martedì 2 novembre 2010

Il Commento


La nona giornata della serie A presenta un altro spezzatino: tre giorni, un big match, tanti scontri salvezza ed uno sguardo al futuro, nel nostro commento!

Si comincia dal venerdì di Marassi, con l'Inter che batte il Genoa di misura e grazie ad episodi contingenti. Peccato per Gasperini, che aveva impostato molto bene la gara ma per colpa di Eduardo deve arrendersi e cedere il passo ai nerazzurri. Eppure il Genoa ha lottato ed è piaciuto molto, nonostante i tanti indisponibili. Continua a stentare l'Inter, che non convince affatto: deve rientrare a grandi livelli Milito, e soprattutto devono interrompersi gli infortuni, che appaiono senza fine. Si aggiungono alla lista anche Cambiasso e Julio Cesar; il centrocampo è decimato. Benitez continua a puntare su Biabiany, e noi continuiamo a chiederci che fine abbia fatto Pandev.
Luci a San Siro: c'è Milan-Juve. Ed il risultato è quello che non ti aspetti, con il Milan che parte forte e prende una traversa con Ibra. Dopo l'assestamento, Quagliarella porta avanti la Juve, che raddoppierà con Del Piero nella ripresa. Inutile la rete di Zlatan, i bianconeri passano a San Siro. Indicazione importante: in due trasferte milanesi la Juventus ha raccolto ben 4 punti; pensate che la Roma, antagonista dell'Inter, lo scorso anno a San Siro fece un solo punto. I ragazzi di Delneri hanno anche mostrato ottima personalità, e grande gestione del pallone. Cosa che è mancata al Milan, che ha attaccato con grande confusione e senza l'apporto di un attacco che è stellare solo sulla carta. Cosa succede a Pato? Dopo il grande avvio e l'infortunio non è più lo stesso: possibile che riesca a segnare solo contro Lecce e Chievo?
Continua il volo dell'aquila biancoceleste, vittima di turno è il Palermo di Delio Rossi. Alla Favorita va in scena la tipica trasferta biancoceleste: i padroni di casa attaccano ma sbattono sul muro eretto da Andre Dias e Muslera. Sugli sviluppi di un calcio piazzato, proprio il centrale brasiliano segna il goal decisivo. La Lazio di Reja stupisce per la concretezza e l'unità d'intenti: un giocatore come Pastore si ferma solo se i giocatori si aiutano e si concentrano; si veda il grande lavoro di Brocchi, che in questo senso è il migliore della capolista. Le ripartenze sono affidate al quartetto d'attacco, che riserva sempre grandi giocate. Approfondiremo, perchè la Lazio tatticamente lo merita. Per quanto riguarda il Palermo, l'inesperienza e la gioventù dei talenti è venuta fuori, in una partita in cui un pareggio, ad ogni modo, non sarebbe stato scandaloso.

Mini-serie positiva per la Roma, che contro il Lecce conquista il settimo punto nelle ultime tre partite. Primo tempo in equilibrio, con due traverse per la Roma ed una traversa più salvataggio sulla linea pro Lecce. Nella ripresa un lampo, cross di Riise per Burdisso, e si sblocca la partita. Raddoppierà Vucinic; Totti, espulso, salterà il derby, e questo non è un male per la Roma. Insomma, i problemi dietro continuano, la lista degli indisponibili si allunga, e la confusione tattica di Ranieri, che continua a schierare Vucinic sulla fascia, stavolta non fa troppi danni. Lecce senza dubbio migliore rispetto alle ultime uscite in casa delle grandi, ma ancora non basta. Un encomio in particolare a Rosati, portiere discreto in ottima forma.
Vittoria corsara per il Napoli sul campo di Brescia, già difficile di per sè e reso impossibile dalla pioggia battente. Gli uomini di Mazzarri impostano la partita sulla difesa, ed alla prima occasione, arrivata nel secondo tempo, segnano con Lavezzi. Vittoria di sacrificio, impostata più sulla quantità che sulla qualità, come dimostra la grande prova di un giocatore come Yebda, non proprio dotato di piedi buoni. Crisi nera per il Brescia, che continua a perdere, e non vince ormai da quel 2-1 casalingo con la Roma. Iachini inizia a traballare, ma il materiale umano a sua disposizione è quello che è. Continui a puntare su Kone, che sembra un ottimo prospetto.
Altra vittoria corsara pesante è quella della Samp, arrivata all'ultimo tuffo con una zampata di Pazzini, che finalmente si sblocca. Toccata dal caso Cassano, la Sampdoria inizialmente soffre il Cesena, ma nel finale i valori vengono fuori, e per la squadra di Ficcadenti c'è poco da fare. Proprio il mister del Cesena sembra sull'orlo dell'esonero: si vocifera che siano stati messi in preallarme Cosmi e Beretta come possibili sostituti. Fatto sta che il Cesena, partito bene, nelle ultime sei giornate ha raccolto un solo punto: insomma, una media che porta di corsa a tornare in serie B. Allarme rosso.
Vola invece l'Udinese, ormai giunto alla quarta vittoria in fila. La vittima è un Bari sempre più in caduta libera ed in situazione speculare: arriva infatti la quarta sconfitta consecutiva. I bianconeri friulani ritrovano la fantasia di Alexis Sanchez, goal ed assist per lui; i bancorossi pugliesi invece perdono ancora, e c'è anche il rammarico per il rigore sbagliato da Barreto.

