giovedì 23 settembre 2010

Il Commento


Puntuale come un orologio svizzero, va in onda l'approfondimento sul quarto turno di campionato. Conferme, cadute, rabbia, insoddisfazioni. Tutto questo in due giorni di calcio davvero appassionanti. Non perdiamo altro tempo, c'è tanto da dire.

Partiamo dalla conferma più importante. Ce la regala l'Inter, che si ritrova già da sola in testa alla classifica, con 5 punti in più rispetto al Milan, 6 sulla Juve ed 8 sulla Roma, tanto per citare le rivali più accreditate. Come se non bastasse, il quadro è reso ancora più roseo dal ritorno al goal del Principe Milito, che mette a segno una doppietta, come Eto'o, utile a stendere il Bari. Cercate altre conferme? Ve le regala il camerunese, che tocca quota 8 goal in 7 partite ufficiali giocate. I pugliesi entrano in campo con il piglio giusto, spaventano l'Inter con una grande azione ad inizio partita (sarà palo di Almiron), ma poi scompaiono, schiacciati dall'incredibile superiorità dell'avversario, che a San Siro sembra davvero insuperabile.
Il Milan non decolla, e mette in mostra ancora una volta tutti i suoi problemi. Allegri si intestardisce e propone il tridente pur non avendo Pato: è un errore grave, perchè Boateng nel ruolo di punta esterna non può valere come se giocasse centrocampista. Inoltre si sente l'assenza di Ambrosini, perchè Gattuso, Seedorf e Pirlo soffrono tanto e non danno consistenza al centrocampo. Dinho gioca da fermo ma è un genio, Ibra è un mago di opportunismo, e castiga la Lazio al primo ed unico errore della difesa biancoceleste. Un'ottima Lazio, davvero, che non si perde d'animo e trascinata da un grande Hernanes trova il pari con Floccari. Reja manda in campo una formazione particolare, azzeccando la mossa Cavanda (complimenti) ma non quella di mettere dentro Foggia, troppo avulso dal gioco. Complimenti anche a chi ha portato Hernanes alla Lazio, perchè siamo davvero di fronte ad un ottimo giocatore. Bello anche l'esordio dell'aquila in carne ed ossa, emozionante.
La Roma...beh, qui bisogna aprire una lunga parentesi. Confermato quanto scritto nell'articolo di ieri (che ha suscitato molte polemiche), a grande richiesta, in questo commento, andiamo ad analizzare la partita. Il sig. Russo, arbitro del match, sbaglia tutto quello che può sbagliare un direttore di gara. Certo, in questo gli danno una bella mano gli assistenti. Si prenda il rigore per trattenuta su Borriello e lo si paragoni a quello dato alla Fiorentina sabato contro la Lazio: se il secondo è rigore (dubitiamo) il primo allora è da arresto in flagranza di reato. Come si fa a non vedere il mani di Hetemaj in area? Davvero non sappiamo. Rigore ed espulsione di Mexes: l'arbitro dalla prospettiva poteva pure essere ingannato (in presa diretta non è una decisione facile); toccava al guardalinee scagionare Mexes, ma non l'ha fatto. Piccola critica al francese per la reazione: siamo fermamente convinti che i calciatori in campo non debbano protestare, figuriamoci mettere in scena quella reazione isterica. Insomma, la vittoria del Brescia è frutto di tanti, ma tanti, errori dell'arbitro, vero protagonista del match. E' un peccato per Ranieri, che aveva visto segni di ripresa dalla squadra. Certo, il calendario sembrava benevolo, ma la Roma ora ha 2 punti, sabato c'è l'Inter e domenica prossima i giallorossi andranno a Napoli. Cosa succederà?

Il Palermo di Delio Rossi si prende la prima vittoria dell'anno e lo fa sul campo della Juve, sempre più simile ad una montagna russa. Reduci dallo show di Udine, i bianconeri ne prendono tre dai ragazzini terribili di Delio e rispondono col solo, inutile, goal di Iaquinta. I rosanero dimostrano di saperci fare sul mercato, Walter Sabatini in questo è forse uno dei migliori operatori d'Europa. Pastore ed Ilicic, tanto per citarne due, sono giocatori dal futuro assicurato. Soprattutto il primo, che riteniamo essere, in questo momento, il miglior giocatore del campionato.
Per quanto riguarda la Juve, Delneri dovrà lavorare ancora tantissimo. Solita buona partita di Krasic, ma le punte non riescono a finalizzare. Stupisce la sostituzione di Del Piero, proprio in un momento in cui serviva attaccare a pieni ranghi.
Si dividono la posta Fiorentina e Genoa, in una partita che non fa contento nessuno. La stagione di queste due squadre stenta a decollare. Non ci stupisce della Fiorentina, dato che da tempo avevamo puntato il dito verso i problemi di questa squadra. Ci sorprendono tutte le difficoltà del Genoa: squadra rinnovata, forse Gasperini ha bisogno di altro tempo per plasmarla al meglio. Fatto sta che dopo quattro giornate il Genoa ha 5 punti. Non benissimo.
Crollo del Napoli, che ospita il Chievo e si porta in vantaggio con Cannavaro. Poi è notte fonda: il Chievo fa tre goal con Pellissier (due per lui) e Fernandes. Due belle parate di Sorrentino permettono ai venenti di tornarsene a casa con tre punti che valgono tanto oro quanto pesano. I padroni di casa dovranno fare quadrato: stupenda la reazione allo svantaggio con la Samp di domenica, oscena la gestione del vantaggio di mercoledì. Senza parlare dello svarione dello stesso Cannavaro, che ha mandato in goal Pellissier chiudendo il match.

Il Cesena perde per la prima volta in questa stagione e lo fa sul campo del Catania. Gli uomini di Giampaolo hanno giocato molto meglio, schiacciando la sorprendente squadra di Ficcadenti. E poi è tornato a segnare Maxi Lopez. Il Cesena dovrà stare tranquillo e tornare a fare punti in casa.
Il Bologna batte l'Udinese con grande fortuna e relega i bianconeri all'ultimissimo posto con zero punti. La partita la fanno Di Natale e company, andando in vantaggio e colpendo due traverse incredibili, a due passi dalla porta. Per il Bologna pareggia Gimenez, ma il goal decisivo è del solito Di Vaio, sempre allo scadere. Risultato che suona tanto di beffa, per un'Udinese che meriterebbe di avere almeno 4 punti nella sua classifica.
Chiudiamo con Lecce - Parma e Cagliari - Sampdoria. Due pareggi in cui ha regnato la noia. In sostanza, il risultato stava bene a tutte le squadre.

