martedì 12 ottobre 2010

Il primo bilancio - parte terza


LECCE, 8 PUNTI, 2V 2P 2, 5GF 8GS
Come gioca: Luigi De Canio mette in campo la sua squadra con un 4-3-3 classico, con tre attaccanti veri e votati alla fase offensiva come Jeda, Corvia ed Olivera, con Di Michele come riserva di lusso. Il centrocampo è forte fisicamente ed ha in Vives un giocatore di fantasia. La fase difensiva, dopo la batosta con il Milan all'esordio, si è attestata su buoni livelli.
Cosa va: La squadra gioca bene ed i raccordi fra i reparti funzionano senza sbavature. Potrebbe essere la stagione della consacrazione per Daniele Corvia, attaccante scuola Roma, che è sempre stato ritenuto una promessa mancata. Inoltre, De Canio è un allenatore che da ampie garanzie in situazioni come quelle del Lecce, che punta ad una non facile salvezza.
Cosa non va: La panchina non vale la massima serie, su questo non ci sono dubbi. Anche in porta manca un uomo in grado di dare sicurezza a tutto il reparto difensivo: Rosati e Brivio sono bravi portieri, niente di più. I veterani su cui si è deciso di puntare, inoltre, sembrano tutti più o meno all'ultima spiaggia, avendo perso le occasioni avute per fare grandi salti.

BARI, 8 PUNTI, 2V 2P 2S, 6GF 9GS
Come gioca: Mister Ventura l'anno scorso ha stupito tutti con il suo 4-4-2 veloce e molto offensivo. I due esterni di centrocampo partecipano attivamente alla fase offensiva, trasformando il modulo in un 4-2-4 arrembante. Le due punte, brevilinee, contribuiscono a dare fluidità al gioco. Al centro del campo troviamo due mediani dotati di forza fisica e di ottime caratteristiche di impostazione del gioco.
Cosa va: Funziona l'impianto, dato che il Bari è sempre saldamente a metà classifica, nonostante quest'anno le avversarie conoscano il modo di giocare della squadra di Ventura. L'aggiunta di Ghezzal ha già dato i suoi frutti, e ne continuerà a dare durante il campionato. Continua la propensione dei biancorossi a puntare sui giovani, ottenendo importanti risultati. La difesa regge nonostante le partenze di Ranocchia e Bonucci. Bene anche Barreto, sempre più leader offensivo, ed Almiron, cervello della squadra.
Cosa non va: La tenuta atletica non è ancora su livelli eccellenti, ed a volte si verificano dei cali di concentrazione letali (si veda la sconfitta in casa del Genoa). Inoltre c'è ancora il dubbio su chi deve essere il compegno fisso di reparto di Almiron, dato che Gazzi e Donati si alternano un pò troppo. Sulla fascia sinistra Parisi non garantisce il rendimento che aveva a Messina.

GENOA, 8 PUNTI, 2V 2P 2S, 6GF 7GS
Come gioca: Gasperini, ormai da molti anni tecnico del Genoa, utilizza un 3-4-3 molto offensivo, con le due ali che fanno un lavoro importantissimo in fase di ripiego. I tre centrali difensivi sono alti e forti fisicamente, come anche la punta centrale. I due esterni d'attacco, con la loro velocità, sono molto funzionali al progetto tecnico.
Cosa va: Alcuni dei nuovi acquisti arrivati nella grande estate del patron Preziosi si sono già messi in luce: Eduardo è un ottimo portiere, Ranocchia ha un futuro garantito in Nazionale, Veloso può dare tanta qualità al centrocampo. Anche Toni ha ripreso il feeling con il goal. Di certo, fra le cose positive, c'è anche una buona dose di fortuna, che ha giocato un ruolo fondamentale nelle due vittorie fin qui ottenute.
Cosa non va: Gasperini non è felicissimo di alcuni acquisti (leggasi Zuculini) e non ha mai nascosto questi suoi sentimenti. Inoltre, com'è ovvio, una squadra estremamente rinnovata necessita di tempo per l'adattamento. Ci si aspettava di più da questo Genoa, che è stato il re del mercato, ma c'è ancora da attendere. C'è anche confusione nel progetto: Mesto doveva partire, ora e titolare ed è già stato decisivo in varie occasioni. Come lo spieghiamo?

CATANIA, 8 PUNTI, 2V 2P 2S, 7GF 6GS
Come gioca: Cambio di allenatore, ma modulo vecchio. Anche Giampaolo propone il 4-2-3-1 che usava Mihajlovic, con il trio Ricchiuti-Biagianti-Mascara dietro la prima punta Maxi Lopez. Terzini bloccati sulle fasce, a difesa della porta dove si trova l'ottimo Andujar. Carboni ed Izco rappresentano la cerniera di centrocampo.
Cosa va: La fase difensiva è sicuramente di alto livello. Nel momento in cui si chiude a riccio, il Catania non offre sbocchi agli avversari, come accaduto nel pareggio contro il Milan. Molto buono l'impatto di Capuano su questo campionato, è senza dubbio il migliore del Catania. L'allenatore Giampaolo è garanzia di sicurezza, dopo le lodi ricevute quando era allenatore del Cagliari prima e del Siena poi. Da ultimo, la colonia argentina continua a dare ampie garanzie.
Cosa non va: La posizione di classifica è buona e fa per lo più sorridere, ma c'è qualche problema. Soprattutto in attacco, dove Maxi Lopez non è ancora il goleador infallibile della scorsa stagione. Biagianti, dopo due campionati di ottimo livello, appare in flessione, e Mascara inizia a doversi preoccupare dei dati anagrafici.

