Il campionato è ormai iniziato da quattro giornate. Poche per tirare le somme, abbastanza per iniziare a sentire suonare qualche campanello d'allarme. E non stiamo parlando dei problemi di assetto di Milan e Juventus, o della falsa partenza della Roma, oppure ancora della crisi di Fiorentina ed Udinese. La grande delusione di inizio campionato è un'altra: arbitri e guardalinee. Ed ovviamente tutte le istituzioni coinvolte. Proviamo ad analizzare con ordine cosa sta succedendo.
Già nel primo weekend di campionato non sono mancate le polemiche: il sig. Gervasoni, arbitro di Fiorentina-Napoli, mal coadiuvato dal suo assistente, convalida un goal di Cavani senza che il pallone abbia oltrepassato la linea di porta.
Seconda giornata: Carmine Russo (tenere a mente) arbitra Cesena-Milan interrompendo tre azioni da goal per fuorigioco dei rossoneri, che perderanno poi per 2-0. Si iniziano a sentire i primi malumori, cui si accodano anche l'Udinese per un presunto rigore con concesso nella partita con l'Inter e la Fiorentina per un goal assurdamente annullato a Kroldrup.
Terzo turno: la Lazio va a Firenze con il timore della compensazione. Così sarà, perchè ai viola viene dato un rigore inesistente per tuffo di Cerci nell'area laziale. All'Olimpico di Roma il Bologna protesta per almeno due calci di rigore mancanti e per il fuorigioco di Borriello in occasione del primo goal giallorosso.
Siamo ai giorni nostri: il sig. Russo (eccolo di nuovo) arbitra orrendamente Brescia-Roma negando almeno due se non tre rigori netti agli ospiti e concedendone uno inesistente alle rondinelle. A questo punto è il caos, con le reazioni scomposte dei dirigenti romanisti (rimandiamo sul punto ad un articolo precedente). Anche a Torino le cose non vanno benissimo, perchè la Juve contro il Palermo non vede concedersi un rigore abbastanza netto. Quisquilie, rispetto a quanto accaduto a Brescia.
Da questa breve panoramica si evince senza dubbio un dato tecnico. La maggior parte degli episodi che hanno segnato le cronache sportive di queste settimane non è ascrivibile alla condotta degli arbitri. O meglio, c'è un concorso di colpa con evidenti sproporzioni. La colpa di tanti errori, almeno all'80%, è dei guardalinee. Si vedano gli episodi della Fiorentina, quelli del Milan, quelli della Roma. C'è sempre lo zampino dell'assistente, che a volte vede male ed a volte non vede proprio. Ma non è un problema nuovo, anzi. Già al Mondiale, i segnalinee avevano denotato forti difficoltà e soprattutto troppa influenza sul gioco: l'Inghilterra ci ha forse rimesso il passaggio ai quarti, l'Argentina ha ricevuto una grossa mano contro il Messico.
Gli assistenti possono sbagliare, hanno forse il compito più difficile: devono chiamare i fuorigioco ed i goal fantasma, non è affatto facile, anzi. Ma non possono avere tutto questo peso!
Bisogna che tutti gli appartenenti alla categoria si mettano intorno ad un tavolo e ridisegnino, nel modo giusto, la gerarchia in campo. Decide l'arbitro, punto. I guardalinee servono come elemento di aiuto, non di disturbo, o addirittura non devono indurre ad errori. E questo è successo davvero troppo spesso in queste prime quattro giornate.
Ma il problema vero sta nell'organizzazione istituzionale. L'Aia è l'unico organismo che ha ben due capi! Uno è Nicchi, l'altro è Braschi. Ora, nessun organismo può avere due presidenti, diciamo così, semplicemente perchè potrebbe essere impossibile prendere delle decisioni. Se i due non fossero d'accordo su una cosa, non si potrebbe raggiungere una posizione di forza. Ed allora viene in mente la possibilità che uno dei due conti di più, o che uno dei due sia lì solo per bellezza, per metterci la faccia. Ci sono indizi in tal senso. Forse non tutti sanno che il signor Braschi, molto probabilmente, l'anno prossimo non sarà più al suo posto, ed è stato appena eletto. Perchè? Semplicemente perchè il Siena ha molte possibilità di tornare in serie A l'anno prossimo, e lo stesso Braschi in passato ricoprì un ruolo dirigenziale nella società toscana. L'incompatibilità sarebbe evidente. Come del tutto palese è la poca preparazione delle istituzioni del nostro calcio, dato che il Siena è da mesi ormai accreditato al ritorno nella massima serie. E' un rischio inutile quello di mettere a capo degli arbitri una persona che l'anno prossimo, ripetiamo, molto probabilmente, farà altro. Per dare solidità ad un progetto ci vuole la programmazione, la continuità, il lavoro sul lungo periodo. Braschi questo non può garantirlo, ed il movimento, effettivamente, sembra risentirne.
Dunque, tutto sulle spalle di Nicchi, anche se risulta difficile fidarsi di una persona che sostiene che "le cose vanno bene se si lamentano tutti". Sì, ok, vanno bene perchè siete in grado di dividere equamente gli errori. Ma evitare di sbagliare, o meglio ridurre al minimo le sviste, non sarebbe ancora meglio?
Anche in questo caso, siamo in attesa di tempi migliori. Nel frattempo, concludiamo inviando un bell'in bocca al lupo al povero Morganti, che staserà avrà fra le mani Roma-Inter. Buona fortuna, ne servirà molta!
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