lunedì 31 maggio 2010

L'Italia di Prandelli


C'è un Mondiale, che comincerà fra meno di 15 giorni. E c'è un futuro, già scritto. Lo hanno vergato ieri, in mattinata, il Presidente della Federazione Abete ed il nuovo commissario tecnico italiano, Cesare Prandelli. Senza dubbio questa è la notizia del giorno, anche per colpa di un mercato che langue, fra mancanza di danari e colpi buoni solo per i gestori di bar e discoteche. Senza dimenticare il curioso immobilismo dell'Inter, che riposa sugli allori di una stagione irripetibile ma che è ancora senza allenatore. In fondo, però, siamo ancora al 31 maggio, ed allora spazio a considerazioni sparse sul futuro della nostra Nazionale.

Dopo il Campionato del Mondo sarà rivoluzione. La scelta del nuovo ct arriva senza dubbio con la giusta tempistica, perchè nessuno voleva affrontare l'avventura sudafricana senza conoscere "che ne sarà di noi". Ed allora, come ampiamente anticipato dai rumors che si sono susseguiti nelle ultime settimane, ecco la nomina del nuovo commissario tecnico, che risponde al nome di Cesare Prandelli. L'ex allenatore della Fiorentina viene da un'annata travagliata con i viola, che hanno ben figurato in Champions ma hanno balbettato in campionato, senza riuscire a ritagliarsi un posto nell'Europa dell'anno prossimo. Era quindi il momento giusto per dire addio al sodalizio viola, con il quale Prandelli ha passato 5 anni intensi e ricchi di soddisfazioni, tra le quali una stabile presenza nella massima competizione continentale.

Bene, questo il curriculum del nuovo ct, senza dimenticare lo svezzamento a Parma. Veniamo a quello che sarà il futuro della Nazionale. Dopo il prossimo 11 luglio (data della Finale), molti giocatori che attualmente fanno parte del gruppo dovranno lasciarlo, per evidenti limiti di età. Qui scatta il primo, fondamentale, punto del lavoro di Prandelli, vale a dire individuare dei giovani che possano prendere il posto dei senatori, Campioni del Mondo appena 4 anni fa. Non sarà facile, ma Cesare per questo è l'uomo giusto. Con lui, ad esempio, Gilardino ha vissuto le sue migliori stagioni, a Parma e Firenze, e non è un caso che al Milan abbia fallito. Inoltre, Prandelli è colui che ha lavorato molto bene con Adriano, poi persosi per bar e discoteche (si veda il precedente riferimento). Insomma, l'uomo giusto per ringiovanire la Nazionale. In un simile progetto, quindi, dovrà necessariamente presenziare Mario Balotelli, intorno al quale si potrebbe costruire l'Italia del futuro, e molto funzionale al modulo prandelliano. Già perchè l'ex tecnico della Fiorentina gradisce molto il 4-2-3-1, che Mario ha già sperimentato con Mourinho giocando da mezzapunta larga, a destra o a sinistra non fa differenza.
Un altro obiettivo sarà quello di pescare da un Under 21 che, in tutta onestà, non presenta speranze di rilievo. Ma siamo sicuri che Prandelli saprà valorizzare i talenti meritevoli.

Gran parte dell'opinione pubblica sportiva si è interrogata sulla capacità di Cesare di riuscire ad allenare una squadre "part-time". Ci spieghiamo meglio. Il lavoro dell'ex viola è sempre riuscito nel migliore dei modi perchè questo tecnico è uno abituato a lavorare giornalmente, ad avere un contatto stretto con i suoi ragazzi. Il ruolo del ct è completamente diverso: dovrà guardare, visionare, capire e solo nei brevi ritiri della Nazionale potrà insegnare il suo calcio, come piace a lui. Ecco, questo rappresenta un interrogativo importante, dato che davvero Prandelli non è abituato ad un lavoro di questo tipo.
Ma dopo aver affidato la Nazionale ad un Donadoni che fino a quel momento aveva allenato solo il Livorno, beh, la scelta di Prandelli ci sembra quanto meno migliore e più ponderata. Raccogliere l'eredità di un mostro sacro come Lippi non sarà facile, ma le capacità ci sono tutte. Prima, però, c'è un Mondiale tutto da gustare!

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