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sabato 8 maggio 2010

Le omissioni di Totti


La notte, si sa, porta consiglio. Ed è servita una notte intera per ponderare e pesare nel modo giusto le parole di Francesco Totti comparse su ben due pagine dell'edizione del venerdì del Corriere dello Sport. Ripercorriamo insieme i passaggi più significativi, provando a dimostrare che il calciatore della Roma, nel suo sfogo, non ha detto tutto, ma ha anzi lasciato aperti diversi quesiti. Si comincia allora.

"Durante la gara 'lui' ha avuto nei riguardi dei miei compagni un atteggiamento provocatorio e questo è avvenuto anche in passato contro di noi. Ricordate la linguaccia a Panucci, o quello che è successo con Mexes, o la sua esultanza sotto la nostra curva? Tutto questo, sempre dallo stesso calciatore, è stato fatto in quasi tutti gli stadi italiani e anche in Europa ed è probabilmente questo uno dei motivi per i quali nel proprio gruppo non è mai stato ben accetto ed è sempre visto da altri club o dalla Nazionale stessa come un elemento di disturbo. Certo, ho sbagliato nel commettere quel fallo, ma io sono sempre stato il primo a riconoscere i miei errori e a giustificare chi contro di me ha compiuto falli di gioco che mi hanno procurato anche infortuni gravi, ma privi di malafede, vedi Vanigli, che ho subito scagionato".

Questo primo inciso è al limite del comico. Vediamo perchè. Totti fa riferimento a quanto accaduto nella partita dello scorso anno giocatasi a Milano e finita 3-3, con un Balotelli (che Totti si guarda bene dal nominare) in grande spolvero. Mario segnò un rigore e fece la linguaccia ai tifosi che lo avevano fino a quel momento ricoperto di insulti perchè scuro di pelle. Ebbene, Balotelli non può esultare sotto la curva dei tifosi della Roma? Ricordiamo allo smemorato Pupone che quando toccò a lui segnare sotto la Nord durante un derby non ci pensò due volte a mostrare la famosa maglietta del "vi ho purgato ancora". E allora, dov'è lo scandalo? Per tutto questo Balotelli merita una punizione esemplare? Comico pure il resto: anche gente come lui e Cassano sono presi di mira da tutti gli stadi dove mettono piede, semplicemente perchè giocatori temuti dalle tifoserie per le loro capacità. Oddio, per Totti era così qualche tempo fa, visto che ormai non fa più molta paura. E questo sarebbe un altro motivo per calciare Mario? Francesco Totti ha vendicato i tifosi di tutta Europa che odiano Balotelli? Sembra tutto un pò esagerato. Inoltre meravigliosa contraddizione è quella sull'ecumenico perdono che lui avrebbe impartito ai giocatori, come Vanigli, che lo hanno maltrattato con pesanti falli DI GIOCO! Esatto, Francesco caro, quelli sono falli di gioco, il tuo è un pestaggio avulso dal gioco. O no? Ma andiamo avanti, il meglio deve ancora arrivare.

"Chi mi conosce sa perfettamente che una mia reazione viene sempre generata da una provocazione. Sentire che un calciatore alle prime armi, ma con grandi doti, offenda ripetutamente i miei tifosi, la mia città, il mio senso di appartenenza a Roma, oltre a me personalmente, dicendomi che sono finito, è insopportabile. Non vuole essere una giustificazione, ma è semplicemente la verità di quello che è accaduto. Non si può tollerare che 'lui' abbia sempre la possibilità di provocare tutti, compresi i suoi tifosi e quelli avversari e che nessuno prenda in considerazione preventivamente i suoi atteggiamenti. Come ripeto ho sbagliato, sarò sanzionato, ma ho avuto una strana sensazione. Al momento della mia espulsione non c'è stato nessun mio avversario che abbia preso le difese...di 'lui. Questo qualcosa mi fa pensare".