Il pudore, questo sconosciuto


In attesa del commento al turno infrasettimanale, che si conclude oggi con Juve-Palermo, ci troviamo a parlare di quanto accaduto in quel di Brescia, per la partita fra le rondinelle e la Roma, vinta per 2-1 dai padroni di casa. Premessa necessaria: l'articolo che state per leggere non entra nel merito delle decisioni arbitrali, semplicemente perchè non ce n'è bisogno; sono tutte sbagliate, si tratta di errori gravi e meno gravi, ma pur sempre errori. Posto questo, e ci auguriamo che non ci siano problemi di comprensione da parte di chi legge, andiamo ad analizzare gli sfoghi del post partita da parte dei dirigenti giallorossi.

Qualche mese fa, mettemmo in riga la società giallorossa per capire quale rappresentante del club di Trigoria potesse dare lezioni di stile al mondo calcistico. Il risultato fu scadente, dato che lasciammo aperta questa possibilità al solo Ranieri. Oggi confermiamo a maggior ragione quanto scrivemmo, e lo facciamo sulla base dei seguenti argomenti. Procediamo in ordine cronologico.
La prima persona a presentarsi ai microfoni è stato il direttore (di cosa? nemmeno lui sa qual'è il suo ruolo nella Roma! nda) Giampaolo Montali, che ha dichiarato di sentirsi "umiliato" a causa del trattamento arbitrale, e di non sapere cosa dire ai suoi ragazzi in spogliatoio (questo è un leit motiv delle dichiarazioni di ieri sera). E' stato poi il turno di Daniele Pradè, che ha definito l'arbitro "vergognoso ed incompetente", palesando anche lui le difficoltà nel trovare le parole per comunicare con i giocatori. Ha chiuso il cerchio Rosella Sensi, che, "da tifosa", si è sentita "presa in giro da un arbitro in malafede", dichiarandosi disposta "ad andarmene anche subito, ma prima devo fare qualcosa, perchè noi per scelta societaria non ci siamo mai scagliati contro gli arbitri, abbiamo sempre collaborato, ma è arrivato il momento di farci sentire".

Siamo certi del fatto che i nostri lettori non necessitano di spiegazioni davanti a tutto questo ciarlare, ma tant'è, siamo qui, e quindi esponiamo chiaramente il nostro pensiero. Montali parla di umiliazione, Pradè di incompetenza. Però, prima di tirare addosso ad altri queste parole, potrebbero guardare in casa propria. Perchè riteniamo che per una squadra che puntava esplicitamente allo scudetto, avere 2 punti in classifica, frutto di due pareggi casalinghi contro Cesena e Bologna, e di una batosta a Cagliari, questo sì che è umiliante. Farsi rimontare due goal in casa da Marco di Vaio, ottimo giocatore ma ormai avanti con gli anni, è umiliante. Perdere 5-1 a Cagliari, presentarsi a Monaco di Baviera per difendere uno 0-0, questo è umiliante. Ma stranamente, ieri sera, per la prima volta i dirigenti hanno parlato di umiliazione, dimenticandosi in un sol colpo delle settimane precedenti. Miracoli del pallone, e degli arbitri.
Arbitro incompetente? Sì, forse sì, nel merito non entriamo per i motivi suddetti. Ma perchè Pradè domenica scorsa non è andato davanti ai microfoni a dire che Claudio Ranieri si è comportato da incompetente sostituendo Cassetti, esterno, con Guillermo Burdisso, centrale? Abbiamo profonda stima per Ranieri, ma in quel caso ha sbagliato lui, come anche a Monaco (centrocampo con Brighi e Perrotta sulle fasce, scherziamo?), però Pradè non ha detto nulla. Strano, lui è così bravo a dare giudizi!
Tanto per non lasciare nulla al caso, ricordiamo a tutti che stiamo parlando di un dirigente, regolarmente intercettato, che chiedeva "un grande arbitro" ad Innocenzo Mazzini, ex vicepresidente della Figc. Molti per questo giochetto ci hanno rimesso il posto, lui è ancora lì a sputare veleno; peccato che al "suo presidente" non si permetteva di dire che gli arbitri erano incompetenti, vergognosi o inadeguati. Immaginiamo la faccia del lettore, che sarà stupito dall'ipocrisia di certe persone.

Ma resta la dichiarazione migliore, quella della Dott.ssa Sensi, visibilmente in confusione. Fa bene a dire di parlare "da tifosa" dato che la società non è più sua e si sta cercando un acquirente. Ed anche perchè un presidente non può dire tutte quelle bugie. La Roma non si è mai lamentata ed ha sempre collaborato con gli arbitri? Suona strano, ed infatti lo è. Torniamo indietro di pochi mesi, Roma-Sampdoria: la Roma perde ed interrompe la sua striscia di 24 risultati utili consecutivi. La Sensi sbotta a fine partita, appropriandosi dei microfoni per dichiarare che "c'erano due rigori per noi, è assurdo che in una partita così importante ci sia stato un arbitro inadeguato". Alla faccia della collaborazione! Anche Daniele Pradè quella sera alzò la voce, ma evidentemente la memoria dei dirigenti giallorossi, ed anche di certa carta stampata, è davvero corta, cortissima!

Tirando le fila del discorso, vorremo fare dei sinceri complimenti a Claudio Ranieri, che ha rimandato al mittente tutte le domande sull'arbitro ed ha voluto solo parlare di calcio. Crediamo però che Roma lo stia cambiando in peggio (si veda lo sfogo di sabato); sarebbe un peccato perdere uno dei pochi signori che ancora ci sono in questo ambiente.

