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mercoledì 13 ottobre 2010

Il primo bilancio - parte quinta


MILAN, 11 PUNTI, 3V 2P 1S, 8GF 4GS
Come gioca: MAx Allegri, alla sua prima grande occasione da allenatore, presenta un 4-3-3- che somiglia però di più ad un albero di Natale di "ancelottiana" memoria. La prima punta, nonchè giocatore più avanzato, è Ibra, con Robihno e Ronaldinho leggermente dietro. Al ritorno di Pato sarà 4-3-3 più puro. Pirlo, Gattuso e Seedorf trovano posto a centrocampo, davanti alla difesa a quattro. I due terzini garantiscono una spinta costante sulle fasce, e lo fanno anche con una certa tranquillità, dato che i centrali si chiamano Nesta e Thiago Silva, due garanzie. Abbiati in porta pare aver vinto il ballottaggio con Amelia.
Cosa va: Senza dubbio funziona l'acquisto di Ibrahimovic, ma su questo c'erano pochi dubbi. Per ora, in campionato, Ibra ha fruttato almeno 4 punti, mentre in Champions è addirittura marcatore unico dei rossoneri. Anche Boateng, volto nuovo arrivato via Genoa, ha finora ben figurato, soprattutto nella trasferta contro la Lazio. La difesa è una garanzia, soprattutto quando i due terzini entreranno veramente in forma. Christian Abbiati, fino all'odierno infortunio, ha disputato un ottimo avvio di stagione.
Cosa non va: Disporre di Ibra ti porta forzatamente a cercarlo spesso, quasi fino a collassare tutte le azioni su di lui. E questo ad alcuni giocatori del Milan non piace: si rischia di fare la fine dell'Inter di due anni fa (in realtà non sarebbe una brutta fine, vittoria del campionato e brutta Champions). Anche la forma di Ibra preoccupa, si sospetta una pubalgia, ma lui tranquillizza tutti. Robinho potrebbe essere stato un acquisto sbagliato, ed ancora non è in forma. Preoccupa anche la situazioni infortuni, si vedano i casi di Pato ed Ambrosini. Inoltre l'annoso problema del Milan è rimasto: l'età media è troppo avanzata, soprattutto nel reparto del centrocampo.

NAPOLI, 11 PUNTI, 3V 2P 1S, 12 GF 8GS
Come gioca: Mazzarri schiera in maniera molto camaleontica il suo Napoli. Se volessimo riferirci ad uno schema di riferimento, parleremmo di 3-4-2-1, ma c'è di più. Hamsilk e Lavezzi sono in costante proiezione offensiva, spingendosi ben oltre la trequarti avversaria. Quando avviene questo, Dossena si schiaccia sulla metà campo, rimanendo però largo. Per questo il lavoro di contenimento di Gargano e Pazienza è decisivo. Campagnaro e Maggio aiutano molto la difesa, costruita su tre centrali.
Cosa va: Squadra corsara se ce n'è una, ha sofferto in casa fino alla vittoria contro la Roma. Il migliore, in questo avvio, è stato Edinson Cavani, capocannoniere del torneo. Grande forma per l'uruguagio, noto per non essere un grande goleador, che ha stupito tutti. Felicissima l'intuizione di Mazzarri, che ha spostato Hamsik più avanti, trasformandolo in finalizzatore. Il Napoli gioca bene, non v'è dubbio.
Cosa non va: Qualche difetto si può trovare nelle difficoltà dimostrate dal Napoli nel conservare il risultato positivo, come accaduto contro Bari e Chievo davanti al proprio pubblico. La difesa è purtroppo in grado di prendere brutte imbarcate, e ciò è dimostrato dall'altro numero di goal subiti. Il doppio impegno settimanale potrà creare qualche problema, perchè la rosa non sembra adeguata per reggere al meglio.

INTER, 11 PUNTI, 3V 2P 1S, 8GF 3GS
Come gioca: Nel momento di transizione del passaggio da Mourihno a Benitez, si rimane ancora sul 4-2-3-1 che tante soddisfazioni ha dato ai nerazzurri l'anno scorso. Eto'o è sempre più prima punta, dietro di lui agiscono Snejider, Pandev e Biabiany. Stankovic e Cambiasso cerniera davanti alla difesa a quattro, comandata da Lucio e Samuel. Nessuna novità di sorta, quindi, in attesa che il tecnico spagnolo trasformi il tutto nel 4-3-3 che ha dimostrato di preferire.
Cosa va: La difesa è la nota più lieta. Tre goal subiti sono pochi e parlando della migliore difesa in assoluto nel nostro campionato. Solo che uno di questi goal ha pesato davvero tanto, nella sconfitta esterna contro la Roma. Samuel Eto'o è in forma smagliante, ed è capocannoniere insieme a Cavani. Benitez dimostra coraggio nel puntare sui giovani, e Coutinho e Biabiany sembrano in grado di ritagliarsi un ruolo importante nella squadra campione d'Europa.
Cosa non va: Non vedere l'Inter in testa alla classifica porta a spulciare la squadra per trovare tutti i difetti. Partendo dal basso, Maicon sembra il cugino brocco dell'originale: dispiacere per non essere andato a Madrid? Salendo, troviamo Diego Milito, il bomber simbolo del triplete dello scorso anno, che in questo avvio di stagione non la butta dentro nemmeno a pagarlo (doppietta contro il Bari e niente più). E poi ci sono gli infortuni, a catena: Samuel, Lucio, Cambiasso, lo stesso Milito, adesso anche Cordoba. Per Benitez sono guai. E le stagioni con tanti infortuni sono difficilissime.