In chiave salvezza è un buon punto quello del Parma contro il Chievo, sicuramente superiore, vista la classifica. Brutta partita tra Catania e Fiorentina, lo 0-0 sembra già scritto. Vittoria fondamentale per il Cagliari contro un Bologna in discreta crisi e vicino alla caduta libera.

martedì 26 ottobre 2010

Il Commento


Prima "giornata lunga" del nostro campionato, divisa in ben tre giorni, e con un Monday Night davvero eccezionale. Tuffiamoci subito nel pieno di questo weekend lungo!

Pochi preamboli, perchè di carne al fuoco ce n'è tanta. In partenza ci soffermiamo sull'Inter, che continua a stentare, soprattutto per noi che negli occhi abbiamo ancora la splendida cavalcata dello scorso anno. Dati estremamente interessanti: contro la Sampdoria, la squadra di Benitez colleziona il secondo pareggio casalingo consecutivo, cosa che non succedeva da tempo immemore. I nerazzurri giocano bene, ma mancano il colpo del k.o., ed allora la Samp prende coraggio, fino ad andare in vantaggio con un'azione viziata da un presunto fallo di Cassano su Chivu. Ci penserà il solito Eto'o a rimediare, ma il pari allontana l'Inter dalla testa della classifica, facendole maturare un distacco mai visto nel dopo Calciopoli. Sono numeri che devono farci riflettere: si tratta delle cifre di una squadra appagata, che è passata dalla gestione del miglior allenatore del Mondo a quella di un mister di grande livello, ma non così bravo come Mourihno. E' la pura verità. Stupisce sempre di più la convinzione con cui Benitez punta su Biabiany pur avendo Pandev scalpitante. Ma non ha solo colpe, il tecnico spagnolo: il più grande merito è quello di dare spazio a Coutinho, che è un giovane molto tecnico e bravo con i piedi, ma ancora troppo gracile (deve mettere su fisico per non fare la fine di Giovinco, tanto per intenderci, con le dovute proporzioni). La Sampdoria ha fatto un'ottima partita, sorniona, affidando le sue chances alla coppia d'attacco, con un Cassano in grande spolvero ed un Pazzini ancora in difficoltà.
Dicevamo di un grande posticipo del Lunedì: spettacolo puro tra Napoli e Milan al San Paolo, per una partita mai noiosa e mai banale. Cominciano meglio gli ospiti che, con l'invenzione di un redivivo Oddo, mandano in porta Robinho (secondo goal consecutivo per il brasiliano). Si sveglia quindi il Napoli, che crea tanto, finchè non viene espulso Pazienza. Remi in barca per Mazzarri? Macchè! Sulla base del corollario di Liehdolm, in dieci il Napoli gioca anche meglio, e sfiora a più riprese il pari. Ancora Oddo, però, fornisce la palla del due a zero ad Ibra. Inutile, ma sensazionale, il goal di Lavezzi. Cosa ci dice questa partita? Innanzitutto, che a sprazzi il Milan ha dimostrato di saper intavolare trame di gioco quasi irresistibili; poi, che Ibra è sempre decisivo, anche nelle serate in cui non brilla; infine, che il Napoli ha tanta qualità davanti quanti problemi nella fase difensiva ed anche in un centrocampo che, con Gargano e Pazienza, non garantisce ripartenze fulminee.
Continua il volo della Lazio, che ha giocato davanti ad uno spettatore d'eccezione: l'aquila Olimpia, che si è fatta beffe del suo addestratore ed è rimasta per quasi tutto il primo tempo sopra alla copertura dell'Olimpico. Da lassù, il rapace si è goduto il bel goal di Floccari, e poi è stato recuperato da un falconiere. La partita ha presentato una Lazio brava e fortunata, capace di capitalizzare al meglio le occasioni e di congelare il gioco quando ha dovuto. Se poi ci aggiungiamo che di fatto il goal del Cagliari è arrivato da uno sciagurato retropassaggio di Radu, capiamo che la Lazio ha vinto davvero con merito. Meriti da ripartire tra Floccari e Mauri, che stanno attraversando un grande momento di forma. Anche Reja va osannato, per le sue capacità di allenatore e capo dello spogliatoio. Il Cagliari mette in mostra un grande giocatore, Matri, e su questo dovrà basare la corsa alla salvezza.
Pareggio sofferto della Juventus a Bologna. In una partita con pochi temi tattici, tiene banco la simulazione di Krasic, che inganna l'insufficiente arbitro De Marco e probabilmente prenderà due turni di squalifica. Noi ci limitiamo ad aggiungere una sola considerazione: Krasic il nuovo Nedved? Non ancora: Pavel,in un Lazio-Fiorentina di tanti anni fa, ammise di essere caduto da solo in area dopo che l'arbitro gli aveva fischiato rigore a favore. Lezioni di calcio, per diventare un campione, traguardo che Milos potrà raggiungere.