Però alla fine l'arbitro di ieri sera qualcosa di buono l'ha fatto: ha fornito un pretesto a questi personaggi per non parlare della classifica della Roma, della forma fisica dei giocatori e dei tanti infortuni. Insomma, si è assunto tutte le responsabilità. Un martire involontario.

martedì 21 settembre 2010

Il Commento


Terza giornata di campionato, nemmeno il tempo di analizzarla che ci si tufferà subito nel turno infrasettimanale, per poi ritrovarci tutti nel weekend (e che weekend, con Roma-Inter!) grazie ad uno sciopero che appare ormai scongiurato. Ma, dopo questo sguardo al prossimo futuro, è il caso di tornare poco indietro, ed analizzare il terzo turno di questo bel campionato.

Sorpresa di inizio stagione: il Cesena è lì su, primo con l'Inter. E non è un primato facile, dato che è arrivato pareggiando con la Roma e battendo il Milan. L'unico commento giusto l'ha fatto il presidente dei bianconeri, che si è detto felice più per i 7 punti che per il primato. Giusto, i punti restano, il primato, gioco forza, se ne andrà. E per una neopromossa mettere fieno in cascina il prima possibile è fondamentale. Giaccherini è un giocatore da serie A di alto livello, Bogdani sta vivendo una seconda giovinezza (su queste pagine l'avevamo dato per bollito, facciamo parziale ammenda, ma attendiamo il proseguimento della stagione, nda). La vittima di giornata è un Lecce davvero bruttino, che non riesce ad approfittare della superiorità numerica grazie ad un gravissimo errore dell'arbitro (ci sarà un approfondimento sui fischietti su questo blog nei prossimi giorni, nda). Accanto al Cesena, molto più a suo agio, c'è l'Inter di Benitez. Già, perchè dopo la trasferta di Palermo, la squadra nerazzurra sembra appartenere sempre di più al tecnico spagnolo, che la sta plasmando a sua immagine e somiglianza. Ne risente più di tutti Milito, che non è più l'unica punta e non è a suo agio; ringrazia Eto'o, che è stato spostato più avanti rispetto ai tempi di Mourinho e sta segnando a raffica. Anche senza Sneijder, l'Inter ha avuto la meglio sul Palermo ed ha legittimato la vittoria creando tante occasioni da goal. I rosanero hanno giocato una buona partita, ma la classifica piange, ed ora c'è la Juve a Torino. Delio Rossi ha scoperto Ilicic e Bacinovic, due ragazza sloveni molto preparati, ed è ora conscio del fatto di avere in rosa un fenomeno, quel Javier Pastore che può cambiare gli equilibri di un'intera squadra. Le basi per ripartire ci sono tutte, l'impressione è che l'età media sia un pò troppo bassa per garantire l'esperienza necessaria.
Stenta ancora il Milan, che non va oltre un pareggio casalingo contro il Catania, peraltro andando sotto nel punteggio. Siciliani in vantaggio con un gran goal di Capuano, poi pareggiato dal solito Inzaghi. Senza Pato, i rossoneri hanno dimostrato che non hanno ancora le capacità giusta per scardinare difese chiuse a quattro mandate come quella del Catania, che ha fatto un ottimo lavoro di contenimento. Ibra non è ancora in forma, o forse non si è ancora inserito al meglio. Arriverà, come Robinho e Dinho. Ma per ora Allegri si coccola Boateng, muscoli e fosforo vitali per il suo centrocampo. Del Catania abbiamo accennato i pregi: organizzazione e spirito di sacrificio. Che si continui così, anche se si deve assolutamente sbloccare Maxi Lopez.
Disastro in casa Roma: il pareggio interno con il Bologna somiglia molto ad una sconfitta. Avanti 2-0, e con qualche aiutino arbritrale, i giallorossi crollano letteralmente nel finale e si fanno bucare due volte da Di Vaio, attaccante non più di primo pelo. Ranieri è in confusione: dopo lo sfogo di Sabato, commette un brutto errore inserendo Guillermo Burdisso al posto di Cassetti, preferendo l'argentino fuori posizione al Cicinho, portato in panchina per chissà quale motivo. Poi ci pensano Mexes e Rosi a combinare le frittate in campo. Bene Borriello (che ha svolto la preparazione con il Milan, sarà un caso?), mentre Totti cala drasticamente nel finale di gara. Il Bologna va applaudito per non essersi demoralizzato e per aver preso coraggio dal crollo giallorosso.

La Lazio espugna il difficile campo di Firenze e si proietta nelle zone alte della classifica. Bella prova della squadra di Reja, con il mister che ha azzeccato uomini e modulo. Piacevoli le giocate di Hernanes, ottimo Mauri, bravo Ledesma ed opportunista il giovane Kozak. Unica nota stonata la panchina di Zarate, che deve essere recuperato a tutti i costi se si vuole puntare in alto. La Fiorentina è a pezzi: infortuni, assenze forzate e scarsa forma di uomini importanti. Si vedano in tal senso le assenze di Jovetic, Mutu e D'Agostino, ed il pessimo Montolivo visto in campo sabato. Brilla Lijaic, che però è ancora troppo giovane per caricarsi la squadra sulle spalle. Il buco sulla fascia destra, poi, è tremendo: fra Cerci e Marchionni non si sa chi è peggio.
Juve a valanga contro una pessima Udinese. Splendidi i goal di Marchisio e Quagliarella, troppo polemica l'esultanza di Iaquinta, che ben avrebbe potuto evitarla. Delneri è vicino al trovare la formula giusta, grazie al lavoro degli esterni, tra cui spicca Krasic, davvero in stato di grazia. Da registrare ancora qualcosa in difesa, dove Chiellini e Bonucci soffrono. Ma davanti c'era davvero un avversario a pezzi, un'Udinese inguardabile che è ancora ferma a 0 punti.
Posticipo davvero interessante fra Sampdoria e Napoli. Succede poco per 80 minuti, compresa una traversa per parte, poi c'è il rigore di Cassano ed il ribaltone firmato Hamsik e Cavani. L'uruguagio si conferma a grandi livelli, mentre il ritorno al goal dello slovacco è fondamentale per Mazzarri, che trova la prima vittoria in campionato. La Samp, dopo essere andata in vantaggio, si siede e pecca di poca concentrazione. Un errore che avrà fatto molto arrabbiare Di Carlo.