mercoledì 6 ottobre 2010

Il primo bilancio - parte seconda


CESENA, 7 PUNTI, 2V 1P 3S, 4GF 7GS
Come gioca: Il 4-3-3 di Ficcadenti è un modulo fatto di velocità e sacrificio. Le due ali offensive, Giaccherini e soprattutto Schelotto, sono chiamati ad un lavoro di ripiegamento importante. Anche perchè i 3 centrocampisti agiscono per lo più al centro del campo. In fase difensiva, il modulo si trasforma in un 4-5-1, con interditori importanti come Appiah, Colucci e Parolo.
Cosa va: Senza dubbio l'effetto sorpresa ha connotato l'avvio di stagione del Cesena, che si è presentato pareggiando contro la Roma e battendo il Milan in casa. Funziona anche la linea verde, dato che Schelotto e Giaccherini, all'esordio in serie A, hanno impressionato positivamente. Non dimentichiamoci inoltre la splendida forma del portiere Antonioli, giocatore più anziano della serie A.
Cosa non va: L'effetto sorpresa è un'arma a doppio taglio, perchè svanisce in poco tempo. La formula di Ficcadenti, da offensiva, si è trasformata in attendista, quasi timorosa. Non funziona nemmeno l'atteggiamento contro squadre alla pari, come Udinese e Lecce (sconfitta con la prima, vittoria per un pelo contro la seconda). Insomma, il Cesena si esalta contro le grandi e si perde contro le piccole. E questo trend non porta alla salvezza.

BOLOGNA, 7 PUNTI, 1V 4P 1S, 7GF 8GS
Come gioca: Modulo quasi speculare a quello del Cesena, un 4-3-3 con vocazioni più difensive che offensive. I due esterni, Meggiorini e Siligardi, giocano più dietro rispetto a Di Vaio, andando a formare un quintetto di centrocampo con Perez, Mudingayi e Casarini. Nella difesa a quattro i terzini restano bloccati e salgono davvero raramente.
Cosa va: Marco Di Vaio è ancora il bomber che ha fatto le fortune di questa squadra. La sua vena offensiva ha dato punti importanti al Bologna. La tenuta difensiva è importante, e Malesani su questo ci lavora molto bene. Siamo davanti ad una squadra con una grande tempra, che non molla mai, come ha dimostrato all'Olimpico contro la Roma.
Cosa non va: L'organico non è di livello, e pian piano questo è un problema che verrà fuori. Di Vaio è sì il bomber principale, ma è anche avanti con gli anni e non ha ricambi. Ci vorrebbe più coraggio nel puntare con convinzione su Gimenez, che è un giovane di belle speranze. Per il resto possiamo parlare di un avvio decisamente convincente.

SAMPDORIA, 7 PUNTI, 1V 4P 1S, 7GF 6GS
Come gioca: Mimmo di Carlo ha sostituito Delneri ed ha subito imposto il suo dogma calcistico, un 4-4-2 con il rombo a centrocampo, con un trequartista atipico. Ai tempi del Chievo era Pinzi ad agire dietro le punte, ora il ruolo è ricoperto da Guberti. Cassano è rimasto seconda punta, mentre Semioli sta trovando molto spazio al posto di Mannini.
Cosa va: Effettivamente sono poche le cose che funzionano. Una di queste è senza dubbio Guberti, che ha facoltà di inventare e di spaziare sulla trequarti avversaria. Forse è l'ex centrocampista di Roma e Bari la nota lieta di avvio di stagione. Bene anche la difesa, con Curci che, soprattutto nelle gare interne con Lazio ed Udinese, si è saputo ritagliare uno spazio importante.
Cosa non va: La preparazione studiata per far bene nel preliminare di Champions si sta sentendo, e la Samp non è una squadra fresca, che corre. Cassano appare troppo svuotato e deconcentrato (si vedano i goal clamorosamente sbagliati contro il Bologna). Un altro problema è rappresentato da Pazzini, grande bomber l'anno scorso ed ancora a secco in questo campionato. Zauri e Ziegler non hanno ancora raggiunto il rendimento a cui ci hanno abbituato.

CAGLIARI, 7 PUNTI, 1V 4P 1S, 7GF 5 GS
Come gioca: L'esordiente Bisoli adotta un 4-3-1-2 in grado di esaltare soprattutto il fantasista, che si tratti di Cossu o di Lazzari. Terzini bassi e bloccati in difesa, esterni di centrocampo duri fisicamente: questa la formula per chiudere la propria area di rigore. La coppia di attacco porta tanti centimetri, ma anche piedi buoni ed agilità.
Cosa va: La fase difensiva è un punto di forza del Cagliari, che nella partita con la Juve ha subito 4 goal, ma nelle altre 5 ne ha preso uno solo. Il giovane portiere Agazzi sta ben figurando, a riprova che a Cagliari sanno lavorare sugli estremi difensori. Il centrocampo, se Cossu e Lazzari sono in giornata, può regalare giocate spettacolari. In attacco Matri ha fatto registrare segnali importanti per quella che dovrà essere la stagione della consacrazione.
Cosa non va: A Cagliari si registrano, fin da ora, troppe turbolenze che riguardano la posizione dell'allenatore. C'è già chi parla di un Bisoli sull'orlo del esonero, e di uno spogliatoio di difficile gestione. Non a caso nell'ultima partita non sono stati convocati giocatori importanti come Conti ed Agostini, che rappresentano il nucleo storico di questo gruppo. Altro problema è rappresentato da Acquafresca, tornato in Sardegna a furor di popolo ed ancora lontano da una forma fisica presentabile.