Continuano ad esserci problemi in casa Roma, anzi ce ne sono di nuovi. Non stupiscono più le sostituzioni a dir poco azzardate di mister Ranieri, ma stavolta creano un nuovo caso. Passi il doveroso cambio di Totti dopo un primo tempo di trotto del capitano, ma far entrare Baptista per Vucinic è una mossa che proprio non abbiamo capito. Con la conseguenza di avere nel montenegrino un altro separato in casa. Insomma, le nubi rimangono alte su Trigoria, e non si vede nemmeno un raggio di sole. Meno male che sabato all'Olimpico arriva il Lecce, che ne ha presi quattro a Milano ed altrettanto a Torino. Non vincere, per Ranieri, potrebbe voler dire davvero tanto. Il Parma, dal canto suo, ha dimostrato che non sta attraversando un buon momento, come ci indicano anche gli errori di Marques e Crespo sotto porta. Serve disperatamente il ritorno di Giovinco, per non dare troppo punti di riferimento in attacco.
Sorprendente scivolone del Palermo ad Udine, con Delio Rossi che giustamente se la prende con la poca umiltà mostrata dai suoi giocatori, a partire da Pastore, che deve tornare con i piedi per terra, essendo un autentico campione. Bene Pinilla, bomber di qualità. Male tutta la difesa, a cominciare dal nazionale Cassani. L'Udinese ha invertito l'oscena partenza ed ora è a quota tre vittorie consecutive: la svolta è arrivata, ed occhio a questo giovane difensore con il vizio del goal, Benatia.
Vince il Genoa in casa contro il Catania, senza meritarlo. Gli ospiti hanno creato tante occasioni, facendo notare ancora una volta l'inadeguatezza della retroguardia della squadra di Gasperini. Rafinha con l'assist e Rossi con il goal hanno regalato ai rossoblu una vittoria davvero inaspettata ed insperata, che li proietta in zone più appropriate.

Terza sconfitta consecutiva per il Brescia, che a Lecce passa addirittura in vantaggio, ma poi subisce la legge del Via del Mare e capitola sotto i colpi di Ofere e Di Michele (che ha anche sbagliato un rigore). L'avevamo detto la settimana scorsa: il Lecce contro le grandi è squadra da prendere a pallonate, ma nelle sue partite, e soprattutto in casa, è un cliente scomodissimo. Basti pensare che dieci degli undici punti fatti, De Canio li ha conquistati nelle mure amiche.
Sfortunato scivolone del Cesena in casa del Chievo, che passa al 91esimo minuto con goal dell'interessante francese Thereau, che sblocca l'1-1 firmato Cesare ed autogoal di Guana. Da sottolineare l'ennesima splendida prova di Constant, davvero un gran bel giocatore.
Chiude il quadro la vittoria casalinga della Fiorentina che, nel più classico dei "vince ma non convince", muove una classifica che si era fatta troppo preoccupante. Cade invece il Bari, alla terza sconfitta di fila, incapace di capitalizzare le occasioni da goal, e di crearne abbastanza.

lunedì 18 ottobre 2010

Il Commento


Dopo la pausa per la Nazionale, ed il nostro seguitissimo approfondimento sulle venti protagoniste della serie A, ecco di nuovo la rubrica del Commento, appuntamento fisso per tutti i nostri lettori. Oggi, però, vorremmo dare un taglio diverso all'articolo, partendo dai singoli, da quegli uomini che possono cambiare le sorti di tutta una squadra.

L'Inter ha un uomo del genere, si chiama Samuel Eto'o. Stante l'assenza di Milito, il camerunese gioca da prima punta vera e risolve la partita di Cagliari. Dopo un anno passato a fare più il terzino che l'attaccante, Eto'o adesso è capocannoniere della serie A e sta trascinando un'Inter altrimenti poco convincente. Altra domenica di sofferenza per Benitez, contro un Cagliari arrembante e ben messo in campo, che sfiora spesso il pari, sprecando un pò troppo. Eto'o dunque protagonista, nel bene e nel male, che non è certo colpa sua: sciocchi i "buu" razzisti a lui indirizzati, bravo Tagliavento nel decidere per la sospensione temporanea del match. Bravo, sì, ma solo in quello: il fischietto di Terni sbaglia tutto quello che può sbagliare, negando almeno un rigore netto al Cagliari per mani di Lucio.
Anche l'altra squadra milanese, quella rossonera, ha un uomo incredibilmente efficace. Si chiama Zlatan Ibrahimovic, ed ha fatto tutto lui contro il Chievo nell'anticipo di sabato pomeriggio. Assist al bacio per la prima prodezza di Pato; punizione battuta con furbizia per il secondo goal del brasiliano; sfortunata autorete nel finale. Un uomo, una squadra, una partita. Tolto Ibra, il Milan gioca una buona partita, soprattutto nel primo tempo, subendo eccessivamente il ritorno del Chievo nella ripresa. Per gli ospiti segnaliamo l'ottimo Constant, un giovane di cui sentiremo parlare. I rossoneri si godono lo scintillante ritorno di Pato, la forza dell'Ibra di cui sopra ed il primo goal di Robinho. Apprensione per l'infortunio occorso a Thiago Silva.
Parliamo ancora di singoli. Ce n'è uno decisamente importante anche a Torino, e risponde al nome di Milos Krasic. Anche contro il Lecce, il serbo è una furia imprendibile, distrugge tutti gli avversari sulla sua fascia di competenza e manda in goal i compagni con una facilità imbarazzante. Mister Delneri può godersi anche Aquilani, autore di un gran goal, Felipe Melo, che ha fatto pace con i tifosi, ed Alex Del Piero, campione immortale che raggiunge Boniperti per goal segnati in serie A. Insomma, una domenica di grande festa. Il Lecce non era davvero all'altezza, e soprattutto fuori casa ha dimostrato di soffrire davvero parecchio. Ma la squadra di De Canio dovrà farsi trovare pronta in altre partite, non in questa.
La nostra rassegna di uomini continua e fa tappa nella Capitale, dove c'è un brasiliano che è arrivato da poco, ma è già un eroe. Stiamo parlando di Hernanes, il Profeta della Lazio capolista. Nella scorsa partita un suo assist è valso la vittoria, stavolta il timbro lo mette lui personalmente segnando un bel goal e proiettando la Lazio verso il volo anche a Bari. Sarà poi Floccari a raddoppiare ed a chiudere il match. Capolavoro tattico di Edy Reja, che nel primo tempo si chiude nel tentativo, ben riuscito, di rintuzzare tutti gli attacchi del Bari. Nella ripresa, Mauri approfitta del primo spiraglio utile e manda in porta il Profeta. Complimenti a Zarate per la sua dimostrazione di sacrificio. Il Bari incappa in una serata difficile ed è anche sfortunato nel finale, ma ha dimostrato di avere dicrete doti. Certo, vedere la squadra di Ventura perdere in casa un pò stupisce.