In chiave salvezza, è fondamentale il colpo del Brescia a Verona, con una punizione meravigliosa di Diamanti. Vittoria meritata per l'11 di Iachini, che ha creato di più rispetto al Chievo. Osceno anticipo delle 12.30 fra Bari e Cagliari: bisogna ancora abituarsi a questo nuovo orario. Chiude il quadro la partita degli orrori: Parma - Genoa. Rigore per fallo di mano di Zaccardo che però non viene espulso; lo stesso Zaccardo segna il pari e poi non viene dato un goal al Parma con palla oltre la linea di porta. Cari fischietti, buon lavoro.

lunedì 13 settembre 2010

Il Commento


Dopo la pausa per le Nazionali, è tornato il campionato, con il solito turno pazzo che si colloca nelle giornate iniziali. E' stato un week-end molto particolare, con cadute spaventose ed inaspettate salite. Una sorta di montagne russe del calcio, che hanno tenuto gli appassionati incollati agli schermi (o al loro posto allo stadio) fin dalle 18 del sabato. Andiamo nello specifico, con il nostro consueto appuntamento sugli spunti offerti dal campionato.

Com'è, come non è, la "grande" che resiste all'urto delle prime giornate è sempre e solo l'Inter. Mourinho l'anno scorso, dopo due match, aveva 4 punti; altrettanti ne ha fatti Benitez, che ha battuto una splendida Udinese soffrendo più del dovuto. Il tecnico spagnolo ha mandato in campo il modulo della passata stagione, ed ha chiesto ad Eto'o lo stesso sacrificio di coprire sulla fascia. Sorprende la scelta di schierare dal primo minuto Biabiany, preferendolo a Pandev. Una spiegazione c'è, ed è la seguente: ieri era assente Maicon, perciò Rafa ha preferito mettere un giocatore di velocità sulla fascia orfana del brasiliano. Ragionamento calzante, ma il giovane attaccante è apparso ancora acerbo. Ottime le prove del camerunese, sopra citato, di Senijder e di Lucio, quest'ultimo autore di un bel goal. Da rivedere Mariga e Chivu, che appaiono in difficoltà: il primo fa il suo in fase di interdizione mentre balbetta quando si tratta di organizzare il gioco; il secondo è lontanissimo dalla forma migliore. L'Udinese vista a San Siro ha grandi margini di miglioramento, specialmente perchè ancora non si è sbloccato Di Natale. Ci limitiano semplicemente a dire che Inler, Sanchez ed Asamoah sono tutti giocatori pronti per un top team.
Veniamo alle noti dolenti del weekend, specialmente del sabato. Febbre del sabato sera, ma in senso del tutto negativo, per Milan e Roma, che collassano in trasferta. Gli Allegri boys, con Ibra all'esordio, vengono tritati nel primo tempo dal Cesena, che torna in serie A davanti al suo pubblico dopo 19 anni. Bogdani e Giaccherini si prendono gioco di tutta la difesa del Milan, che presenta un Thiago Silva acciaccato ed un Sokratis da livello dilettantistico. Nel secondo tempo i tre attaccanti, con Inzaghi e Robinho entrati in corsa, smuovono qualcosa, e si vedono annullati due goal per situazioni dubbie. Ibra, peraltro, calcia un rigore sul palo. Bravi Galliani e Berlusconi a prendersela con l'arbitro, per togliere pressione alla squadra; ma questo Milan, secondo alcuni addirittura più forte dell'Inter, deve ancora lavorare tanto per trovare gli equilibri. Ottimo davvero il Cesena, che ha già fermato Roma e Milan; la vera sorpresa dell'inizio campionato è la squadra di Ficcadenti.
La Roma crolla, implode, a Cagliari. Marcature aperte dal solito Daniele Conti, altro che figliol prodigo, che poi è protagonista sfortunato dell'entrata assassina, da codice penale, di Burdisso. In un secondo crolla il mondo sulla testa di Ranieri: rigore, espulsione, e fuori Totti per l'esordio di Burdisso junior. Finirà 5-1, una batosta vera e propria. Qualche numero: la Roma non vince a Cagliari dal 1995; la stessa squadra giallorossa non prendeva 5 goal da un roboante 4-5 casalingo contro l'Inter datato 1996, ma erano i tempi di Zeman, e subire così tanti goal faceva parte del gioco. E' ancora prestissimo per dare giudizi, ma le scelte di Ranieri non convincono: la Roma ha un centravanti di peso come Borriello ma nessuno in grado di servirgli cross dalle fasce (chi deve farlo, Menez? Non scherziamo). Ranieri deve inventarsi delle ali in grado di arrivare sul fondo, e deve farlo in fretta. Il gioco in verticale rischia di bloccare l'attacco, così come è stato pensato. Il Cagliari ha giocato davvero bene, puntando su un modulo interessante e votato all'attacco. Bisoli ha il materiale per fare bene, stiamo a vedere.