LAZIO, 13 PUNTI, 4V 1P 1S, 8GF 5GS
Come gioca: La sorprendente capolista della serie A è guidata con sapienza da Edy Reja, che dimostrato di essere più moderno di quanto la sua veneranda età non dica. Ha iniziato in maniera camaleontica, cambiando spesso modulo ed interpreti, ma sembra essersi stabilizzato sul 4-3-1-2. I terzini spingono meno rispetto alla scorsa stagione, quando c'era la difesa a 3. La cerniera di centrocampo mescola piedi buoni con capacità da incontristi: gli interpreti sono Ledesma, Brocchi e Mauri. Hernanes agisce da trequartista dietro a Zarate, o Rocchi, e Floccari. Reja ruota molto spesso i suoi uomini.
Cosa va: Quando si vince, tutto va bene. Lo si capisce, al contrario, da come andarono le cose l'anno scorso. Reja è stato magistrale nella gestione del mercato, facendosi comprare i giocatori desiderati e tenendo quelli fondamentali. Ha saputo creare un gruppo, con i giocatori che per ora non si lamentano se giocano poco (tranne Mauri e Matuzalem, che hanno avuto qualcosa da dire). La squadra gioca un bel calcio, ed ha in Hernanes un vero campione, in grado di girare le partite anche giocando male. Anche Stefano Mauri è in grande forma, come peraltro Biava e Andre Dias, diga difensiva. Buone nuove anche dal settore giovanile, che ha dato alla prima squadra due giocatori interessanti come Cavanda e Kozak.
Cosa non va: La sensazione è che questo bel momento non durerà a lungo, e questo toglie qualche giusto entusiasmo. Se volessimo trovare dei nei, potremmo fare riferimento a qualche errore di Fernando Muslera, che ancora non dimostra la sicurezza del grande portiere, ma si sta avvicinando a questo status. Ha iniziato la stagione con il freno tirato, e dimostrando troppo nervosismo, il terzino svizzero Lichtsteiner. Uno degli acquisti estivi, sbandierato come il sostituto di Kolarov, vale a dire Garrido, è ancora oggetto misterioso.

Il primo bilancio - parte quarta


PALERMO, 8 PUNTI, 2V 2P 2S, 10GF 9GS
Come gioca: Albero di Natale classico per il Palermo di Delio Rossi, che presenta un quartetto difensivo con due terzini di spinta come Cassani e Balzaretti. Centrocampo roccioso con Migliaccio, Bacinovic e Nocerino. Pastore ed Ilicic a supporto dell'unica punta, che sia Maccarone, Hernandez o Pinilla. In vari momento del match, questo schema può facilmente trasformarsi in un efficace quanto offensivo 4-3-3.
Cosa va: Il Palermo ha un grande giocatore, Javier Pastore, detto Il Flaco, che rappresenta la nota più lieta di questo avvio di stagione. L'attacco macina delle belle prestazioni. Delio Rossi è un allenatore carismatico ed ha già trasmesso, in parte, la sua tempra alla squadra (si veda in tal senso il pareggio contro il Lecce). Che belle le scoperte di Ilicic e Bacinovic: complimenti a Walter Sabatini.
Cosa non va: E' una caratteristica non solo del Palermo: la discontinuità. Grandi prestazioni alternate a brutte cadute. E poi il Barbera finora non ha rappresentato un vero e proprio fortino, dato che le uniche due vittorie sono arrivate fuori casa. In pratica, è stato invertito il trend della passata stagione. Ultima annotazione: il Palermo è una squadra giovane; da qui alla fine, il gap di esperienza potrebbe pesare.

JUVENTUS, 8 PUNTI, 2V 2P 2S, 12 GF 9GS
Come gioca: Gigi Delneri significa 4-4-2. Non ci sono storie. Difensori in linea e due centrocampisti esterni su cui si sviluppa la maggior parte della mole di gioco. L'ideale del tecnico friulano è disporre di una seconda punta e di un primo attaccante alto e forte fisicamente, deputato a segnare. Tanti devono essere i cross dalle fasce ed i tagli dei centrocampisti.
Cosa va: L'attaco juventino è in grado di regalare giornate di grandi scorpacciate, come successo contro Udinese e Cagliari. Inoltre, la Juve sembra aver ritrovato un giocatore importante come Felipe Melo, ben supportato da Aquilani, con il quale forma una coppia centrale assortita nel migliore dei modi. Milos Krasic rappresenta la nota più lieta in questo avvio di campionato, ed è diventato il simbolo di una campagna acquisti altrimenti rivedibile.
Cosa non va: La difesa è sul banco degli imputati. Bonucci e Chiellini non sembrano affatto complementari, De Ceglie e Motta sono ancora acerbi, e stupisce il fatto di dover ricorrere ancora all'esperto Grygera. Non è un problema di singoli, è proprio la fase difensiva in sè a fare acqua, con i giocatori che spesso non si trovano nella giusta posizione. Urge il recupero di Amauri, perchè l'attacco ha sì regalato prove da grandi numeri, ma le ha alternate ad un piattume preoccupante.

BRESCIA, 9 PUNTI, 3V 0P 3S, 7GF 8GS
Come gioca: Iachini dispone la sua squadra con un 4-3-1-2 le cui fortune dipendono soprattutto dall'ispirazione del reparto offensivo. Diamanti agisce nel ruolo di trequartista dietro ad Eder e Caracciolo, mentre Cordova, Baiocco ed il sorprendente Hetemaj trovano collocazione sulla mediana. Difesa classica a quattro, davanti all'ottimo Sereni di questo avvio di stagione.
Cosa va: Diamanti ha già avuto modo di dimostrare tutte le sue doti di grande ispiratore della manovra offensiva. Si è messo in luce anche Eder, al battesimo nella massima serie dopo un ottimo campionato cadetto con l'Empoli. Il Brescia ha ottenuto vittorie sia in casa che in trasferta, dimostrando di poter ricoprire il ruolo di squadra corsara. Grande inizio per un Matteo Sereni davvero in forma.
Cosa non va: Non inganni, però, lo score, perchè ottenuto vincendo contro la Roma nella partita degli errori dell'arbitro Russo. Anche Caracciolo rappresenta una nota negativa: l'attaccante è lontano dai giorni migliori. La difesa non offre le più ampie garanzie, come peraltro la panchina. Inoltre sono forse troppi i giocatori della vecchia guardia (Baiocco ed Antonio Filippini su tutti).