Il primo bilancio - parte prima


Come preannunciato sulla pagina di Facebook del nostro blog, vi presentiamo un'iniziativa che, ci auguriamo, possa riscontrare un discreto successo. Un viaggio composto di cinque tappe per verificare la condizione delle venti squadre di serie A dopo il primo assaggio di questo campionato. In ogni puntata verranno analizzate quattro squadre, partendo dall'ultima in classifica fino ad arrivare alla prima. L'analisi si dividerà in tre punti: come gioca, cosa va e cosa non va. Insomma, un focus, il più possibile approfondito, per capire anche il futuro di questa stagione. Con la speranza di rendere un servizio gradito a voi lettori. Ci impegneremo a dare una cadenza regolare a queste cinque puntate, ma una cosa è certa: entro la prossima settimana avremo tutto il quadro della situazione. Si comincia!

UDINESE, 4 PUNTI,1V 1P 4S, 3GF 9GS
Come gioca: L'Udinese di Guidolin presenta un 3-5-2 estremamente difensivo, con 3 difensori centrali e 2 esterni abili a coprire le fasce. Si tratta di un'evoluzione del vecchio 4-3-3 provato in avvio di stagione, e modificato in corsa dopo gli scarsi risultati conseguiti. Sulle fasce, Isla ed Armero garantiscono una maggiora copertura rispetto a Sanchez, e questo ora serve ai friulani. La coppia offensiva è composta da Di Natale e Floro Flores, spesso alternato con Corradi, in attesa del ritorno di Denis.
Cosa va: E' davvero difficile scoprire cosa funziona in una squadra ultima in classifica, ma ci sforziamo lo stesso. Come ogni anno, l'Udinese è davvero futuribile, composta da giovani interessanti ma anche molto acerbi. Si veda ad esempio Alexis Sanchez, talento purissimo ma ancora discontinuo. Le note più liete arrivano dal centrocampo, che può contare su due giocatori come Inler ed Asamoah, appetiti anche dalle grandi. Su questo dovrà puntare Guidolin.
Cosa non va: Ci si potrebbe sbizzarrire. Stupisce in primis la poca vena di Antonio di Natale, capocannoniere uscente della Serie A e fin qui autore di un solo goal: questo per l'Udinese è un problema serio. La difesa è troppo altalenante, e quando sbanda lo fa per davvero (si veda la partita persa contro la Juventus). Zapata ancora non è un leader, mentre Guidolin non sembra aver trasmesso la giusta carica alla squadra.

ROMA, 5 PUNTI, 1V 2P 3S, 5GF 11 GS
Come gioca: Davvero un bel quesito. Ranieri ha cambiato spesso il modulo, ma forse per necessità e per gli infortuni patiti dai suoi giocatori. Di norma, la Roma si schiera con un 4-4-2 in cui gli esterni ricoprono un ruolo fondamentale, e si alternano nelle due fasi. I dubbi tecnici sono legati al reparto offensivo, perchè la "coppia" titolare ancora non è stata decisa: difficile che Totti e Borriello possano convivere, a nostro parere l'idea del tecnico di Testaccio è quella di inserire Vucinic al fianco del napoletano.
Cosa va: Poco, quasi niente. Una nota lieta è rappresentata da Marco Borriello, che è l'uomo più in forma della squadra, forse perchè ha svolto la preparazione con il Milan. Per il resto, a sorpresa, sembra aver recuperato sicurezza Lobont, il secondo portiere, che sostituisce l'infortunato Julio Sergio.
Cosa non va: Si potrebbe scrivere un intero articolo su questo argomento. Proviamo ad essere sintetici: la confusione del tecnico, che cambia troppi moduli ed è palesemente ostaggio di Totti e della stampa romana "tottiana"; un mercato orientato a prendere al volo le grandi occasioni (Borriello) ma non i giocatori che servivano davvero (almeno un esterno destro); la cessione della società, ancora in fieri; le ombre di Lippi, che aleggiano su Trigoria grazie all'operato di alcuni fedelissimi dell'ex ct (De Rossi e Totti su tutti); la difesa, ex punto di forza ed ora colabrodo. Insomma, la pausa dovrà essere usata al meglio, perchè qui le cose ballano troppo.

PARMA, 5 PUNTI, 1V 2P 3S, 5GF 7 GS
Come gioca: L'allenatore Marino schiera il Parma con un 4-2-3-1 classico. Nel ruolo di terminale offensivo si alternano Crespo e Bojinov, mentre i tre dietro, di norma, sono Marques, Giovinco e Angelo (o Candreva). La cerniera di centrocampo è composta da Gobbi e Morrone, mentre quest'anno Zaccardo gioca molto più basso, nel suo vecchio ruolo di terzino destro.
Cosa va: Il Parma era partito molto bene, presentando un grande colpo di mercato come Giovinco. Funziona anche lo spagnolo Fernando Marques, scoperta del direttore sportivo Leonardi, dirigente di spicco del calcio italiano. Anche la difesa finora ha fatto abbastanza bene, tanto che il saldo fra goal fatti e subiti non è eccessivamente negativo.
Cosa non va: L'infortunio di Giovinco è un boccone amaro difficile da digerire, dato che va ad aggiungersi ai lungodegenti Galloppa e Paloschi, giocatori che in una squadra come il Parma fanno la differenza. Hernan Crespo ormai sembra sul viale del tramonto, ma Marino gli da ancora fiducia; presumibilmente bisogna puntare di più su Bojinov, riscattato dal Manchester City. Da rivedere la panchina, che non offre ricambi di assoluto valore. Ma questa situazione si sbloccherà quando torneranno gli infortunati.