Il big match dell'Olimpico di Torino finisce con un roboante 3-3 che lascia l'amaro in bocca ai tifosi di entrambe le squadre. Una partita pazza, con le difese di Samp e Juve che sono assolutamente da rivedere, ma anche con due ottimi attacchi. La Samp fa a meno di Pazzini ma ha in Pozzi il giusto terminale offensivo per le grandi giocate di Cassano. Il modulo di Di Carlo fa un'ottima figura davanti all'allenatore che l'anno scorso era stato idolatrato nella Genova blucerchiata. La Juve fatica ancora tanto, ma fa registrare dei passi in avanti, soprattutto nel reparto offensivo. Krasic si presenta alla grande davanti ai suoi tifosi, Pepe e Quagliarella vanno finalmente a segno, e Marchisio ritrova il goal. Buone dunque le prove delle ali, ma, lo ripetiamo, in difesa bisogna intervenire. Ed è un intervento che sta a cuore a tutti, dato che i due centrali della Juve sono anche quelli della nazionale.
Nella partita della "mezza" (prima volta per questo nuovo orario) il Brescia porta a casa 3 punti immeritati contro il Palermo. Sembra un giudizio troppo maligno, ma non è così: basta pensare sl rigore inesistente concesso alle rondinelle per un presunto fallo di Munoz (arbitrava Tagliavento, che tanti opinionisti considerano il miglior arbitro italiano; questo blog rivendica da sempre la sua posizione, secondo cui il fischietto ternano non è assolutamento il migliore sulla piazza); oppure alle grandi parate di Matteo Sereni, tra cui spicca quella su uno splendido Pastore. Qualche dubbio sulla formazione mandata in campo da Delio Rossi: complimenti per il coraggio di schierare tre "avanti" giovanissimi (Pastore, classe 1989; Hernandez, 1990; Kasami, 1992); da rivedere l'idea dell'albero di Natale, con il solo Hernandez davanti. Non ha convinto.
Non convince nemmeno la Lazio, che però batte il Bologna all'Olimpico con un 3-1 maturato nel secondo tempo. Zarate inguardabile nella prima frazione e sostituito da Kozak nell'intervallo (buona prova del lungagnone ceco); Matuzalem che non entra in campo negli ultimi minuti per una fantomatica colica renale; Mauri che rientra in campo dopo giorni di lamentele ed è subito decisivo. Insomma, per Reja c'è tanto da lavorare. Due gli obiettivi che fissiamo a breve termine per l'allenatore della Lazio: trovare un modulo fisso (in ritiro ha provato solo la difesa a 3, ieri la linea era a 4); piazzare Hernanes nella giusta collocazione in campo. Sufficiente la prova del "Profeta", con grandi margini di miglioramento. Il Bologna ha recitato lo stesso canovaccio con cui aveva fermato l'Inter: difesa ad oltranza e tentativi di ripartenze. Poca roba, squadra da 0-0, con la quale è difficile segnare. Da Malesani ci si aspetta qualcosina di più.

Grande Chievo Verona, che espunga Genova ed è solo in testa alla classifica a punteggio pieno! Genoa in vantaggio con Destro, ragazzo giovane e promettente. Poi il crollo ed i tre goal del Chievo. Sempre il solito Chievo, compatto e forte. Il Genoa stupisce in negativo: Gasperini ha per le mani un'ottima squadra, ora deve plasmarla. In attesa di tempi migliori.
Nel posticipo fra Napoli e Bari arriva un pareggio ricco di goal, 2-1, e tante emozioni nel finale. Segna subito Barreto, che si fa male e deve uscire; pareggia Cavani (primo goal al San Paolo, sarà un grande anno per lui) e Paolo Cannavaro infila il vantaggio; dopo solo un minuto, però, Almiron serve una gran palla a Castillo che sigilla la partita sul pari. Risultato tutto sommato giusto, tra due squadre estremamente interessanti.
Vince il Catania in casa col Parma, anche stavolta immeritatamente. Due rigori che sommati non ne farebbero nemmeno uno intero, mentre i parmensi spingono per tutta la partita e trovano il goal solo con un grande Giovinco a fine partita su punizione. Marino recrimina, Giampaolo striglia i suoi. Hanno entrambi pienamente ragione.
Cade la Fiorentina a Lecce; va tutto storto ai viola, se pensiamo che è Montolivo a dare l'assist a Di Michele per il goal, e che il guardalinee segnala un fuorigioco inesistente annullando il goal di Kroldrup. Sinisa dovrà lavorare sulla grinta dei suoi, gli schemi verrano in futuro.

mercoledì 1 settembre 2010

Gli ultimi botti


Tre mesi fa, esattamente l'1 giugno scorso, su questo blog veniva pubblicato un articolo dal titolo "Milan e Roma, destini incrociati". Non pretendiamo di essere considerati alla stregua di profeti, maghi o simili fenomeni da baraccone; fatto sta che novanta giorni dopo, i destini di Milan e Roma si sono incrociati per davvero, e pesantemente. Gli ultimi colpi del calciomercato li firmano queste due società, che si rinforzano e lanciano la sfida all'Inter, con molta credibilità.
I rossoneri mettono sotto contratto l'ultimo tassello della squadra spettacolare che Allegri e Berlusconi avevano in mente sin dall'inizio di questa sessione di trattative. Robinho è un giocatore fantasioso e molto forte, può giocare nel tridente con Pato e Ibra, e subito dietro può posizionarsi Ronaldinho. Detta così, può sembrare una follia: troppo offensivi, troppo sbilanciati. SI tratta di una critica assolutamente pertinente, dato che quattro giocatori in attacco portano la squadra a riversarsi troppo in avanti; ma non si deve dimenticare che il Milan ha gente come Amborsini e Gattuso che possono davvero tornare utile. Anche la difesa appare rinforzata: Nesta e Thiago Silva sono certezze risalenti, mentre Yepes e Papasthatopoulus danno peso alla panchina. Insomma, se c'è un'anti-Inter, questa sembra proprio il Milan, grazie ai colpi dell'ultima settimana. Ibra-Robinho: sì, a Milano anche i rossoneri possono tornare a sognare.
La Roma, dal canto suo, mette a segno un blitz dei bei tempi. L'anno scorso, il 31 agosto 2009, sbarcavano a Roma, nell'ultimo giorno di mercato, Lobont e Zamblera. Stavolta arriva Borriello. Il salto di qualità è evidente, tangibile, palese. Cosa è cambiato? Semplice, la Roma non è più un asset di Italpetroli, bensì, di Unicredit. Inutile dire che la banca ha tutto l'interesse a che la Roma si valorizzi il più possibile, per incassare molto da una futura quanto certa cessione. Ed allora i problemi spariscono di fronte agli affari, arriva l'ok per smistare una decina abbondante di milioni di euro e Marco Borriello è un giocatore della Roma. E che giocatore! Un attaccante di razza, forte fisicamente, dotato di buona tecnica e di ottime giocate in acrobazia. Uno che può fare la differenza, a tutti i livelli. L'attacco della Roma è davvero importante, adesso. Certo, probabilmente questo acquisto vuol dire aver rinunciato a scommettere davvero su Adriano, ma Ranieri di questo si farà una ragione, ne siamo sicuri. E' l'ultimo colpo che arriva con la mediazione ed il lavoro di Rosella Sensi, che di fatto saluta così una squadra alla quale la sua famiglia è stata molto legata. Insomma, la mossa pare azzeccata, non solo da un punto di vista tecnico, ma anche economico e sentimentale. Dobbiamo però precisare che anche in questo caso sopraggiunge l'atavico dubbio che ci colpisce ogni volta che arriva in giallorosso un centravanti di ruolo. Ormai quel posto è di Totti, non ci sono molte storie da fare. E Totti, che piaccia o no, è la Roma, è un'istituzione in quel di Trigoria. Anche Luca Toni, lo scorso anno, non poteva giocare con Totti, si pestavano i piedi, e non è poi stato confermato. Stavolta parliamo di Borriello, un giovane molto forte, però vedremo se riuscirà a giocare con Totti senza problemi. Dettagli di quella che è un'operazione che merita solo complimenti.