Anche a Palermo c'è un uomo decisivo, Javier Pastore detto "El Flaco". L'argentino illumina i rosanero nella giornata del calcio spumeggiante e del 4-1 ad un inconsistente Bologna (si salva solo Di Vaio). Con Pastore spiccano Ilicic, Pinilla e Bacinovic, tutti nuovi, tutte scoperte di Delio Rossi e Walter Sabatini, la nuova coppia del nostro calcio. Davvero un grande Palermo, gioca in maniera innovativa, spettacolare, molto veloce e con tanti tocchi di prima. Ripetiamo, davanti c'era un pessimo Bologna. Malesani dovrà lavorare tanto.
Napoli è sempre più il regno di Edinson Cavani, capocannoniere insieme ad Eto'o. Ennesimo goal dell'uruguagio, che stavolta frutta solo un pareggio, per colpa del catanese Gomez. Il Napoli non convince nella trasferta siciliana perchè dopo il vantaggio si chiude troppo, ed è solo un De Sanctis in giornata di grazia ad evitare la sconfitta. Dopo il pareggio c'è una reazione dei napoletani, che sfiorano il raddoppio sempre con Cavani. Nel finale, autentica sciocchezza di Paolo Cannavaro che si fa espellere e salterà la partita con il Milan di lunedì prossimo.
A Roma, sponda giallorossa, stanno cercando disperatamente un uomo decisivo. Forse Marco Borriello potrà diventarlo; intanto segna a ripetizione e fa ripartire la Roma. Attenzione, ancora c'è tanto da lavorare per Ranieri. La squadra giallorossa, contro il Genoa, dura per un'oretta, non di più, ma macina bel calcio. Dal 65esimo minuto in poi c'è il solito crollo fisico, che stavolta però non costa la vittoria. Totti è autore di una buona prestazione e resta in campo per novanta minuti. Provocazione: è un caso che la Roma abbia girato meglio senza De Rossi? La risposta non è così scontata.
Passiamo per Genova, e troviamo l'uomo simbolo della Sampdoria, Antonio Cassano, che regala tre punti d'oro a Mimmo di Carlo. La Fiorentina parte bene e va in vantaggio con Marchionni, ma una punizione di Ziegler e la gran giocata di Fantantonio permettono ai padroni di casa di sfangarla e tornare a vincere.

Da ultimo, diamo conto della vittoria dell'Udinese sul Brescia, largamente immeritata ma arrivata con la testa di un veterano, Bernardo Corradi. Pareggiano, invece, Parma e Cesena; gli uomini di Ficcadenti non sanno più vincere, mentre quelli di Marino sprecano troppo e non riescono a fare il colpo in trasferta.

mercoledì 13 ottobre 2010

Il primo bilancio - parte quinta


MILAN, 11 PUNTI, 3V 2P 1S, 8GF 4GS
Come gioca: MAx Allegri, alla sua prima grande occasione da allenatore, presenta un 4-3-3- che somiglia però di più ad un albero di Natale di "ancelottiana" memoria. La prima punta, nonchè giocatore più avanzato, è Ibra, con Robihno e Ronaldinho leggermente dietro. Al ritorno di Pato sarà 4-3-3 più puro. Pirlo, Gattuso e Seedorf trovano posto a centrocampo, davanti alla difesa a quattro. I due terzini garantiscono una spinta costante sulle fasce, e lo fanno anche con una certa tranquillità, dato che i centrali si chiamano Nesta e Thiago Silva, due garanzie. Abbiati in porta pare aver vinto il ballottaggio con Amelia.
Cosa va: Senza dubbio funziona l'acquisto di Ibrahimovic, ma su questo c'erano pochi dubbi. Per ora, in campionato, Ibra ha fruttato almeno 4 punti, mentre in Champions è addirittura marcatore unico dei rossoneri. Anche Boateng, volto nuovo arrivato via Genoa, ha finora ben figurato, soprattutto nella trasferta contro la Lazio. La difesa è una garanzia, soprattutto quando i due terzini entreranno veramente in forma. Christian Abbiati, fino all'odierno infortunio, ha disputato un ottimo avvio di stagione.
Cosa non va: Disporre di Ibra ti porta forzatamente a cercarlo spesso, quasi fino a collassare tutte le azioni su di lui. E questo ad alcuni giocatori del Milan non piace: si rischia di fare la fine dell'Inter di due anni fa (in realtà non sarebbe una brutta fine, vittoria del campionato e brutta Champions). Anche la forma di Ibra preoccupa, si sospetta una pubalgia, ma lui tranquillizza tutti. Robinho potrebbe essere stato un acquisto sbagliato, ed ancora non è in forma. Preoccupa anche la situazioni infortuni, si vedano i casi di Pato ed Ambrosini. Inoltre l'annoso problema del Milan è rimasto: l'età media è troppo avanzata, soprattutto nel reparto del centrocampo.