FIORENTINA, 5 PUNTI, 1V 2P 3S, 6GF 7GS
Come gioca: Sinisa Mihajlovic è un altro grande appassionato del 4-2-3-1, e lo applica a Firenze con Cerci, Ljajic e Vargas dietro a Gilardino. Montolivo e Donadel (o Bolatti, o Zanetti) si sistemano davanti alla difesa, composta da De Silvesti, Gamberini, Kroldrup ed Antonelli. Si è visto spesso anche Santana, che rappresenta un'alternativa tattica di grande rispetto.
Cosa va: Senza dubbio la possibilità di attribuire la perdita di alcuni punti alle tante sviste arbitrali che hanno penalizzato l'avvio dei viola. Altrimenti c'è davvero poco da salvare. Si sta svegliando Ljajic, che è chiamato ad una stagione importante, per il motivo che vedremo dopo. Forse sta tornando Gilardino, che ha segnato al Franchi dopo tanti, troppi mesi. Bene anche il comportamento dei tifosi, che ancora non hanno messo in atto una vera e propria contestazione, dando tempo alla squadra fino alla prossima partita.
Cosa non va: L'infortunio di Jovetic è stato tremendo per la squadra di Sinisa, soprattutto se sommato alla nota squalifica di Mutu. Il mercato in tono decisamente minore non ha stuzzicato la piazza. Un altro problema è dato dalla condizione fisica precaria di Montolivo, che si porta addosso le scorie di un pessimo Mondiale e rischia di rimanere una grande promessa mai mantenuta fino in fondo. La fascia sinistra, con Pasqual interprete difensivo, non convince appieno. E poi c'è un allenatore giovane e di talento che non riesce ad esprimersi. Quanto durerà?

lunedì 4 ottobre 2010

Il Commento


Sesta giornata in serie A: c'è una capolista inaspettata, una coda della classifica sorprendente ed una lotta apertissima per tutte le posizioni. Cominciamo con la nostra solita rassegna, partendo dal big match di San Siro.

Inter-Juve non può essere mai banale, ed infatti pur nel risultato a reti bianche, viene fuori una partita godibile e divertente. Forse la Juve fa qualcosina di più in termini di gioco, ma è l'Inter a creare le occasioni più pericolose con Milito e Maicon. Nomi non casuali: l'argentino sbaglia una conclusione che l'anno scorso avrebbe segnato al 100%; il brasiliano manifesta tutto il suo disappunto verso Benitez urlandogli in faccia di sbrigarsi a sostituire l'infortunato Biabiany (colpa del sogno Real svanito in estate? nda). Fatto sta che siamo al terzo caso di spogliatoio negli ultimi sette giorni: Chivu a Roma, Maicon in Inter-Juve e Muntari prima della partita. Già, perchè ieri sera Muntari non ha gradito la collocazione in panchina e se n'è proprio andato a casa prima del match! L'impressione è che lo spogliatoio stia esplodendo nelle mani di Rafa, e bisogna porre rimedio a tutto ciò.
La Juve, l'abbiamo detto, ha espresso buon calcio, soprattutto sulla fascia destra, come presumibile. Milos Krasic è un ottimo giocatore e gode di un momento di forma davvero straordinaria: facile immaginare un Chivu in difficoltà, senza la copertura di Eto'o. Qualche piccolo problemino in difesa permane per gli uomini di Delneri, salvati da un attento Storari. Chiellini e Bonucci sono buoni giocatori: nutriamo dei dubbi sulla loro convivenza, e soprattutto sul processo di maturazione dell'ex centrale del Bari, forse ancora in itinere.
Convince di più il Milan visto a Parma sabato sera. Vero che, direte voi, la partita prende la piega rossonera grazie ad una grande prodezza individuale di Andrea Pirlo, ma il Milan ha dimostrato di saper giocare bene a pallone. Quando lasci spazio e a Ronaldinho, Pirlo e Seedorf sei potenzialmente finito. Poteva anche essere una goleada a Parma, con Ibra e Robinho, ancora in ritardo di condizione, che hanno sbagliato goal davvero facili. Spaventa sempre l'età media della squadra, decisamente altina, ma finchè dura va bene così. Il Parma non avrebbe meritato un risultato diverso, pur avendo sfiorato il pari nel momento del tutto per tutto. Marino deve cambiare soprattutto in attacco, perchè Crespo sta percorrendo il viale del tramonto di una grande carriera, e serve più Bojinov. Sembra interessante il giovane spagnolo Marques.
La Roma crolla, di nuovo, sempre di più. Stavolta lo fa a Napoli, presentando forse la peggiore edizione di questa stagione disastrata. Ranieri è fuori di senno, senza controllo: si presenta con un ineditissimo 3-5-2, con Cassetti difensore centrale. E già questo potrebbe portare all'interdizione dell'allenatore di Testaccio. Soprattutto, però, sostituisce Borriello con Vucinic lasciando in campo un Totti ridotto a pascolare in mezzo al rettangolo. Ostaggio del capitano? Ostaggio della stampa romana e "tottiana"? Non si sa, fatto sta che Ranieri non ha avuto il coraggio di tirar fuori il capitano, e questo è un dato di fatto.
Il Napoli vince una partita per lunghi tratti dominata, e lo fa con il suo uomo migliore, quel Marek Hamsik che gioca qualche metro più avanti ed è sempre più incisivi. Molto bello il goal, frutto di un'azione corale davvero godibile. Secondo posto per i partenopei, che agganciano Milan ed Inter e vincono in casa per la prima volta.

