Dopo la pausa per le Nazionali, è tornato il campionato, con il solito turno pazzo che si colloca nelle giornate iniziali. E' stato un week-end molto particolare, con cadute spaventose ed inaspettate salite. Una sorta di montagne russe del calcio, che hanno tenuto gli appassionati incollati agli schermi (o al loro posto allo stadio) fin dalle 18 del sabato. Andiamo nello specifico, con il nostro consueto appuntamento sugli spunti offerti dal campionato.
Com'è, come non è, la "grande" che resiste all'urto delle prime giornate è sempre e solo l'Inter. Mourinho l'anno scorso, dopo due match, aveva 4 punti; altrettanti ne ha fatti Benitez, che ha battuto una splendida Udinese soffrendo più del dovuto. Il tecnico spagnolo ha mandato in campo il modulo della passata stagione, ed ha chiesto ad Eto'o lo stesso sacrificio di coprire sulla fascia. Sorprende la scelta di schierare dal primo minuto Biabiany, preferendolo a Pandev. Una spiegazione c'è, ed è la seguente: ieri era assente Maicon, perciò Rafa ha preferito mettere un giocatore di velocità sulla fascia orfana del brasiliano. Ragionamento calzante, ma il giovane attaccante è apparso ancora acerbo. Ottime le prove del camerunese, sopra citato, di Senijder e di Lucio, quest'ultimo autore di un bel goal. Da rivedere Mariga e Chivu, che appaiono in difficoltà: il primo fa il suo in fase di interdizione mentre balbetta quando si tratta di organizzare il gioco; il secondo è lontanissimo dalla forma migliore. L'Udinese vista a San Siro ha grandi margini di miglioramento, specialmente perchè ancora non si è sbloccato Di Natale. Ci limitiano semplicemente a dire che Inler, Sanchez ed Asamoah sono tutti giocatori pronti per un top team.
Veniamo alle noti dolenti del weekend, specialmente del sabato. Febbre del sabato sera, ma in senso del tutto negativo, per Milan e Roma, che collassano in trasferta. Gli Allegri boys, con Ibra all'esordio, vengono tritati nel primo tempo dal Cesena, che torna in serie A davanti al suo pubblico dopo 19 anni. Bogdani e Giaccherini si prendono gioco di tutta la difesa del Milan, che presenta un Thiago Silva acciaccato ed un Sokratis da livello dilettantistico. Nel secondo tempo i tre attaccanti, con Inzaghi e Robinho entrati in corsa, smuovono qualcosa, e si vedono annullati due goal per situazioni dubbie. Ibra, peraltro, calcia un rigore sul palo. Bravi Galliani e Berlusconi a prendersela con l'arbitro, per togliere pressione alla squadra; ma questo Milan, secondo alcuni addirittura più forte dell'Inter, deve ancora lavorare tanto per trovare gli equilibri. Ottimo davvero il Cesena, che ha già fermato Roma e Milan; la vera sorpresa dell'inizio campionato è la squadra di Ficcadenti.
La Roma crolla, implode, a Cagliari. Marcature aperte dal solito Daniele Conti, altro che figliol prodigo, che poi è protagonista sfortunato dell'entrata assassina, da codice penale, di Burdisso. In un secondo crolla il mondo sulla testa di Ranieri: rigore, espulsione, e fuori Totti per l'esordio di Burdisso junior. Finirà 5-1, una batosta vera e propria. Qualche numero: la Roma non vince a Cagliari dal 1995; la stessa squadra giallorossa non prendeva 5 goal da un roboante 4-5 casalingo contro l'Inter datato 1996, ma erano i tempi di Zeman, e subire così tanti goal faceva parte del gioco. E' ancora prestissimo per dare giudizi, ma le scelte di Ranieri non convincono: la Roma ha un centravanti di peso come Borriello ma nessuno in grado di servirgli cross dalle fasce (chi deve farlo, Menez? Non scherziamo). Ranieri deve inventarsi delle ali in grado di arrivare sul fondo, e deve farlo in fretta. Il gioco in verticale rischia di bloccare l'attacco, così come è stato pensato. Il Cagliari ha giocato davvero bene, puntando su un modulo interessante e votato all'attacco. Bisoli ha il materiale per fare bene, stiamo a vedere.