CHIEVO, 10 PUNTI, 3V 1P 2S, 8GF 5GS
Come gioca: Classico 4-4-2 per Stefano Pioli, che ha sostituito Mimmo di Carlo sulla panchina del Chievo. Le due punte sono complementari, una forte e l'altra brevilinea. Il centrocampo è fatto di onesti lavoratori votati al sacrificio, come Rigoni e Bogliacino. La difesa è guidata dall'esperto portiere Sorrentino, e presenta una linea a quattro ben assortita.
Cosa va: Ormai ci siamo abituati agli exploit del Chievo, e non ci stupiamo più. La squadra veneta ha lavorato bene sul mercato, inserendo prospetti interessanti come Constant e Fernandes che hanno già dimostrato le loro qualità. Pellissier è una garanzia, mentre è stato ottimo l'esordio in campionato del vecchio bomber Moscardelli. La difesa merita una menzione d'onore, e soprattutto Sorrentino, portiere fin troppo sottovalutato.
Cosa non va: Si è perso qualche punto di troppo in casa. Due sconfitte ed un pareggio davanti al proprio pubblico, a fronte di tre vittorie corsare, devono assolutamente far riflettere. E' una squadra fin troppo attendista e poco propensa a prendere l'iniziativa. Grandi contropiedisti, ma con il pallone fra i piedi i centrocampisti del Chievo fanno tanta, troppa fatica.

martedì 12 ottobre 2010

Il primo bilancio - parte terza


LECCE, 8 PUNTI, 2V 2P 2, 5GF 8GS
Come gioca: Luigi De Canio mette in campo la sua squadra con un 4-3-3 classico, con tre attaccanti veri e votati alla fase offensiva come Jeda, Corvia ed Olivera, con Di Michele come riserva di lusso. Il centrocampo è forte fisicamente ed ha in Vives un giocatore di fantasia. La fase difensiva, dopo la batosta con il Milan all'esordio, si è attestata su buoni livelli.
Cosa va: La squadra gioca bene ed i raccordi fra i reparti funzionano senza sbavature. Potrebbe essere la stagione della consacrazione per Daniele Corvia, attaccante scuola Roma, che è sempre stato ritenuto una promessa mancata. Inoltre, De Canio è un allenatore che da ampie garanzie in situazioni come quelle del Lecce, che punta ad una non facile salvezza.
Cosa non va: La panchina non vale la massima serie, su questo non ci sono dubbi. Anche in porta manca un uomo in grado di dare sicurezza a tutto il reparto difensivo: Rosati e Brivio sono bravi portieri, niente di più. I veterani su cui si è deciso di puntare, inoltre, sembrano tutti più o meno all'ultima spiaggia, avendo perso le occasioni avute per fare grandi salti.

BARI, 8 PUNTI, 2V 2P 2S, 6GF 9GS
Come gioca: Mister Ventura l'anno scorso ha stupito tutti con il suo 4-4-2 veloce e molto offensivo. I due esterni di centrocampo partecipano attivamente alla fase offensiva, trasformando il modulo in un 4-2-4 arrembante. Le due punte, brevilinee, contribuiscono a dare fluidità al gioco. Al centro del campo troviamo due mediani dotati di forza fisica e di ottime caratteristiche di impostazione del gioco.
Cosa va: Funziona l'impianto, dato che il Bari è sempre saldamente a metà classifica, nonostante quest'anno le avversarie conoscano il modo di giocare della squadra di Ventura. L'aggiunta di Ghezzal ha già dato i suoi frutti, e ne continuerà a dare durante il campionato. Continua la propensione dei biancorossi a puntare sui giovani, ottenendo importanti risultati. La difesa regge nonostante le partenze di Ranocchia e Bonucci. Bene anche Barreto, sempre più leader offensivo, ed Almiron, cervello della squadra.
Cosa non va: La tenuta atletica non è ancora su livelli eccellenti, ed a volte si verificano dei cali di concentrazione letali (si veda la sconfitta in casa del Genoa). Inoltre c'è ancora il dubbio su chi deve essere il compegno fisso di reparto di Almiron, dato che Gazzi e Donati si alternano un pò troppo. Sulla fascia sinistra Parisi non garantisce il rendimento che aveva a Messina.

GENOA, 8 PUNTI, 2V 2P 2S, 6GF 7GS
Come gioca: Gasperini, ormai da molti anni tecnico del Genoa, utilizza un 3-4-3 molto offensivo, con le due ali che fanno un lavoro importantissimo in fase di ripiego. I tre centrali difensivi sono alti e forti fisicamente, come anche la punta centrale. I due esterni d'attacco, con la loro velocità, sono molto funzionali al progetto tecnico.
Cosa va: Alcuni dei nuovi acquisti arrivati nella grande estate del patron Preziosi si sono già messi in luce: Eduardo è un ottimo portiere, Ranocchia ha un futuro garantito in Nazionale, Veloso può dare tanta qualità al centrocampo. Anche Toni ha ripreso il feeling con il goal. Di certo, fra le cose positive, c'è anche una buona dose di fortuna, che ha giocato un ruolo fondamentale nelle due vittorie fin qui ottenute.
Cosa non va: Gasperini non è felicissimo di alcuni acquisti (leggasi Zuculini) e non ha mai nascosto questi suoi sentimenti. Inoltre, com'è ovvio, una squadra estremamente rinnovata necessita di tempo per l'adattamento. Ci si aspettava di più da questo Genoa, che è stato il re del mercato, ma c'è ancora da attendere. C'è anche confusione nel progetto: Mesto doveva partire, ora e titolare ed è già stato decisivo in varie occasioni. Come lo spieghiamo?

CATANIA, 8 PUNTI, 2V 2P 2S, 7GF 6GS
Come gioca: Cambio di allenatore, ma modulo vecchio. Anche Giampaolo propone il 4-2-3-1 che usava Mihajlovic, con il trio Ricchiuti-Biagianti-Mascara dietro la prima punta Maxi Lopez. Terzini bloccati sulle fasce, a difesa della porta dove si trova l'ottimo Andujar. Carboni ed Izco rappresentano la cerniera di centrocampo.
Cosa va: La fase difensiva è sicuramente di alto livello. Nel momento in cui si chiude a riccio, il Catania non offre sbocchi agli avversari, come accaduto nel pareggio contro il Milan. Molto buono l'impatto di Capuano su questo campionato, è senza dubbio il migliore del Catania. L'allenatore Giampaolo è garanzia di sicurezza, dopo le lodi ricevute quando era allenatore del Cagliari prima e del Siena poi. Da ultimo, la colonia argentina continua a dare ampie garanzie.
Cosa non va: La posizione di classifica è buona e fa per lo più sorridere, ma c'è qualche problema. Soprattutto in attacco, dove Maxi Lopez non è ancora il goleador infallibile della scorsa stagione. Biagianti, dopo due campionati di ottimo livello, appare in flessione, e Mascara inizia a doversi preoccupare dei dati anagrafici.

