Puntuale come un orologio svizzero, va in onda l'approfondimento sul quarto turno di campionato. Conferme, cadute, rabbia, insoddisfazioni. Tutto questo in due giorni di calcio davvero appassionanti. Non perdiamo altro tempo, c'è tanto da dire.
Partiamo dalla conferma più importante. Ce la regala l'Inter, che si ritrova già da sola in testa alla classifica, con 5 punti in più rispetto al Milan, 6 sulla Juve ed 8 sulla Roma, tanto per citare le rivali più accreditate. Come se non bastasse, il quadro è reso ancora più roseo dal ritorno al goal del Principe Milito, che mette a segno una doppietta, come Eto'o, utile a stendere il Bari. Cercate altre conferme? Ve le regala il camerunese, che tocca quota 8 goal in 7 partite ufficiali giocate. I pugliesi entrano in campo con il piglio giusto, spaventano l'Inter con una grande azione ad inizio partita (sarà palo di Almiron), ma poi scompaiono, schiacciati dall'incredibile superiorità dell'avversario, che a San Siro sembra davvero insuperabile.
Il Milan non decolla, e mette in mostra ancora una volta tutti i suoi problemi. Allegri si intestardisce e propone il tridente pur non avendo Pato: è un errore grave, perchè Boateng nel ruolo di punta esterna non può valere come se giocasse centrocampista. Inoltre si sente l'assenza di Ambrosini, perchè Gattuso, Seedorf e Pirlo soffrono tanto e non danno consistenza al centrocampo. Dinho gioca da fermo ma è un genio, Ibra è un mago di opportunismo, e castiga la Lazio al primo ed unico errore della difesa biancoceleste. Un'ottima Lazio, davvero, che non si perde d'animo e trascinata da un grande Hernanes trova il pari con Floccari. Reja manda in campo una formazione particolare, azzeccando la mossa Cavanda (complimenti) ma non quella di mettere dentro Foggia, troppo avulso dal gioco. Complimenti anche a chi ha portato Hernanes alla Lazio, perchè siamo davvero di fronte ad un ottimo giocatore. Bello anche l'esordio dell'aquila in carne ed ossa, emozionante.
La Roma...beh, qui bisogna aprire una lunga parentesi. Confermato quanto scritto nell'articolo di ieri (che ha suscitato molte polemiche), a grande richiesta, in questo commento, andiamo ad analizzare la partita. Il sig. Russo, arbitro del match, sbaglia tutto quello che può sbagliare un direttore di gara. Certo, in questo gli danno una bella mano gli assistenti. Si prenda il rigore per trattenuta su Borriello e lo si paragoni a quello dato alla Fiorentina sabato contro la Lazio: se il secondo è rigore (dubitiamo) il primo allora è da arresto in flagranza di reato. Come si fa a non vedere il mani di Hetemaj in area? Davvero non sappiamo. Rigore ed espulsione di Mexes: l'arbitro dalla prospettiva poteva pure essere ingannato (in presa diretta non è una decisione facile); toccava al guardalinee scagionare Mexes, ma non l'ha fatto. Piccola critica al francese per la reazione: siamo fermamente convinti che i calciatori in campo non debbano protestare, figuriamoci mettere in scena quella reazione isterica. Insomma, la vittoria del Brescia è frutto di tanti, ma tanti, errori dell'arbitro, vero protagonista del match. E' un peccato per Ranieri, che aveva visto segni di ripresa dalla squadra. Certo, il calendario sembrava benevolo, ma la Roma ora ha 2 punti, sabato c'è l'Inter e domenica prossima i giallorossi andranno a Napoli. Cosa succederà?
Il Palermo di Delio Rossi si prende la prima vittoria dell'anno e lo fa sul campo della Juve, sempre più simile ad una montagna russa. Reduci dallo show di Udine, i bianconeri ne prendono tre dai ragazzini terribili di Delio e rispondono col solo, inutile, goal di Iaquinta. I rosanero dimostrano di saperci fare sul mercato, Walter Sabatini in questo è forse uno dei migliori operatori d'Europa. Pastore ed Ilicic, tanto per citarne due, sono giocatori dal futuro assicurato. Soprattutto il primo, che riteniamo essere, in questo momento, il miglior giocatore del campionato.
Per quanto riguarda la Juve, Delneri dovrà lavorare ancora tantissimo. Solita buona partita di Krasic, ma le punte non riescono a finalizzare. Stupisce la sostituzione di Del Piero, proprio in un momento in cui serviva attaccare a pieni ranghi.
Si dividono la posta Fiorentina e Genoa, in una partita che non fa contento nessuno. La stagione di queste due squadre stenta a decollare. Non ci stupisce della Fiorentina, dato che da tempo avevamo puntato il dito verso i problemi di questa squadra. Ci sorprendono tutte le difficoltà del Genoa: squadra rinnovata, forse Gasperini ha bisogno di altro tempo per plasmarla al meglio. Fatto sta che dopo quattro giornate il Genoa ha 5 punti. Non benissimo.
Crollo del Napoli, che ospita il Chievo e si porta in vantaggio con Cannavaro. Poi è notte fonda: il Chievo fa tre goal con Pellissier (due per lui) e Fernandes. Due belle parate di Sorrentino permettono ai venenti di tornarsene a casa con tre punti che valgono tanto oro quanto pesano. I padroni di casa dovranno fare quadrato: stupenda la reazione allo svantaggio con la Samp di domenica, oscena la gestione del vantaggio di mercoledì. Senza parlare dello svarione dello stesso Cannavaro, che ha mandato in goal Pellissier chiudendo il match.
Il Cesena perde per la prima volta in questa stagione e lo fa sul campo del Catania. Gli uomini di Giampaolo hanno giocato molto meglio, schiacciando la sorprendente squadra di Ficcadenti. E poi è tornato a segnare Maxi Lopez. Il Cesena dovrà stare tranquillo e tornare a fare punti in casa.
Il Bologna batte l'Udinese con grande fortuna e relega i bianconeri all'ultimissimo posto con zero punti. La partita la fanno Di Natale e company, andando in vantaggio e colpendo due traverse incredibili, a due passi dalla porta. Per il Bologna pareggia Gimenez, ma il goal decisivo è del solito Di Vaio, sempre allo scadere. Risultato che suona tanto di beffa, per un'Udinese che meriterebbe di avere almeno 4 punti nella sua classifica.
Chiudiamo con Lecce - Parma e Cagliari - Sampdoria. Due pareggi in cui ha regnato la noia. In sostanza, il risultato stava bene a tutte le squadre.
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