Per il resto, il mercato si chiude con un ottimo spunto del Cesena, che compra sei giocatori, tra cui Luis Jimenez, che si libera dalla prigionia patita a Terni. Bene anche il Bologna, che porta a casa il centrocampista Perez, nazionale uruguayano. Il Napoli prende Cribari, non proprio un grande difensore, e Dumitru, giovane ex Empoli di cui si dice un gran bene. Kaladze sceglie il Genoa, mentre la Juve prende Rinaudo e saluta, come detto, Borriello, che a Torino sarebbe andato in prestito secco, formula non gradita al giocatore (alla Roma è andato in prestito con diritto di riscatto "obbligatorio", insomma a titolo definitivo). Si rinforza anche il Lecce, che costruisce un discreto attacco con Jeda e Di Michele.
Ferme le altre squadre, che hanno preferito non cogliere le occasioni dell'ultimo giorno. Ora le trattative sono finite, tocca alla Nazionale, ma poi si torna a giocare, e stavolta sul serio. In bocca al lupo a tutti!

martedì 31 agosto 2010

Il Commento


Prima giornata di campionato: tante sorprese, qualche conferma ed una certezza...Sarà una grande stagione! Ricominciamo quindi con le vecchie abitudini, proponendo questo primo commento alle partite di apertura.

Analizziamo subito le "grandi", o presunte tali, che si sono presentate ai blocchi di partenza con tale appellativo. Spicca senza dubbio il Milan, che ha avuto davanti un avversario non degno di tale nome, ma che ha subito imposto la propria forza. Il 4-0 casalingo contro il Lecce dice qualcosa, ma lascia spazio ad una crescita che appare inevitabile. Forse galvanizzati dalla presenza di Ibra in tribuna, presentato poi con tutti i fasti del caso nell'intervallo, i giocatori rossoneri danno vita ad un primo tempo roboante, chiuso con la doppietta di un Pato in splendida forma ed il gol di un ottimo Thiago Silva. Sigillo finale per l'eterno Pippo Inzaghi. Dal campo si percepisce l'immagine di una squadra per forza di cose votata all'attacco (reparto nettamente migliore), che un Ibra e forse anche un Robinho in più. Allegri può stare tranquillo e godersi l'opulenza del reparto offensivo, ma dovrà anche lavorare sulla difesa, e soprattutto sulla tenuta dei suoi giocatori. Insomma, il problema recente del Milan è stato rappresentato dai troppi infortuni, che possono colpire i giocatori di età avanzata. Ed in questa squadra ce ne sono parecchi.
Passando alle altre, registriamo solo delusioni. Abbastanza cocenti quelle di Roma ed Inter, tremenda quella della Juve. La Roma ha aperto il suo campionato sabato contro il Cesena all'Olimpico. Goleada, direte voi. Macchè, rispondiamo scettici. Alla squadra di Ranieri è mancata la corsa, e con questa anche le idee, necessarie per superare una compagine ben messa in campo come il Cesena visto all'opera al ritorno in serie A dopo 19 anni. Gli uomini di Ficcadenti hanno recitato il canovaccio alla perfezione, difendendo con ordine e non disdegnando il contropiede, denotando una buonissima forma fisica. Restiamo dell'idea che per salvarsi, gli emiliani necessitano di qualche altro innesto, visto che gente come Appiah e Bogdani sembra aver già dato tutto, però l'avvio è incoraggiante. La Roma, dal canto suo, può essere contenta solo della condizione di Totti, che è apparso tonico e molto ben preparato: ha corso per 90 minuti ed ha creato le occasioni più pericolose. Malissimo Vucinic, lento e molto poco lucido sotto porta; male anche Menez, che ha fatto poco più del compagno. De Rossi ha bisogno di riposo assoluto, non ha mai staccato da due anni a questa parte ed ora come ora è impresentabile. In difesa bene Riise e Juan, mentre soffrono Cassetti e Mexes. Specialmente il francese è autore della solita brutta partita: l'arrivo di Burdisso è una manna in tal senso.
L'Inter non va oltre uno striminzito 0-0 contro il Bologna, che si chiude a difesa della propria porta. Ci sta la difficoltà di recuperare dalla sconfitta di venerdì in Supercoppa contro l'Atletico, ma non ci sta il modo in cui i nerazzurri stentano in avanti. Benitez dice di avere poche punte, in realtà il problema non è questo: Milito è del tutto fuori forma, Eto'o non punge e Sneijder da solo non può cambiare le sorti dell'attacco. La pausa farà davvero bene a questa squadra, che resta la più forte in Italia ma che deve anche iniziare a dimostrarlo sul campo.
Capitolo Juve: sconfitta a Bari, e ci può stare. Confusione tattica di Delneri, e questo deve essere evitato. Il tecnico ex Chievo non lancia grandi segnali alla prima uscita bianconera. Mette nella mischia subito Krasic e gli fa cambiare fascia ogni cinque minuti; stesso discorso per uno spaesato Quagliarella (ma questa era una scelta obbligata); sulla fascia sinistra schiera un impresentabile De Ceglie, letteralmente mangiato vivo da Alavarez; insiste malamente con Pepe, e poi inserisce Martinez tenendolo in campo per mezz'ora pur essendo questo infortunato (cambi finiti, va bene, ma forse era meglio giocare in dieci). Gli errori del tecnico sono evidenti, ma non irrecuperabili. Qualche giocatore arriverà in questo finale di mercato, poi tutte le responsabilità dovranno essere addossate all'allenatore juventino. Per il resto, solito grande Bari casalingo, che con il gioco veloce di verticalizzazioni ha davvero surclassato gli avversari e regalato un grande pomeriggio ai suoi tifosi. Complimenti a Ventura, che ha un compito difficilissimo: confermarsi e ripetere la stagione passata.