mercoledì 6 ottobre 2010

Il primo bilancio - parte seconda


CESENA, 7 PUNTI, 2V 1P 3S, 4GF 7GS
Come gioca: Il 4-3-3 di Ficcadenti è un modulo fatto di velocità e sacrificio. Le due ali offensive, Giaccherini e soprattutto Schelotto, sono chiamati ad un lavoro di ripiegamento importante. Anche perchè i 3 centrocampisti agiscono per lo più al centro del campo. In fase difensiva, il modulo si trasforma in un 4-5-1, con interditori importanti come Appiah, Colucci e Parolo.
Cosa va: Senza dubbio l'effetto sorpresa ha connotato l'avvio di stagione del Cesena, che si è presentato pareggiando contro la Roma e battendo il Milan in casa. Funziona anche la linea verde, dato che Schelotto e Giaccherini, all'esordio in serie A, hanno impressionato positivamente. Non dimentichiamoci inoltre la splendida forma del portiere Antonioli, giocatore più anziano della serie A.
Cosa non va: L'effetto sorpresa è un'arma a doppio taglio, perchè svanisce in poco tempo. La formula di Ficcadenti, da offensiva, si è trasformata in attendista, quasi timorosa. Non funziona nemmeno l'atteggiamento contro squadre alla pari, come Udinese e Lecce (sconfitta con la prima, vittoria per un pelo contro la seconda). Insomma, il Cesena si esalta contro le grandi e si perde contro le piccole. E questo trend non porta alla salvezza.

BOLOGNA, 7 PUNTI, 1V 4P 1S, 7GF 8GS
Come gioca: Modulo quasi speculare a quello del Cesena, un 4-3-3 con vocazioni più difensive che offensive. I due esterni, Meggiorini e Siligardi, giocano più dietro rispetto a Di Vaio, andando a formare un quintetto di centrocampo con Perez, Mudingayi e Casarini. Nella difesa a quattro i terzini restano bloccati e salgono davvero raramente.
Cosa va: Marco Di Vaio è ancora il bomber che ha fatto le fortune di questa squadra. La sua vena offensiva ha dato punti importanti al Bologna. La tenuta difensiva è importante, e Malesani su questo ci lavora molto bene. Siamo davanti ad una squadra con una grande tempra, che non molla mai, come ha dimostrato all'Olimpico contro la Roma.
Cosa non va: L'organico non è di livello, e pian piano questo è un problema che verrà fuori. Di Vaio è sì il bomber principale, ma è anche avanti con gli anni e non ha ricambi. Ci vorrebbe più coraggio nel puntare con convinzione su Gimenez, che è un giovane di belle speranze. Per il resto possiamo parlare di un avvio decisamente convincente.

SAMPDORIA, 7 PUNTI, 1V 4P 1S, 7GF 6GS
Come gioca: Mimmo di Carlo ha sostituito Delneri ed ha subito imposto il suo dogma calcistico, un 4-4-2 con il rombo a centrocampo, con un trequartista atipico. Ai tempi del Chievo era Pinzi ad agire dietro le punte, ora il ruolo è ricoperto da Guberti. Cassano è rimasto seconda punta, mentre Semioli sta trovando molto spazio al posto di Mannini.
Cosa va: Effettivamente sono poche le cose che funzionano. Una di queste è senza dubbio Guberti, che ha facoltà di inventare e di spaziare sulla trequarti avversaria. Forse è l'ex centrocampista di Roma e Bari la nota lieta di avvio di stagione. Bene anche la difesa, con Curci che, soprattutto nelle gare interne con Lazio ed Udinese, si è saputo ritagliare uno spazio importante.
Cosa non va: La preparazione studiata per far bene nel preliminare di Champions si sta sentendo, e la Samp non è una squadra fresca, che corre. Cassano appare troppo svuotato e deconcentrato (si vedano i goal clamorosamente sbagliati contro il Bologna). Un altro problema è rappresentato da Pazzini, grande bomber l'anno scorso ed ancora a secco in questo campionato. Zauri e Ziegler non hanno ancora raggiunto il rendimento a cui ci hanno abbituato.

CAGLIARI, 7 PUNTI, 1V 4P 1S, 7GF 5 GS
Come gioca: L'esordiente Bisoli adotta un 4-3-1-2 in grado di esaltare soprattutto il fantasista, che si tratti di Cossu o di Lazzari. Terzini bassi e bloccati in difesa, esterni di centrocampo duri fisicamente: questa la formula per chiudere la propria area di rigore. La coppia di attacco porta tanti centimetri, ma anche piedi buoni ed agilità.
Cosa va: La fase difensiva è un punto di forza del Cagliari, che nella partita con la Juve ha subito 4 goal, ma nelle altre 5 ne ha preso uno solo. Il giovane portiere Agazzi sta ben figurando, a riprova che a Cagliari sanno lavorare sugli estremi difensori. Il centrocampo, se Cossu e Lazzari sono in giornata, può regalare giocate spettacolari. In attacco Matri ha fatto registrare segnali importanti per quella che dovrà essere la stagione della consacrazione.
Cosa non va: A Cagliari si registrano, fin da ora, troppe turbolenze che riguardano la posizione dell'allenatore. C'è già chi parla di un Bisoli sull'orlo del esonero, e di uno spogliatoio di difficile gestione. Non a caso nell'ultima partita non sono stati convocati giocatori importanti come Conti ed Agostini, che rappresentano il nucleo storico di questo gruppo. Altro problema è rappresentato da Acquafresca, tornato in Sardegna a furor di popolo ed ancora lontano da una forma fisica presentabile.

Il primo bilancio - parte prima


Come preannunciato sulla pagina di Facebook del nostro blog, vi presentiamo un'iniziativa che, ci auguriamo, possa riscontrare un discreto successo. Un viaggio composto di cinque tappe per verificare la condizione delle venti squadre di serie A dopo il primo assaggio di questo campionato. In ogni puntata verranno analizzate quattro squadre, partendo dall'ultima in classifica fino ad arrivare alla prima. L'analisi si dividerà in tre punti: come gioca, cosa va e cosa non va. Insomma, un focus, il più possibile approfondito, per capire anche il futuro di questa stagione. Con la speranza di rendere un servizio gradito a voi lettori. Ci impegneremo a dare una cadenza regolare a queste cinque puntate, ma una cosa è certa: entro la prossima settimana avremo tutto il quadro della situazione. Si comincia!