La sorpresa di questo primo scorso di campionato si chiama Lazio: primato solitario in classifica e tante certezze in più. Per i tifosi laziali è un sogno forse destinato a finire presto, ma i meriti della squadra e dell'allenatore sono sotto gli occhi di tutti. Hernanes è un campione capace di regalare una giocata anche quando gioca la sua peggior partita, e la sua intesa con Mauri, altra pietra angolare della squadra, è fulminea. Zarate è più disponibile al gioco con i compagni; Ledesma è un metronomo, e come lui anche Brocchi. La difesa si conferma di alto livello, con Biava e Dias davvero in forma smagliante. Bravo anche Muslera, che ha messo la sua firma sulla vittoria di ieri. Complimenti vivissimi a Reja, anche perchè davanti c'era un Brescia tutt'altro che rinunciatario. Eder ha creato molto scompiglio, e con lui ha giocato bene anche Diamanti fino all'espulsione. Qualche problemino dietro e super Sereni sulla punizione di Zarate.
Favoloso Palermo in casa della Fiorentina, appaiata con la Roma. Pastore ed Ilicic dominano la scena, come fanno da qualche domenica ormai, denotando tutti i meriti di una dirigenza in grado di scoprire e di puntare forte sui giovani. Non è da tutti. Delio Rossi sa di avere un grande materiale umano fra le mani, ma ora deve dargli continuità: è la sfida più difficile. La Fiorentina attraversa un periodo nerissimo. Montolivo lascia molto a desiderare e perde persino la Nazionale, Frey è disattento e non basta lo sblocco di Gila, che torna a segnare in casa. Mihajolvic dovrà lavorare tantissimo in queste due settimane.
Bella e meritata vittoria casalinga del Genoa contro il Bari, grazie all'incornata finale di un grande Luca Toni. Due squadre quasi alla pari, ma i grifoni hanno fatto di più. Il Bari ha provato l'assalto nella parte centrale della gara, ma ha sprecato troppo.

Fra Bologna e Sampdoria è 1-1 stretto agli ospiti, che però devono prendersela con Cassano, che sbaglia due goal semplicissimi per tutti, figuriamoci per uno come lui. Non vanno oltre il pari, a reti bianche, Chievo e Cagliari, con i padroni di casa molto più incisivi rispetto ai sardi, fermati da un Agazzi strepitoso, conferma dell'ottimo lavoro che si fa in Sardegna sui portieri. Vittoria scaccia crisi per l'Udinese di Guidolin, che batte in casa il Cesena all'ultimo respiro, meritando, e si porta a meno 1 da Roma e Fiorentina. Per il Cesena è la terza sconfitta in fila, e l'euforia di inizio campionato è già scemata.
Chiude il quadro la vittoria a mezzogiorno del Lecce su un Catania arrendevole e sempre più orfano dei goal di Maxi Lopez, un piccolo Milito in salsa etnea.

martedì 28 settembre 2010

Il Commento


Quinta giornata di serie A, quinto approfondimento. Pochi preamboli, perchè c'è tanto da dire, quindi tuffiamoci subito nell'analisi.

Non si può non aprire con il big match dell'Olimpico, dove si sono affrontate Roma ed Inter. Partita equlibrata, sbloccata da uno splendido colpo di testa di Vucinic in pieno recupero. Potrebbe essere il segnale della ripresa per la Roma, destinata a lottare per posizioni molto più nobili di quelle attualmente occupate in classifica. Fino al goal della svolta, nessuna delle due squadre era riuscita ad imporsi, pur giocando entrambe un buon calcio, e creando delle occasioni. Nervosa l'Inter, soprattutto con Chivu, che sbraita verso la panchina perchè secondo lui i compagni non tornavano in difesa (con Mourinho sarebbe mai successa una cosa del genere? Crediamo proprio di no, nda), e disattenta, con Julio Cesar che combina dei quasi-disastri, soprattutto in occasione della punizione a due in area. La Roma gioca bene, rintuzza i tentativi avversari ed alla fine pesca il jolly. Meglio, il jolly lo pesca Ranieri, che stavolta va elogiato per la scelta di sostituire Totti con Vucinic. Non sono mancate, e non mancheranno, le polemiche per questa decisione, ma stavolta ha avuto ragione il tecnico di Testaccio. Chissà se sarà sufficiente il chiarimento andato in scena lunedì; noi, umilmente e personalmente, riteniamo che un tecnico non debba mai rendere conto delle sue scelte ai giocatori, anche se si chiamano Totti. Ad ogni modo, la Roma torna sul pezzo, e lo fa dimostrando che non può giocare con due centravanti (Tottti e Borriello, per intenderci). L'Inter frena ma sembra essere sempre la squadra con qualcosa in più. Postilla: complimenti all'arbitro Morganti.
Balzo in avanti del Milan, che si porta a -2 dalla vetta battendo il Genoa in casa, e sembrando l'Inter di due anni fa. Per capirci, la prima Inter di Mou, quella in cui certe partite venivano risolte solo dal genio di Ibra. Accade lo stesso in Milan-Genoa, con i rossoneri che nel primo tempo sprecano ma soffrono anche tanto. Solo la splendida giocata dello svedese risolve la gara. A noi è sembrato di rivedere Inter-Bologna di due anni fa, quando Mourinho vinse solo ad un goal di tacco di Ibra. Ci sbaglieremo? Chissà. Il Genoa dimostra di poter essere una squadra credibile perchè sfiora il colpaccio a San Siro, ma dà anche l'idea di dover lavorare ancora tanto.
Continuano le montagne russe della Juventus, che dopo aver preso 3 goal dal Palermo ne fa 4 al Cagliari, trascinata da uno splendido Krasic, che si conferma come l'acquisto più importante del mercato bianconero. Solite indicazioni positive per Delneri per quanto riguarda gli incursori delle fasce, mentre continuano i guai in difesa. Citiamo l'opinione di Billy Costacurta, commentatore sky, che ci trova d'accordo: la linea di difesa juventina, a livello di movimenti, è ben messa in campo; peccato che a turno ognuno dei quattro sbagli qualcosa rovinando il lavoro. Abbiamo seri dubbi sulla possibile convivenza di Bonucci e Chiellini. Prima sconfitta per il Cagliari, che cade solo per oscene distrazioni in difesa. Dal centrocampo in su la squadra di Bisoli fa intravedere delle ottime cose e degli ampi margini di miglioramento.