NAPOLI, 11 PUNTI, 3V 2P 1S, 12 GF 8GS
Come gioca: Mazzarri schiera in maniera molto camaleontica il suo Napoli. Se volessimo riferirci ad uno schema di riferimento, parleremmo di 3-4-2-1, ma c'è di più. Hamsilk e Lavezzi sono in costante proiezione offensiva, spingendosi ben oltre la trequarti avversaria. Quando avviene questo, Dossena si schiaccia sulla metà campo, rimanendo però largo. Per questo il lavoro di contenimento di Gargano e Pazienza è decisivo. Campagnaro e Maggio aiutano molto la difesa, costruita su tre centrali.
Cosa va: Squadra corsara se ce n'è una, ha sofferto in casa fino alla vittoria contro la Roma. Il migliore, in questo avvio, è stato Edinson Cavani, capocannoniere del torneo. Grande forma per l'uruguagio, noto per non essere un grande goleador, che ha stupito tutti. Felicissima l'intuizione di Mazzarri, che ha spostato Hamsik più avanti, trasformandolo in finalizzatore. Il Napoli gioca bene, non v'è dubbio.
Cosa non va: Qualche difetto si può trovare nelle difficoltà dimostrate dal Napoli nel conservare il risultato positivo, come accaduto contro Bari e Chievo davanti al proprio pubblico. La difesa è purtroppo in grado di prendere brutte imbarcate, e ciò è dimostrato dall'altro numero di goal subiti. Il doppio impegno settimanale potrà creare qualche problema, perchè la rosa non sembra adeguata per reggere al meglio.

INTER, 11 PUNTI, 3V 2P 1S, 8GF 3GS
Come gioca: Nel momento di transizione del passaggio da Mourihno a Benitez, si rimane ancora sul 4-2-3-1 che tante soddisfazioni ha dato ai nerazzurri l'anno scorso. Eto'o è sempre più prima punta, dietro di lui agiscono Snejider, Pandev e Biabiany. Stankovic e Cambiasso cerniera davanti alla difesa a quattro, comandata da Lucio e Samuel. Nessuna novità di sorta, quindi, in attesa che il tecnico spagnolo trasformi il tutto nel 4-3-3 che ha dimostrato di preferire.
Cosa va: La difesa è la nota più lieta. Tre goal subiti sono pochi e parlando della migliore difesa in assoluto nel nostro campionato. Solo che uno di questi goal ha pesato davvero tanto, nella sconfitta esterna contro la Roma. Samuel Eto'o è in forma smagliante, ed è capocannoniere insieme a Cavani. Benitez dimostra coraggio nel puntare sui giovani, e Coutinho e Biabiany sembrano in grado di ritagliarsi un ruolo importante nella squadra campione d'Europa.
Cosa non va: Non vedere l'Inter in testa alla classifica porta a spulciare la squadra per trovare tutti i difetti. Partendo dal basso, Maicon sembra il cugino brocco dell'originale: dispiacere per non essere andato a Madrid? Salendo, troviamo Diego Milito, il bomber simbolo del triplete dello scorso anno, che in questo avvio di stagione non la butta dentro nemmeno a pagarlo (doppietta contro il Bari e niente più). E poi ci sono gli infortuni, a catena: Samuel, Lucio, Cambiasso, lo stesso Milito, adesso anche Cordoba. Per Benitez sono guai. E le stagioni con tanti infortuni sono difficilissime.

LAZIO, 13 PUNTI, 4V 1P 1S, 8GF 5GS
Come gioca: La sorprendente capolista della serie A è guidata con sapienza da Edy Reja, che dimostrato di essere più moderno di quanto la sua veneranda età non dica. Ha iniziato in maniera camaleontica, cambiando spesso modulo ed interpreti, ma sembra essersi stabilizzato sul 4-3-1-2. I terzini spingono meno rispetto alla scorsa stagione, quando c'era la difesa a 3. La cerniera di centrocampo mescola piedi buoni con capacità da incontristi: gli interpreti sono Ledesma, Brocchi e Mauri. Hernanes agisce da trequartista dietro a Zarate, o Rocchi, e Floccari. Reja ruota molto spesso i suoi uomini.
Cosa va: Quando si vince, tutto va bene. Lo si capisce, al contrario, da come andarono le cose l'anno scorso. Reja è stato magistrale nella gestione del mercato, facendosi comprare i giocatori desiderati e tenendo quelli fondamentali. Ha saputo creare un gruppo, con i giocatori che per ora non si lamentano se giocano poco (tranne Mauri e Matuzalem, che hanno avuto qualcosa da dire). La squadra gioca un bel calcio, ed ha in Hernanes un vero campione, in grado di girare le partite anche giocando male. Anche Stefano Mauri è in grande forma, come peraltro Biava e Andre Dias, diga difensiva. Buone nuove anche dal settore giovanile, che ha dato alla prima squadra due giocatori interessanti come Cavanda e Kozak.
Cosa non va: La sensazione è che questo bel momento non durerà a lungo, e questo toglie qualche giusto entusiasmo. Se volessimo trovare dei nei, potremmo fare riferimento a qualche errore di Fernando Muslera, che ancora non dimostra la sicurezza del grande portiere, ma si sta avvicinando a questo status. Ha iniziato la stagione con il freno tirato, e dimostrando troppo nervosismo, il terzino svizzero Lichtsteiner. Uno degli acquisti estivi, sbandierato come il sostituto di Kolarov, vale a dire Garrido, è ancora oggetto misterioso.