UDINESE, 4 PUNTI,1V 1P 4S, 3GF 9GS
Come gioca: L'Udinese di Guidolin presenta un 3-5-2 estremamente difensivo, con 3 difensori centrali e 2 esterni abili a coprire le fasce. Si tratta di un'evoluzione del vecchio 4-3-3 provato in avvio di stagione, e modificato in corsa dopo gli scarsi risultati conseguiti. Sulle fasce, Isla ed Armero garantiscono una maggiora copertura rispetto a Sanchez, e questo ora serve ai friulani. La coppia offensiva è composta da Di Natale e Floro Flores, spesso alternato con Corradi, in attesa del ritorno di Denis.
Cosa va: E' davvero difficile scoprire cosa funziona in una squadra ultima in classifica, ma ci sforziamo lo stesso. Come ogni anno, l'Udinese è davvero futuribile, composta da giovani interessanti ma anche molto acerbi. Si veda ad esempio Alexis Sanchez, talento purissimo ma ancora discontinuo. Le note più liete arrivano dal centrocampo, che può contare su due giocatori come Inler ed Asamoah, appetiti anche dalle grandi. Su questo dovrà puntare Guidolin.
Cosa non va: Ci si potrebbe sbizzarrire. Stupisce in primis la poca vena di Antonio di Natale, capocannoniere uscente della Serie A e fin qui autore di un solo goal: questo per l'Udinese è un problema serio. La difesa è troppo altalenante, e quando sbanda lo fa per davvero (si veda la partita persa contro la Juventus). Zapata ancora non è un leader, mentre Guidolin non sembra aver trasmesso la giusta carica alla squadra.

ROMA, 5 PUNTI, 1V 2P 3S, 5GF 11 GS
Come gioca: Davvero un bel quesito. Ranieri ha cambiato spesso il modulo, ma forse per necessità e per gli infortuni patiti dai suoi giocatori. Di norma, la Roma si schiera con un 4-4-2 in cui gli esterni ricoprono un ruolo fondamentale, e si alternano nelle due fasi. I dubbi tecnici sono legati al reparto offensivo, perchè la "coppia" titolare ancora non è stata decisa: difficile che Totti e Borriello possano convivere, a nostro parere l'idea del tecnico di Testaccio è quella di inserire Vucinic al fianco del napoletano.
Cosa va: Poco, quasi niente. Una nota lieta è rappresentata da Marco Borriello, che è l'uomo più in forma della squadra, forse perchè ha svolto la preparazione con il Milan. Per il resto, a sorpresa, sembra aver recuperato sicurezza Lobont, il secondo portiere, che sostituisce l'infortunato Julio Sergio.
Cosa non va: Si potrebbe scrivere un intero articolo su questo argomento. Proviamo ad essere sintetici: la confusione del tecnico, che cambia troppi moduli ed è palesemente ostaggio di Totti e della stampa romana "tottiana"; un mercato orientato a prendere al volo le grandi occasioni (Borriello) ma non i giocatori che servivano davvero (almeno un esterno destro); la cessione della società, ancora in fieri; le ombre di Lippi, che aleggiano su Trigoria grazie all'operato di alcuni fedelissimi dell'ex ct (De Rossi e Totti su tutti); la difesa, ex punto di forza ed ora colabrodo. Insomma, la pausa dovrà essere usata al meglio, perchè qui le cose ballano troppo.

PARMA, 5 PUNTI, 1V 2P 3S, 5GF 7 GS
Come gioca: L'allenatore Marino schiera il Parma con un 4-2-3-1 classico. Nel ruolo di terminale offensivo si alternano Crespo e Bojinov, mentre i tre dietro, di norma, sono Marques, Giovinco e Angelo (o Candreva). La cerniera di centrocampo è composta da Gobbi e Morrone, mentre quest'anno Zaccardo gioca molto più basso, nel suo vecchio ruolo di terzino destro.
Cosa va: Il Parma era partito molto bene, presentando un grande colpo di mercato come Giovinco. Funziona anche lo spagnolo Fernando Marques, scoperta del direttore sportivo Leonardi, dirigente di spicco del calcio italiano. Anche la difesa finora ha fatto abbastanza bene, tanto che il saldo fra goal fatti e subiti non è eccessivamente negativo.
Cosa non va: L'infortunio di Giovinco è un boccone amaro difficile da digerire, dato che va ad aggiungersi ai lungodegenti Galloppa e Paloschi, giocatori che in una squadra come il Parma fanno la differenza. Hernan Crespo ormai sembra sul viale del tramonto, ma Marino gli da ancora fiducia; presumibilmente bisogna puntare di più su Bojinov, riscattato dal Manchester City. Da rivedere la panchina, che non offre ricambi di assoluto valore. Ma questa situazione si sbloccherà quando torneranno gli infortunati.

FIORENTINA, 5 PUNTI, 1V 2P 3S, 6GF 7GS
Come gioca: Sinisa Mihajlovic è un altro grande appassionato del 4-2-3-1, e lo applica a Firenze con Cerci, Ljajic e Vargas dietro a Gilardino. Montolivo e Donadel (o Bolatti, o Zanetti) si sistemano davanti alla difesa, composta da De Silvesti, Gamberini, Kroldrup ed Antonelli. Si è visto spesso anche Santana, che rappresenta un'alternativa tattica di grande rispetto.
Cosa va: Senza dubbio la possibilità di attribuire la perdita di alcuni punti alle tante sviste arbitrali che hanno penalizzato l'avvio dei viola. Altrimenti c'è davvero poco da salvare. Si sta svegliando Ljajic, che è chiamato ad una stagione importante, per il motivo che vedremo dopo. Forse sta tornando Gilardino, che ha segnato al Franchi dopo tanti, troppi mesi. Bene anche il comportamento dei tifosi, che ancora non hanno messo in atto una vera e propria contestazione, dando tempo alla squadra fino alla prossima partita.
Cosa non va: L'infortunio di Jovetic è stato tremendo per la squadra di Sinisa, soprattutto se sommato alla nota squalifica di Mutu. Il mercato in tono decisamente minore non ha stuzzicato la piazza. Un altro problema è dato dalla condizione fisica precaria di Montolivo, che si porta addosso le scorie di un pessimo Mondiale e rischia di rimanere una grande promessa mai mantenuta fino in fondo. La fascia sinistra, con Pasqual interprete difensivo, non convince appieno. E poi c'è un allenatore giovane e di talento che non riesce ad esprimersi. Quanto durerà?

martedì 31 agosto 2010

Il Commento


Prima giornata di campionato: tante sorprese, qualche conferma ed una certezza...Sarà una grande stagione! Ricominciamo quindi con le vecchie abitudini, proponendo questo primo commento alle partite di apertura.

