Tredicesima giornata del campionato di serie A. Un terzo della competizione è già volato via, e questo turno è la perfetta cartina tornasole di quanto abbiamo visto fino ad ora. Scopriamo insieme perchè.
C'è una squadra sola al comando, e non è l'Inter, bensì il Milan, quella che nelle ultime cinque stagione è stata la compagine meno nobile del capoluogo lombardo. Ma la voglia di rivalsa sui cugini è tanta, e le basi sono state gettate in estate. L'arrivo di Ibrahimovic si dimostra ancora una volta decisivo. Su queste colonne abbiamo spesso detto che lo svedese è uno dei pochissimo calciatori in grado di caricarsi un'intera squadra sulle spalle per portarla alla vittoria. E' il caso del Milan, che batte la Fiorentina grazie all'ennesima magia di Ibra, già decisivo nel derby una settimana fa. Nota di merito anche per Abbiati, che confeziona almeno tre interventi da fenomeno; un plauso anche ad Allegri, che ormai ha varato con grande successo questo centrocampo fatto di tanti muscoli ed interdizione, rinunciando a quel guizzo di fantasia che quando hai Ibra in squadra può anche non servire.
I viola escono da San Siro senza punti ma con discrete indicazioni, confermandosi una squadra che in trasferta fa tanta fatica, ed attesi dal viaggio verso Torino. Interessante la prova di Ljajic, mentre il recupero pieno di D'Agostino fa ben sperare.
La Lazio denota qualche problema di troppo in zona goal e strappa un pareggio a Parma. Ci permettiamo di dissentire con Edy Reja, che ha individuato la lacuna nella mancanza di un uomo da 20 goal a stagione. Ci è piuttosto parso che la Lazio non abbia sbagliato nella conclusione, ma nella gestione dei contropiedi: sia Lichtsteiner che Hernanes hanno grandi responsabilità, perchè non hanno servito l'uomo libero. Se l'avessero fatto staremmo parlando di una vittoria su un campo difficile, e questa mancanza del goleador non si sarebbe avvertita. Ad ogni modo, i biancoazzurri sono sempre secondi. Complimenti al Parma perchè è saputo risalire ed ha inanellato una striscia di tre risultati utili, portando a casa 7 punti che servivano come l'ossigeno. I dubbi su questa squadra rimangono quasi intatti, l'attacco sembra tutt'altro che inarrestabile, e Bojinov rimane l'eterno incompiuto che è sempre stato.
Si conferma anche il Napoli, che rimane al terzo posto battendo in scioltezza il Bologna. Il potenziale offensivo della squadra di Mazzarri è da primi tre posti del campionato: Hamsik, Lavezzi e Cavani farebbero la fortuna di qualsiasi squadra, ed è davvero piacevole vederli giocare. Inoltre, pare invertirsi quel trend che voleva il Napoli squadra capace di imprese in trasferta ma non in grado di imporsi davanti al proprio pubblico. E' crisi nera per il Bologna, che risente di gravi problemi societari e che appare svuotata e sterile come non mai. Serve unsa svolta: forse in settimana arriverà il cambio di proprietà.
Rimane attaccata al treno la Juventus, che si impone anche in casa del Genoa. La strisca di risultati utili inanellata dai torinesi inizia a diventare importante, e Krasic è sempre più stella assoluta: aumentano i rimpianti per la sua assenza nel big match di sabato scorso contro la Roma. La Juve gioca bene e segna tanto, mettendo in mostra il miglior attacco del campionato. Le prospettive sono davvero rosee, perchè con il recupero degli infortunati questa squadra può entrare seriamente in lotta per lo scudetto. Il Genoa inizia a risentire della presenza di Ballardini, ma non gioca una brutta prestazione. Sfortunato nel cogliere una traversa piena ed una su deviazione, il grifone paga due orrende disattenzioni del proprio, discontinuo, portiere.
La Roma si impone in casa contro una discreta Udinese grazie alla grande prestazione di Jeremy Menez, per la prima volta vero protagonista. Volare e bruciarsi, a Roma, è facilissimo: consigliamo alla stampa romana di trattare con cautela le gesta del francese (difficile vederci accontentati, dato che già oggi sul Corriere dello Sport si parlava di paragoni con Platini e Zidane, nda). Ci sono dei problemi da risolvere: il centrocampo fisico non piace granchè, deve essere recuperato Pizarro; Totti è sempre più corpo estraneo, e curiosamente Ranieri fa fare turnover a tutti i suoi attaccanti tranne che a lui; la difesa balla un pò troppo. Tant'è che l'Udinese nel finale avrebbe potuto clamorosamente pareggiare, con il palo di Sanchez ed il goal annullato a Denis, ma del tutto regolare.
L'Inter: che strano ritrovarla a questo punto della rassegna! Benitez continua a raccogliere record negativi: 12 punti in meno rispetto all'anno scorso, quando c'era Mou; seconda sconfitta di fila, striscia che non si vedeva dai tempi di Mancini allenatore; 9 punti di distacco dalla vetta, mai così lontata l'Inter da tempo immemore. Certo, c'è l'alibi degli infortunati e dei 4 primavera convocati per necessità, ma le colpe del tecnico sono evidenti. Avallare la cessione di Balotelli, unico giovane di valore, senza preferire il sacrificio di un Maicon o, più doloroso, di un Milito, è stata un'autentica follia. In più c'è il modulo: insistere sullo stile di Mourinho senza imporre niente di nuovo è un brutto segnale. Benitez credeva di avere la pappa pronta, probabilmente non mangerà nemmeno una fetta di panettone, dato che gli mancherà Eto'o per qualche giornata (subirà la squalifica per la prova tv). Quella del Chievo è comunque un'impresa, voluta fortemente e legittimata da un primo tempo davvero fenomenale. Bellissimo lo stacco per il goal di Pellissier, meritato il tocco rapace di Moscardelli. Complimenti a Pioli, ed ennesimo riferimento all'ottimo Constant.
Palermo sugli scudi: dopo il Catania batte anche il Cesena e si propone per i piani alti della classifica. Stavolta non è Pastore ad illuminare la scena, bensì un altro giovane, Ilicic, che segna un grande goal. Sigillo di un ritrovato Miccoli, che rappresenterà un'alternativa di altissimo livello in una stagione importante come questa. Il Cesena, dal canto suo, crea ma si trova davanti un Sirigu formato superstar. Per Ficcadenti potrebbero esserci presto novità negative.
Bella ed importante vittoria all'esordio per Donadoni sulla panchina del Cagliari, che espugna Brescia in rimonta grazie a Matri e Conti (inutile quindi il rigore di Caracciolo). La Sampdoria espugna il campo-fortino del Lecce con un Pazzini in grandissimo spolvero, autore di una tripletta; il Lecce, in dieci fin dal primo tempo per l'esagerata espulsione di Chevanton, riesce a rimontare fino al 2-2, ma si deve arrendere al terzo sigillo del Pazzo, forse in fuorigioco.
Chiude il quadro la vittoria di misura del Catania su un Bari sempre più in caduta libera. Ventura si dice sicuro di sè e dei suoi ragazzi, staremo a vedere.
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