I programmi erano altri. Avremmo voluto parlare del futuro della Roma e del Milan, due squadre con grossi punti interrogativi davanti. Avremmo voluto tributare gli onori alla Sampdoria ed al Palermo, che hanno fatto registrare una stagione di altissimo livello. Lo faremo, senza dubbio, ma non oggi. Oggi bisogna restare sul pezzo, commentare l'attualità, e togliersi qualche sassolino (rectius pietra) dalla scarpa. Proviamo a dare ordine a tutto ciò.
Il casus belli è uno striscione apparso sul pullman scoperto dell'Inter durante i festeggiamenti in Piazza Duomo. Su questo lenzuolo vi era scritto: "Totti anzi che il pollice in bocca mette il medio in c...". Riportiamo testualmente, non per spirito di censura, dato che il significato della parola con i puntini è abbastanza ovvio. Da qui, tutti i soloni del calcio si sono sentiti in dovere di dare una lezione di classe e di stile. Benissimo. Il problema è che c'è chi può farlo e non farlo. Vediamo insieme chi sono queste persone.
Ranieri: sì, lui può farlo. Per il tecnico della Roma parla una vita di signorilità, una carriera che non l'ha mai visto protagonista di comportamenti sopra le righe. E' stato spesso attaccato ma ha sempre risposto con grande classe, e stile. Si vedano anche le ultime dichiarazioni incrociate con Mourinho. Certo, negli ultimi tempi l'aria romana l'ha un pò "imbastardito", dato che si è dovuto trovare a difendere Totti dopo il calcio a Balotelli in una situazione in cui il capitano della Roma era indifendibile. Però il saldo è positivo. Le sue critiche sono giuste e ben accette.
Montali: più no che sì. Intendiamoci, non che il nuovo arrivato nel mondo del calcio sia un uomo sconveniente o maleducato, anzi, anche lui ha stile da vendere. Ma è questo suo essere neofita del pallone che non gli permette di dare troppi giudizi. Ricordiamo, ad esempio, che fu lui a fare una gaffe immensa definendo il derby una partita come le altre. Perciò, dato che la pallavolo è uno sport decisamente diverso e con sensazioni diverse, gli consigliamo una pausa di riflessione per abituarsi a quanto accade da queste parti. Se poi non gradirà, beh, potrà tornare da dove è venuto.
Famiglia Sensi: no, non possono proprio parlare. Sia che si tratti di Rosella che di Maria, vedova di Franco. La famiglia Sensi non ha mai brillato per coerenza nè per sportività. Innanzitutto, molto umilmente, vorremmo sottolineare che chi possiede un'azienda (Italpetroli) vessata da una montagna di debiti, forse, dovrebbe avere cautela nel parlare. In secondo luogo, vorremo far notare alle signore Sensi che il loro più grande abbaglio è stato quello di aver difeso sempre e comunque il loro "uomo simbolo", così perlatro intrappolandosi in un contratto di lunga durata e molto oneroso. Non giungono nemmeno nuove le dichiarazioni di Rosella dopo Lazio-Inter, in cui spingeva l'Inter a vergognarsi per una simile vittoria. Incredibile, che cosa c'entrava l'Inter? La stessa Rosella, stizzita, ha questionato il riferimento fatto alla "culla d'oro" da parte di Mou, senza saper accettare la battuta. Che c'entra Maria, direte voi? C'entra, perchè proprio ieri si è scagliata contro la stampa, rea di aver fatto passare sotto silenzio l'episodio dello striscione incriminato. Cara signora, sappiamo che l'età avanza, per carità, ma appena 9 giorni fa, il suo giornale preferito ha dedicato due pagine alle scuse-giustificazioni-manifesto dell'ipocrisia del signor Totti, ambasciatore dell'Unicef, dopo il calcio rifilato a Balotelli. Ci preme ricordarglielo, cara signora, aggiungendo che la Roma è una delle società/squadre più coccolate dalla stampa nazionale.
Daniele De Rossi: il bue che dice cornuto all'asino. Il ragazzo di Ostia ieri si è scagliato contro lo striscione e contro Materazzi, asserendo che da questi episodi si è notata la differenza nello stile. Cosa? Oh santo cielo. Ebbene sì, cari lettori, abbiamo dovuto sentire anche questo. Adesso, a chi scrive dispiace molto dover sottolineare cose ovvie, ma tant'è, a questo ci costringono. De Rossi ha dimenticato la maglietta del suo capitano con sopra impresso "vi ho purgato ancora" indirizzata ai tifosi laziali. Se volessimo esagerare, questa potrebbe fare il paio con quella di Materazzi ("Nun è successo", nda), però con una differenza, stando al leit motiv giallorosso: la prima è goliardia, la seconda "una ruffianata nei confronti dei propri tifosi". Ma andiamo avanti, e perdoniamo questo vuoto di memoria a De Rossi, in fondo si tratta di un episodio di tanti anni fa. Veniamo all'attualità. A Dicembre la Roma vince il derby e Totti augura la serie B alla Lazio con i pollici versi. Capitan Futuro pensa di non poter essere da meno, ed aspetta la domenica più buia per depredare i laziali dell'ultimo soffio di dignità. Nel posticipo la Roma vince a Firenze, mentre nel pomeriggio la Lazio viene battuta dal Catania e sprofonda al terz'ultimo posto in classifica. De Rossi a Sky: "Questo pomeriggio davanti alla tv ho pianto, è stata una giornata fantastica". Siamo sempre lì, questa è goliardia, va bene, e si può fare, chi se ne frega se si calpestano le macerie di un popolo in crisi. Però guai a toccare Totti e la Roma, quello sì, è vergognoso è uno scandalo. Ma per favore. Prima di parlare di stile, caro Daniele, fatti un esame di coscienza. E ricordati che quattro anni fa hai saltato quasi tutto il Mondiale per squalifica dopo una gomitata terribile ad un giocatore americano. Piccoli Totti crescono...
Francesco Totti: giudizio sospeso, ancora non si è pronunciato. Ma se ciò dovesse accadere, allora non basterebbe l'intero spazio di Internet per contenere tutto ciò che avremmo da dire.
Insomma, il tam tam mediatico è partito. Il fiume di ipocrisia anche. Da spettatori noi diamo un cosiglio alle persone sopra elencate. Fate parlare solo chi può farlo veramente, chi ne ha il diritto morale. Voi che fate finta di essere delle verginelle alle prime armi, mettetevi da parte, grazie.
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