Analizziamo subito le "grandi", o presunte tali, che si sono presentate ai blocchi di partenza con tale appellativo. Spicca senza dubbio il Milan, che ha avuto davanti un avversario non degno di tale nome, ma che ha subito imposto la propria forza. Il 4-0 casalingo contro il Lecce dice qualcosa, ma lascia spazio ad una crescita che appare inevitabile. Forse galvanizzati dalla presenza di Ibra in tribuna, presentato poi con tutti i fasti del caso nell'intervallo, i giocatori rossoneri danno vita ad un primo tempo roboante, chiuso con la doppietta di un Pato in splendida forma ed il gol di un ottimo Thiago Silva. Sigillo finale per l'eterno Pippo Inzaghi. Dal campo si percepisce l'immagine di una squadra per forza di cose votata all'attacco (reparto nettamente migliore), che un Ibra e forse anche un Robinho in più. Allegri può stare tranquillo e godersi l'opulenza del reparto offensivo, ma dovrà anche lavorare sulla difesa, e soprattutto sulla tenuta dei suoi giocatori. Insomma, il problema recente del Milan è stato rappresentato dai troppi infortuni, che possono colpire i giocatori di età avanzata. Ed in questa squadra ce ne sono parecchi.
Passando alle altre, registriamo solo delusioni. Abbastanza cocenti quelle di Roma ed Inter, tremenda quella della Juve. La Roma ha aperto il suo campionato sabato contro il Cesena all'Olimpico. Goleada, direte voi. Macchè, rispondiamo scettici. Alla squadra di Ranieri è mancata la corsa, e con questa anche le idee, necessarie per superare una compagine ben messa in campo come il Cesena visto all'opera al ritorno in serie A dopo 19 anni. Gli uomini di Ficcadenti hanno recitato il canovaccio alla perfezione, difendendo con ordine e non disdegnando il contropiede, denotando una buonissima forma fisica. Restiamo dell'idea che per salvarsi, gli emiliani necessitano di qualche altro innesto, visto che gente come Appiah e Bogdani sembra aver già dato tutto, però l'avvio è incoraggiante. La Roma, dal canto suo, può essere contenta solo della condizione di Totti, che è apparso tonico e molto ben preparato: ha corso per 90 minuti ed ha creato le occasioni più pericolose. Malissimo Vucinic, lento e molto poco lucido sotto porta; male anche Menez, che ha fatto poco più del compagno. De Rossi ha bisogno di riposo assoluto, non ha mai staccato da due anni a questa parte ed ora come ora è impresentabile. In difesa bene Riise e Juan, mentre soffrono Cassetti e Mexes. Specialmente il francese è autore della solita brutta partita: l'arrivo di Burdisso è una manna in tal senso.
L'Inter non va oltre uno striminzito 0-0 contro il Bologna, che si chiude a difesa della propria porta. Ci sta la difficoltà di recuperare dalla sconfitta di venerdì in Supercoppa contro l'Atletico, ma non ci sta il modo in cui i nerazzurri stentano in avanti. Benitez dice di avere poche punte, in realtà il problema non è questo: Milito è del tutto fuori forma, Eto'o non punge e Sneijder da solo non può cambiare le sorti dell'attacco. La pausa farà davvero bene a questa squadra, che resta la più forte in Italia ma che deve anche iniziare a dimostrarlo sul campo.
Capitolo Juve: sconfitta a Bari, e ci può stare. Confusione tattica di Delneri, e questo deve essere evitato. Il tecnico ex Chievo non lancia grandi segnali alla prima uscita bianconera. Mette nella mischia subito Krasic e gli fa cambiare fascia ogni cinque minuti; stesso discorso per uno spaesato Quagliarella (ma questa era una scelta obbligata); sulla fascia sinistra schiera un impresentabile De Ceglie, letteralmente mangiato vivo da Alavarez; insiste malamente con Pepe, e poi inserisce Martinez tenendolo in campo per mezz'ora pur essendo questo infortunato (cambi finiti, va bene, ma forse era meglio giocare in dieci). Gli errori del tecnico sono evidenti, ma non irrecuperabili. Qualche giocatore arriverà in questo finale di mercato, poi tutte le responsabilità dovranno essere addossate all'allenatore juventino. Per il resto, solito grande Bari casalingo, che con il gioco veloce di verticalizzazioni ha davvero surclassato gli avversari e regalato un grande pomeriggio ai suoi tifosi. Complimenti a Ventura, che ha un compito difficilissimo: confermarsi e ripetere la stagione passata.

Veniamo alle altre, quelle sotto le grandi, diciamo così. Fiorentina-Napoli è una splendida partita: il gol di Cavani è un abbaglio dell'arbitro, ma il pari è un risultato giusto. Si sono affrontate due squadre che lotteranno per l'Europa, ed hanno dimostrato di avere delle credenziali importanti. Stupisce l'impatto dell'uruguagio, forse maturato del tutto, e quello di Mihajlovic, che ha già dato una fisionomia alla squadra. Troppo nervosismo però, specialmente per Vargas, che si fa ingenuamente espellere. A Marassi va di scena Samp-Lazio: un'ora di supremazia biancoceleste, un quarto d'ora di forcing doriano, e la spuntano i padroni di casa. Decisivo il rigore stupidamente concesso da Lichtsteiner, che atterra Dossena in area; il raddoppio di Guberti è frutto di un intervento scomposto di Muslera. Insomma, due episodi condannano un'ottima Lazio, arrembante soprattutto nel primo tempo, ma incapace di capitalizzare le notevoli occasioni capitatele. La Samp mette in mostra il cinismo della grande squadra, condito dalla rabbia per la fresca eliminazione dalla Champions, e si prende i 3 punti. Postilla: il campo di Marassi è indecente.
Il Palermo non va oltre lo 0-0 casalingo con un Cagliari estremamente difensivo. Le fatiche europee si fanno sentire, e stavolta Pastore ed Hernandez brillano di meno rispetto al solito. Poco da dire su questa partita: il campionato del Palermo deve ancora cominciare, e sarà competitivo. Il Genoa si prende tre punti sofferti ad Udine. Toni si fa male subito, gli altri nuovi ancora non incidono. Deve decidere un "vecchio" sul piede di partenza, Mesto, con un gol da cineteca, destinato a diventare uno dei più belli del campionato. Gasperini ha tanto da lavorare, ma la base è ottima. L'Udinese anche offre spunti interessanti, specialmente sulla fascia destra, quando agiscono tutti insieme Di Natale, Sanchez e Quadrado. Il cileno in realtà non ha una posizione fissa, ma grande licenza di allargarsi su entrambe le fasce. Squadra da rivedere quando avrà Denis al posto del poco convincente Floro Flores.