Il big match dell'Olimpico di Torino finisce con un roboante 3-3 che lascia l'amaro in bocca ai tifosi di entrambe le squadre. Una partita pazza, con le difese di Samp e Juve che sono assolutamente da rivedere, ma anche con due ottimi attacchi. La Samp fa a meno di Pazzini ma ha in Pozzi il giusto terminale offensivo per le grandi giocate di Cassano. Il modulo di Di Carlo fa un'ottima figura davanti all'allenatore che l'anno scorso era stato idolatrato nella Genova blucerchiata. La Juve fatica ancora tanto, ma fa registrare dei passi in avanti, soprattutto nel reparto offensivo. Krasic si presenta alla grande davanti ai suoi tifosi, Pepe e Quagliarella vanno finalmente a segno, e Marchisio ritrova il goal. Buone dunque le prove delle ali, ma, lo ripetiamo, in difesa bisogna intervenire. Ed è un intervento che sta a cuore a tutti, dato che i due centrali della Juve sono anche quelli della nazionale.
Nella partita della "mezza" (prima volta per questo nuovo orario) il Brescia porta a casa 3 punti immeritati contro il Palermo. Sembra un giudizio troppo maligno, ma non è così: basta pensare sl rigore inesistente concesso alle rondinelle per un presunto fallo di Munoz (arbitrava Tagliavento, che tanti opinionisti considerano il miglior arbitro italiano; questo blog rivendica da sempre la sua posizione, secondo cui il fischietto ternano non è assolutamento il migliore sulla piazza); oppure alle grandi parate di Matteo Sereni, tra cui spicca quella su uno splendido Pastore. Qualche dubbio sulla formazione mandata in campo da Delio Rossi: complimenti per il coraggio di schierare tre "avanti" giovanissimi (Pastore, classe 1989; Hernandez, 1990; Kasami, 1992); da rivedere l'idea dell'albero di Natale, con il solo Hernandez davanti. Non ha convinto.
Non convince nemmeno la Lazio, che però batte il Bologna all'Olimpico con un 3-1 maturato nel secondo tempo. Zarate inguardabile nella prima frazione e sostituito da Kozak nell'intervallo (buona prova del lungagnone ceco); Matuzalem che non entra in campo negli ultimi minuti per una fantomatica colica renale; Mauri che rientra in campo dopo giorni di lamentele ed è subito decisivo. Insomma, per Reja c'è tanto da lavorare. Due gli obiettivi che fissiamo a breve termine per l'allenatore della Lazio: trovare un modulo fisso (in ritiro ha provato solo la difesa a 3, ieri la linea era a 4); piazzare Hernanes nella giusta collocazione in campo. Sufficiente la prova del "Profeta", con grandi margini di miglioramento. Il Bologna ha recitato lo stesso canovaccio con cui aveva fermato l'Inter: difesa ad oltranza e tentativi di ripartenze. Poca roba, squadra da 0-0, con la quale è difficile segnare. Da Malesani ci si aspetta qualcosina di più.
Grande Chievo Verona, che espunga Genova ed è solo in testa alla classifica a punteggio pieno! Genoa in vantaggio con Destro, ragazzo giovane e promettente. Poi il crollo ed i tre goal del Chievo. Sempre il solito Chievo, compatto e forte. Il Genoa stupisce in negativo: Gasperini ha per le mani un'ottima squadra, ora deve plasmarla. In attesa di tempi migliori.
Nel posticipo fra Napoli e Bari arriva un pareggio ricco di goal, 2-1, e tante emozioni nel finale. Segna subito Barreto, che si fa male e deve uscire; pareggia Cavani (primo goal al San Paolo, sarà un grande anno per lui) e Paolo Cannavaro infila il vantaggio; dopo solo un minuto, però, Almiron serve una gran palla a Castillo che sigilla la partita sul pari. Risultato tutto sommato giusto, tra due squadre estremamente interessanti.
Vince il Catania in casa col Parma, anche stavolta immeritatamente. Due rigori che sommati non ne farebbero nemmeno uno intero, mentre i parmensi spingono per tutta la partita e trovano il goal solo con un grande Giovinco a fine partita su punizione. Marino recrimina, Giampaolo striglia i suoi. Hanno entrambi pienamente ragione.
Cade la Fiorentina a Lecce; va tutto storto ai viola, se pensiamo che è Montolivo a dare l'assist a Di Michele per il goal, e che il guardalinee segnala un fuorigioco inesistente annullando il goal di Kroldrup. Sinisa dovrà lavorare sulla grinta dei suoi, gli schemi verrano in futuro.
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