Un capolavoro. Chiunque abbia scritto queste righe a Totti merita un pubblico riconoscimento. Chi lo conosce? Chiedete a Poulsen, Galante, Colonnese, tanto per fare degli esempi. Stando alla sua ricostruzione, Francesco Totti si è vestito da cavaliere della città eterna e l'ha difesa contro l'invasore barbaro. Grazie, per carità, ma non ce n'era bisogno. Chi scrive è romano, e non si sente offeso affatto da Balotelli, anzi. Inoltre bisogna anche sottolineare l'aspetto più importante di tutti. Mondiali 2006, la Finale. Zidane viene provocato da Materazzi e lo colpisce con una testata. La stampa, il giorno dopo, crocifigge giustamente Zidane. Finale di Coppa Italia, maggio 2010. Totti stende Balotelli con un calcio dopo essere stato provocato. La stampa gli offre due pagine per il suo personale delirio di onnipotenza. D'altronde, Balotelli ormai dovrà scendere in campo con un bavaglio, perchè bisognerà prendere preventivamente in considerazione i suoi atteggiamenti! L'uso della parola "preventivamente" è inquietante: Totti sarebbe sceso in campo con l'intenzione di dare una lezione a quel giocatore? Vorremmo una risposta in tal senso. Da ultimo il doppio capolavoro: una dicitura super sgrammaticata solo per non nominare il suo avversario (ricorda tanto il Veltroni perdente della campagna elettorale del 2008, il riferimento non è casuale e tra poco capirete perchè) e la bugia più grande. Non è vero che i giocatori dell'Inter non hanno difeso Balotelli. Guardate le riprese: appena Totti lo stende, Milito si gira verso l'arbitro per richiamare l'attenzione; mentre Totti esce dal campo arriva Maicon che si fa di corsa tutto il campo per sincerarsi della salute del compagno. Non l'hanno difeso, caro Pupone, perchè l'arbitro aveva fatto il suo dovere espellendoti, e ai veri campioni va bene così. Ma il discorso su Balo deve esaurirsi con una domanda che non troverà mai risposta: se il colpevole da castigare era solo il numero 45, perchè Totti ha prima calciato Milito e poi Thiago Motta? Loro nemmeno c'erano l'anno scorso quando Mario fece la linguaccia! Mistero della fede.

"Vorrei precisare anche altre cose. L'argomento politici e vip. Tanti si sono scatenati in commenti e giudizi pesanti. Questi personaggi sono quelli che dal calcio traggono solo vantaggi e visibilità (...). Ma non ho mai visto nessuno di loro chiedere un autografo o una maglia ad un delinquente. Da alcuni di loro, in questo caso - e non è la prima volta - come tale sono stato trattato".

Buongiorno Francesco, benvenuto sulla Terra, anzi, in Italia. Totti, dopo giorni di assurde interpellanze parlamentari su Lazio-Inter, si sveglia e si accorge che i politici cercano solo applausi, vantaggi e visibilità. Povero ingenuo pupetto. Eppure lui è stato il primo a vendersi ai politici, con il suo messaggio per Rutelli, o l'amicizia con Veltroni (citato prima non a caso, sembra avergli insegnato il mestiere), o la recente foto scattata a Trigoria con la Polverini. Sono i politici che hanno contribuito a creare il personaggio - Totti. Sono i vip come Costanzo che gli hanno permesso di apparire in televisione e di pubblicare i libri delle barzellette. Sono tutti loro che lo hanno fatto diventare ambasciatore dell'Unicef. Già. L'Unicef, che si occupa di bambini...Francesco, dato che ricopri questo ruolo, pensa al male che hai fatto a tutti i bambini che mercoledì sera ti hanno guardato e si sono sentiti traditi da te, oppure hanno avuto voglia di emularti. Un ambasciatore Unicef regala sogni, non calci. Che vergogna.

"Alla finale di Coppa Italia si è arrivati dopo quindici giorni di polemiche. A cominciare dal derby, dove tutto è stato strumentalizzato per la mia esultanza, di cui mi sono subito scusato. La vittoria a Parma, con la speranza che si era riaccesa e il giorno successivo con Lazio - Inter. Su quella partita noi romani e romanisti ci siamo già espressi. Infine si è arrivati alla partita con l'Inter, che tutti aspettavano e che tutti - sottolineo tutti - ci hanno chiesto di giocare con temperamento e aggressività agonistica".