Il primo bilancio - parte quarta


PALERMO, 8 PUNTI, 2V 2P 2S, 10GF 9GS
Come gioca: Albero di Natale classico per il Palermo di Delio Rossi, che presenta un quartetto difensivo con due terzini di spinta come Cassani e Balzaretti. Centrocampo roccioso con Migliaccio, Bacinovic e Nocerino. Pastore ed Ilicic a supporto dell'unica punta, che sia Maccarone, Hernandez o Pinilla. In vari momento del match, questo schema può facilmente trasformarsi in un efficace quanto offensivo 4-3-3.
Cosa va: Il Palermo ha un grande giocatore, Javier Pastore, detto Il Flaco, che rappresenta la nota più lieta di questo avvio di stagione. L'attacco macina delle belle prestazioni. Delio Rossi è un allenatore carismatico ed ha già trasmesso, in parte, la sua tempra alla squadra (si veda in tal senso il pareggio contro il Lecce). Che belle le scoperte di Ilicic e Bacinovic: complimenti a Walter Sabatini.
Cosa non va: E' una caratteristica non solo del Palermo: la discontinuità. Grandi prestazioni alternate a brutte cadute. E poi il Barbera finora non ha rappresentato un vero e proprio fortino, dato che le uniche due vittorie sono arrivate fuori casa. In pratica, è stato invertito il trend della passata stagione. Ultima annotazione: il Palermo è una squadra giovane; da qui alla fine, il gap di esperienza potrebbe pesare.

JUVENTUS, 8 PUNTI, 2V 2P 2S, 12 GF 9GS
Come gioca: Gigi Delneri significa 4-4-2. Non ci sono storie. Difensori in linea e due centrocampisti esterni su cui si sviluppa la maggior parte della mole di gioco. L'ideale del tecnico friulano è disporre di una seconda punta e di un primo attaccante alto e forte fisicamente, deputato a segnare. Tanti devono essere i cross dalle fasce ed i tagli dei centrocampisti.
Cosa va: L'attaco juventino è in grado di regalare giornate di grandi scorpacciate, come successo contro Udinese e Cagliari. Inoltre, la Juve sembra aver ritrovato un giocatore importante come Felipe Melo, ben supportato da Aquilani, con il quale forma una coppia centrale assortita nel migliore dei modi. Milos Krasic rappresenta la nota più lieta in questo avvio di campionato, ed è diventato il simbolo di una campagna acquisti altrimenti rivedibile.
Cosa non va: La difesa è sul banco degli imputati. Bonucci e Chiellini non sembrano affatto complementari, De Ceglie e Motta sono ancora acerbi, e stupisce il fatto di dover ricorrere ancora all'esperto Grygera. Non è un problema di singoli, è proprio la fase difensiva in sè a fare acqua, con i giocatori che spesso non si trovano nella giusta posizione. Urge il recupero di Amauri, perchè l'attacco ha sì regalato prove da grandi numeri, ma le ha alternate ad un piattume preoccupante.

BRESCIA, 9 PUNTI, 3V 0P 3S, 7GF 8GS
Come gioca: Iachini dispone la sua squadra con un 4-3-1-2 le cui fortune dipendono soprattutto dall'ispirazione del reparto offensivo. Diamanti agisce nel ruolo di trequartista dietro ad Eder e Caracciolo, mentre Cordova, Baiocco ed il sorprendente Hetemaj trovano collocazione sulla mediana. Difesa classica a quattro, davanti all'ottimo Sereni di questo avvio di stagione.
Cosa va: Diamanti ha già avuto modo di dimostrare tutte le sue doti di grande ispiratore della manovra offensiva. Si è messo in luce anche Eder, al battesimo nella massima serie dopo un ottimo campionato cadetto con l'Empoli. Il Brescia ha ottenuto vittorie sia in casa che in trasferta, dimostrando di poter ricoprire il ruolo di squadra corsara. Grande inizio per un Matteo Sereni davvero in forma.
Cosa non va: Non inganni, però, lo score, perchè ottenuto vincendo contro la Roma nella partita degli errori dell'arbitro Russo. Anche Caracciolo rappresenta una nota negativa: l'attaccante è lontano dai giorni migliori. La difesa non offre le più ampie garanzie, come peraltro la panchina. Inoltre sono forse troppi i giocatori della vecchia guardia (Baiocco ed Antonio Filippini su tutti).

CHIEVO, 10 PUNTI, 3V 1P 2S, 8GF 5GS
Come gioca: Classico 4-4-2 per Stefano Pioli, che ha sostituito Mimmo di Carlo sulla panchina del Chievo. Le due punte sono complementari, una forte e l'altra brevilinea. Il centrocampo è fatto di onesti lavoratori votati al sacrificio, come Rigoni e Bogliacino. La difesa è guidata dall'esperto portiere Sorrentino, e presenta una linea a quattro ben assortita.
Cosa va: Ormai ci siamo abituati agli exploit del Chievo, e non ci stupiamo più. La squadra veneta ha lavorato bene sul mercato, inserendo prospetti interessanti come Constant e Fernandes che hanno già dimostrato le loro qualità. Pellissier è una garanzia, mentre è stato ottimo l'esordio in campionato del vecchio bomber Moscardelli. La difesa merita una menzione d'onore, e soprattutto Sorrentino, portiere fin troppo sottovalutato.
Cosa non va: Si è perso qualche punto di troppo in casa. Due sconfitte ed un pareggio davanti al proprio pubblico, a fronte di tre vittorie corsare, devono assolutamente far riflettere. E' una squadra fin troppo attendista e poco propensa a prendere l'iniziativa. Grandi contropiedisti, ma con il pallone fra i piedi i centrocampisti del Chievo fanno tanta, troppa fatica.