Sorprende la Lazio, che va a vincere a Verona ed aggancia l'Inter in testa alla classifica. Non durerà, ma è una soddisfazione per Edy Reja, vero creatore ed artefice di questa Lazio. Edy ha voluto Hernanes, ha spinto per il rinnovo di Ledesma e sta sapientemente ruotando i giocatori per tenere a bada i personalismi dello spogliatoio. Tatticamente, Ledesma, Mauri ed Hernanes sono il fulcro di una Lazio che ha buone individualità anche in difesa. In attacco i goleador si alternano (è tornato Zarate? aspettiamo conferme, nda), ma una menzione va fatta per Floccari, che si sbatte dal primo all'ultimo minuto per la squadra. Il Chievo conferma i patemi casalinghi, sembrando davvero una squadra da trasferta. Contro la Lazio non tira quasi mai in porta, e come se non bastasse perde anche Pellissier per infortunio. Resta comunque una delle gradevoli sorprese di avvio di stagione.
Prima vittoria per la Fiorentina di Mihajlovic contro il Parma orfano di Giovinco. Solito rigore di Ljajic e gollonzo di De Silvestri, insomma non proprio un'affermazione limpida, ma questi tre punti valgono come l'ossigeno per un essere umano. Marino, dal canto suo, dovrà lavorare su questo Parma, che tanto bene aveva fatto in avvio, salvo poi perdere punti lontano dal Tardini. Ed è questo un trend che va rovesciato.
Il Palermo fa un pò come la Juve, accontentandosi di un pari casalingo contro il Lecce dopo aver dominato a Torino. Insomma, squadra in cerca di stabilità, guidata sempre da un grande Pastore, nostra passione personale. Peccato per il povero raccattapalle della Favorita, che ha fatto svanire il possibile 3-2 all'ultimo assalto. Il Lecce ha stupito tutti andando addirittura sul 2-0, ma il crollo finale ci fa capire che la squadra di De Canio è destinata a soffrire.
Colpo Napoli a Cesena. Mazzarri fa turnover e sbaglia, dato che contro le seconde linee partnopee il Cesena va in vantaggio con Parolo. Poi entrano Cavani e Gargano e la musica cambia, del tutto. Protagonista l'uruguagio con una doppietta: nessuno si aspettava tutti questi goal da Cavani, attaccante di spicco ma mai così prolifico. Tutto ciò è manna che scende dal cielo per il Napoli. Seconda sconfitta in fila per il Cesena, che forse ha già esaurito la magia delle prime giornate. C'è un'attenuante: il vantaggio del Napoli arriva su rigore inesistente ed inventato dall'arbitro. Un brutto errore, ma meritano i complimenti gli addetti ai lavori del Cesena, che protestano garbatamente e senza alzare la voce.

Primo punto per l'Udinese, che blocca sullo 0-0 casalingo una Samp che non vince dalla prima giornata. Poco da dire sulla partita, ed allora parliamo del campo dello stadio Marassi di Genova, che è davvero il più brutto d'Italia. Due belle squadre come Samp e Genoa non possono giocare in serie A su un terreno così, che sembra più un giardino urbano che un campo di calcio. Davvero una vergogna.
Torna a vincere il Bari, contro un Brescia mai arrendevole. E non è un caso che la vittoria sia stata firmata da Barreto, giocatore preziosissimo per Ventura.
Chiude il cerchio la partita degli episodi fra Catania e Bologna. Altro rigore inventato, per gli emiliani stavolta, pareggiato dall'incredibile autorete di Britos, che ha ricordato Pancaro in un Lazio-Napoli di tanti anni fa.

sabato 25 settembre 2010

Cosa succede agli arbitri?


Il campionato è ormai iniziato da quattro giornate. Poche per tirare le somme, abbastanza per iniziare a sentire suonare qualche campanello d'allarme. E non stiamo parlando dei problemi di assetto di Milan e Juventus, o della falsa partenza della Roma, oppure ancora della crisi di Fiorentina ed Udinese. La grande delusione di inizio campionato è un'altra: arbitri e guardalinee. Ed ovviamente tutte le istituzioni coinvolte. Proviamo ad analizzare con ordine cosa sta succedendo.