Ma che stupidi, ancora perdiamo tempo a parlarne! La soluzione del caso è semplice, la colpa è di Lazio - Inter! D'altronde, anche la crisi economica potrebbe essersi verificata per Lazio - Inter, che fra l'altro ha causato anche la catastrofe della macchia di petrolio sulle coste dell'America. Già, Totti riesce a dare la colpa alle polemiche, dimostrando di non avere pudore. La sua esultanza post derby, quindi, è stata strumentalizzata. Ok. Però è poi lui il primo a strumentalizzare la partita fra Lazio ed Inter per pararsi il deretano, senza peraltro riuscirci. Da questo passaggio poi prova ad esprimere un concetto di simbiosi fra "romani" e "romanisti". No Francesco, romani sono tutti gli abitanti di Roma, i romanisti sono i tifosi della Roma. E' diverso, perchè la città non la pensa tutta come te. Roma non è di Francesco Totti, questo deve essere chiaro. Ultima cosa: temperamento ed aggressività non vogliono dire rincorrere gli avversari che sono più forti di te per riempirli di calci. Hai 34 anni, tante stagioni alle spalle, ed ancora non l'hai imparato? Peggio per te, noi queste cose le sappiamo. Ed è inutile che i tuoi giornali di fiducia ti facciano scrivere fiumi di parole inutili. Tanto, alla fine della fiera, la tua figuraccia l'hai fatta e, come vedi, continui a farla.

giovedì 6 maggio 2010

L'Inter conquista il primo "titulo"



La Finale di Coppa Italia è stata dura, spigolosa, ruvida, ma alla fine ha visto trionfare la squadra che è oggettivamente più forte. Prima di lasciarci andare ad un commento stigmatizzante dei fattacci di ieri sera, analizziamo il match da un punto di vista tattico. Pronti, via e subito Burdisso atterra Sneijder, che dovrà chiedere immediatamente il cambio. Niente paura però: entra infatti Mario Balotelli, pronto a giocare una delle sue migliori partite stagionali. La tensione in campo c'è, si vede e si sente. Viene annullato un goal a Milito per un fuorigioco che se c'è è questione di centimetri. In quel momento Mou si avvicina ad un funzionario di campo per sbirciare il replay nel monitor, dando vita ad una scena divertente. Si prosegue sui binari della tensione, con Julio Cesar che salva capra e cavoli su un cross pericoloso di Taddei e Perrotta che di testa manda a lato di poco. Dall'altra parte Milito e Thiago Motta si scambiano il pallone nello stretto, solo che quest'ultimo avrebbe tre compagni da servire ma crossa malissimo. Al quarantesimo minuto l'Inter va in vantaggio con un goal favoloso di Milito che prende palle, si libera dei marcatori ed esplode la botta. E' davvero il suo anno: l'argentino è senza dubbio fra i cinque attaccanti più forti del Mondo, ed ha ancora tre partite per scalare questa classifica. Si va al riposo sulla scia delle scaramucce fra Mexes e Materazzi: il difensore dell'Inter parla di "due cazzotti", noi invece alla tv ne vediamo sicuramente uno, che però viene sanzionato solo con giallo.
Il secondo tempo vede Ranieri sostituire Pizarro e Burdisso con Totti e Motta, salvo poi far entrare Menez per Toni. La Roma a questo punto si getta in avanti e crea solo due occasioni: incredibile il tap-in mancato di Juan, più difficile il diagonali di Vucinic. Da lì in poi sarà solo Inter, con Balotelli in grado di prendere palla sul lato sinistro dell'attacco e saltare quanti giocatori vuole senza il minimo sofrzo. Ma eccoci al finale turbolento. Comincia Taddei, che per ben due volte entra in maniera molto scomposta su Thiago Motta, e ne esce fuori solo un giallo. Conclude Totti, che all'ennesima serpentina di Balotelli, lo rincorre per 20 metri e gli assesta un calcione alla gamba destra, rischiando di infortunare seriamente l'avversario. Arriva il rosso diretto, e ci mancherebbe altro. Si spera in sanzioni pesanti, ma ne parleremo a breve. Ad ogni modo a questo punto la partita è ormai già storia, non servono a nulla i tre minuti di recupero, ed al fischio finale un invasore di campo solitario va a puntare Cambiasso, senza per fortuna raggiungerlo. La cronaca si ferma qui, i commenti da fare sono tanti.