martedì 12 ottobre 2010

Il primo bilancio - parte terza


LECCE, 8 PUNTI, 2V 2P 2, 5GF 8GS
Come gioca: Luigi De Canio mette in campo la sua squadra con un 4-3-3 classico, con tre attaccanti veri e votati alla fase offensiva come Jeda, Corvia ed Olivera, con Di Michele come riserva di lusso. Il centrocampo è forte fisicamente ed ha in Vives un giocatore di fantasia. La fase difensiva, dopo la batosta con il Milan all'esordio, si è attestata su buoni livelli.
Cosa va: La squadra gioca bene ed i raccordi fra i reparti funzionano senza sbavature. Potrebbe essere la stagione della consacrazione per Daniele Corvia, attaccante scuola Roma, che è sempre stato ritenuto una promessa mancata. Inoltre, De Canio è un allenatore che da ampie garanzie in situazioni come quelle del Lecce, che punta ad una non facile salvezza.
Cosa non va: La panchina non vale la massima serie, su questo non ci sono dubbi. Anche in porta manca un uomo in grado di dare sicurezza a tutto il reparto difensivo: Rosati e Brivio sono bravi portieri, niente di più. I veterani su cui si è deciso di puntare, inoltre, sembrano tutti più o meno all'ultima spiaggia, avendo perso le occasioni avute per fare grandi salti.

BARI, 8 PUNTI, 2V 2P 2S, 6GF 9GS
Come gioca: Mister Ventura l'anno scorso ha stupito tutti con il suo 4-4-2 veloce e molto offensivo. I due esterni di centrocampo partecipano attivamente alla fase offensiva, trasformando il modulo in un 4-2-4 arrembante. Le due punte, brevilinee, contribuiscono a dare fluidità al gioco. Al centro del campo troviamo due mediani dotati di forza fisica e di ottime caratteristiche di impostazione del gioco.
Cosa va: Funziona l'impianto, dato che il Bari è sempre saldamente a metà classifica, nonostante quest'anno le avversarie conoscano il modo di giocare della squadra di Ventura. L'aggiunta di Ghezzal ha già dato i suoi frutti, e ne continuerà a dare durante il campionato. Continua la propensione dei biancorossi a puntare sui giovani, ottenendo importanti risultati. La difesa regge nonostante le partenze di Ranocchia e Bonucci. Bene anche Barreto, sempre più leader offensivo, ed Almiron, cervello della squadra.
Cosa non va: La tenuta atletica non è ancora su livelli eccellenti, ed a volte si verificano dei cali di concentrazione letali (si veda la sconfitta in casa del Genoa). Inoltre c'è ancora il dubbio su chi deve essere il compegno fisso di reparto di Almiron, dato che Gazzi e Donati si alternano un pò troppo. Sulla fascia sinistra Parisi non garantisce il rendimento che aveva a Messina.

GENOA, 8 PUNTI, 2V 2P 2S, 6GF 7GS
Come gioca: Gasperini, ormai da molti anni tecnico del Genoa, utilizza un 3-4-3 molto offensivo, con le due ali che fanno un lavoro importantissimo in fase di ripiego. I tre centrali difensivi sono alti e forti fisicamente, come anche la punta centrale. I due esterni d'attacco, con la loro velocità, sono molto funzionali al progetto tecnico.
Cosa va: Alcuni dei nuovi acquisti arrivati nella grande estate del patron Preziosi si sono già messi in luce: Eduardo è un ottimo portiere, Ranocchia ha un futuro garantito in Nazionale, Veloso può dare tanta qualità al centrocampo. Anche Toni ha ripreso il feeling con il goal. Di certo, fra le cose positive, c'è anche una buona dose di fortuna, che ha giocato un ruolo fondamentale nelle due vittorie fin qui ottenute.
Cosa non va: Gasperini non è felicissimo di alcuni acquisti (leggasi Zuculini) e non ha mai nascosto questi suoi sentimenti. Inoltre, com'è ovvio, una squadra estremamente rinnovata necessita di tempo per l'adattamento. Ci si aspettava di più da questo Genoa, che è stato il re del mercato, ma c'è ancora da attendere. C'è anche confusione nel progetto: Mesto doveva partire, ora e titolare ed è già stato decisivo in varie occasioni. Come lo spieghiamo?

CATANIA, 8 PUNTI, 2V 2P 2S, 7GF 6GS
Come gioca: Cambio di allenatore, ma modulo vecchio. Anche Giampaolo propone il 4-2-3-1 che usava Mihajlovic, con il trio Ricchiuti-Biagianti-Mascara dietro la prima punta Maxi Lopez. Terzini bloccati sulle fasce, a difesa della porta dove si trova l'ottimo Andujar. Carboni ed Izco rappresentano la cerniera di centrocampo.
Cosa va: La fase difensiva è sicuramente di alto livello. Nel momento in cui si chiude a riccio, il Catania non offre sbocchi agli avversari, come accaduto nel pareggio contro il Milan. Molto buono l'impatto di Capuano su questo campionato, è senza dubbio il migliore del Catania. L'allenatore Giampaolo è garanzia di sicurezza, dopo le lodi ricevute quando era allenatore del Cagliari prima e del Siena poi. Da ultimo, la colonia argentina continua a dare ampie garanzie.
Cosa non va: La posizione di classifica è buona e fa per lo più sorridere, ma c'è qualche problema. Soprattutto in attacco, dove Maxi Lopez non è ancora il goleador infallibile della scorsa stagione. Biagianti, dopo due campionati di ottimo livello, appare in flessione, e Mascara inizia a doversi preoccupare dei dati anagrafici.