Già nel primo weekend di campionato non sono mancate le polemiche: il sig. Gervasoni, arbitro di Fiorentina-Napoli, mal coadiuvato dal suo assistente, convalida un goal di Cavani senza che il pallone abbia oltrepassato la linea di porta.
Seconda giornata: Carmine Russo (tenere a mente) arbitra Cesena-Milan interrompendo tre azioni da goal per fuorigioco dei rossoneri, che perderanno poi per 2-0. Si iniziano a sentire i primi malumori, cui si accodano anche l'Udinese per un presunto rigore con concesso nella partita con l'Inter e la Fiorentina per un goal assurdamente annullato a Kroldrup.
Terzo turno: la Lazio va a Firenze con il timore della compensazione. Così sarà, perchè ai viola viene dato un rigore inesistente per tuffo di Cerci nell'area laziale. All'Olimpico di Roma il Bologna protesta per almeno due calci di rigore mancanti e per il fuorigioco di Borriello in occasione del primo goal giallorosso.
Siamo ai giorni nostri: il sig. Russo (eccolo di nuovo) arbitra orrendamente Brescia-Roma negando almeno due se non tre rigori netti agli ospiti e concedendone uno inesistente alle rondinelle. A questo punto è il caos, con le reazioni scomposte dei dirigenti romanisti (rimandiamo sul punto ad un articolo precedente). Anche a Torino le cose non vanno benissimo, perchè la Juve contro il Palermo non vede concedersi un rigore abbastanza netto. Quisquilie, rispetto a quanto accaduto a Brescia.

Da questa breve panoramica si evince senza dubbio un dato tecnico. La maggior parte degli episodi che hanno segnato le cronache sportive di queste settimane non è ascrivibile alla condotta degli arbitri. O meglio, c'è un concorso di colpa con evidenti sproporzioni. La colpa di tanti errori, almeno all'80%, è dei guardalinee. Si vedano gli episodi della Fiorentina, quelli del Milan, quelli della Roma. C'è sempre lo zampino dell'assistente, che a volte vede male ed a volte non vede proprio. Ma non è un problema nuovo, anzi. Già al Mondiale, i segnalinee avevano denotato forti difficoltà e soprattutto troppa influenza sul gioco: l'Inghilterra ci ha forse rimesso il passaggio ai quarti, l'Argentina ha ricevuto una grossa mano contro il Messico.
Gli assistenti possono sbagliare, hanno forse il compito più difficile: devono chiamare i fuorigioco ed i goal fantasma, non è affatto facile, anzi. Ma non possono avere tutto questo peso!
Bisogna che tutti gli appartenenti alla categoria si mettano intorno ad un tavolo e ridisegnino, nel modo giusto, la gerarchia in campo. Decide l'arbitro, punto. I guardalinee servono come elemento di aiuto, non di disturbo, o addirittura non devono indurre ad errori. E questo è successo davvero troppo spesso in queste prime quattro giornate.

Ma il problema vero sta nell'organizzazione istituzionale. L'Aia è l'unico organismo che ha ben due capi! Uno è Nicchi, l'altro è Braschi. Ora, nessun organismo può avere due presidenti, diciamo così, semplicemente perchè potrebbe essere impossibile prendere delle decisioni. Se i due non fossero d'accordo su una cosa, non si potrebbe raggiungere una posizione di forza. Ed allora viene in mente la possibilità che uno dei due conti di più, o che uno dei due sia lì solo per bellezza, per metterci la faccia. Ci sono indizi in tal senso. Forse non tutti sanno che il signor Braschi, molto probabilmente, l'anno prossimo non sarà più al suo posto, ed è stato appena eletto. Perchè? Semplicemente perchè il Siena ha molte possibilità di tornare in serie A l'anno prossimo, e lo stesso Braschi in passato ricoprì un ruolo dirigenziale nella società toscana. L'incompatibilità sarebbe evidente. Come del tutto palese è la poca preparazione delle istituzioni del nostro calcio, dato che il Siena è da mesi ormai accreditato al ritorno nella massima serie. E' un rischio inutile quello di mettere a capo degli arbitri una persona che l'anno prossimo, ripetiamo, molto probabilmente, farà altro. Per dare solidità ad un progetto ci vuole la programmazione, la continuità, il lavoro sul lungo periodo. Braschi questo non può garantirlo, ed il movimento, effettivamente, sembra risentirne.
Dunque, tutto sulle spalle di Nicchi, anche se risulta difficile fidarsi di una persona che sostiene che "le cose vanno bene se si lamentano tutti". Sì, ok, vanno bene perchè siete in grado di dividere equamente gli errori. Ma evitare di sbagliare, o meglio ridurre al minimo le sviste, non sarebbe ancora meglio?

Anche in questo caso, siamo in attesa di tempi migliori. Nel frattempo, concludiamo inviando un bell'in bocca al lupo al povero Morganti, che staserà avrà fra le mani Roma-Inter. Buona fortuna, ne servirà molta!

giovedì 23 settembre 2010

Il Commento


Puntuale come un orologio svizzero, va in onda l'approfondimento sul quarto turno di campionato. Conferme, cadute, rabbia, insoddisfazioni. Tutto questo in due giorni di calcio davvero appassionanti. Non perdiamo altro tempo, c'è tanto da dire.