Chudiamo la rassegna con le vittorie di Chievo e Parma. I veneti battono un Catania interessante ma davvero distratto. Il primo gol clivense deriva da un impasse difensiva dei siciliani paurosa, mentre il secondo è un rigore gentilmente concesso dal difensore Alvarez. Il Parma si impone sul Brescia nettamente e mette in mostra la star Giovinco, che ha l'ultima occasione per dimostrare qualcosa. I gialloblu hanno appena acquistato Candreva, per dare risalto ad un centrocampo estremamente interessante. Possono fare ottime cose. Le rondinelle devono rodarsi, ma saranno coinvolte in un'estenuante lotta per la salvezza.

mercoledì 5 maggio 2010

La Juve porta un anno di ritardo


Analizziamo oggi il passato recente ed il futuro prossimo della grande delusione di quest'anno, la Juventus. Stagione a dir poco travagliata quella dei bianconeri, che in Estate si apprestavano a consegnare le chiavi del progetto tecnico a Ciro Ferrare ed andavano pesantemente sul mercato investendo 50 milioni di euro per acquistare Felipe Melo e, soprattutto, Diego. Non si può negare che le prime uscite sembravano aver dato ragione alle decisioni prese dalla società bianconera: è ancora negli occhi di tutti quel roboante 3-1 inflitto alla Roma all'Olimpico, nell'ultima apparizione spallettiana. Quella sera i commenti erano unanimi, anche giustamente: la Juve era diventata ufficialmente l'anti-Inter e Diego si consacrava come stella assoluta del nostro calcio, anzi come l'uomo che avrebbe potuto dare maggiori attenzioni ad un campionato italiano colpevole, secondo la stampa straniera, di essere diventato un cimitero di elefanti. Gli juventini camminavamo ad un metro da terra, le speranze erano tante. Poi, in poco, pochissimo tempo, iniziavano ad avvertirsi i segnali del crollo. La Juventus arrancava, nonostante le cinquine rifilate ad Atalanta e Sampdoria, e molti giocatori deludevano. Su tutti, Fabio Cannavaro e Fabio Grosso, entrambi di ritorno in Italia dopo esperienze all'estero, facevano crescere seri dubbi sulla loro utilità, anche in chiave Sudafrica 2010. Si arriva però a dicembre ed alla partita, sentitissima, contro l'Inter. E' l'ultima botta d'orgoglio della Juve, che batte la corazzata di Mourinho con il risultato di 2-1. Il secondo goal, quello di Marchisio, è forse la cosa più bella di quest'anno, l'unico ricordo che rimarrà nelle menti dei depressi tifosi juventini.

L'inizio della fine coincide con la sconfitta contro il Catania, in casa, nell'ultima giornata del 2009. Arriverà anche l'eliminazione, umiliante, dalla Champions per mano di un Bayern che è poi sì arrivato in Finale, ma che in quel periodo non brillava certo come adesso. Quella sera la Juventus cadde con un sonoro 4-1 a Torino. Infine l'eliminazione dalla Coppa Italia via Inter, le dimissioni di Ferrara, l'arrivo di Zaccheroni ed anche la perdita del treno Champions, nonchè l'eliminazione dall'Europa League patita a vantaggio del Fulham. Proviamo a capire insieme il perchè di tutto questo.

La Juventus ha dimostrato in questi anni di ritorno in serie A di non aver mai avuto le idee chiare sul progetto tecnico. La squadra ormai è piena zeppa di veterani, e le forze fresche faticano terribilmente a sbocciare. Una difesa che schiera Zebina, Grosso, Cannavero, Legrottaglie, Grygera ed il solo Chiellini come giocatore di livello, non può dare certezze. Buffon è un grandissimo portiere e quando è stato in campo l'ha dimostrato, ma appunto gli infortuni l'anno frenato anche quest'anno. A centrocampo, poi, si sono verificati i due flop mostruosi: Felipe Melo è l'antitesi totale del giocatore visto a Firenze, dato che non mette più nemmeno la grinta nei contrasti e sbaglia tutto ciò che si può sbagliare (cederlo potrebbe essere un'idea); per Diego il discorso è diverso e lo affrontiamo più dettagliatamnte. Innanzitutto, al brasiliano ancora non è stato trovata una posizione in campo: a parere di chi scrive, questo giocatore agirebbe bene da seconda punta, o da trequartista, ma ha bisogno di attaccanti mobili accanto a sè, tant'è che con Iaquinta sembra essersi trovato bene, ma con Amauri e Trezeguet no. Molto pericoloso è il dualismo con Del Piero. Ma ad ogni modo il problema va risolto, perchè un altro anno di Diego così così non è tollerabile, per ciò che questo giocatore è costato e per le aspettative che genera. Insomma, la domanda è: si deve cedere Diego? Si potrebber rispondere così: solo per un giocatore top class, tipo Ribery. Altrimenti si tiene e ci si lavora, con un tecnico che possibilmente possa apprezzare le sue qualità.

Già, perchè l'anno prossimo comincerà il nuovo ciclo Juve, che doveva cominciare già da questa stagione, ed ecco spiegato il titolo, che parla di "un anno di ritardo". Quest'estate succederà quello che sarebbe dovuto succedere 365 giorni prima. Andranno via i senatori, con Buffon che sembra già su un aereo direzione Mancherster (più City che United) e Camnoranesi che prenota un posto a Marsiglia. Anche Sissoko potrebbe andare in Francia (Bordeaux), mentre bisognerà decidere il destino di Cannavaro.
La guida tecnica verrà affidata ad un allenatore degno di questo nome, non importa se Benitez o Mancini, mentre la società ha già avuto il cambio di presidente, accogliendo a braccia aperte il ritorno di un Agnelli alla carica di presidente. Inoltre, ed è questa forse la cosa più importante, arriverà Marotta ad occuparsi del mercato, dopo essersi distinto per il lavoro svolto alla Samp, al posto di un Alessio Secco che ha deluso oltre il lecito.
Queste mosse, nonostante il colpevole ritardo, daranno alla Juve la possibilità di tornare in alto e, forse, ricuciranno lo strappo che è divenuto imbarazzante con i tifosi. L'estate ci consegnerà di nuovo una Juve come anti-Inter?

lunedì 3 maggio 2010

Il commento


Come già anticipato nel corso della settimana passata, prosegue la rubrica che analizza l'ultimo turno di campionato. Di carne al fuoco, oggi, ce n'è davvero moltissima, quindi tuffiamoci subito nell'attualità, con la premessa che lasceremo per ultima l'analisi del posticipo serale fra Lazio ed Inter.