Partiamo dal punto di vista tattico. Mourinho con lode, Ranieri insufficiente. L'Inter è scesa in campo praticamente senza Sneijder e senza Pandev, ma è riuscita comunque a disegnare un bel gioco fluido, soprattutto sulla fascia destra, dove l'asse Zanetti - Maicon fa davvero paura. Da quella parte Riise ha sofferto davvero tanto, ed infatti i pericoli maggiori sono arrivati dalla sua parte, dove Milito ha affondato per il goal. Poi per carità si aggiunga anche che la difesa era rattoppata come non mai (Materazzi e Cordoba titolari) ma ha retto ad un urto, per la verità, molto sterile.
La Roma è scesa in campo male, malissimo, per colpa di alcune scelte quanto meno opinabili di Ranieri. Perchè Toni dall'inizio? Siamo convinti che il mister giallorosso se lo stia ancora chiedendo. Luca Toni è un ripudiato da una squadra che si trova in Finale di Champions League, ha praticamente vinto la Bundes e si sta prendendo la Coppa Nazionale. E' un giocatore in difficoltà, il suo fisico non regge come ai bei tempi, somiglia ad un caterpillar fermo piantato sulle motrici. Anche Totti è in fase nettamente calante, non c'è dubbio, ma oggi è un pochino più in forma, a Parma aveva fatto bene, e quindi ci si aspettava la sua presenza dal primo minuto. Poi togliere Pizarro all'inizio del secondo tempo, in una partita in cui già il gioco latitava di suo è un suicidio, è un consegnarsi agli avversari tipo vittima sacrificale in un rito di vestali. Sono due le sconfitte recenti della Roma, e su tutt'e due c'è l'ombra delle scelte sbagliate da Ranieri. Sarà un caso? E perchè mister Claudio non ha strigliato i suoi che, mettendola sul fisico, non hanno fatto altro che favorire l'Inter? La verità è che ieri sera si è vista la Roma dello scorso anno, quella che finiva praticamente tutte le partite in dieci grazie al nervosismo esagerato di gente come Mexes, Totti e De Rossi.

E' finalmente giunto il momento dell'analisi ambientale. L'abbiamo detto in cronaca, si è partiti subito con la violenza gratuita e così si è continuato. Però permetteteci di stigmatizzare la non professionalità di colui il quale, chiunque sia, ha fatto partire l'inno della Roma all'ingresso delle squadre in campo. Signori, l'Olimpico ieri sera era sede della Finale come campo neutro. Un pò di serietà, e che diamine! Ma ovviamente tutto questo sarà dovuto agli strascichi di Lazio-Inter, come sottolineano ad ogni collegamento i giornalisti Rai, ieri sera davvero indegni ed offensivi nei confronti della loro professione. E poi c'è il gesto di Totti, un intervento di una violenza inaudita e totalmente gratuito. Lo stesso Francesco Totti che in tv appare come l'ottimo padre di famiglia che fa la collezione di cellulari. Lo stesso Francesco Totti che è ambasciatore dell'Unicef, non ce lo scordiamo. Lo stesso Francesco Totti che ci è stato imposto dai media come esempio per i giovani calciatori, per i padri, per i figli, per i nonni, per gli zii, per tutti. Come la carta stampata italiana ha rovesciato litri di inchiostro offensivo su Zidane dopo la capocciata a Materazzi (giustamente), lo stesso si dovrebbe fare con Totti, ma questo non accadrà, perchè lui è "Il Capitano", e poverino, era frustrato perchè non giocava dall'inizio, ed un gesto di nervosismo in una partita del genere ci può stare (così De Rossi a precisa domanda), e quindi non prendiamocela con lui. Beh certo, prendiamocela con Lazio - Inter, che è la madre di tutti i mali che si sono succeduti a cascata. Complimenti, davvero, a tutti i moralisti di questi giorni. Speriamo che quanto accaduto ieri vi possa tappare la bocca, se non per sempre, almeno per qualche giorno.