Partiamo dalla conferma più importante. Ce la regala l'Inter, che si ritrova già da sola in testa alla classifica, con 5 punti in più rispetto al Milan, 6 sulla Juve ed 8 sulla Roma, tanto per citare le rivali più accreditate. Come se non bastasse, il quadro è reso ancora più roseo dal ritorno al goal del Principe Milito, che mette a segno una doppietta, come Eto'o, utile a stendere il Bari. Cercate altre conferme? Ve le regala il camerunese, che tocca quota 8 goal in 7 partite ufficiali giocate. I pugliesi entrano in campo con il piglio giusto, spaventano l'Inter con una grande azione ad inizio partita (sarà palo di Almiron), ma poi scompaiono, schiacciati dall'incredibile superiorità dell'avversario, che a San Siro sembra davvero insuperabile.
Il Milan non decolla, e mette in mostra ancora una volta tutti i suoi problemi. Allegri si intestardisce e propone il tridente pur non avendo Pato: è un errore grave, perchè Boateng nel ruolo di punta esterna non può valere come se giocasse centrocampista. Inoltre si sente l'assenza di Ambrosini, perchè Gattuso, Seedorf e Pirlo soffrono tanto e non danno consistenza al centrocampo. Dinho gioca da fermo ma è un genio, Ibra è un mago di opportunismo, e castiga la Lazio al primo ed unico errore della difesa biancoceleste. Un'ottima Lazio, davvero, che non si perde d'animo e trascinata da un grande Hernanes trova il pari con Floccari. Reja manda in campo una formazione particolare, azzeccando la mossa Cavanda (complimenti) ma non quella di mettere dentro Foggia, troppo avulso dal gioco. Complimenti anche a chi ha portato Hernanes alla Lazio, perchè siamo davvero di fronte ad un ottimo giocatore. Bello anche l'esordio dell'aquila in carne ed ossa, emozionante.
La Roma...beh, qui bisogna aprire una lunga parentesi. Confermato quanto scritto nell'articolo di ieri (che ha suscitato molte polemiche), a grande richiesta, in questo commento, andiamo ad analizzare la partita. Il sig. Russo, arbitro del match, sbaglia tutto quello che può sbagliare un direttore di gara. Certo, in questo gli danno una bella mano gli assistenti. Si prenda il rigore per trattenuta su Borriello e lo si paragoni a quello dato alla Fiorentina sabato contro la Lazio: se il secondo è rigore (dubitiamo) il primo allora è da arresto in flagranza di reato. Come si fa a non vedere il mani di Hetemaj in area? Davvero non sappiamo. Rigore ed espulsione di Mexes: l'arbitro dalla prospettiva poteva pure essere ingannato (in presa diretta non è una decisione facile); toccava al guardalinee scagionare Mexes, ma non l'ha fatto. Piccola critica al francese per la reazione: siamo fermamente convinti che i calciatori in campo non debbano protestare, figuriamoci mettere in scena quella reazione isterica. Insomma, la vittoria del Brescia è frutto di tanti, ma tanti, errori dell'arbitro, vero protagonista del match. E' un peccato per Ranieri, che aveva visto segni di ripresa dalla squadra. Certo, il calendario sembrava benevolo, ma la Roma ora ha 2 punti, sabato c'è l'Inter e domenica prossima i giallorossi andranno a Napoli. Cosa succederà?

Il Palermo di Delio Rossi si prende la prima vittoria dell'anno e lo fa sul campo della Juve, sempre più simile ad una montagna russa. Reduci dallo show di Udine, i bianconeri ne prendono tre dai ragazzini terribili di Delio e rispondono col solo, inutile, goal di Iaquinta. I rosanero dimostrano di saperci fare sul mercato, Walter Sabatini in questo è forse uno dei migliori operatori d'Europa. Pastore ed Ilicic, tanto per citarne due, sono giocatori dal futuro assicurato. Soprattutto il primo, che riteniamo essere, in questo momento, il miglior giocatore del campionato.
Per quanto riguarda la Juve, Delneri dovrà lavorare ancora tantissimo. Solita buona partita di Krasic, ma le punte non riescono a finalizzare. Stupisce la sostituzione di Del Piero, proprio in un momento in cui serviva attaccare a pieni ranghi.
Si dividono la posta Fiorentina e Genoa, in una partita che non fa contento nessuno. La stagione di queste due squadre stenta a decollare. Non ci stupisce della Fiorentina, dato che da tempo avevamo puntato il dito verso i problemi di questa squadra. Ci sorprendono tutte le difficoltà del Genoa: squadra rinnovata, forse Gasperini ha bisogno di altro tempo per plasmarla al meglio. Fatto sta che dopo quattro giornate il Genoa ha 5 punti. Non benissimo.
Crollo del Napoli, che ospita il Chievo e si porta in vantaggio con Cannavaro. Poi è notte fonda: il Chievo fa tre goal con Pellissier (due per lui) e Fernandes. Due belle parate di Sorrentino permettono ai venenti di tornarsene a casa con tre punti che valgono tanto oro quanto pesano. I padroni di casa dovranno fare quadrato: stupenda la reazione allo svantaggio con la Samp di domenica, oscena la gestione del vantaggio di mercoledì. Senza parlare dello svarione dello stesso Cannavaro, che ha mandato in goal Pellissier chiudendo il match.

Il Cesena perde per la prima volta in questa stagione e lo fa sul campo del Catania. Gli uomini di Giampaolo hanno giocato molto meglio, schiacciando la sorprendente squadra di Ficcadenti. E poi è tornato a segnare Maxi Lopez. Il Cesena dovrà stare tranquillo e tornare a fare punti in casa.
Il Bologna batte l'Udinese con grande fortuna e relega i bianconeri all'ultimissimo posto con zero punti. La partita la fanno Di Natale e company, andando in vantaggio e colpendo due traverse incredibili, a due passi dalla porta. Per il Bologna pareggia Gimenez, ma il goal decisivo è del solito Di Vaio, sempre allo scadere. Risultato che suona tanto di beffa, per un'Udinese che meriterebbe di avere almeno 4 punti nella sua classifica.
Chiudiamo con Lecce - Parma e Cagliari - Sampdoria. Due pareggi in cui ha regnato la noia. In sostanza, il risultato stava bene a tutte le squadre.