mercoledì 6 ottobre 2010

Il primo bilancio - parte seconda


CESENA, 7 PUNTI, 2V 1P 3S, 4GF 7GS
Come gioca: Il 4-3-3 di Ficcadenti è un modulo fatto di velocità e sacrificio. Le due ali offensive, Giaccherini e soprattutto Schelotto, sono chiamati ad un lavoro di ripiegamento importante. Anche perchè i 3 centrocampisti agiscono per lo più al centro del campo. In fase difensiva, il modulo si trasforma in un 4-5-1, con interditori importanti come Appiah, Colucci e Parolo.
Cosa va: Senza dubbio l'effetto sorpresa ha connotato l'avvio di stagione del Cesena, che si è presentato pareggiando contro la Roma e battendo il Milan in casa. Funziona anche la linea verde, dato che Schelotto e Giaccherini, all'esordio in serie A, hanno impressionato positivamente. Non dimentichiamoci inoltre la splendida forma del portiere Antonioli, giocatore più anziano della serie A.
Cosa non va: L'effetto sorpresa è un'arma a doppio taglio, perchè svanisce in poco tempo. La formula di Ficcadenti, da offensiva, si è trasformata in attendista, quasi timorosa. Non funziona nemmeno l'atteggiamento contro squadre alla pari, come Udinese e Lecce (sconfitta con la prima, vittoria per un pelo contro la seconda). Insomma, il Cesena si esalta contro le grandi e si perde contro le piccole. E questo trend non porta alla salvezza.

BOLOGNA, 7 PUNTI, 1V 4P 1S, 7GF 8GS
Come gioca: Modulo quasi speculare a quello del Cesena, un 4-3-3 con vocazioni più difensive che offensive. I due esterni, Meggiorini e Siligardi, giocano più dietro rispetto a Di Vaio, andando a formare un quintetto di centrocampo con Perez, Mudingayi e Casarini. Nella difesa a quattro i terzini restano bloccati e salgono davvero raramente.
Cosa va: Marco Di Vaio è ancora il bomber che ha fatto le fortune di questa squadra. La sua vena offensiva ha dato punti importanti al Bologna. La tenuta difensiva è importante, e Malesani su questo ci lavora molto bene. Siamo davanti ad una squadra con una grande tempra, che non molla mai, come ha dimostrato all'Olimpico contro la Roma.
Cosa non va: L'organico non è di livello, e pian piano questo è un problema che verrà fuori. Di Vaio è sì il bomber principale, ma è anche avanti con gli anni e non ha ricambi. Ci vorrebbe più coraggio nel puntare con convinzione su Gimenez, che è un giovane di belle speranze. Per il resto possiamo parlare di un avvio decisamente convincente.

SAMPDORIA, 7 PUNTI, 1V 4P 1S, 7GF 6GS
Come gioca: Mimmo di Carlo ha sostituito Delneri ed ha subito imposto il suo dogma calcistico, un 4-4-2 con il rombo a centrocampo, con un trequartista atipico. Ai tempi del Chievo era Pinzi ad agire dietro le punte, ora il ruolo è ricoperto da Guberti. Cassano è rimasto seconda punta, mentre Semioli sta trovando molto spazio al posto di Mannini.
Cosa va: Effettivamente sono poche le cose che funzionano. Una di queste è senza dubbio Guberti, che ha facoltà di inventare e di spaziare sulla trequarti avversaria. Forse è l'ex centrocampista di Roma e Bari la nota lieta di avvio di stagione. Bene anche la difesa, con Curci che, soprattutto nelle gare interne con Lazio ed Udinese, si è saputo ritagliare uno spazio importante.
Cosa non va: La preparazione studiata per far bene nel preliminare di Champions si sta sentendo, e la Samp non è una squadra fresca, che corre. Cassano appare troppo svuotato e deconcentrato (si vedano i goal clamorosamente sbagliati contro il Bologna). Un altro problema è rappresentato da Pazzini, grande bomber l'anno scorso ed ancora a secco in questo campionato. Zauri e Ziegler non hanno ancora raggiunto il rendimento a cui ci hanno abbituato.

CAGLIARI, 7 PUNTI, 1V 4P 1S, 7GF 5 GS
Come gioca: L'esordiente Bisoli adotta un 4-3-1-2 in grado di esaltare soprattutto il fantasista, che si tratti di Cossu o di Lazzari. Terzini bassi e bloccati in difesa, esterni di centrocampo duri fisicamente: questa la formula per chiudere la propria area di rigore. La coppia di attacco porta tanti centimetri, ma anche piedi buoni ed agilità.
Cosa va: La fase difensiva è un punto di forza del Cagliari, che nella partita con la Juve ha subito 4 goal, ma nelle altre 5 ne ha preso uno solo. Il giovane portiere Agazzi sta ben figurando, a riprova che a Cagliari sanno lavorare sugli estremi difensori. Il centrocampo, se Cossu e Lazzari sono in giornata, può regalare giocate spettacolari. In attacco Matri ha fatto registrare segnali importanti per quella che dovrà essere la stagione della consacrazione.
Cosa non va: A Cagliari si registrano, fin da ora, troppe turbolenze che riguardano la posizione dell'allenatore. C'è già chi parla di un Bisoli sull'orlo del esonero, e di uno spogliatoio di difficile gestione. Non a caso nell'ultima partita non sono stati convocati giocatori importanti come Conti ed Agostini, che rappresentano il nucleo storico di questo gruppo. Altro problema è rappresentato da Acquafresca, tornato in Sardegna a furor di popolo ed ancora lontano da una forma fisica presentabile.