A due turni dalla fine, la Roma riesce a vincere a Parma ed a continuare l'inseguimento, che altrimenti sarebbe divenuto disperato. Partenza lanciata degli uomini di Ranieri che segnano con Totti e poi raddoppiano nel finale con Taddei, facendo risultare inutile il goal di Lanzafame. Per una squadra di calcio, questo è il copione migliore possibile: si segna all'inizio e poi si chiude la partita nel momento migliore degli avversari. Da rivedere il goal di Totti, viziato da un probabile fallo di mano. Ciò non toglie che la Roma abbia meritato di vincere la partita, ma non toglie nemmeno il fatto che il Parma abbia fatto soffrire gli ospiti per almeno mezz'ora, e che questo certifica il debito d'ossigeno giallorosso. Ed in questa settimana c'è anche la finale di Coppa Italia, che toglierà altre energie, fisiche e psichiche.

Passiamo alla zona Champions, che troviamo esattamente come avevamo lasciato. O meglio, anche la matematica ci assicura che la rincorsa al quarto posto è una cosa fra Sampdoria e Palermo. Napoli e Juve sono fuori dalla lotta. E domenica prossima ci sarà lo scontro diretto alla Favorita. La bilancia sembra pendere leggermente verso i rosanero di Delio Rossi, che potranno approfittare del fatto di giocare in casa, dove hanno realizzato delle imprese straordinarie, mentre all'ultima giornata faranno visita ad un'Atalanta che probabilmente sarà retrocessa. Insomma, l'operazione sorprasso è possibile. La Samp, però, conferma di avere un Cassano in grande forma e si sbarazza agevolmente del Livorno.
La Juve pareggia anche a Catania e adesso deve assolutamente evitare di arrivare settima, perchè se così fosse dovrebbe fare gli orrendi preliminari di Europa League in programma a fine luglio. Lo stesso discorso vale per il Napoli, ora sesto, ma va visto in maniera diversa. Per la squadra di Mazzari è il vero ritorno in Europa dopo la parentesi di due anni fa, mentre per la Juve è lo specchio di un anno da buttare.

Giochi quasi chiusi in zona retrocessione. Il Siena fa compagnia al Livorno e, nell'annus horribilis del calcio toscano, se ne va in serie B con due giornate d'anticipo. L'Atalanta, in una partita incredibile,perde le residue speranze, ma per la matematica è ancora in serie A. Assurdo quello che è successo ieri a Bergamo. In rapida successione, Valdes ha sbagliato un rigore; Guarente ha segnato un goal che pesa molto sulla coscienza di Viviano, portiere del Bologna; Tagliavento, da molti definito il miglior arbitro italiano (non da chi scrive, nda), prima assegna un rigore ai felsinei e per le proteste conseguenti espelle Pellegrino, poi revoca il rigore, ma l'espulsione resta (pura follia); da ultimo, Peluso infila la palla nella propria porta e permette al Bologna di pareggiare e salvarsi. Già, perchè l'Atalanta ora per restare in serie A deve vincere entrambe le partite (a Napoli ed in casa con in Palermo) e sperare che Lazio e Bologna non facciano due punti nelle restanti due gare.

Ma veniamo finalmente a Lazio - Inter, la partita che pare aver scandalizzato tutti i finti benpensanti che purtroppo hanno colonizzato televisioni, radio e giornali sportivi. Ebbene, da un punto di vista tecnico non ci poteva proprio essere partita. L'Inter ha dimostrato di essere immensa quando ha voluto accelerare, e solo un grandissimo Muslera ha evitato la goleada. Poi è regola aurea del calcio che il goal alla fine del primo tempo taglia le gambe a chi insegue, ed a questo è valso lo stacco preciso di Samuel. Ma non facciamo gli ipocriti, come molti, troppi, stanno facendo in queste ore, ed analizziamo la questione dal punto di vista della tanto declamata sportività. E' evidente che il pareggio dell'Atalanta nel pomeriggio ha fatto perdere alla Lazio qualsiasi motivazione a dare il fritto per strappare almeno un punto alla corazzata di Mourihno, ed è altrettanto evidente che i punti salvezza non si devono fare contro l'Inter, ma contro Livorno ed Udinese, ammesso che alla fine ce ne sia bisogno. Ed allora perchè la squadra biancoazzurra doveva per forza fare un regalo alla Roma? Questo è un primo punto che solo chi è al centro di simili dinamiche può capire. Ma proviamo a spiegarla anche da un altro punto di vista, più oggettivo.
Se non ricordiamo male, nessuno si è lamentato per la condotta del Bari nella recente partita contro la Roma, nella quale gli uomini di Ventura non sono scesi in campo proprio con il coltello tra i denti. Ma non è una cosa strana. Si veda Chievo -Napoli di ieri, con i partenopei che dovevano vincere e l'hanno fatto ed i mussi volanti che non hanno più nulla da chiedere al campionato. Come farà il Cagliari domenica all'Olimpico contro la Roma. Sono dinamiche del calcio, chi non ha motivazioni forti lascia spazio a chi, invece, le ha. E questi benpensanti se ne accorgono solo ora?
Ultime due annotazioni. La prima: è incredibile sentire i rappresentanti della Roma condannare il comportamento, a detta loro, antisportivo della Lazio dopo che Totti per ben due volte con il pollice verso ha augurato la retrocessione ai biancocelesti (è un gesto sportivo questo?), dopo che De Rossi ha dichiarato di aver versato lacrime di gioia per la sconfitta della Lazio con il Catania ed a fronte del forte indebitamento della società della dr.ssa Sensi. Insomma, chi è senza peccato scagli la prima pietra. Seconda considerazione: davvero bello vedere allo stadio bambini dell'Inter accanto a tifosi della Lazio e viceversa, senza il minimo segno di tensione o la minima paura che potesse succedere qualcosa. Possibile che solo fra tifoserie gemellate debba regnare questo clima, che invece dovrebbe essere la normalità?