Veniamo alle altre, quelle sotto le grandi, diciamo così. Fiorentina-Napoli è una splendida partita: il gol di Cavani è un abbaglio dell'arbitro, ma il pari è un risultato giusto. Si sono affrontate due squadre che lotteranno per l'Europa, ed hanno dimostrato di avere delle credenziali importanti. Stupisce l'impatto dell'uruguagio, forse maturato del tutto, e quello di Mihajlovic, che ha già dato una fisionomia alla squadra. Troppo nervosismo però, specialmente per Vargas, che si fa ingenuamente espellere. A Marassi va di scena Samp-Lazio: un'ora di supremazia biancoceleste, un quarto d'ora di forcing doriano, e la spuntano i padroni di casa. Decisivo il rigore stupidamente concesso da Lichtsteiner, che atterra Dossena in area; il raddoppio di Guberti è frutto di un intervento scomposto di Muslera. Insomma, due episodi condannano un'ottima Lazio, arrembante soprattutto nel primo tempo, ma incapace di capitalizzare le notevoli occasioni capitatele. La Samp mette in mostra il cinismo della grande squadra, condito dalla rabbia per la fresca eliminazione dalla Champions, e si prende i 3 punti. Postilla: il campo di Marassi è indecente.
Il Palermo non va oltre lo 0-0 casalingo con un Cagliari estremamente difensivo. Le fatiche europee si fanno sentire, e stavolta Pastore ed Hernandez brillano di meno rispetto al solito. Poco da dire su questa partita: il campionato del Palermo deve ancora cominciare, e sarà competitivo. Il Genoa si prende tre punti sofferti ad Udine. Toni si fa male subito, gli altri nuovi ancora non incidono. Deve decidere un "vecchio" sul piede di partenza, Mesto, con un gol da cineteca, destinato a diventare uno dei più belli del campionato. Gasperini ha tanto da lavorare, ma la base è ottima. L'Udinese anche offre spunti interessanti, specialmente sulla fascia destra, quando agiscono tutti insieme Di Natale, Sanchez e Quadrado. Il cileno in realtà non ha una posizione fissa, ma grande licenza di allargarsi su entrambe le fasce. Squadra da rivedere quando avrà Denis al posto del poco convincente Floro Flores.

Chudiamo la rassegna con le vittorie di Chievo e Parma. I veneti battono un Catania interessante ma davvero distratto. Il primo gol clivense deriva da un impasse difensiva dei siciliani paurosa, mentre il secondo è un rigore gentilmente concesso dal difensore Alvarez. Il Parma si impone sul Brescia nettamente e mette in mostra la star Giovinco, che ha l'ultima occasione per dimostrare qualcosa. I gialloblu hanno appena acquistato Candreva, per dare risalto ad un centrocampo estremamente interessante. Possono fare ottime cose. Le rondinelle devono rodarsi, ma saranno coinvolte in un'estenuante lotta per la salvezza.

giovedì 26 agosto 2010

Balotelli, storia di un arrivederci


La cessione di Mario Balotelli al Manchester City è stata una delle notizie più rilevanti dell'estate (Ibra permettendo). L'Inter ha venduto il grande talento, appena ventenne, per una cifra intorno ai 28-30 milioni di euro al club dello sceicco Mansour, che certo non ha problemi di soldi. Detta così, la storia è semplice. Ma tanti intrighi hanno caratterizzato questa trattativa, e, come promesso, siamo qui per svelarli. Andiamo con ordine.

Mario e gli ex compagni. Cominciamo dall'argomento più facilmente risolvibile, perchè noto al Mondo calcistico intero; anche se, forse, non tutto è chiaro. La sera della svolta sembrava essere quella di Inter-Barcelona, 3-1. Mario entra nel finale di gara, senza poter incidere, e non mostra la minima voglia di impegnarsi in campo come hanno fatto i suoi compagni per tutta la partita. Al triplice fischio finale Balotelli, fischiato da tutto lo stadio, butta per terra la maglia ed inveisce contro le povere mamme dei tifosi interisti. Si dice che il ritorno in spogliatoio sia stato tremendo per l'attaccante, letteralmente preso a schiaffi da alcuni senatori del gruppo, tra cui, sempre "si dice", Materazzi. Ora, tolte le voci di corridoio, che possono essere molto più colorate rispetto alla realtà, non v'è dubbio sul fatto che Mario non stesse simpatico a tutti i compagni, e soprattutto ai più vecchi del gruppo. Le sue bizze, le sue folli, le sue pretese, le manifestazioni di rabbia incontrollate, non hanno aiutato a cementificare il rapporto. Però le cose erano pronte a cambiare: nella serata della Finale di Coppa Italia Balotelli entra ed è decisivo, prendendosi persino il calcione di Totti, celeberrimo. Nel frattempo cambia anche allenatore, e per Mario è una buona notizia, visto il rapporto di odi et amo con Mourinho. I primi giorni di ritiro sono buoni, il ragazzo prova ad integrarsi meglio; Zanetti ai microfoni di Sky dichiara di notare dei miglioramenti da parte del giocatore, che però deve "lavorarci ancora"; Materazzi viene omaggiato da Mario con un Ipad nuovo di zecca con dedica personalizzata. Insomma, tutte le acredini sono scomparse, o quasi. Ed allora perchè Balotelli è stato ceduto? Sbaglieremo, ma crediamo che la questione ambientale c'entri poco, o niente.

