uomini di Ranieri che segnano con Totti e poi raddoppiano nel finale con Taddei, facendo risultare inutile il goal di Lanzafame. Per una squadra di calcio, questo è il copione migliore possibile: si segna all'inizio e poi si chiude la partita nel momento migliore degli avversari. Da rivedere il goal di Totti, viziato da un probabile fallo di mano. Ciò non toglie che la Roma abbia meritato di vincere la partita, ma non toglie nemmeno il fatto che il Parma abbia fatto soffrire gli ospiti per almeno mezz'ora, e che questo certifica il debito d'ossigeno giallorosso. Ed in questa settimana c'è anche la finale di Coppa Italia, che toglierà altre energie, fisiche e psichiche.

Passiamo alla zona Champions, che troviamo esattamente come avevamo lasciato. O meglio, anche la matematica ci assicura che la rincorsa al quarto posto è una cosa fra Sampdoria e Palermo. Napoli e Juve sono fuori dalla lotta. E domenica prossima ci sarà lo scontro diretto alla Favorita. La bilancia sembra pendere leggermente verso i rosanero di Delio Rossi, che potranno approfittare del fatto di giocare in casa, dove hanno realizzato delle imprese straordinarie, mentre all'ultima giornata faranno visita ad un'Atalanta che probabilmente sarà retrocessa. Insomma, l'operazione sorprasso è possibile. La Samp, però, conferma di avere un Cassano in grande forma e si sbarazza agevolmente del Livorno.
La Juve pareggia anche a Catania e adesso deve assolutamente evitare di arrivare settima, perchè se così fosse dovrebbe fare gli orrendi preliminari di Europa League in programma a fine luglio. Lo stesso discorso vale per il Napoli, ora sesto, ma va visto in maniera diversa. Per la squadra di Mazzari è il vero ritorno in Europa dopo la parentesi di due anni fa, mentre per la Juve è lo specchio di un anno da buttare.

Giochi quasi chiusi in zona retrocessione. Il Siena fa compagnia al Livorno e, nell'annus horribilis del calcio toscano, se ne va in serie B con due giornate d'anticipo. L'Atalanta, in una partita incredibile,perde le residue speranze, ma per la matematica è ancora in serie A. Assurdo quello che è successo ieri a Bergamo. In rapida successione, Valdes ha sbagliato un rigore; Guarente ha segnato un goal che pesa molto sulla coscienza di Viviano, portiere del Bologna; Tagliavento, da molti definito il miglior arbitro italiano (non da chi scrive, nda), prima assegna un rigore ai felsinei e per le proteste conseguenti espelle Pellegrino, poi revoca il rigore, ma l'espulsione resta (pura follia); da ultimo, Peluso infila la palla nella propria porta e permette al Bologna di pareggiare e salvarsi. Già, perchè l'Atalanta ora per restare in serie A deve vincere entrambe le partite (a Napoli ed in casa con in Palermo) e sperare che Lazio e Bologna non facciano due punti nelle restanti due gare.

Ma veniamo finalmente a Lazio - Inter, la partita che pare aver scandalizzato tutti i finti benpensanti che purtroppo hanno colonizzato televisioni, radio e giornali sportivi. Ebbene, da un punto di vista tecnico non ci poteva proprio essere partita. L'Inter ha dimostrato di essere immensa quando ha voluto accelerare, e solo un grandissimo Muslera ha evitato la goleada. Poi è regola aurea del calcio che il goal alla fine del primo tempo taglia le gambe a chi insegue, ed a questo è valso lo stacco preciso di Samuel. Ma non facciamo gli ipocriti, come molti, troppi, stanno facendo in queste ore, ed analizziamo la questione dal punto di vista della tanto declamata sportività. E' evidente che il pareggio dell'Atalanta nel pomeriggio ha fatto perdere alla Lazio qualsiasi motivazione a dare il fritto per strappare almeno un punto alla corazzata di Mourihno, ed è altrettanto evidente che i punti salvezza non si devono fare contro l'Inter, ma contro Livorno ed Udinese, ammesso che alla fine ce ne sia bisogno. Ed allora perchè la squadra biancoazzurra doveva per forza fare un regalo alla Roma? Questo è un primo punto che solo chi è al centro di simili dinamiche può capire. Ma proviamo a spiegarla anche da un altro punto di vista, più oggettivo.
Se non ricordiamo male, nessuno si è lamentato per la condotta del Bari nella recente partita contro la Roma, nella quale gli uomini di Ventura non sono scesi in campo proprio con il coltello tra i denti. Ma non è una cosa strana. Si veda Chievo -Napoli di ieri, con i partenopei che dovevano vincere e l'hanno fatto ed i mussi volanti che non hanno più nulla da chiedere al campionato. Come farà il Cagliari domenica all'Olimpico contro la Roma. Sono dinamiche del calcio, chi non ha motivazioni forti lascia spazio a chi, invece, le ha. E questi benpensanti se ne accorgono solo ora?
Ultime due annotazioni. La prima: è incredibile sentire i rappresentanti della Roma condannare il comportamento, a detta loro, antisportivo della Lazio dopo che Totti per ben due volte con il pollice verso ha augurato la retrocessione ai biancocelesti (è un gesto sportivo questo?), dopo che De Rossi ha dichiarato di aver versato lacrime di gioia per la sconfitta della Lazio con il Catania ed a fronte del forte indebitamento della società della dr.ssa Sensi. Insomma, chi è senza peccato scagli la prima pietra. Seconda considerazione: davvero bello vedere allo stadio bambini dell'Inter accanto a tifosi della Lazio e viceversa, senza il minimo segno di tensione o la minima paura che potesse succedere qualcosa. Possibile che solo fra tifoserie gemellate debba regnare questo clima, che invece dovrebbe essere la normalità?

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