Mario e Mino Raiola. A Gennaio di quest'anno, la famiglia Balotelli compie una mossa che peserà tanto nella nostra storia. Stanco di tutte le voci che circolano sul giocatore, e di tutte le polemiche che un ragazzo con il suo carattere è destinato a suscitare, l'entourage di Balotelli si decide ed affida la procura di Mario a Mino Raiola. Stiamo parlando di uno degli agenti più noti nell'odierno panorama calcistico, inviso soprattutto alle società di appartenenza dei suoi giocatori. Lo sa benissimo la stessa Inter, che proprio l'estate prima si è vista costretta ad allontanare Maxwelle ed Ibrahimovic pur di non avere più nulla a che fare con Raiola. Lo sa il Barcellona, che proprio in questi giorni ha giudicato l'agente di origini olandesi per il comportamento scorretto, secondo il club catalano, messo in atto nella trattativa per il passaggio di Ibra al Milan. Insomma, un tipo furbo, forte e molto sfrontato. Che ha difeso Mario in tutto e per tutto. Appena giunta la notizia della procura, infatti, Raiola ha subito contriubuito ad aumentare l'acredine fra Balotelli ed i compagni, rendendo note delle verità che non dovevano uscire dallo spigliatoio. Ed ha poi condotto in porto la cessione al Manchester City, dichiarando che non c'erano più le basi per restare all'Inter e scaricando la responsabilità della cessione sui compagni di Balo. Strano però che lo stesso giocatore non ha mai detto nulla in tal senso, anzi si è dimostrato dispiaciuto di aver lasciato l'Inter e l'Italia. Insomma, ancora una volta l'Inter pur di liberarsi di Raoila ha ceduto un giocatore.

Mario ed il Milan. Il retroscena più gustoso di questa storia riguarda proprio l'altra squadra di Milano, quella rossonera. Quella per cui Mario ha avuto sempre una passione, nemmeno tanto celata. Si scatenò il putiferio quando Balotelli fu avvistato tra i vip che seguivano a San Siro il match fra Milan e Manchester United. Alla nota trasmissione "Le Iene", sul punto, Mario ha dichiarato di aver avuto una passione per i colori rossoneri da bambino, ma che ora si trattava di lavoro, e quindi lui pensava solo all'Inter. Inoltre, lo stesso giocatore aggiungeva che si trovava a San Siro quella sera solo per vedere una partita fra due grandi squadre, un bel match, come è stato quello fra rossoneri e red devils. Tutto giusto, tutto condivisibile. Ma allora perchè Mario era a San Siro anche per Milan-Novara di Coppa Italia? Tendiamo ad escludere che si trattasse anche in quel caso di un imperdibile match di cartello. E perchè lo stesso Mario con tanta leggerezza si è sottoposto al gioco di "Striscia La Notizia", indossando una maglietta del Milan col suo nome? Comportamenti sopra le righe, che hanno fatto infuriare i tifosi nerazzurri, creando quella spaccatura poi divenuta insanabile dopo la notte di Inter-Barça. Ma c'è anche tanto mercato dietro questa storia. Torniamo agli ultimi giorni prima del passaggio di Mario al City; Mino Raiola dichiara che sulle piste di giocatore ci sono anche delle squadre italiane. Siamo davvero tentati di togliere il plurale, perchè l'unica squadra che realmente poteva prendersi Balo era proprio il Milan. Raiola è stato a lungo ospite fisso nella sede rossonera, e lo diciamo con certezza, era lì per trattare Balotelli. Proprio in quei giorni Berlusconi dichiarava che avrebbe investito su un grande campione, dopo aver detto giorni prima che Balotelli era un uomo da Milan. Insomma, non era cosa fatta, ma quasi. Però... Sì, anche in questa storia c'è un però: un bel giorno Galliani, sempre parlando con Raiola, butta lì un discorso fantasioso, che non riguarda Mario, ma Ibrahimovic. La proposta non è campata in aria, il Milan decide di dirottare il tesoro per Balotelli in quel di Barcelona per prendere Ibra, e l'affare precedente salta. Raiola allora si trova costretto a volare a Manchester per chiudere con il City, dato che, per sua stessa ammissione, Balotelli all'Inter non poteva più starci. L'Inter fiuta l'interessamenteo del Milan, sa che le conviene vendere Mario a quelle cifre, ma si comporta in maniera furba: nel contratto con il City fa inserire una clausola recante un diritto di prelazione nerazzurro in caso di ritorno di Balo in Italia. Morale della favola? Mario non vestirà mai la maglia del Milan, pur avendolo già fatto per gioco ed essendoci andato vicinissimo.

Mario e Roberto Mancini. Mario è a Manchester per il Mancio. Orrido gioco onomatopeico, ma è la realtà. C'erano altre squadre inglesi in lizza, forse meno convinte, come United e Chelsea. Ma Balotelli ha scelto Mancini. Ovvie le motivazioni, ma giova ricordarle: Roberto Mancini ha lanciato Balotelli nel grande calcio ma è anche quello che lo ha saputo gestire meglio. Nel frattempo arriva anche la chiamata in Nazionale da parte di Prandelli, ed allora anche in questo caso la presenza di Mancini sarà fondamentale. Il tecnico del City, da giocatore, non ebbe fortuna con l'azzurro perchè aveva cattivi rapporti con i tecnici di allora, soprattutto Vicini. Dovrà far capire a Balotelli che questo comportamento è un errore, anche grave, da non commettere. Mario avrà un ruolo importante nel City, il suo spazio da titolare è quasi assicurato, ma deve riprendersi da un infortunio. Con pazienza, con la nuova bellissima fidanzata e con la vicinanza di un grande uomo di calcio come Roberto Mancini, Balotelli farà grandi cose.

Tirando le somme di questo excursus molto lungo su una delle storie più intriganti dell'estate, possiamo affermare che il finale è bello per tutti: Balotelli si misurerà con un nuovo campionato; l'Inter ha intascato bei soldini e potrà riprendersi il giocatore in futuro, se vorrà e potrà, e si è inoltre liberata di Raiola; il buon Mino...beh per lui qualche soldino in tasca sarà anche entrato! E vissero tutit felici e contenti...